lunedì 23 febbraio 2026

Travail saisonnier et titre de séjour : quand le « séjour en attente d’emploi » n’est pas possible

 Travail saisonnier et titre de séjour : quand le « séjour en attente d’emploi » n’est pas possible

Par une décision rendue le 5 février 2026 (n° 217), le Tribunal administratif régional d’Émilie-Romagne est venu rappeler un principe fondamental du droit italien de l’immigration, souvent source de malentendus et d’attentes irréalistes : l’étranger entré en Italie avec un visa pour travail saisonnier n’a pas droit à un titre de séjour « en attente d’emploi ».

L’affaire concernait un travailleur étranger ayant fait son entrée régulière sur le territoire italien sur la base d’une autorisation de travail saisonnier. Pour des raisons essentiellement procédurales, la relation de travail n’a toutefois jamais été correctement finalisée selon les modalités prévues par la loi. À la suite de cette situation, l’intéressé a demandé un titre de séjour lui permettant de rester en Italie afin de rechercher un nouvel emploi.

L’administration a rejeté cette demande, et le juge administratif a confirmé sans ambiguïté la légalité de ce refus.

Au cœur de la décision se trouve une distinction que la pratique tend parfois à négliger : le travail saisonnier est régi par un régime juridique spécifique, distinct de celui du travail salarié ordinaire. Le droit italien prévoit, de manière générale, que la perte d’un emploi ne conduit pas automatiquement à la perte du droit au séjour et peut ouvrir la voie à un titre temporaire destiné à la recherche d’un nouvel emploi. Cette règle, toutefois, ne s’applique pas au travail saisonnier.

Ce choix du législateur n’est ni accidentel ni arbitraire. Le travail saisonnier est, par nature, temporaire et lié à des cycles productifs précis et à des secteurs économiques déterminés. C’est précisément pour cette raison que la loi exclut expressément la possibilité de bénéficier d’un titre de séjour en attente d’emploi dans ce cadre. Lorsque la relation de travail saisonnier n’est pas établie ou s’interrompt, le visa d’entrée et l’autorisation de travail perdent leur efficacité juridique, entraînant la disparition du fondement même du séjour.

La décision est également importante pour un autre aspect souvent invoqué dans le contentieux en matière d’immigration. Le Tribunal rappelle avec clarté que les circulaires ministérielles et les lignes directrices administratives ne peuvent en aucun cas prévaloir sur la loi. Lorsque le texte légal est clair, il n’existe aucune marge pour des interprétations extensives ou des solutions administratives « correctrices ». En matière d’immigration, où l’entrée et le séjour sur le territoire touchent à des intérêts publics essentiels, la sécurité juridique et le respect des procédures priment.

Le message adressé par le juge administratif est donc net : le travail saisonnier ne peut pas être utilisé comme une voie indirecte de stabilisation du séjour en Italie. Toute possibilité de rester sur le territoire doit trouver son fondement dans des dispositions légales expresses, telles que celles relatives à la conversion des titres de séjour, et non dans des tentatives de régularisation a posteriori.

Cette décision s’inscrit dans une jurisprudence désormais bien établie et constitue un point de référence clair pour les praticiens du droit, les employeurs et les travailleurs étrangers. Confondre travail saisonnier et travail ordinaire revient à nourrir des attentes que le système juridique ne peut satisfaire, avec des conséquences souvent lourdes sur le plan personnel et juridique.

Le texte intégral de la décision est disponible dans la publication Calaméo au lien suivant :
https://www.calameo.com/books/008079775493de16d3a2d

Avv. Fabio Loscerbo

No Residence, No Permit?


 

New on TikTok: حكم قضائي حديث يؤكد أن عدم وجود عنوان سكن حقيقي وقابل للتحقق قد يؤدي إلى رفض تجديد تصريح الإقامة. العمل وحده لا يكفي. الاستقرار السكني عنصر أساسي في قانون الهجرة.

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Precarietà abitativa e rinnovo del permesso di soggiorno: la residenza quale presupposto sostanziale tra ordine pubblico e integrazione

 Precarietà abitativa e rinnovo del permesso di soggiorno: la residenza quale presupposto sostanziale tra ordine pubblico e integrazione

La sentenza del Tribunale Amministrativo Regionale per il Lazio, Sezione Prima Ter, n. 3262 del 20 febbraio 2026 (ricorso iscritto al numero di ruolo generale 16545 del 2022), affronta con chiarezza un nodo strutturale del diritto dell’immigrazione: il rilievo della stabilità abitativa ai fini del rilascio e del rinnovo del permesso di soggiorno per lavoro subordinato.

Il testo integrale della decisione è consultabile al seguente link:
Calameo – Pubblicazione della sentenza
https://www.calameo.com/books/008079775ba09cea21301
(URL esteso: https://www.calameo.com/books/008079775ba09cea21301)

La vicenda sottoposta al vaglio del giudice amministrativo prende le mosse dal diniego opposto dalla Questura al rinnovo del titolo di soggiorno, motivato sulla base della ritenuta irreperibilità dell’istante e della mancanza di un domicilio effettivo e verificabile. In particolare, l’Amministrazione aveva accertato che l’indirizzo indicato non corrispondeva a una situazione abitativa concreta, con esito negativo delle verifiche effettuate.

Il Collegio ha ritenuto legittimo il provvedimento di diniego, valorizzando un orientamento giurisprudenziale consolidato secondo cui la certezza della situazione abitativa costituisce presupposto indispensabile per il rilascio o il rinnovo del permesso di soggiorno. La decisione si colloca dunque nel solco di una lettura sostanziale dei requisiti di permanenza sul territorio nazionale, nella quale la dimora effettiva assume una funzione non meramente formale ma strutturale.

La pronuncia si fonda su un principio che merita attenzione sistematica: il titolo di soggiorno non è espressione di un automatismo legato al solo dato lavorativo, bensì il risultato di una valutazione complessiva della posizione dello straniero. In tale quadro, la precarietà alloggiativa – soprattutto quando si traduca in irreperibilità – incide direttamente sulla possibilità per l’Amministrazione di esercitare i propri poteri di controllo e di verifica, con evidenti riflessi in termini di ordine pubblico.

Particolarmente significativo è il passaggio in cui il giudice esclude che la falsa indicazione dell’indirizzo possa essere degradata a mera irregolarità formale. Essa viene qualificata come elemento dirimente, idoneo di per sé a giustificare il rigetto dell’istanza. Si tratta di un’affermazione che rafforza la centralità del principio di leale collaborazione e di correttezza nei rapporti tra amministrato e pubblica amministrazione, specialmente in un settore caratterizzato da un elevato tasso di discrezionalità tecnica.

La sentenza richiama inoltre il principio tempus regit actum, escludendo la possibilità di valorizzare dichiarazioni di ospitalità o documentazione sopravvenuta rispetto al momento di adozione del provvedimento. Ne deriva una concezione rigorosa del procedimento amministrativo in materia di immigrazione, nel quale la completezza e la veridicità della documentazione devono essere assicurate sin dall’origine.

Sul piano sistematico, la decisione sollecita una riflessione più ampia sul concetto di integrazione. La stabilità abitativa viene implicitamente elevata a indice di radicamento effettivo sul territorio. Non si tratta soltanto di un requisito tecnico, ma di un elemento che concorre a definire la qualità della presenza dello straniero nello Stato ospitante. L’integrazione, pertanto, non può essere ridotta al solo inserimento lavorativo, ma richiede una presenza reale, tracciabile e conforme alle regole dell’ordinamento.

In prospettiva futura, la pronuncia del TAR Lazio conferma una tendenza verso una crescente valorizzazione dei profili sostanziali della permanenza legale, rafforzando l’idea che la stabilità e la trasparenza della posizione anagrafica costituiscano condizioni imprescindibili per il mantenimento del titolo di soggiorno.

La pubblicazione su Calameo consente un’analisi diretta della motivazione, utile per la prassi forense, per l’attività amministrativa e per l’approfondimento scientifico del tema.

Dichiarazione di trasparenza sulle fonti: il presente contributo si basa esclusivamente sulla sentenza del Tribunale Amministrativo Regionale per il Lazio, Sezione Prima Ter, n. 3262 del 20 febbraio 2026, ricorso numero di ruolo generale 16545 del 2022, come pubblicata integralmente nel link sopra indicato. I riferimenti giurisprudenziali richiamati sono quelli contenuti nella motivazione della decisione.

Avv. Fabio Loscerbo

New on TikTok: 🚨 انتباه مهم جدًا 🚨 ابتداءً من يونيو 2026 تتغير قواعد الاتحاد الأوروبي. إذا كنت تريد الحصول على تصريح إقامة للحماية الخاصة، يجب أن يكون طلب الحماية مُعدًا بشكل احترافي ومدعوم بالوثائق. ⚠️ لا سكن مثبت ⚠️ لا علاقات اجتماعية مثبتة ⚠️ لا وعد عمل حقيقي ولا سجل تجاري قد يؤدي ذلك إلى رفض الطلب. ابدأ بالتحضير الآن قبل فوات الأوان. 🎙️ حلقة جديدة من Diritto dell’Immigrazione المحامي Fabio Loscerbo #الحماية_الخاصة #تصريح_إقامة #الهجرة #إيطاليا #قانون_الهجرة

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domenica 22 febbraio 2026

New on TikTok: Konvertimi i lejes sezonale: cilat janë kushtet ligjore? Mirë se vini në një episod të ri të podcast-it E Drejta e Emigracionit. Unë jam avokati Fabio Loscerbo dhe sot do të flasim për një çështje shumë konkrete: kushtet për konvertimin e lejes së qëndrimit sezonale në leje qëndrimi për punë të varur në Itali. Marrim si pikënisje një vendim të fundit të Gjykatës Administrative Rajonale të Toskanës, Seksioni i Dytë, vendimi nr. 329 i vitit 2026, i publikuar më 11 shkurt 2026, në procedimin e regjistruar me numër të regjistrit të përgjithshëm 1670 të vitit 2025. Çështja kishte të bënte me një punëtor bujqësor, kërkesa e të cilit për konvertim ishte refuzuar sepse nuk kishte arritur numrin minimal të ditëve të punës të kërkuara nga praktika administrative. Baza ligjore gjendet në nenin 24, paragrafi 10, të Dekretit Legjislativ nr. 286 të vitit 1998. Dispozita parashikon se punëtori sezonal që ka ushtruar aktivitet të rregullt pune në territorin italian për të paktën tre muaj dhe që ka një ofertë pune si punonjës i varur, me kontratë me afat të caktuar ose të pacaktuar, mund të kërkojë konvertimin e lejes së qëndrimit. Pra, kushtet janë të qarta. Së pari, një ofertë reale dhe konkrete pune. Së dyti, zhvillimi i një aktiviteti të rregullt pune për të paktën tre muaj. Në sektorin bujqësor, megjithatë, kriteri i “tre muajve” përkthehet në ditë efektive pune. Për shkak të natyrës së ndërprerë të punës bujqësore, e cila ndikohet nga kushtet atmosferike, qarkoret administrative kanë përcaktuar një standard: mesatarisht të paktën trembëdhjetë ditë pune në muaj, për një total prej tridhjetë e nëntë ditësh në tre muaj. Gjykata Administrative Rajonale e konsideroi këtë kriter të ligjshëm. Sipas saj, përkthimi i muajve në ditë pune nuk bie ndesh me ligjin, por është në përputhje me qëllimin e normës, që është garantimi i një përvoje reale dhe efektive pune përpara dhënies së një lejeje më të qëndrueshme. Paditësi pretendonte se nuk kishte arritur tridhjetë e nëntë ditët për shkak të motit të keq. Por gjykata theksoi se rrethana të tilla duhet të provohen në mënyrë rigoroze dhe me dokumentacion konkret. Deklaratat e përgjithshme nuk mjaftojnë. Mesazhi është i qartë. Konvertimi i lejes sezonale nuk është automatik. Kërkon një aktivitet pune real, të dokumentuar dhe në përputhje me kriteret administrative. Dhe mbi të gjitha, kërkon përgatitje të kujdesshme të procedurës administrative përpara çdo procesi gjyqësor. Në të drejtën e emigracionit, faktet kanë rëndësi. Por prova ka po aq rëndësi. Faleminderit për dëgjimin dhe shihemi në episodin e ardhshëm të E Drejta e Emigracionit.

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تبدیل اجازه اقامت فصلی در ایتالیا: خودکار نیست

 تبدیل اجازه اقامت فصلی در ایتالیا: خودکار نیست

رأی اخیر دادگاه اداری منطقه‌ای توسکانا تأکید می‌کند که تبدیل اجازه اقامت فصلی به اجازه کار در ایتالیا یک روند خودکار نیست.

قانون ایتالیا حداقل سه ماه کار منظم و یک پیشنهاد شغلی معتبر را الزامی می‌داند. در بخش کشاورزی، این شرط به معنای حداقل ۳۹ روز کار در یک دوره سه‌ماهه است.

در پرونده مورد بررسی (رأی شماره 329/2026)، کارگر به این حد نصاب نرسیده بود و به شرایط نامساعد جوی استناد کرده بود. دادگاه اعتراض را رد کرد و تأکید نمود که چنین ادعاهایی باید با مدارک دقیق و مستند اثبات شوند.

نتیجه روشن است: کار واقعی، مدارک مستحکم و رعایت دقیق معیارهای اداری ضروری است.

متن کامل رأی در اینجا در دسترس است:
https://www.calameo.com/books/008079775c59a953c4ae6

Avv. Fabio Loscerbo

İtalya’da mevsimlik izin dönüşümü: otomatik değildir

 İtalya’da mevsimlik izin dönüşümü: otomatik değildir

Toskana Bölge İdare Mahkemesi’nin yakın tarihli bir kararı önemli bir noktayı teyit ediyor: mevsimlik oturum izninin çalışma iznine dönüştürülmesi otomatik bir hak değildir.

İtalyan hukuku en az üç ay düzenli çalışma ve geçerli bir iş teklifi şartı arar. Tarım sektöründe bu, üç ay içinde en az 39 çalışma günü anlamına gelir.

İncelenen davada (Karar no. 329/2026), işçi bu eşiğe ulaşamamış ve kötü hava koşullarını gerekçe göstermiştir. Mahkeme başvuruyu reddetmiş ve bu tür iddiaların somut ve belgeli delillerle kanıtlanması gerektiğini vurgulamıştır.

Sonuç açık: gerçek çalışma, güçlü belgeler ve idari kurallara sıkı uyum şarttır.

Kararın tam metni burada:
https://www.calameo.com/books/008079775c59a953c4ae6

Avv. Fabio Loscerbo

تحويل تصريح الإقامة الموسمي في إيطاليا: ليس إجراءً تلقائيًا

 تحويل تصريح الإقامة الموسمي في إيطاليا: ليس إجراءً تلقائيًا

أكد حكم حديث صادر عن المحكمة الإدارية الإقليمية في توسكانا أن تحويل تصريح الإقامة الموسمي إلى تصريح عمل في إيطاليا ليس أمرًا تلقائيًا.

يشترط القانون الإيطالي إثبات ثلاثة أشهر على الأقل من العمل المنتظم، بالإضافة إلى وجود عرض عمل صالح. وفي القطاع الزراعي، يُترجم ذلك إلى حد أدنى يبلغ 39 يوم عمل خلال ثلاثة أشهر.

في القضية محل الحكم (رقم 329 لسنة 2026)، لم يبلغ العامل هذا الحد، وادعى أن سوء الأحوال الجوية منعه من إكمال الأيام المطلوبة. غير أن المحكمة رفضت الطعن، مؤكدة أن مثل هذه الادعاءات يجب أن تكون مدعومة بأدلة ووثائق واضحة.

الخلاصة: عمل فعلي، مستندات دقيقة، والتزام صارم بالمعايير الإدارية.

النص الكامل للحكم متاح هنا:
https://www.calameo.com/books/008079775c59a953c4ae6

Avv. Fabio Loscerbo

تحويل تصريح الإقامة الموسمي: القضاء يؤكد شرط 39 يوم عمل

 تحويل تصريح الإقامة الموسمي: القضاء يؤكد شرط 39 يوم عمل

أصدرت المحكمة الإدارية الإقليمية في توسكانا حكمًا مهمًا يوضح الشروط القانونية لتحويل تصريح الإقامة الموسمي إلى تصريح إقامة للعمل لدى الغير في إيطاليا.

الحكم الصادر عن الدائرة الثانية برقم 329 لسنة 2026، والمنشور بتاريخ 11 فبراير 2026، يتناول تفسير المادة 24 الفقرة 10 من المرسوم التشريعي رقم 286 لسنة 1998، وهي المادة الأساسية المنظمة لتحويل التصاريح الموسمية.

ينص القانون الإيطالي على أنه يمكن للعامل الموسمي طلب التحويل إذا توافر شرطان أساسيان: أولًا، ممارسة نشاط مهني منتظم في إيطاليا لمدة لا تقل عن ثلاثة أشهر؛ وثانيًا، وجود عرض عمل صالح بعقد عمل لدى الغير، سواء كان محدد المدة أو غير محدد المدة.

وقد تمحور النقاش القانوني حول كيفية تفسير شرط “الثلاثة أشهر” في القطاع الزراعي، حيث يتسم العمل بطابع غير منتظم ويتأثر بشكل كبير بالظروف المناخية. ولهذا اعتمدت التعاميم الإدارية معيارًا محددًا يتمثل في متوسط لا يقل عن ثلاثة عشر يوم عمل شهريًا، بمجموع تسعة وثلاثين يومًا خلال ثلاثة أشهر.

في القضية محل الحكم، لم يبلغ العامل هذا الحد الأدنى، وادعى أن سوء الأحوال الجوية حال دون تحقيق العدد المطلوب من أيام العمل. إلا أن الإدارة رفضت طلبه، وتم الطعن أمام المحكمة الإدارية.

المحكمة أيدت قرار الرفض، واعتبرت أن تحويل شرط الثلاثة أشهر إلى عدد محدد من أيام العمل لا يتعارض مع النص القانوني، بل ينسجم مع هدفه، وهو ضمان وجود تجربة عمل فعلية وحقيقية قبل منح تصريح إقامة أكثر استقرارًا.

كما شدد الحكم على أهمية الإثبات، مؤكدًا أن الادعاءات المتعلقة بظروف استثنائية، مثل سوء الطقس، يجب أن تكون مدعومة بأدلة دقيقة ووثائق واضحة، إذ لا تكفي التصريحات العامة.

النص الكامل للحكم متاح على منصة كالاميو عبر الرابط التالي:
https://www.calameo.com/books/008079775c59a953c4ae6

Avv. Fabio Loscerbo

New on TikTok: Minor residence permit: what happens when you turn 18 Welcome to a new episode of the podcast Diritto dell’Immigrazione, I am avvocato Fabio Loscerbo. Today we talk about the residence permit for minors and what happens when the minor turns eighteen, in particular the conversion of the permit. This is a crucial moment, often mishandled in administrative practice, despite a clear legal framework. The residence permit issued for minor age is not a weak or temporary title. It is a fully valid permit, granted to protect a person who is legally considered vulnerable. Problems usually arise when the minor becomes an adult and applies for the conversion of the permit, typically into a permit for subordinate employment or for job seeking. On this issue, an important clarification comes from a recent decision of the Regional Administrative Court for Lombardy, Fourth Section, published on 28 January 2026, concerning a case registered under general register number 4060 of 2025. In that case, the police authority rejected the application for conversion, arguing that the opinion of the Directorate General for Immigration and Integration Policies of the Ministry of Labour had not been acquired. The Court reaffirmed a key principle: the duty to obtain that opinion lies with the administration, not with the applicant. Article 32 of the Italian Immigration Consolidated Act regulates the conversion of residence permits for unaccompanied minors and identifies two main situations: minors who have been placed under guardianship or entrusted to social services, and minors who have been included for at least two years in a social and civic integration project. In both cases, the administrative investigation must be carried out ex officio by the public authority. The ministerial opinion is mandatory, but not binding, and its absence cannot justify a refusal of the conversion request. The police authority must complete the procedure properly and then assess the applicant’s situation, including employment conditions. The message is clear: the conversion of a residence permit for minor age is not a discretionary favour, but the natural continuation of a protection and integration pathway. When the administration fails to conduct the required investigation, the refusal is unlawful and can be annulled by a court. This step is decisive, because from that conversion depends the possibility to work legally, to build a life project, and to remain lawfully in Italy. We will come back to this topic, because it goes to the heart of the future of immigration law. See you in the next episode.

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Pas d’examens, pas de conversion


 

Niente esami, niente conversione. Rinnovo del permesso di soggiorno per studio, conversione e limiti del sindacato giurisdizionale nella sentenza del TAR Emilia-Romagna n. 254/2026

 Niente esami, niente conversione.

Rinnovo del permesso di soggiorno per studio, conversione e limiti del sindacato giurisdizionale nella sentenza del TAR Emilia-Romagna n. 254/2026

La sentenza del Tribunale Amministrativo Regionale per l’Emilia-Romagna, Sezione Prima, n. 254 del 13 febbraio 2026 (ricorso iscritto al numero di ruolo generale 114 del 2026), offre l’occasione per tornare su un tema classico ma spesso frainteso del diritto dell’immigrazione: il rapporto tra rinnovo del permesso di soggiorno per motivi di studio e conversione in permesso per lavoro subordinato.

La decisione è consultabile integralmente nella pubblicazione disponibile su Calaméo al seguente link:
https://www.calameo.com/books/0080797759fa26ea8a2c4

Il caso trae origine dalla posizione di uno straniero entrato regolarmente in Italia con visto per motivi di studio, il quale, alla scadenza del titolo, lamentava l’illegittimità del diniego opposto dalla Questura e sosteneva di aver richiesto la conversione del permesso in titolo per lavoro subordinato. L’amministrazione, tuttavia, aveva qualificato l’istanza come domanda di rinnovo del permesso per studio, negandola per carenza dei presupposti, e aveva adottato altresì un decreto di espulsione.

La pronuncia si articola lungo tre direttrici di particolare interesse sistematico.

In primo luogo, il TAR affronta il tema della corretta qualificazione della domanda. Dalla ricostruzione degli atti emerge l’assenza di una formale istanza di conversione. Il documento prodotto dal ricorrente era una mera ricevuta di pagamento del contributo, non una domanda espressa volta alla trasformazione del titolo. Inoltre, il rapporto di lavoro invocato risultava instaurato in epoca successiva alla richiesta di rinnovo. Il Collegio chiarisce, con argomentazione lineare, che la legittimità del provvedimento va valutata alla luce della domanda effettivamente proposta e dei presupposti esistenti al momento della sua presentazione. Non è consentito, in sede contenziosa, mutare la natura dell’istanza né valorizzare requisiti sopravvenuti.

In secondo luogo, la sentenza ribadisce un principio consolidato in materia di obblighi istruttori dell’amministrazione. Non sussiste un dovere generalizzato della Questura di verificare d’ufficio la sussistenza dei presupposti per il rilascio di un diverso titolo di soggiorno rispetto a quello richiesto. L’ordinamento configura il procedimento come attivato su istanza di parte; l’amministrazione è tenuta a pronunciarsi nei limiti dell’oggetto delineato dall’interessato. Ne discende che, in assenza di una domanda di conversione, non può imputarsi alla Questura l’omessa valutazione di tale possibilità.

In terzo luogo, la decisione affronta la questione della traduzione del provvedimento di diniego. Il ricorrente lamentava la violazione delle garanzie difensive per la mancata redazione dell’atto in lingua a lui comprensibile. Il TAR richiama l’orientamento giurisprudenziale secondo cui l’omessa traduzione non determina invalidità automatica del provvedimento qualora lo straniero abbia comunque potuto proporre ricorso nei termini e articolare compiutamente le proprie difese. Nel caso di specie, l’impugnazione tempestiva e la traduzione orale intervenuta al momento della notifica escludono ogni lesione effettiva del diritto di difesa.

Particolarmente significativo è, inoltre, il passaggio in cui il Collegio valorizza la mancanza di un percorso universitario effettivo. Il permesso per motivi di studio presuppone la frequenza e il superamento di esami secondo un iter coerente. L’assenza di prove in tal senso legittima il diniego del rinnovo, non potendo il titolo trasformarsi in uno strumento surrettizio di permanenza sganciato dalla finalità tipica.

La sentenza si colloca in un solco interpretativo rigoroso, coerente con la struttura del testo unico sull’immigrazione e con la logica della tipicità dei titoli di soggiorno. Essa riafferma che la procedura amministrativa non è un elemento meramente formale, bensì la sede in cui si cristallizzano diritti, oneri e presupposti. La conversione del permesso di soggiorno non può essere costruita ex post, né può fondarsi su situazioni lavorative sopravvenute rispetto alla domanda originaria.

In prospettiva sistemica, la decisione richiama operatori e difensori alla centralità della corretta impostazione dell’istanza e della prova dei requisiti nel momento genetico del procedimento. Nel diritto dell’immigrazione, la forma è sostanza: la chiarezza dell’oggetto della domanda e la tempestiva dimostrazione dei presupposti rappresentano condizioni imprescindibili per la tutela giurisdizionale.

Avv. Fabio Loscerbo

Sin exámenes, sin conversión: por qué el procedimiento es esencial en el derecho de inmigración italiano

 Sin exámenes, sin conversión: por qué el procedimiento es esencial en el derecho de inmigración italiano

Una reciente sentencia del Tribunal Administrativo Regional de Emilia-Romaña vuelve a reafirmar un principio fundamental del derecho de inmigración en Italia: un permiso de residencia no puede transformarse de manera retroactiva, y el respeto del procedimiento no es una mera formalidad, sino el núcleo mismo de la tutela jurídica.

Mediante la sentencia número 254 de 13 de febrero de 2026 (recurso inscrito en el registro general con el número 114/2026), el tribunal examinó el caso de un ciudadano extranjero que había ingresado en Italia con un visado por estudios. Al expirar su permiso de residencia, el interesado afirmó haber solicitado la conversión a un permiso por trabajo subordinado. La Questura rechazó la solicitud y, además, emitió un decreto de expulsión.

La decisión íntegra puede consultarse aquí:
https://www.calameo.com/books/0080797759fa26ea8a2c4

La cuestión central analizada por el Tribunal fue si realmente se había presentado una solicitud formal de conversión. El demandante aportó únicamente el comprobante del pago de la tasa administrativa, pero no un documento que acreditara una petición expresa de cambio del tipo de permiso. Además, el contrato de trabajo invocado fue celebrado después de la presentación de la solicitud de renovación.

Este detalle resultó decisivo.

El Tribunal consideró que la administración actuó correctamente al calificar la petición como una simple solicitud de renovación del permiso de residencia por estudios. En el ordenamiento italiano, la legalidad del acto administrativo debe evaluarse en función de la solicitud efectivamente presentada y de los requisitos existentes en el momento de su presentación. Circunstancias posteriores — como la firma de un contrato de trabajo — no pueden legitimar retroactivamente una conversión que nunca fue formalmente solicitada.

La sentencia reafirma también otro principio consolidado: la Questura no está obligada a valorar de oficio la posibilidad de conceder un permiso distinto si el interesado no ha formulado una solicitud específica en tal sentido. El procedimiento administrativo en materia de inmigración se activa y se delimita por la iniciativa del solicitante. La administración debe pronunciarse sobre lo que se pide, no sobre lo que hipotéticamente podría haberse pedido.

El Tribunal abordó asimismo la cuestión de la traducción del acto administrativo. La resolución de denegación estaba redactada únicamente en italiano. Sin embargo, recordó que la falta de traducción escrita no implica automáticamente la invalidez del acto si el extranjero ha podido interponer recurso dentro del plazo legal y ejercer plenamente su derecho de defensa. En este caso, el recurso fue presentado oportunamente.

Finalmente, la sentencia pone de relieve la naturaleza propia del permiso de residencia por estudios. Este tipo de título exige un recorrido académico real y verificable. En el caso concreto, el solicitante no había aprobado ningún examen universitario, lo que hacía inviable la renovación del permiso.

Más allá del caso específico, la decisión confirma un principio estructural del derecho italiano de inmigración: el sistema se basa en la tipicidad de los permisos de residencia y en la coherencia entre la finalidad declarada y la situación concreta del interesado. Un permiso por estudios no puede convertirse, por simple conveniencia, en un permiso de trabajo. La conversión requiere una solicitud formal y la existencia efectiva de los requisitos legales en el momento de su presentación.

El procedimiento administrativo no es un obstáculo técnico; es el marco jurídico que define y protege los derechos.

Para los estudiantes extranjeros en Italia, el mensaje es claro: el permiso por estudios exige un compromiso académico auténtico. Y quien aspire a trabajar debe seguir rigurosamente el camino legal previsto por la ley.

Avvocato Fabio Loscerbo
Abogado en Bolonia
Derecho de Inmigración

No Exams, No Conversion: Why Procedure Matters in Italian Immigration Law

 No Exams, No Conversion: Why Procedure Matters in Italian Immigration Law

A recent decision of the Regional Administrative Court of Emilia-Romagna has once again clarified a crucial principle in Italian immigration law: a residence permit cannot be transformed retroactively, and procedural accuracy is not a mere formality — it is the substance of legal protection.

In judgment no. 254 of 13 February 2026 (general register no. 114/2026), the Court addressed the case of a foreign national who had entered Italy with a student visa. Upon expiration of his residence permit, he claimed that he had applied for conversion into a work residence permit. The Police Headquarters rejected the request and also issued an expulsion decree.

The full decision is available here:
https://www.calameo.com/books/0080797759fa26ea8a2c4

The core issue examined by the Court was whether a formal application for conversion had actually been submitted. The applicant produced only proof of payment of the administrative fee, not a documented request expressly asking for the conversion of the permit. Furthermore, the employment contract relied upon began after the renewal request had been filed.

This detail proved decisive.

The Court clarified that the administration had correctly treated the case as a request to renew the student residence permit. Under Italian law, the legality of an administrative decision must be assessed on the basis of the request effectively submitted and the requirements existing at the time of that request. Subsequent developments — such as a later employment contract — cannot retroactively validate a conversion that was never formally requested.

Equally important is the Court’s reaffirmation of another well-established principle: the Police Headquarters is not obliged to evaluate, on its own initiative, whether the applicant might qualify for a different type of residence permit if no specific request has been made. Immigration procedures are driven by the individual’s application. Authorities must decide on what is requested — not on what might hypothetically have been requested.

The judgment also addressed the argument concerning the lack of written translation of the refusal into a language understood by the applicant. The Court reiterated that the absence of written translation does not automatically invalidate an administrative act if the foreign national has been able to challenge the decision within the legal deadline and fully exercise the right of defense. In this case, the appeal was filed in time.

Perhaps the most substantive aspect of the decision concerns the nature of the student residence permit itself. A permit granted for study purposes presupposes a genuine academic path. In the case at hand, no university exams had been passed. Without demonstrable academic progress, the renewal of the student permit could not be justified.

This ruling sends a clear message: immigration law is built upon typified residence titles, each linked to specific purposes and concrete requirements. A student permit cannot become, by inertia or convenience, a work permit. Conversion requires a formal request and the existence of legal conditions at the time of application.

Administrative procedure, therefore, is not a technical obstacle. It is the legal framework within which rights are formed and protected.

For foreign students in Italy, the lesson is straightforward: study permits require real academic engagement. And if the objective is employment, the legal pathway must be formally and correctly followed.

Avvocato Fabio Loscerbo
Lawyer in Bologna
Immigration Law

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sabato 21 febbraio 2026

New on TikTok: العنوان: تحويل تصريح الإقامة الموسمي: ما هي الشروط القانونية؟ مرحبًا بكم في حلقة جديدة من بودكاست قانون الهجرة. أنا المحامي فابيو لوتشيربو، وفي هذه الحلقة نتناول موضوعًا عمليًا ومهمًا: الشروط اللازمة لتحويل تصريح الإقامة الموسمي إلى تصريح إقامة للعمل لدى الغير في إيطاليا. نستند في حديثنا إلى حكم حديث صادر عن المحكمة الإدارية الإقليمية في توسكانا، الدائرة الثانية، الحكم رقم 329 لسنة 2026، المنشور بتاريخ 11 فبراير 2026، في الدعوى المسجلة تحت رقم السجل العام 1670 لسنة 2025. تتعلق القضية بعامل زراعي رُفض طلبه لتحويل التصريح الموسمي لأنه لم يبلغ الحد الأدنى من أيام العمل المطلوبة وفقًا للممارسة الإدارية. الأساس القانوني نجده في المادة 24 الفقرة 10 من المرسوم التشريعي رقم 286 لسنة 1998. تنص هذه المادة على أن العامل الموسمي الذي مارس نشاطًا مهنيًا منتظمًا داخل الأراضي الإيطالية لمدة لا تقل عن ثلاثة أشهر، وحصل على عرض عمل لدى الغير، سواء بعقد محدد المدة أو غير محدد المدة، يمكنه طلب تحويل تصريح الإقامة. إذن الشروط واضحة: أولًا، وجود عرض عمل حقيقي وفعلي. ثانيًا، إثبات ممارسة نشاط مهني منتظم لمدة ثلاثة أشهر على الأقل. في القطاع الزراعي، غير أن مفهوم “ثلاثة أشهر” يُترجم إلى عدد فعلي من أيام العمل. وبسبب طبيعة العمل الزراعي الذي يتأثر كثيرًا بالظروف المناخية، حددت التعاميم الإدارية معيارًا يتمثل في متوسط لا يقل عن ثلاثة عشر يوم عمل في الشهر، بمجموع تسعة وثلاثين يومًا خلال ثلاثة أشهر. المحكمة اعتبرت هذا المعيار مشروعًا ومتوافقًا مع القانون. ورأت أن تحويل الأشهر إلى أيام عمل لا يتعارض مع النص القانوني، بل يحقق هدفه، وهو ضمان أن العامل قد مارس عملًا فعليًا وحقيقيًا قبل الحصول على تصريح أكثر استقرارًا. أما بخصوص ادعاء العامل أن سوء الأحوال الجوية منعه من بلوغ تسعة وثلاثين يومًا، فقد أوضحت المحكمة أن مثل هذه الظروف يجب إثباتها بدقة وبمستندات واضحة. التصريحات العامة أو غير المدعومة بأدلة لا تكفي. الرسالة واضحة: تحويل التصريح الموسمي ليس إجراءً تلقائيًا. يجب إثبات عمل حقيقي وموثق ومتوافق مع المعايير الإدارية. كما يجب التحضير بعناية للمرحلة الإدارية قبل اللجوء إلى القضاء. في قانون الهجرة، الوقائع مهمة. لكن الإثبات لا يقل أهمية عنها. شكرًا لاستماعكم، ونلتقي في حلقة جديدة من بودكاست قانون الهجرة.

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New on TikTok: تصريح الإقامة للقاصرين_ عند بلوغ 18 عامًا

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العمل الموسمي وتصريح الإقامة: عندما لا تكون «الإقامة بانتظار العمل» ممكنة

 العمل الموسمي وتصريح الإقامة: عندما لا تكون «الإقامة بانتظار العمل» ممكنة

بحكم صادر بتاريخ 5 فبراير 2026 (رقم 217)، أعادت المحكمة الإدارية الإقليمية لإميليا‑رومانيا التأكيد على مبدأ أساسي في قانون الهجرة الإيطالي، وهو مبدأ كثيراً ما يُساء فهمه ويؤدي إلى توقعات غير واقعية: الأجنبي الذي يدخل إيطاليا بتأشيرة عمل موسمي لا يملك حق الحصول على تصريح إقامة «بانتظار العمل».

تتعلق القضية بعامل أجنبي دخل الأراضي الإيطالية بشكل قانوني بناءً على تصريح عمل موسمي. غير أنّ علاقة العمل، لأسباب إجرائية، لم تُستكمل وفقاً للشروط التي يفرضها القانون. إثر ذلك، تقدّم العامل بطلب للحصول على تصريح إقامة يسمح له بالبقاء في إيطاليا ريثما يبحث عن فرصة عمل جديدة.

وقد رفضت الإدارة هذا الطلب، وهو ما أيدته المحكمة الإدارية بشكل واضح ودون لبس.

جوهر القرار يتمثل في تمييز غالباً ما يتم تجاهله في الممارسة العملية: العمل الموسمي يخضع لنظام قانوني خاص ومستقل، ومختلف عن نظام العمل التابع العادي. فالقانون الإيطالي يسمح، كقاعدة عامة، للعامل الذي يفقد عمله بالبقاء مؤقتاً في البلاد للبحث عن وظيفة جديدة، لكن هذا الحكم لا ينطبق على العمل الموسمي.

وليس هذا الاستثناء وليد الصدفة. فالعمل الموسمي بطبيعته مؤقت ومرتبط بدورات إنتاجية محددة وقطاعات اقتصادية معينة. ولهذا السبب بالذات، استبعد المشرّع صراحةً إمكانية الاستفادة من تصريح الإقامة بانتظار العمل في حالة العمل الموسمي. وعندما لا تُنشأ علاقة العمل الموسمي بشكل صحيح أو تنقطع، يفقد كل من تصريح العمل وتأشيرة الدخول فعاليتهما القانونية، وبالتالي يزول الأساس القانوني للإقامة.

وتكتسب هذه القضية أهمية إضافية بسبب موقف المحكمة من التعاميم الوزارية، التي كثيراً ما يُستند إليها لتبرير تفسيرات أكثر مرونة. فقد شددت المحكمة على أن هذه التعاميم لا يمكنها، بأي حال من الأحوال، أن تتغلب على النص القانوني أو توسع نطاقه عندما يكون واضحاً. وفي مجال الهجرة، حيث تمس شروط الدخول والإقامة مصالح عامة أساسية، فإن مبدأ اليقين القانوني واحترام الإجراءات الإدارية يجب أن يسودا.

الرسالة التي يوجهها هذا الحكم واضحة: لا يمكن استخدام العمل الموسمي كطريق غير مباشر لتثبيت الإقامة في إيطاليا. وأي إمكانية للبقاء في البلاد يجب أن تستند حصراً إلى نصوص قانونية صريحة، مثل تلك التي تنظم تحويل تصاريح الإقامة، وليس إلى حلول لاحقة تهدف إلى تصحيح إجراءات لم تكتمل.

ويأتي هذا القرار في سياق اجتهاد قضائي مستقر، ويشكل مرجعاً مهماً للمحامين وأرباب العمل والعمال الأجانب على حد سواء. فالخلط بين العمل الموسمي والعمل العادي لا يؤدي إلا إلى خلق توقعات لا يستطيع النظام القانوني تلبيتها، مع ما يترتب على ذلك من آثار شخصية وقانونية جسيمة.

النص الكامل للحكم متاح في النشر على منصة Calaméo عبر الرابط التالي:
https://www.calameo.com/books/008079775493de16d3a2d

Avv. Fabio Loscerbo

Largimi nga Italia mund të kushtojë lejen e qëndrimit

 Largimi nga Italia mund të kushtojë lejen e qëndrimit

Në të drejtën italiane të emigracionit, mungesa nuk është kurrë një fakt neutral. Largimi nga territori italian ndërkohë që një procedurë administrative për lejen e qëndrimit është ende në zhvillim mund të ketë pasoja vendimtare, deri në refuzimin e vetë lejes. Nuk bëhet fjalë për një rrezik teorik, por për një realitet të konfirmuar gjithnjë e më shpesh nga praktika administrative dhe nga jurisprudenca.

Leja e qëndrimit nuk është thjesht një dokument burokratik. Ajo përfaqëson një lidhje juridike të vazhdueshme midis shtetasit të huaj dhe shtetit italian, e bazuar në praninë reale dhe të qëndrueshme në territorin kombëtar. Kur kjo vazhdimësi ndërpritet, themelet juridike të së drejtës për të qëndruar në Itali dobësohen ndjeshëm.

Autoritetet italiane e interpretojnë në mënyrë konstante mungesën e zgjatur ose të parregulluar si një ndërprerje të qëndrimit. Në praktikë, kjo do të thotë se edhe kur kërkesa për rinovim është paraqitur në mënyrë të rregullt, largimi nga Italia — veçanërisht në mungesë të një kuadri të qartë për rikthim të rregullt — mund ta çojë administratën në përfundimin se kushtet ligjore për lejen e qëndrimit nuk ekzistojnë më.

Jurisprudenca administrative e kohëve të fundit e ka konsoliduar këtë qasje. Gjykatat kanë konfirmuar se, kur një shtetas i huaj qëndron jashtë Italisë për një periudhë të konsiderueshme dhe nuk kthehet brenda afatit të vlefshmërisë së vizës së rikthimit, refuzimi i lejes së qëndrimit është juridikisht i ligjshëm. Në këto raste, administrata nuk ushtron diskrecion, por zbaton ligjin në mënyrë detyruese, duke konstatuar mungesën e një kushti thelbësor.

Ajo që e bën këtë çështje veçanërisht delikate është fakti se garancitë procedurale kanë një ndikim të kufizuar sapo mungesa të jetë konstatuar. Kur refuzimi bazohet në mungesën objektive të kushteve të kërkuara — si vazhdimësia e qëndrimit ose rikthimi i rregullt — akti shpesh konsiderohet i detyrueshëm. Si pasojë, mangësitë procedurale ose arsyetimet e vona rrallëherë arrijnë të ndryshojnë rezultatin.

Mesazhi është i qartë dhe nuk duhet nënvlerësuar. Largimi nga Italia ndërkohë që një procedurë administrative është ende pezull është një vendim me rrezik të lartë. Edhe një mungesë e përkohshme, nëse nuk vlerësohet siç duhet ose nuk justifikohet në mënyrë adekuate, mund të vërë në rrezik vite të tëra qëndrimi të ligjshëm dhe integrimi.

Në të drejtën e emigracionit, prania ka peshë. Koha ka peshë. Territori ka peshë. Dhe ndonjëherë, edhe një mungesë e vetme mjafton për ta shndërruar një situatë të rregullt në një refuzim përfundimtar.

Publikimi i plotë është i disponueshëm në Calaméo në lidhjen e mëposhtme:
https://www.calameo.com/books/0080797759e6d98d60004

Avv. Fabio Loscerbo

İtalya’dan Ayrılmak Oturma İznine Mal Olabilir

 İtalya’dan Ayrılmak Oturma İznine Mal Olabilir


İtalyan göç hukukunda, ülkeden ayrılmak hiçbir zaman tarafsız bir durum değildir. Oturma iznine ilişkin bir idari işlem devam ederken İtalya’dan çıkmak, izin talebinin reddine kadar varan belirleyici sonuçlar doğurabilir. Bu durum teorik bir risk değil, idari uygulama ve yargı kararlarıyla giderek daha sık teyit edilen bir gerçektir.


Oturma izni yalnızca bürokratik bir belge değildir. Bu izin, yabancı kişi ile İtalyan Devleti arasında, ülke topraklarında fiilî ve sürekli bir varlığa dayanan hukuki bir ilişkinin ifadesidir. Bu süreklilik kesintiye uğradığında, oturma hakkının hukuki temelleri ciddi biçimde zayıflar.


İtalyan makamları, uzun süreli veya usule uygun şekilde düzenlenmemiş bir yokluğu, ikametin kesintiye uğraması olarak yorumlamaktadır. Uygulamada bu, yenileme başvurusu usulüne uygun biçimde yapılmış olsa bile, özellikle düzenli bir yeniden giriş çerçevesi bulunmadığında, ülkeyi terk etmenin idareyi yasal şartların artık mevcut olmadığı sonucuna götürebileceği anlamına gelir.


Son dönemdeki idari yargı kararları bu yaklaşımı pekiştirmiştir. Mahkemeler, bir yabancının uzun bir süre yurt dışında kalması ve yeniden giriş vizesinin geçerlilik süresi içinde İtalya’ya dönmemesi hâlinde, oturma izninin reddedilmesinin hukuka uygun olduğunu teyit etmiştir. Bu durumlarda idare takdir yetkisi kullanmamakta, aksine temel bir şartın ortadan kalktığını tespit ederek hukuku bağlayıcı şekilde uygulamaktadır.


Bu konuyu özellikle kritik kılan husus, yokluğun tespit edilmesi hâlinde usule ilişkin güvencelerin sınırlı bir etkiye sahip olmasıdır. Red kararının, ikametin sürekliliği veya düzenli yeniden giriş gibi şartların objektif olarak bulunmamasına dayanması hâlinde, işlem çoğu zaman zorunlu bir idari karar olarak değerlendirilir. Bu nedenle, sonradan ileri sürülen gerekçeler veya usul eksiklikleri sonucu nadiren değiştirir.


Mesaj açıktır ve hafife alınmamalıdır. Bir idari işlem devam ederken İtalya’dan ayrılmak yüksek riskli bir karardır. Geçici bir yokluk bile, doğru değerlendirilmediği veya yeterince gerekçelendirilmediği takdirde, yıllarca süren yasal ikamet ve uyum sürecini tehlikeye atabilir.


Göç hukukunda varlık önemlidir. Zaman önemlidir. Toprak önemlidir. Ve bazen tek bir yokluk, düzenli bir durumu kesin bir ret kararına dönüştürmeye yeterlidir.


Yayının tamamına Calaméo üzerinden aşağıdaki bağlantıdan ulaşılabilir:

https://www.calameo.com/books/0080797759e6d98d60004


Avv. Fabio Loscerbo

venerdì 20 febbraio 2026

New on TikTok: Conversión del permiso estacional: ¿cuáles son los requisitos legales? Bienvenidos a un nuevo episodio del podcast Derecho de Inmigración. Soy el abogado Fabio Loscerbo y hoy analizamos una cuestión muy concreta: los requisitos para convertir un permiso de residencia estacional en un permiso por trabajo por cuenta ajena en Italia. Tomamos como referencia una reciente sentencia del Tribunal Administrativo Regional de Toscana, Sección Segunda, sentencia número 329 de 2026, publicada el 11 de febrero de 2026, dictada en el procedimiento inscrito en el registro general número 1670 de 2025. El caso se refería a un trabajador agrícola cuya solicitud de conversión fue denegada porque no había alcanzado el número mínimo de jornadas laborales exigido por la práctica administrativa. La base normativa es el artículo 24, apartado 10, del Decreto Legislativo número 286 de 1998. La disposición establece que el trabajador estacional que haya desarrollado una actividad laboral regular en el territorio italiano durante al menos tres meses y que disponga de una oferta de trabajo por cuenta ajena, ya sea de duración determinada o indefinida, puede solicitar la conversión del permiso. Los requisitos, por tanto, son claros. Primero, una oferta real y concreta de trabajo por cuenta ajena. Segundo, haber trabajado regularmente durante al menos tres meses. En el sector agrícola, sin embargo, el criterio de los “tres meses” se traduce en jornadas efectivas de trabajo. Debido a la naturaleza discontinua del trabajo agrícola, influido por las condiciones meteorológicas, las circulares administrativas han establecido un parámetro específico: un promedio de al menos trece jornadas por mes, con un total de treinta y nueve jornadas en el trimestre. El Tribunal Administrativo Regional consideró legítimo este criterio. Señaló que la conversión de meses en jornadas no contradice la ley, sino que permite aplicarla de manera coherente con su finalidad: garantizar que el trabajador haya desarrollado una actividad laboral real y efectiva antes de acceder a un permiso más estable. El solicitante alegó que no alcanzó las treinta y nueve jornadas debido a condiciones climáticas adversas. Sin embargo, el Tribunal fue claro: estas circunstancias deben probarse de manera rigurosa. No bastan afirmaciones genéricas; es necesaria documentación concreta y precisa. La conclusión es evidente. La conversión del permiso estacional no es automática. Requiere una actividad laboral real, debidamente acreditada y conforme a los criterios administrativos. Y, sobre todo, exige una preparación cuidadosa de la fase administrativa antes de cualquier litigio. En derecho de inmigración, la realidad de los hechos es esencial. Pero la prueba lo es aún más. Gracias por escuchar y nos encontramos en el próximo episodio del podcast Derecho de Inmigración.

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تبدیل اجازه اقامت فصلی در ایتالیا: خودکار نیست

 تبدیل اجازه اقامت فصلی در ایتالیا: خودکار نیست

رأی اخیر دادگاه اداری منطقه‌ای توسکانا تأکید می‌کند که تبدیل اجازه اقامت فصلی به اجازه کار در ایتالیا یک روند خودکار نیست.

قانون ایتالیا حداقل سه ماه کار منظم و یک پیشنهاد شغلی معتبر را الزامی می‌داند. در بخش کشاورزی، این شرط به معنای حداقل ۳۹ روز کار در یک دوره سه‌ماهه است.

در پرونده مورد بررسی (رأی شماره 329/2026)، کارگر به این حد نصاب نرسیده بود و به شرایط نامساعد جوی استناد کرده بود. دادگاه اعتراض را رد کرد و تأکید نمود که چنین ادعاهایی باید با مدارک دقیق و مستند اثبات شوند.

نتیجه روشن است: کار واقعی، مدارک مستحکم و رعایت دقیق معیارهای اداری ضروری است.

متن کامل رأی در اینجا در دسترس است:
https://www.calameo.com/books/008079775c59a953c4ae6

Avv. Fabio Loscerbo

Conversión del permiso estacional en Italia: no es automática

 Conversión del permiso estacional en Italia: no es automática

Una reciente sentencia del Tribunal Administrativo Regional de Toscana confirma un punto fundamental: la conversión del permiso de residencia estacional en permiso por trabajo no es automática.

La ley italiana exige al menos tres meses de trabajo regular y una oferta laboral válida. En el sector agrícola, esto se traduce en un mínimo de 39 jornadas laborales en tres meses.

En el caso analizado (sentencia n.º 329/2026), el trabajador no alcanzó ese umbral y alegó que el mal tiempo le impidió completar los días necesarios. El Tribunal rechazó el recurso, destacando que estas circunstancias deben probarse con documentación concreta y precisa.

Conclusión: trabajo real, pruebas sólidas y cumplimiento estricto de los requisitos administrativos.

Texto completo disponible aquí:
https://www.calameo.com/books/008079775c59a953c4ae6

Avv. Fabio Loscerbo

Conversión del permiso estacional: la justicia confirma el requisito de 39 jornadas de trabajo

 Conversión del permiso estacional: la justicia confirma el requisito de 39 jornadas de trabajo

Una reciente sentencia del Tribunal Administrativo Regional de Toscana aporta claridad sobre los requisitos para convertir el permiso de residencia estacional en un permiso por trabajo por cuenta ajena en Italia.

La decisión, dictada por la Sección Segunda con el número 329 de 2026 y publicada el 11 de febrero de 2026, analiza la interpretación del artículo 24, apartado 10, del Decreto Legislativo n.º 286 de 1998, norma central en materia de conversión de permisos estacionales.

La legislación italiana establece que el trabajador estacional puede solicitar la conversión si cumple dos requisitos: haber trabajado regularmente en Italia durante al menos tres meses y contar con una oferta válida de trabajo por cuenta ajena, ya sea de duración determinada o indefinida.

El debate jurídico giraba en torno a cómo interpretar los “tres meses” en el sector agrícola, caracterizado por su naturaleza discontinua y dependiente de las condiciones meteorológicas. Las circulares administrativas han fijado un parámetro concreto: un promedio mínimo de trece jornadas por mes, con un total de treinta y nueve jornadas en el trimestre.

En el caso examinado, el trabajador no alcanzó ese umbral. Alegó que el mal tiempo le impidió cumplir el número exigido de jornadas. La administración rechazó la solicitud y el asunto llegó ante el juez administrativo.

El Tribunal confirmó la legalidad del criterio administrativo. Consideró que traducir los tres meses en jornadas efectivas no contradice la ley, sino que garantiza que exista una experiencia laboral real antes de conceder un permiso más estable.

La sentencia subraya además la importancia de la prueba. Las circunstancias excepcionales deben acreditarse con documentación concreta. Las afirmaciones genéricas no son suficientes.

El texto completo de la sentencia está disponible en Calaméo:
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Avv. Fabio Loscerbo

New on TikTok: Permiso de residencia para menores: qué pasa al cumplir 18 años Bienvenidos a un nuevo episodio del podcast Diritto dell’Immigrazione, soy avvocato Fabio Loscerbo. Hoy hablamos del permiso de residencia por minoría de edad y de lo que sucede cuando el menor cumple dieciocho años, en particular de la conversión del permiso. Se trata de un momento clave que, en la práctica administrativa, sigue generando problemas y rechazos, a pesar de que el marco jurídico es claro. El permiso de residencia concedido por minoría de edad no es un título débil ni provisional. Es un permiso plenamente válido, otorgado para proteger a una persona que el ordenamiento jurídico considera vulnerable. Las dificultades suelen surgir cuando el menor alcanza la mayoría de edad y solicita la conversión del permiso, normalmente en permiso por trabajo por cuenta ajena o por búsqueda de empleo. Sobre este punto se ha pronunciado recientemente el Tribunal Administrativo Regional de Lombardía, Sección Cuarta, en una sentencia publicada el 28 de enero de 2026, relativa a un procedimiento inscrito con el número de registro general 4060 de 2025. En ese caso, la autoridad policial había rechazado la solicitud de conversión alegando que no se había obtenido el dictamen de la Dirección General de Inmigración y Políticas de Integración del Ministerio de Trabajo. El Tribunal reafirmó un principio fundamental: la obligación de recabar dicho dictamen corresponde a la administración, no al solicitante. El artículo 32 del Texto Único de Inmigración regula dos situaciones principales: los menores puestos bajo tutela o confiados a los servicios sociales, y los menores que hayan participado durante al menos dos años en un proyecto de integración social y civil. En ambos supuestos, la instrucción debe realizarse de oficio por la administración. El dictamen ministerial es obligatorio, pero no es vinculante, y su ausencia no puede justificar por sí sola la denegación de la conversión. La administración debe completar correctamente el procedimiento y valorar después la situación concreta del interesado, incluida su situación laboral. El mensaje es claro: la conversión del permiso de residencia por minoría de edad no es una concesión discrecional, sino la continuación natural de un itinerario de protección e integración. Cuando la administración no respeta el procedimiento, el rechazo es ilegal y puede ser anulado por el juez. Este paso es decisivo, porque de la conversión dependen el derecho a trabajar legalmente, construir un proyecto de vida y permanecer regularmente en Italia. Hasta el próximo episodio.

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مغادرة إيطاليا قد تكلّفك تصريح الإقامة

 مغادرة إيطاليا قد تكلّفك تصريح الإقامة

في قانون الهجرة الإيطالي، الغياب ليس أبدًا مسألة محايدة. فمغادرة البلاد أثناء وجود إجراء إداري متعلق بتصريح الإقامة قيد النظر قد تترتب عليه آثار حاسمة، تصل في بعض الحالات إلى رفض التصريح نفسه. ولا يتعلق الأمر باحتمال نظري، بل بواقع تؤكده بشكل متزايد الممارسة الإدارية والاجتهاد القضائي.

تصريح الإقامة ليس مجرد وثيقة بيروقراطية. إنه التعبير القانوني عن علاقة مستمرة بين المواطن الأجنبي والدولة الإيطالية، علاقة تقوم على الحضور الفعلي والمستقر داخل الإقليم الوطني. وعندما تنقطع هذه الاستمرارية، تتعرض الأسس القانونية لحق الإقامة للاهتزاز.

تعتمد السلطات الإيطالية، بشكل ثابت، تفسيرًا يعتبر الغياب المطوّل أو غير المنظم بمثابة انقطاع للإقامة. وعمليًا، يعني ذلك أنه حتى لو تم تقديم طلب التجديد بصورة صحيحة، فإن مغادرة إيطاليا — ولا سيما في غياب إطار واضح للعودة النظامية — قد تدفع الإدارة إلى اعتبار أن الشروط القانونية للإقامة لم تعد متوافرة.

وقد عززت الأحكام الإدارية الحديثة هذا التوجه. إذ أكدت المحاكم أن بقاء الأجنبي خارج إيطاليا لفترة زمنية معتبرة وعدم عودته خلال مدة صلاحية تأشيرة العودة يبرران قانونًا رفض تصريح الإقامة. وفي مثل هذه الحالات، لا تمارس الإدارة سلطة تقديرية، بل تطبق القانون تطبيقًا ملزمًا، مكتفية بتسجيل زوال أحد الشروط الجوهرية للإقامة المشروعة.

وتكمن خطورة هذه المسألة في أن الضمانات الإجرائية تصبح محدودة الأثر بمجرد ثبوت الغياب. فعندما يستند الرفض إلى انعدام موضوعي لشروط الإقامة — كاستمرارية الوجود أو العودة النظامية — يُنظر إلى القرار على أنه قرار واجب الاتخاذ، ما يقلل من فرص تأثير الدفوع الإجرائية أو المبررات المتأخرة.

والرسالة واضحة ولا ينبغي الاستهانة بها. مغادرة إيطاليا أثناء وجود إجراء إداري معلق هي خطوة عالية المخاطر. فحتى الغياب المؤقت، إذا لم يُقيَّم بدقة أو لم يُبرَّر قانونًا، قد يقوّض سنوات من الإقامة النظامية والاندماج.

في قانون الهجرة، الحضور له وزن. والزمن له وزن. والإقليم له وزن. وأحيانًا، قد يكون غياب واحد كافيًا لتحويل وضع قانوني مستقر إلى رفض نهائي.

المنشور الكامل متاح على منصة Calaméo عبر الرابط التالي:
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Avv. Fabio Loscerbo

Leaving Italy and Residence Permit Refusal


 

New on TikTok: ⚠️ هل أنت مستعد لقواعد يونيو 2026؟ ⚠️ القانون الأوروبي سيتغير. طلب الحماية للحصول على تصريح إقامة للحماية الخاصة يجب أن يكون واضحًا، كاملاً، ومدعومًا بالأدلة. بدون: 🔸 إثبات السكن 🔸 علاقات اجتماعية موثقة 🔸 وعد عمل حقيقي وسجل شركة الخطر هو الرفض. التحضير الجيد هو الفرق بين القبول والرفض. 🎙️ حلقة جديدة الآن Diritto dell’Immigrazione Fabio Loscerbo #تنبيه_قانوني #حماية_خاصة #إقامة_أوروبا #الهجرة #إيطاليا

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giovedì 19 febbraio 2026

New on TikTok: 🚨🚨 تنبيه مهم 🚨🚨 اعتبارًا من يونيو 2026 ستدخل قواعد جديدة للاتحاد الأوروبي حيز التنفيذ. إذا كنت ترغب في تقديم طلب حماية للحصول على تصريح إقامة للحماية الخاصة، يجب أن يكون طلبك مُعدًا بشكل دقيق ومدعوم بالوثائق. ⚠️ بدون وثائق واضحة عن السكن ⚠️ بدون إثبات العلاقات الاجتماعية ⚠️ بدون وعد عمل حقيقي وسجل تجاري لصاحب العمل قد يتم رفض الطلب. لا تنتظر اللحظة الأخيرة. ابدأ في التحضير من الآن. 🎙️ حلقة جديدة من بودكاست Diritto dell’Immigrazione مع المحامي Fabio Loscerbo #حماية_خاصة #تصريح_إقامة #قوانين_أوروبا #الهجرة #إيطاليا

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New on TikTok: Mevsimlik Oturum İzninin Dönüştürülmesi: Hukuki Şartlar Nelerdir? Göç Hukuku podcast’inin yeni bir bölümüne hoş geldiniz. Ben Avukat Fabio Loscerbo. Bugün çok somut ve uygulamada sıkça karşılaşılan bir konuyu ele alıyoruz: Mevsimlik oturum izninin, bağlı çalışma (işçi) oturum iznine dönüştürülmesi için gerekli hukuki şartlar. Bu konuyu, Toskana Bölge İdare Mahkemesi İkinci Dairesi tarafından verilen 329/2026 sayılı ve 11 Şubat 2026 tarihinde yayımlanan, genel sicil numarası 1670/2025 olan karar ışığında değerlendiriyoruz. Olayda bir tarım işçisinin mevsimlik izninin dönüştürülmesi talebi, idarenin belirlediği asgari çalışma günü sayısına ulaşamadığı gerekçesiyle reddedilmiştir. Hukuki dayanak, 286 sayılı 1998 tarihli Yasama Kararnamesi’nin 24. maddesinin 10. fıkrasıdır. Bu hükme göre, İtalya’da en az üç ay düzenli çalışma faaliyeti yürütmüş olan ve belirli süreli ya da belirsiz süreli bir iş sözleşmesi teklifi bulunan mevsimlik işçi, oturum izninin bağlı çalışma iznine dönüştürülmesini talep edebilir. Dolayısıyla şartlar açıktır. Birincisi, gerçek ve somut bir iş teklifi. İkincisi, en az üç ay düzenli çalışma faaliyetinin fiilen yerine getirilmiş olması. Tarım sektöründe ise “üç ay” kavramı fiili çalışma günleri üzerinden değerlendirilmektedir. Tarımsal faaliyetin hava koşullarına bağlı ve kesintili yapısı nedeniyle idari genelgeler bir ölçüt belirlemiştir: ay başına ortalama en az on üç çalışma günü ve üç aylık dönemde toplam otuz dokuz gün. Mahkeme bu kriteri hukuka uygun bulmuştur. Ayların günlere dönüştürülmesinin kanuna aykırı olmadığını, aksine kanunun amacına uygun olduğunu belirtmiştir. Amaç, daha kalıcı bir oturum statüsüne geçmeden önce gerçek ve etkin bir çalışma deneyiminin bulunmasını sağlamaktır. Başvurucu, kötü hava koşulları nedeniyle otuz dokuz güne ulaşamadığını ileri sürmüştür. Ancak Mahkeme önemli bir noktayı vurgulamıştır: Bu tür iddialar somut ve ciddi belgelerle ispatlanmalıdır. Genel ve belirsiz beyanlar yeterli değildir. Sonuç açıktır. Mevsimlik iznin dönüştürülmesi otomatik bir hak değildir. Gerçek, belgelenmiş ve idari kriterlere uygun bir çalışma faaliyeti gerektirir. Ve her şeyden önce, dava aşamasına gelmeden önce idari sürecin dikkatle hazırlanması gerekir. Göç hukukunda olgular önemlidir. Ancak ispat daha da önemlidir. Dinlediğiniz için teşekkür ederim. Bir sonraki Göç Hukuku bölümünde görüşmek üzere.

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Konvertimi i lejes sezonale: Gjykata konfirmon kriterin e 39 ditëve pune

 Konvertimi i lejes sezonale: Gjykata konfirmon kriterin e 39 ditëve pune

Një vendim i fundit i Gjykatës Administrative Rajonale të Toskanës sjell sqarime të rëndësishme mbi kushtet ligjore për konvertimin e lejes së qëndrimit sezonale në leje qëndrimi për punë të varur në Itali.

Vendimi, i dhënë nga Seksioni i Dytë me numrin 329 të vitit 2026 dhe i publikuar më 11 shkurt 2026, trajton interpretimin e nenit 24, paragrafi 10, të Dekretit Legjislativ nr. 286 të vitit 1998, dispozita kryesore që rregullon konvertimin e lejeve sezonale.

Sipas ligjit italian, punëtori sezonal mund të kërkojë konvertimin nëse plotëson dy kushte themelore: së pari, ka ushtruar aktivitet pune të rregullt në Itali për të paktën tre muaj; së dyti, ka një ofertë pune të vlefshme si punonjës i varur, me kontratë me afat të caktuar ose të pacaktuar.

Debati juridik lidhej me mënyrën e interpretimit të “tre muajve” në sektorin bujqësor, ku puna është shpesh e ndërprerë dhe e varur nga kushtet atmosferike. Qarkoret administrative kanë përcaktuar një standard konkret: mesatarisht të paktën trembëdhjetë ditë pune në muaj, për një total prej tridhjetë e nëntë ditësh në tre muaj.

Në rastin konkret, punëtori nuk e kishte arritur këtë prag. Ai pretendonte se moti i keq e kishte penguar të punonte mjaftueshëm. Administrata e refuzoi kërkesën dhe çështja u paraqit para gjykatës administrative.

Gjykata konfirmoi ligjshmërinë e refuzimit. Sipas saj, përkthimi i tre muajve në një numër minimal ditësh pune nuk bie ndesh me ligjin, por garanton që punëtori të ketë pasur një përvojë reale dhe efektive pune para dhënies së një lejeje më të qëndrueshme.

Vendimi thekson gjithashtu rëndësinë e provave. Pretendimet për rrethana të jashtëzakonshme, si kushtet e pafavorshme të motit, duhet të mbështeten me dokumentacion të saktë dhe konkret. Deklaratat e përgjithshme nuk mjaftojnë.

Teksti i plotë i vendimit është i disponueshëm në Calaméo:
https://www.calameo.com/books/008079775c59a953c4ae6

Avv. Fabio Loscerbo

New on TikTok: تصريح الإقامة للقاصرين: ماذا يحدث عند بلوغ 18 عامًا مرحبًا بكم في حلقة جديدة من بودكاست Diritto dell’Immigrazione، أنا avvocato Fabio Loscerbo. اليوم نتحدث عن تصريح الإقامة للقاصرين، وما الذي يحدث عندما يبلغ القاصر سن الثامنة عشرة، وبشكل خاص عن تحويل التصريح. هذه مرحلة حاسمة، وغالبًا ما تُدار بشكل غير صحيح في الممارسة الإدارية، رغم أن الإطار القانوني واضح. تصريح الإقامة الممنوح بسبب صِغَر السن ليس تصريحًا ضعيفًا أو مؤقتًا. إنه تصريح كامل الأثر القانوني، يهدف إلى حماية شخص يعتبره القانون في وضع هش. المشكلة تظهر عادة عند بلوغ القاصر سن الرشد وتقديمه طلب تحويل التصريح، غالبًا إلى تصريح إقامة للعمل أو للبحث عن عمل. في هذا السياق، صدرت مؤخرًا حكم مهم عن Tribunale Amministrativo Regionale per la Lombardia، الدائرة الرابعة، نُشر بتاريخ 28 يناير 2026، ويتعلق بقضية مسجلة تحت رقم القيد العام 4060 لسنة 2025. في هذه القضية، رفضت جهة الشرطة طلب التحويل بحجة عدم الحصول على رأي الإدارة العامة للهجرة وسياسات الاندماج التابعة لوزارة العمل. وقد أكدت المحكمة مبدأً أساسيًا: مسؤولية الحصول على هذا الرأي تقع على عاتق الإدارة، وليس على مقدم الطلب. تنص المادة 32 من قانون الهجرة الإيطالي الموحد على حالتين رئيسيتين: القاصرون الخاضعون للوصاية أو المودَعون لدى الخدمات الاجتماعية، والقاصرون الذين شاركوا لمدة لا تقل عن سنتين في مشروع اندماج اجتماعي ومدني. وفي كلتا الحالتين، يجب على الإدارة إجراء التحقيق الإداري من تلقاء نفسها. الرأي الوزاري إلزامي، لكنه غير مُلزِم، ولا يمكن أن يؤدي غيابه وحده إلى رفض طلب التحويل. يتعين على الإدارة استكمال الإجراءات بشكل صحيح، ثم تقييم الوضع الفعلي لمقدم الطلب، بما في ذلك وضعه المهني. الرسالة واضحة: تحويل تصريح الإقامة للقاصرين ليس منحة تقديرية، بل هو الامتداد الطبيعي لمسار حماية واندماج. وعندما لا تحترم الإدارة الإجراءات القانونية، يكون قرار الرفض غير مشروع ويمكن الطعن فيه أمام القضاء. هذه مرحلة مفصلية، لأن التحويل يترتب عليه الحق في العمل بشكل قانوني، وبناء مشروع حياة، والبقاء في إيطاليا بصورة نظامية. إلى اللقاء في الحلقة القادمة.

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📌 Seasonal Work and Residence Permits: an important clarification

 📌 Seasonal Work and Residence Permits: an important clarification

With a judgment issued on 5 February 2026 (no. 217), the Regional Administrative Court of Emilia-Romagna reaffirmed a key principle that is still widely misunderstood: foreign nationals who enter Italy with a seasonal work visa are not entitled to a residence permit for “waiting for employment.”

Seasonal work is governed by a specific legal framework, clearly distinct from ordinary employment. If the employment relationship is not properly established or comes to an end, the visa and the work authorisation lose their legal effect and cannot be converted into a permit allowing the person to stay in Italy while looking for another job. Administrative guidelines cannot override clear statutory rules.

This ruling confirms a consolidated line of case law and serves as a necessary warning against unrealistic expectations and unnecessary litigation, which often have serious personal consequences for the individuals involved.

👉 The full judgment is available here:
https://www.calameo.com/books/008079775493de16d3a2d

Avv. Fabio Loscerbo

📌 Lavoro stagionale e permesso di soggiorno: un chiarimento necessario

 📌 Lavoro stagionale e permesso di soggiorno: un chiarimento necessario

Con una sentenza depositata il 5 febbraio 2026 (n. 217), il Tribunale Amministrativo Regionale per l’Emilia-Romagna ha ribadito un principio che continua a generare equivoci: chi entra in Italia con un visto per lavoro stagionale non ha diritto al permesso di soggiorno per attesa occupazione.

Il lavoro stagionale segue una disciplina propria, diversa dal lavoro subordinato ordinario. Se il rapporto non si perfeziona o si interrompe, il visto e il nulla osta perdono efficacia e non possono essere “trasformati” in un titolo per restare in Italia in attesa di un nuovo impiego. Le circolari amministrative non possono derogare a una norma chiara di legge.

È un punto fermo, ormai confermato dalla giurisprudenza, che serve a evitare illusioni, contenzioso inutile e conseguenze spesso molto pesanti per i lavoratori stranieri coinvolti.

👉 Il testo integrale della sentenza è disponibile qui:
https://www.calameo.com/books/008079775493de16d3a2d

Avv. Fabio Loscerbo

Puna sezonale dhe leja e qëndrimit: kur “pritja për punë” nuk është e mundur

 Puna sezonale dhe leja e qëndrimit: kur “pritja për punë” nuk është e mundur

Me vendimin e datës 5 shkurt 2026 (nr. 217), Gjykata Administrative Rajonale e Emilja‑Romanjës ka riafirmuar një parim themelor të së drejtës italiane të emigracionit, i cili shpesh keqkuptohet dhe krijon pritshmëri të gabuara: i huaji që hyn në Itali me vizë për punë sezonale nuk ka të drejtë të pajiset me leje qëndrimi për “pritje për punë”.

Rasti kishte të bënte me një punëtor të huaj që kishte hyrë rregullisht në Itali mbi bazën e një autorizimi për punë sezonale. Megjithatë, për arsye procedurale, marrëdhënia e punës nuk u finalizua sipas kërkesave të parashikuara nga ligji. Për këtë arsye, punëtori kërkoi një leje qëndrimi që t’i lejonte të qëndronte në Itali ndërkohë që kërkonte një punë tjetër.

Administrata e refuzoi kërkesën dhe gjykata administrative e konfirmoi këtë vendim në mënyrë të qartë dhe pa ekuivoke.

Në thelb të vendimit qëndron një dallim që shpesh anashkalohet në praktikë. Puna sezonale i nënshtrohet një regjimi juridik të veçantë dhe të ndryshëm nga ai i punës së zakonshme të varur. Legjislacioni italian, në përgjithësi, parashikon që humbja e vendit të punës të mos sjellë automatikisht humbjen e së drejtës së qëndrimit dhe, në disa raste, të lejojë dhënien e një lejeje të përkohshme për kërkim pune. Kjo rregullsi, megjithatë, nuk zbatohet për punën sezonale.

Ky përjashtim nuk është rastësor. Puna sezonale është, nga natyra e saj, e përkohshme dhe e lidhur me cikle prodhuese dhe sektorë ekonomikë të caktuar. Pikërisht për këtë arsye, ligjvënësi ka përjashtuar shprehimisht mundësinë e dhënies së lejes së qëndrimit për pritje për punë në rastet e punës sezonale. Kur marrëdhënia e punës sezonale nuk krijohet ose ndërpritet, viza e hyrjes dhe autorizimi i punës humbasin vlefshmërinë e tyre juridike, duke zhdukur bazën ligjore të qëndrimit.

Vendimi merr rëndësi edhe për qëndrimin e mbajtur ndaj qarkoreve ministrore, të cilat shpesh përdoren për të mbështetur interpretime më fleksibile. Gjykata ka theksuar se qarkoret administrative nuk mund të ndryshojnë apo të zgjerojnë normat ligjore kur këto janë të qarta. Në fushën e emigracionit, ku hyrja dhe qëndrimi në territor prekin interesa të rëndësishme publike, parimi i sigurisë juridike dhe respektimi i procedurave administrative kanë përparësi.

Mesazhi i vendimit është i qartë: puna sezonale nuk mund të përdoret si një rrugë e tërthortë për stabilizimin e qëndrimit në Itali. Çdo mundësi për të qëndruar në vend duhet të mbështetet vetëm në dispozita ligjore të shprehura qartë, si ato që rregullojnë konvertimin e lejeve të qëndrimit, dhe jo në zgjidhje të ndërtuara pas dështimit të procedurës.

Ky vendim bën pjesë në një jurisprudencë tashmë të konsoliduar dhe përfaqëson një pikë referimi të rëndësishme për avokatët, punëdhënësit dhe punëtorët e huaj. Ngatërrimi i punës sezonale me punën e zakonshme krijon vetëm pritshmëri që sistemi juridik nuk mund t’i përmbushë, me pasoja shpesh të rënda në planin personal dhe ligjor.

Teksti i plotë i vendimit është i disponueshëm në publikimin në Calaméo në linkun vijues:
https://www.calameo.com/books/008079775493de16d3a2d

Avv. Fabio Loscerbo

Seasonal Work and Residence Permits: When “Waiting for Employment” Is Not an Option

 Seasonal Work and Residence Permits: When “Waiting for Employment” Is Not an Option

With a judgment issued on 5 February 2026 (no. 217), the Regional Administrative Court of Emilia-Romagna has once again clarified a point that continues to generate confusion, unrealistic expectations and unnecessary litigation: a foreign national who enters Italy with a seasonal work visa does not have the right to obtain a residence permit for “waiting for employment”.

The case concerned a foreign worker who had lawfully entered Italy on the basis of a seasonal work authorisation. For procedural reasons, however, the employment relationship was never properly finalised in accordance with the legal requirements. As a result, the worker applied for a residence permit allowing him to remain in Italy while looking for another job.

The public administration rejected the request, and the Administrative Court fully confirmed the lawfulness of that decision.

At the heart of the ruling lies a principle that is often overlooked in practice: seasonal work is governed by a specific and autonomous legal framework, clearly distinct from ordinary subordinate employment. Italian immigration law does allow, in general terms, a foreign worker who loses his job to remain in the country for a limited period in order to seek new employment. That rule, however, does not apply to seasonal work.

This exclusion is neither accidental nor unreasonable. Seasonal employment is, by definition, temporary and linked to specific production cycles and economic sectors. For this reason, the legislature has deliberately excluded seasonal workers from the scope of the “waiting for employment” residence permit. When a seasonal employment relationship is not properly established or comes to an end, the entry visa and the work authorisation lose their legal effectiveness, and with them the very basis of lawful stay.

The judgment is also significant for another reason. The Court clearly stated that ministerial circulars and administrative guidelines, often relied upon to support more flexible interpretations, can never prevail over statutory provisions. Where the law is clear, there is no room for creative interpretations or administrative shortcuts. In the field of immigration, where entry and stay directly affect public interests and migration planning, legal certainty must prevail.

The message emerging from this decision is straightforward: seasonal work cannot be used as a backdoor to stabilise residence in Italy. Any possibility of remaining in the country must be grounded in explicit legal provisions, such as those governing the conversion of residence permits, and not in ex post solutions designed to remedy unsuccessful procedures.

This ruling fits within a now well-established line of case law and provides a clear reference point for lawyers, employers and foreign workers alike. Confusing seasonal work with ordinary employment only fuels expectations that the legal system is bound to disappoint, often with serious personal and legal consequences.

The full text of the judgment is available in the Calaméo publication at the following link:
https://www.calameo.com/books/008079775493de16d3a2d

Avv. Fabio Loscerbo

Salir de Italia y denegación del permiso de residencia


 

Trabajo estacional y permiso de residencia: la justicia administrativa italiana confirma los límites de la “espera de empleo”

 Trabajo estacional y permiso de residencia: la justicia administrativa italiana confirma los límites de la “espera de empleo”

Una reciente decisión del Tribunal Administrativo Regional de Emilia‑Romaña vuelve a aclarar un aspecto clave del derecho de extranjería en Italia. Según el tribunal, un ciudadano extranjero que ha entrado en el país con un visado de trabajo estacional no puede obtener un permiso de residencia por “espera de empleo” cuando la relación laboral estacional no se ha consolidado o ha finalizado.

En su sentencia de 5 de febrero de 2026 (n.º 217), el Tribunal examinó el recurso presentado por un trabajador extracomunitario que había accedido legalmente a Italia sobre la base de una autorización de trabajo estacional. Tras no haberse perfeccionado correctamente el contrato de trabajo, el interesado solicitó un permiso de residencia que le permitiera permanecer en el territorio italiano mientras buscaba un nuevo empleo. La Administración rechazó la solicitud y el caso llegó ante el juez administrativo.

El Tribunal confirmó la legalidad del rechazo, subrayando que la normativa italiana establece una clara distinción entre el trabajo subordinado ordinario y el trabajo estacional. Mientras que, en el primer supuesto, la pérdida del empleo puede dar lugar a un permiso temporal para la búsqueda de un nuevo trabajo, esta posibilidad queda expresamente excluida en el caso del trabajo estacional. Dicha exclusión, explica la sentencia, responde a la propia naturaleza del trabajo estacional, caracterizado por su temporalidad y por su vinculación a sectores económicos específicos.

Los jueces también señalaron que la falta de formalización efectiva del contrato de trabajo estacional conlleva la pérdida de eficacia del visado de entrada y de la autorización laboral. En estas circunstancias, no existe base jurídica para transformar el estatus de trabajador estacional en otro tipo de permiso de residencia. El permiso por “espera de empleo” no puede ser utilizado como un instrumento de regularización posterior, sino que opera únicamente dentro de los límites estrictos fijados por la ley.

Un aspecto especialmente relevante de la resolución es la posición adoptada respecto a las circulares ministeriales. El Tribunal recordó que este tipo de actos administrativos no pueden modificar ni ampliar el alcance de las normas legales cuando estas son claras. En el ámbito de la inmigración, donde el acceso y la permanencia en el territorio están estrechamente regulados, el respeto de la ley y de los procedimientos administrativos prevalece sobre interpretaciones extensivas.

Esta sentencia se inscribe en una línea jurisprudencial ya consolidada, que excluye el uso del trabajo estacional como vía indirecta para la estabilización de la residencia. Cualquier posibilidad de permanencia más allá del marco estacional debe apoyarse en previsiones legales expresas, como las relativas a la conversión de los permisos de residencia, y no en soluciones administrativas de carácter flexible.

Más allá del caso concreto, la decisión del Tribunal Administrativo Regional de Emilia-Romaña reafirma la importancia del respeto estricto de las reglas procedimentales en la gestión de la inmigración laboral. En un contexto europeo marcado por un intenso debate sobre los flujos migratorios, la sentencia subraya la necesidad de mantener límites claros entre las distintas formas de migración por motivos de trabajo.

El texto íntegro de la sentencia está disponible en la publicación de Calaméo en el siguiente enlace:
Enlace clicable: https://www.calameo.com/books/008079775493de16d3a2d
Enlace en formato texto: https://www.calameo.com/books/008079775493de16d3a2d

Avv. Fabio Loscerbo

Salir de Italia puede costar el permiso de residencia

 Salir de Italia puede costar el permiso de residencia

En el derecho italiano de extranjería, la ausencia nunca es un dato neutro. Salir del país mientras un procedimiento de permiso de residencia está en curso puede tener consecuencias decisivas, hasta llegar a la denegación del título. No se trata de un riesgo teórico, sino de una realidad confirmada cada vez con mayor frecuencia por la práctica administrativa y por la jurisprudencia.

El permiso de residencia no es un simple documento burocrático. Representa un vínculo jurídico continuo entre la persona extranjera y el Estado italiano, basado en una presencia efectiva y estable en el territorio nacional. Cuando esta continuidad se interrumpe, los fundamentos jurídicos del derecho a permanecer en Italia se debilitan de forma significativa.

Las autoridades italianas interpretan de manera constante la ausencia prolongada o no regularizada como una interrupción del período de estancia. En la práctica, esto significa que incluso cuando la solicitud de renovación ha sido presentada correctamente, la salida del territorio —especialmente si no va acompañada de un marco claro de reingreso— puede llevar a la Administración a considerar que ya no existen los requisitos legales para el permiso.

La jurisprudencia administrativa reciente ha consolidado esta interpretación. Los tribunales han confirmado que, cuando una persona extranjera permanece en el extranjero durante un período significativo y no regresa a Italia dentro del plazo de validez del visado de reingreso, la denegación del permiso de residencia es jurídicamente legítima. En estos casos, la Administración no ejerce una potestad discrecional, sino que aplica la ley de forma vinculada, constatando la desaparición de un requisito esencial.

Lo más crítico es que, una vez acreditada la ausencia, las garantías procedimentales ofrecen una protección limitada. Cuando la denegación se basa en la falta objetiva de los requisitos exigidos —continuidad de la estancia o reingreso regular— el acto suele calificarse como obligatorio. En consecuencia, eventuales defectos procedimentales o justificaciones tardías difícilmente modifican el resultado.

El mensaje es claro y no debe subestimarse. Salir de Italia mientras un procedimiento administrativo está pendiente es una decisión de alto riesgo. Incluso una ausencia temporal, si no se evalúa correctamente o no se justifica adecuadamente, puede comprometer años de residencia legal e integración.

En el derecho de extranjería, la presencia cuenta. El tiempo cuenta. El territorio cuenta. Y, en ocasiones, una sola ausencia basta para transformar una situación regular en una denegación definitiva.

La publicación completa está disponible en Calaméo en el siguiente enlace:
https://www.calameo.com/books/0080797759e6d98d60004

Avv. Fabio Loscerbo

Travail saisonnier et titre de séjour : la justice administrative italienne confirme les limites du « séjour en attente d’emploi »

 Travail saisonnier et titre de séjour : la justice administrative italienne confirme les limites du « séjour en attente d’emploi »

Une récente décision du Tribunal administratif régional d’Émilie-Romagne apporte une clarification importante en matière de droit des étrangers en Italie. Selon le juge administratif, un ressortissant étranger entré sur le territoire italien avec un visa pour travail saisonnier ne peut pas obtenir un titre de séjour « en attente d’emploi » lorsque la relation de travail saisonnière n’a pas été correctement établie ou a pris fin.

Dans son arrêt du 5 février 2026 (n° 217), le Tribunal a examiné le recours d’un travailleur non européen qui, après être entré légalement en Italie sur la base d’une autorisation de travail saisonnier, avait sollicité un titre de séjour lui permettant de rester dans le pays afin de rechercher un nouvel emploi. L’administration avait rejeté cette demande, estimant que la législation italienne exclut expressément cette possibilité pour les travailleurs saisonniers.

La juridiction administrative a confirmé cette position, en rappelant que le droit italien opère une distinction nette entre le travail salarié ordinaire et le travail saisonnier. Si, dans le premier cas, la perte de l’emploi peut ouvrir la voie à un titre de séjour temporaire destiné à la recherche d’un nouvel emploi, cette faculté est explicitement exclue pour le travail saisonnier. Cette exclusion, selon le Tribunal, découle de la nature même du travail saisonnier, qui est par définition temporaire, cyclique et strictement lié à des secteurs économiques spécifiques.

Les juges ont également souligné que l’absence de conclusion effective du contrat de travail saisonnier entraîne la perte d’efficacité du visa d’entrée et de l’autorisation de travail. Dans un tel contexte, il n’existe aucune base juridique permettant de transformer le séjour saisonnier en un autre type de titre de séjour. Le « séjour en attente d’emploi » ne constitue pas un mécanisme de régularisation a posteriori, mais un instrument strictement encadré par la loi.

Un autre aspect central de la décision concerne le rôle des circulaires ministérielles. Le Tribunal rappelle que ces actes administratifs internes ne peuvent ni déroger aux dispositions législatives, ni en étendre la portée lorsque le texte de la loi est clair. En matière d’immigration, où les conditions d’entrée et de séjour sont étroitement réglementées, la sécurité juridique et le respect des procédures priment sur toute interprétation extensive.

Cette décision s’inscrit dans une jurisprudence désormais bien établie, qui refuse d’utiliser le travail saisonnier comme un canal indirect de stabilisation du séjour. Les possibilités de maintien sur le territoire italien au-delà du cadre saisonnier ne peuvent être envisagées que dans les limites expressément prévues par la loi, notamment en matière de conversion du titre de séjour.

Au-delà du cas d’espèce, l’arrêt du Tribunal administratif régional d’Émilie-Romagne confirme l’importance du respect strict des règles procédurales dans la gestion des flux migratoires liés au travail. Il rappelle que l’équilibre du système repose sur la distinction claire entre les différentes formes de migration de travail et sur l’application cohérente des normes en vigueur.

Le texte intégral de la décision est disponible dans la publication Calaméo au lien suivant :
Lien cliquable : https://www.calameo.com/books/008079775493de16d3a2d
Lien en clair : https://www.calameo.com/books/008079775493de16d3a2d

Avv. Fabio Loscerbo

mercoledì 18 febbraio 2026

New on TikTok: Conversión del permiso estacional en Italia La conversión del permiso estacional en Italia no es automática. Se deben demostrar tres meses de trabajo real y una oferta laboral válida. La documentación es fundamental.

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العنوان تحويل تصريح الإقامة الموسمي ما هي الشروط القانونية؟

العنوان: تحويل تصريح الإقامة الموسمي: ما هي الشروط القانونية؟ مرحبًا بكم في حلقة جديدة من بودكاست قانون الهجرة. أنا المحامي فابيو لوتشيربو، وفي هذه الحلقة نتناول موضوعًا عمليًا ومهمًا: الشروط اللازمة لتحويل تصريح الإقامة الموسمي إلى تصريح إقامة للعمل لدى الغير في إيطاليا. نستند في حديثنا إلى حكم حديث صادر عن المحكمة الإدارية الإقليمية في توسكانا، الدائرة الثانية، الحكم رقم 329 لسنة 2026، المنشور بتاريخ 11 فبراير 2026، في الدعوى المسجلة تحت رقم السجل العام 1670 لسنة 2025. تتعلق القضية بعامل زراعي رُفض طلبه لتحويل التصريح الموسمي لأنه لم يبلغ الحد الأدنى من أيام العمل المطلوبة وفقًا للممارسة الإدارية. الأساس القانوني نجده في المادة 24 الفقرة 10 من المرسوم التشريعي رقم 286 لسنة 1998. تنص هذه المادة على أن العامل الموسمي الذي مارس نشاطًا مهنيًا منتظمًا داخل الأراضي الإيطالية لمدة لا تقل عن ثلاثة أشهر، وحصل على عرض عمل لدى الغير، سواء بعقد محدد المدة أو غير محدد المدة، يمكنه طلب تحويل تصريح الإقامة. إذن الشروط واضحة: أولًا، وجود عرض عمل حقيقي وفعلي. ثانيًا، إثبات ممارسة نشاط مهني منتظم لمدة ثلاثة أشهر على الأقل. في القطاع الزراعي، غير أن مفهوم “ثلاثة أشهر” يُترجم إلى عدد فعلي من أيام العمل. وبسبب طبيعة العمل الزراعي الذي يتأثر كثيرًا بالظروف المناخية، حددت التعاميم الإدارية معيارًا يتمثل في متوسط لا يقل عن ثلاثة عشر يوم عمل في الشهر، بمجموع تسعة وثلاثين يومًا خلال ثلاثة أشهر. المحكمة اعتبرت هذا المعيار مشروعًا ومتوافقًا مع القانون. ورأت أن تحويل الأشهر إلى أيام عمل لا يتعارض مع النص القانوني، بل يحقق هدفه، وهو ضمان أن العامل قد مارس عملًا فعليًا وحقيقيًا قبل الحصول على تصريح أكثر استقرارًا. أما بخصوص ادعاء العامل أن سوء الأحوال الجوية منعه من بلوغ تسعة وثلاثين يومًا، فقد أوضحت المحكمة أن مثل هذه الظروف يجب إثباتها بدقة وبمستندات واضحة. التصريحات العامة أو غير المدعومة بأدلة لا تكفي. الرسالة واضحة: تحويل التصريح الموسمي ليس إجراءً تلقائيًا. يجب إثبات عمل حقيقي وموثق ومتوافق مع المعايير الإدارية. كما يجب التحضير بعناية للمرحلة الإدارية قبل اللجوء إلى القضاء. في قانون الهجرة، الوقائع مهمة. لكن الإثبات لا يقل أهمية عنها. شكرًا لاستماعكم، ونلتقي في حلقة جديدة من بودكاست قانون الهجرة. https://www.youtube.com/watch?v=a3vJyiVdMW4

New on TikTok: Leja e qëndrimit për të mitur: çfarë ndodh kur mbush 18 vjeç Mirë se vini në një episod të ri të podcastit Diritto dell’Immigrazione, unë jam avvocato Fabio Loscerbo. Sot flasim për lejen e qëndrimit për të mitur dhe për atë që ndodh kur i mituri mbush tetëmbëdhjetë vjeç, veçanërisht për konvertimin e lejes së qëndrimit. Ky është një moment shumë i rëndësishëm, i cili në praktikën administrative shpesh krijon probleme, edhe pse kuadri ligjor është i qartë. Leja e qëndrimit e lëshuar për shkak të moshës së mitur nuk është një leje e dobët apo e përkohshme. Ajo është një leje plotësisht e vlefshme, e dhënë për të mbrojtur një person që rendi juridik e konsideron në gjendje vulnerabël. Vështirësitë zakonisht lindin kur i mituri bëhet madhor dhe paraqet kërkesë për konvertimin e lejes, zakonisht në leje qëndrimi për punë të varur ose për kërkim pune. Në këtë drejtim, një vendim i rëndësishëm i Tribunale Amministrativo Regionale per la Lombardia, Seksioni i Katërt, i publikuar më 28 janar 2026, ka dhënë sqarime të qarta. Çështja ishte e regjistruar me numrin e regjistrit të përgjithshëm 4060 të vitit 2025. Në atë rast, autoriteti policor kishte refuzuar kërkesën për konvertim me arsyetimin se nuk ishte marrë mendimi i Drejtorisë së Përgjithshme për Imigracionin dhe Politikat e Integrimit të Ministrisë së Punës. Gjykata ka riafirmuar një parim themelor: detyrimi për të marrë këtë mendim i takon administratës, jo aplikuesit. Neni 32 i Tekstit Unik për Imigracionin parashikon dy situata kryesore: të miturit nën kujdestari ose të besuar shërbimeve sociale, dhe të miturit që kanë qenë të përfshirë për të paktën dy vjet në një projekt integrimi social dhe civil. Në të dy rastet, procedura duhet të kryhet kryesisht nga administrata. Mendimi ministror është i detyrueshëm, por nuk është detyrues në përmbajtje, dhe mungesa e tij nuk mund të justifikojë refuzimin e konvertimit. Administrata duhet të plotësojë procedurën në mënyrë korrekte dhe më pas të vlerësojë situatën konkrete të interesuarit, përfshirë edhe pozicionin e tij të punës. Mesazhi është i qartë: konvertimi i lejes së qëndrimit për të mitur nuk është një favor diskrecional, por vazhdimi natyror i një rruge mbrojtjeje dhe integrimi. Kur administrata nuk respekton procedurën, refuzimi është i paligjshëm dhe mund të anulohet nga gjykata. Ky është një hap vendimtar, sepse nga konvertimi varet e drejta për të punuar ligjërisht, për të ndërtuar një projekt jete dhe për të qëndruar rregullisht në Itali. Mirupafshim në episodin e ardhshëm.

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Quitter l’Italie peut coûter le titre de séjour

 Quitter l’Italie peut coûter le titre de séjour

En droit italien des étrangers, l’absence n’est jamais un fait neutre. Quitter le territoire alors qu’une procédure de titre de séjour est en cours peut avoir des conséquences décisives, allant jusqu’au refus du permis. Il ne s’agit pas d’un risque théorique, mais d’une réalité de plus en plus confirmée par la pratique administrative et par la jurisprudence.

Le titre de séjour n’est pas un simple document bureaucratique. Il matérialise un lien juridique continu entre l’étranger et l’État italien, fondé sur une présence effective et stable sur le territoire national. Lorsque cette continuité est rompue, les fondements mêmes du droit au séjour sont fragilisés.

Les autorités italiennes interprètent de manière constante une absence prolongée ou non régularisée comme une interruption du séjour. En pratique, cela signifie que même lorsque la demande de renouvellement a été correctement déposée, le fait de quitter l’Italie — en particulier sans un cadre clair de réadmission — peut conduire l’administration à considérer que les conditions légales du séjour ne sont plus réunies.

La jurisprudence administrative récente a consolidé cette approche. Les juges ont confirmé que, lorsqu’un ressortissant étranger demeure à l’étranger pendant une période significative et ne rentre pas en Italie dans le délai de validité du visa de retour, le refus du titre de séjour est juridiquement fondé. Dans ces situations, l’administration ne procède pas à une appréciation discrétionnaire : elle applique la loi de manière contraignante, en constatant la disparition d’un élément essentiel du séjour légal.

Ce qui rend la question particulièrement sensible, c’est la portée limitée des garanties procédurales une fois l’absence établie. Lorsque le refus repose sur l’absence objective des conditions requises — continuité du séjour ou retour régulier sur le territoire — la décision est souvent qualifiée d’acte obligatoire. Les arguments tardifs ou les irrégularités de procédure ont alors peu de chances d’influer sur l’issue.

Le message est clair et mérite d’être entendu. Quitter l’Italie pendant qu’une procédure de séjour est pendante est un choix à haut risque. Même une absence temporaire, si elle est mal évaluée ou insuffisamment justifiée, peut anéantir des années de séjour régulier et d’intégration.

En droit de l’immigration, la présence compte. Le temps compte. Le territoire compte. Et parfois, une seule absence suffit à transformer une situation régulière en un refus définitif.

La publication complète est consultable sur Calaméo au lien suivant :
https://www.calameo.com/books/0080797759e6d98d60004

Avv. Fabio Loscerbo

martedì 17 febbraio 2026

New on TikTok: 🚨 انتباه مهم جدًا 🚨 ابتداءً من يونيو 2026 تتغير قواعد الاتحاد الأوروبي. إذا كنت تريد الحصول على تصريح إقامة للحماية الخاصة، يجب أن يكون طلب الحماية مُعدًا بشكل احترافي ومدعوم بالوثائق. ⚠️ لا سكن مثبت ⚠️ لا علاقات اجتماعية مثبتة ⚠️ لا وعد عمل حقيقي ولا سجل تجاري قد يؤدي ذلك إلى رفض الطلب. ابدأ بالتحضير الآن قبل فوات الأوان. 🎙️ حلقة جديدة من Diritto dell’Immigrazione المحامي Fabio Loscerbo #الحماية_الخاصة #تصريح_إقامة #الهجرة #إيطاليا #قانون_الهجرة

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New on TikTok: العنوان: تحويل تصريح الإقامة الموسمي في إيطاليا تحويل تصريح الإقامة الموسمي في إيطاليا ليس تلقائيًا. يجب إثبات ثلاثة أشهر من العمل الفعلي وعرض عمل حقيقي. المستندات والإثبات هما الأساس.

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New on TikTok: Leja e qëndrimit për të mitur_ në moshën 18 vjeç

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Leaving Italy Can Cost You Your Residence Permit

 Leaving Italy Can Cost You Your Residence Permit

In Italian immigration law, absence is never a neutral fact. Leaving the country while a residence permit procedure is pending can have decisive consequences, up to and including the refusal of the permit itself. This is not a theoretical risk, but a concrete outcome increasingly confirmed by administrative practice and court rulings.

The residence permit is not merely a bureaucratic document. It is the legal expression of an ongoing relationship between the foreign national and the Italian State, a relationship that is based on effective and continuous presence on national territory. When that continuity is broken, the legal foundations of the permit are put at risk.

Italian authorities consistently interpret prolonged or unjustified absence as an interruption of lawful stay. In practical terms, this means that even if an application for renewal has been correctly filed, leaving Italy — especially without a valid re-entry framework — may lead the administration to conclude that the legal requirements for staying in the country no longer exist.

Recent administrative case law has reinforced this approach. Courts have confirmed that if a foreign national remains abroad for an extended period and fails to re-enter Italy within the validity of a re-entry visa, the refusal of the residence permit is lawful. In these situations, the administration is not exercising discretion; it is applying the law in a binding manner, taking note of the loss of a fundamental legal condition.

What makes this issue particularly critical is that procedural guarantees offer limited protection once the absence is established. When the refusal is based on the objective lack of legal requirements — such as continuity of stay or regular re-entry — the decision is often considered mandatory. As a result, procedural defects or late justifications rarely alter the outcome.

The message is clear and should not be underestimated. Leaving Italy while an immigration procedure is ongoing is a high-risk decision. Even temporary departures, if poorly timed or inadequately justified, can undermine years of lawful residence and integration.

In immigration law, presence matters. Time matters. Territory matters. And sometimes, a single absence can be enough to turn a lawful stay into an irreversible refusal.

The full publication on this topic is available on Calaméo at the following link:
https://www.calameo.com/books/0080797759e6d98d60004

Avv. Fabio Loscerbo

Conversion du permis saisonnier en Italie


 

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