lunedì 16 febbraio 2026

New on TikTok: Permesso stagionale: se non segui la procedura, il permesso non arriva Benvenuti a un nuovo episodio del podcast Diritto dell’Immigrazione. Io sono l’avvocato Fabio Loscerbo e oggi affrontiamo un tema molto concreto, che riguarda migliaia di persone ogni anno: il permesso di soggiorno per lavoro subordinato stagionale e l’obbligo di rispettare integralmente la procedura amministrativa prevista dalla legge. Il permesso stagionale non è un titolo “flessibile”. È un permesso che nasce e vive dentro una procedura rigidamente scandita, che coinvolge lo Sportello Unico per l’Immigrazione, la Prefettura, il datore di lavoro e solo in una fase successiva la Questura. Saltare uno di questi passaggi significa, nella maggior parte dei casi, compromettere l’intera procedura. .Questo principio è stato ribadito in modo molto chiaro dal Tribunale Amministrativo Regionale per il Lazio, Sezione Prima Ter, con la sentenza pubblicata il 22 gennaio 2026, resa sul ricorso numero di ruolo generale 15944 del 2025tar roma permesso stagionale e … In quel caso, la Questura aveva dichiarato irricevibile una domanda di primo rilascio del permesso di soggiorno per lavoro subordinato stagionale, perché mancava un passaggio fondamentale: la sottoscrizione del contratto di soggiorno presso lo Sportello Unico. La ricorrente aveva tentato di presentare direttamente l’istanza in Questura, sostenendo che il mancato perfezionamento della procedura fosse imputabile al datore di lavoro. Il Tribunale è stato netto: la Questura ha agito correttamente, perché in presenza della mancanza del contratto di soggiorno il provvedimento di irricevibilità è un atto dovuto e vincolato. Non conta l’integrazione sociale, non conta l’esistenza di un nuovo lavoro, non conta nemmeno l’eventuale inerzia di altre amministrazioni. Se la procedura non è completata nel modo previsto dalla legge, il permesso non può essere rilasciato. La sentenza chiarisce anche un altro punto importante: se il problema è un ritardo o un’inerzia della Prefettura, la strada non è aggirare la procedura, ma attivare gli strumenti giuridici corretti, come il ricorso avverso il silenzio dell’amministrazione. Il messaggio è semplice, ma va detto con chiarezza: nel permesso stagionale la forma è sostanza. La procedura amministrativa non è un dettaglio burocratico, ma il presupposto stesso del diritto al soggiorno. Nei prossimi episodi continueremo ad analizzare casi concreti, perché nel diritto dell’immigrazione conoscere le regole, e rispettarle, fa davvero la differenza. A presto, su Diritto dell’Immigrazione.

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New on TikTok: Permiso de residencia para menores: qué pasa al cumplir 18 años Bienvenidos a un nuevo episodio del podcast Diritto dell’Immigrazione, soy avvocato Fabio Loscerbo. Hoy hablamos del permiso de residencia por minoría de edad y de lo que sucede cuando el menor cumple dieciocho años, en particular de la conversión del permiso. Se trata de un momento clave que, en la práctica administrativa, sigue generando problemas y rechazos, a pesar de que el marco jurídico es claro. El permiso de residencia concedido por minoría de edad no es un título débil ni provisional. Es un permiso plenamente válido, otorgado para proteger a una persona que el ordenamiento jurídico considera vulnerable. Las dificultades suelen surgir cuando el menor alcanza la mayoría de edad y solicita la conversión del permiso, normalmente en permiso por trabajo por cuenta ajena o por búsqueda de empleo. Sobre este punto se ha pronunciado recientemente el Tribunal Administrativo Regional de Lombardía, Sección Cuarta, en una sentencia publicada el 28 de enero de 2026, relativa a un procedimiento inscrito con el número de registro general 4060 de 2025. En ese caso, la autoridad policial había rechazado la solicitud de conversión alegando que no se había obtenido el dictamen de la Dirección General de Inmigración y Políticas de Integración del Ministerio de Trabajo. El Tribunal reafirmó un principio fundamental: la obligación de recabar dicho dictamen corresponde a la administración, no al solicitante. El artículo 32 del Texto Único de Inmigración regula dos situaciones principales: los menores puestos bajo tutela o confiados a los servicios sociales, y los menores que hayan participado durante al menos dos años en un proyecto de integración social y civil. En ambos supuestos, la instrucción debe realizarse de oficio por la administración. El dictamen ministerial es obligatorio, pero no es vinculante, y su ausencia no puede justificar por sí sola la denegación de la conversión. La administración debe completar correctamente el procedimiento y valorar después la situación concreta del interesado, incluida su situación laboral. El mensaje es claro: la conversión del permiso de residencia por minoría de edad no es una concesión discrecional, sino la continuación natural de un itinerario de protección e integración. Cuando la administración no respeta el procedimiento, el rechazo es ilegal y puede ser anulado por el juez. Este paso es decisivo, porque de la conversión dependen el derecho a trabajar legalmente, construir un proyecto de vida y permanecer regularmente en Italia. Hasta el próximo episodio.

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