venerdì 17 ottobre 2025

Il Salone della Giustizia 2025: Roma al centro del dibattito sui diritti e sull’innovazione giuridica

 





Il Salone della Giustizia 2025: Roma al centro del dibattito sui diritti e sull’innovazione giuridica

Roma, 28-30 ottobre 2025 – Centro Studi Tecnopolo di Via Giacomo Peroni, 130

Dal 28 al 30 ottobre 2025 si terrà a Roma la sedicesima edizione del Salone della Giustizia, l’appuntamento annuale che riunisce magistrati, avvocati, studiosi, rappresentanti delle istituzioni e del mondo dell’informazione per discutere i temi centrali della giustizia, della legalità e delle trasformazioni sociali ed economiche in corso.

Una tre giorni di confronto ad alto livello

La manifestazione si aprirà con un ricordo del prof. Guido Alpa, figura di riferimento per il diritto civile italiano, seguito da un “face to face” tra il Ministro della Giustizia Carlo Nordio e il direttore de Il Giornale Alessandro Sallusti.

Nel corso delle giornate interverranno protagonisti della vita istituzionale e accademica: Giudici costituzionali, rappresentanti del CSM, dirigenti ministeriali, giornalisti e accademici. I dibattiti affronteranno temi di estrema attualità come i diritti umani ai tempi dell’incertezza, la transizione ambientale, la riforma Nordio, l’intelligenza artificiale e la nuova frontiera del diritto, nonché le politiche di sicurezza e di protezione civile.

Giustizia, tecnologia e diritti umani

Particolarmente atteso è l’incontro sull’intelligenza artificiale e il suo impatto sul diritto, con la partecipazione di Antonella Ciriello (Ministero della Giustizia), Antonino La Lumia (COA Milano) e Carlo Foglieni (AIGA). Sarà l’occasione per riflettere su come l’IA stia trasformando la professione forense e il sistema giudiziario, tra innovazione, deontologia e tutela dei diritti fondamentali.

Altro appuntamento di rilievo sarà il panel su “I diritti umani ai tempi dell’incertezza”, moderato da Paolo Liguori, con la partecipazione del giudice costituzionale Francesco Saverio Marini e di rappresentanti del CSM e dell’Unione Camere Penali.

Dal PNRR al Piano Mattei: la giustizia come motore di sviluppo

Nella giornata conclusiva, ampio spazio verrà dedicato al PNRR e al Piano Mattei per l’Africa, con interventi del Ministro Tommaso Foti, di Bernardo Mattarella (Invitalia) e di Valter Mainetti (Condotte 1880).
Temi che intrecciano diritto, economia e cooperazione internazionale, sottolineando il ruolo della giustizia come strumento di crescita e di equilibrio geopolitico.

Il valore del confronto

Il Salone si conferma un luogo di dialogo trasversale, dove politica, istituzioni, magistratura e società civile si incontrano per delineare una visione condivisa della giustizia italiana ed europea.

Come ogni anno, la partecipazione di giornalisti di testate nazionali (Il Sole 24 Ore, Rai, Mediaset, Ansa, La Verità, Il Messaggero) garantisce un dibattito vivace e pluralista, con sessioni “face to face” tra rappresentanti del Governo e del mondo dell’informazione.


Avv. Fabio Loscerbo

domenica 12 ottobre 2025


 


 


 


 


 

“Condanna per reati ostativi e rinnovo del permesso di soggiorno: il TAR Lazio ribadisce il principio dell’atto vincolato”


 🎙️ Titolo del podcast:

“Condanna per reati ostativi e rinnovo del permesso di soggiorno: il TAR Lazio ribadisce il principio dell’atto vincolato”


🎧 Testo del podcast:

Benvenuti in un nuovo episodio di Diritto dell’Immigrazione, con l’avvocato Fabio Loscerbo.

Oggi commentiamo una recente sentenza del Tribunale Amministrativo Regionale per il Lazio, la n. 17262 del 2025, che affronta un tema delicato: il rinnovo del permesso di soggiorno in presenza di una condanna penale per reati ostativi.

Il caso riguardava una cittadina straniera a cui la Questura di Roma aveva negato il rinnovo del permesso di soggiorno, poiché era stata condannata per reati legati allo sfruttamento della prostituzione. La difesa aveva sostenuto che la condanna non era definitiva e che la donna viveva in Italia da molti anni, con un percorso di integrazione ormai consolidato.

Il TAR ha però respinto il ricorso, confermando che per determinati reati — come quelli previsti dall’articolo 4, comma 3, del Testo Unico Immigrazione — il diniego del rinnovo è un atto vincolato, cioè obbligatorio per la pubblica amministrazione, senza necessità di una valutazione discrezionale sulla pericolosità del richiedente.

Solo in presenza di legami familiari effettivi e radicati in Italia l’amministrazione deve effettuare un bilanciamento tra la gravità del reato e il diritto alla vita familiare, ai sensi dell’articolo 5, comma 5, del d.lgs. 286/98 e dell’articolo 8 della CEDU.

Nel caso esaminato, la ricorrente non aveva dimostrato tali legami, e il TAR ha quindi confermato la legittimità del diniego.

Questa decisione ribadisce un principio costante: quando si tratta di reati di particolare allarme sociale, il legislatore presume la pericolosità del soggetto, e il potere della Questura diventa vincolato.
Una sentenza che riafferma l’equilibrio tra sicurezza pubblica e tutela dei diritti individuali, ma anche la necessità di dimostrare concretamente il proprio radicamento in Italia per poter invocare una valutazione più umana e proporzionata.

Io sono l’avvocato Fabio Loscerbo, e questo è Diritto dell’Immigrazione, il podcast che racconta la giurisprudenza che cambia la vita delle persone.
Alla prossima puntata!


📱 Hashtag:

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