giovedì 20 novembre 2025

Cuando los padres mayores no pueden reunirse con sus hijos en Italia: una nueva sentencia aclara las reglas

 Cuando los padres mayores no pueden reunirse con sus hijos en Italia: una nueva sentencia aclara las reglas

Una reciente decisión del Tribunal de Roma ha puesto el foco en uno de los aspectos más sensibles del sistema migratorio italiano: la reagrupación familiar de padres de edad avanzada. La resolución, dictada el 20 de noviembre de 2025 en el procedimiento inscrito con el número 27916 de 2025, confirma que la presencia de otros hijos en el país de origen sigue siendo un factor determinante a la hora de evaluar una solicitud de visado por reagrupación familiar de un progenitor.

El caso fue presentado por un ciudadano marroquí titular de un permiso de residencia de larga duración en la Unión Europea. Había obtenido la autorización correspondiente del Sportello Unico per l’Immigrazione de la Prefectura de Rovigo para traer a ambos padres a Italia. Sin embargo, a pesar de dicha autorización, la Embajada de Italia en Marruecos denegó el visado a su madre, alegando que no se cumplían los requisitos legales. Según la representación consular, el punto clave era que la mujer tenía ocho hijos en total, varios de los cuales seguían residiendo en Marruecos.

El solicitante intentó superar la objeción aportando un certificado de cargas familiares en el que constaba que ambos progenitores dependían económicamente de él. El Tribunal rechazó este argumento. En su razonamiento, la corte destacó que la legislación italiana distingue entre dos categorías alternativas: el “progenitor a cargo” y el “progenitor mayor de sesenta y cinco años”. La distinción no es meramente técnica: determina qué debe probar el solicitante.

En el caso del progenitor a cargo, la evaluación se centra en la necesidad económica. Pero cuando el progenitor supera los sesenta y cinco años, la dependencia económica deja de ser relevante. Lo que importa es si los demás hijos que permanecen en el país de origen pueden —o no pueden— prestar asistencia. Según el Tribunal, se trata de una elección legislativa deliberada: la edad avanzada implica necesidades de cuidado personal, no solo de apoyo económico.

En este caso, el solicitante no logró demostrar que los otros hijos residentes en Marruecos estuvieran incapacitados para atender a su madre debido a problemas de salud graves y documentados. Ante la ausencia de dicha prueba, el Tribunal concluyó que la Embajada actuó conforme a la ley al denegar el visado. El recurso, por tanto, fue desestimado.

La sentencia confirma una línea interpretativa constante: la reagrupación familiar de padres de edad avanzada exige un nivel elevado de acreditación. No basta con demostrar que el solicitante puede mantener a sus progenitores; es imprescindible probar que ningún otro hijo en el país de origen puede asumir funciones de cuidado.

Aunque la decisión se basa en un caso concreto, su alcance es más amplio. En un contexto en el que Italia debe equilibrar la protección constitucional de la unidad familiar con las exigencias de gestión migratoria, tribunales y autoridades consulares mantienen un estándar probatorio estricto cuando se trata de progenitores de edad avanzada.


Avv. Fabio Loscerbo

When Elderly Parents Cannot Join Their Children in Italy: A New Ruling Clarifies the Rules

 When Elderly Parents Cannot Join Their Children in Italy: A New Ruling Clarifies the Rules

A recent decision by the Tribunal of Rome is drawing attention to one of the most sensitive aspects of Italy’s immigration framework: the family reunification of elderly parents. The ruling, delivered on 20 November 2025 in proceedings registered under number 27916 of 2025, confirms that the presence of other children in the country of origin remains a decisive factor when evaluating an entry-visa request for parental reunification.

The case was brought by a Moroccan citizen holding a long-term EU residence permit. He had successfully obtained authorization from the Single Immigration Desk of the Prefecture of Rovigo to bring both parents to Italy. However, despite this authorization, the Italian Embassy in Morocco denied the visa to his mother, arguing that the statutory requirements had not been met. According to the embassy, the key issue was that the woman had eight children in total, several of whom continued to reside in Morocco.

The applicant attempted to overcome the objection by submitting a family-dependence certificate stating that his parents were financially supported by him. The Tribunal rejected this argument. In its reasoning, the court emphasized that Italian immigration law distinguishes between two alternative legal conditions: the “dependent parent” and the “parent over sixty-five years of age.” The distinction is not superficial—each category imposes different evidentiary requirements.

For dependent parents, the assessment focuses on financial need. But for parents who have passed the age of sixty-five, economic dependency is irrelevant. What matters instead is whether other children in the country of origin are able—or unable—to provide care. The legislator, the court explained, has intentionally adopted an approach that prioritizes the availability of personal assistance, not merely financial support.

In the case examined, the applicant did not demonstrate that the other children in Morocco were unable to care for their mother due to serious and documented health conditions. In the absence of such proof, the Tribunal held that the Embassy acted lawfully in refusing the visa. The challenge was therefore dismissed.

The ruling confirms a clear legal trend: family reunification for elderly parents requires a demanding level of documentation. Applicants must not only show that they can provide for their parents but also prove that no other siblings in the country of origin are able to undertake caregiving responsibilities.

While based on a specific dispute, the judgment offers broader guidance. As Italy continues to balance the constitutional protection of family unity with migration-management considerations, consular authorities and courts will continue to apply a rigorous standard of proof in cases involving elderly parents.


Avv. Fabio Loscerbo

Ricongiungimento dei genitori ultrasessantacinquenni e ruolo degli altri figli nel Paese di origine (Analisi della sentenza del Tribunale di Roma, Sezione Diritti della Persona e Immigrazione, 20 novembre 2025 – procedimento numero 27916 del 2025)

 Abstract

Il contributo analizza la recente pronuncia del Tribunale di Roma che offre un’importante precisazione interpretativa sull’articolo 29 del Testo Unico Immigrazione, con particolare riferimento ai requisiti richiesti per il ricongiungimento familiare dei genitori ultrasessantacinquenni. La decisione consente di chiarire l’esatta portata della distinzione – spesso fraintesa – tra la nozione di “genitore a carico” e quella di “genitore ultrasessantacinquenne”, mettendo in luce l’onere probatorio gravante sul richiedente in presenza di altri figli rimasti nel Paese di origine.


1. Introduzione
Il tema del ricongiungimento familiare dei genitori anziani si colloca in un’area particolarmente sensibile della disciplina migratoria, perché coinvolge non solo diritti soggettivi protetti a livello costituzionale, ma anche esigenze di controllo, proporzionalità e sostenibilità dell’azione amministrativa. L’articolo 29 del d.lgs. 286/1998 distingue due condizioni alternative: il ricongiungimento con “genitori a carico, qualora non abbiano altri figli nel Paese di origine”, e quello con “genitori ultrasessantacinquenni, qualora gli altri figli siano impossibilitati al loro sostentamento per documentati, gravi motivi di salute”.

La pronuncia oggetto di analisi offre un’applicazione rigorosa di tale impostazione, chiarendo che il superamento dei sessantacinque anni non implica automaticamente il diritto al visto d’ingresso, ma richiede una verifica approfondita e documentata sull’effettiva assenza o impossibilità degli altri figli.


2. Il caso esaminato dal Tribunale di Roma
Nel procedimento deciso con sentenza depositata il 20 novembre 2025, numero 27916 del 2025, il ricorrente – cittadino marocchino titolare di permesso UE per soggiornanti di lungo periodo – aveva ottenuto dallo Sportello Unico il nulla osta per ricongiungere entrambi i genitori.

L’Ambasciata d’Italia in Marocco aveva tuttavia respinto il visto della madre, motivando l’atto con l’esistenza di altri figli nel Paese di origine e con la mancata prova della loro impossibilità ad assisterla. Dalla documentazione prodotta risultava infatti che la madre avesse otto figli complessivi.

Il ricorrente aveva tentato di superare tale ostacolo producendo un certificato di carico familiare, sostenendo che tale documento fosse idoneo a dimostrare la condizione di dipendenza e la cura effettivamente prestata.


3. La distinzione tra “genitore a carico” e “genitore ultrasessantacinquenne”
Il Tribunale, in linea con la giurisprudenza di legittimità, ha ribadito che le condizioni previste dall’art. 29, comma 1, lettera d), sono alternative e non sovrapponibili. La categoria del “genitore a carico” riguarda il profilo economico e presuppone che il genitore, privo di altri figli nel Paese di provenienza, dipenda materialmente dal richiedente per il proprio sostentamento.

Al contrario, nel caso dei genitori ultrasessantacinquenni, il legislatore non attribuisce alcuna rilevanza al reddito del genitore: la ratio non è economica, bensì assistenziale. L’avanzare dell’età comporta infatti esigenze che vanno oltre il mero sostegno materiale, richiedendo una presenza fisica e una capacità di cura che si presume, in prima battuta, possano essere fornite dagli altri figli residenti nel Paese di origine.


4. L’onere della prova e la presunzione relativa di assistenza familiare
Nell’impianto normativo emerge una presunzione relativa: in presenza di altri figli nel Paese di appartenenza, essi sono considerati i primi responsabili dell’assistenza del genitore anziano.
Spetta pertanto al richiedente dimostrare:

  1. che gli altri figli non si trovano più nel Paese di origine, oppure

  2. che, pur essendovi, sono impossibilitati a provvedere al genitore per gravi motivi di salute documentati.

Questa impostazione rende insufficiente qualsiasi certificazione che attesti solo la dipendenza economica del genitore: ciò che rileva è la concreta impossibilità degli altri figli, non il semplice fatto che non provvedano al mantenimento.

È esattamente su questo punto che il Tribunale ha fondato la propria decisione di rigetto: il certificato di carico familiare prodotto dal ricorrente non dimostrava l’impossibilità degli altri figli di prestare assistenza.


5. Il dispositivo della sentenza e la sua portata sistemica
Il Tribunale ha quindi respinto il ricorso, confermando la legittimità del provvedimento consolare e ritenendo non assolto l’onere probatorio richiesto dalla normativa.
La pronuncia – pur riferendosi a un caso specifico – assume rilievo sistemico poiché riafferma un principio di diritto chiaro: il ricongiungimento dei genitori anziani è materia caratterizzata da un onere probatorio rigoroso a carico del richiedente, il quale non può limitarsi a documentare la propria contribuzione economica ma deve offrire una ricostruzione completa della situazione familiare nel Paese d’origine.


Conclusioni
La decisione del Tribunale di Roma del 20 novembre 2025 rappresenta un tassello interpretativo importante nella disciplina del ricongiungimento familiare. Essa ribadisce che la presenza di altri figli nel Paese di provenienza costituisce un elemento dirimente e che solo una prova puntuale della loro impossibilità oggettiva a prestare assistenza può consentire di superare l’impedimento normativo previsto dal Testo Unico Immigrazione.


Avv. Fabio Loscerbo

sabato 15 novembre 2025

Rinnovo del permesso di soggiorno per lavoro autonomo e onere probatorio sui mezzi di sussistenza

 Rinnovo del permesso di soggiorno per lavoro autonomo e onere probatorio sui mezzi di sussistenza

Abstract
La decisione del Tribunale Amministrativo Regionionale per la Lombardia – sezione staccata di Brescia, depositata il 31 ottobre 2025 (R.G. 821/2024 e 822/2024), offre un’occasione di approfondimento sui criteri applicativi degli articoli 4, 5 e 26 del Testo Unico Immigrazione e dell’articolo 13 del DPR 394/1999, con particolare riferimento alla dimostrazione dei mezzi di sussistenza nei procedimenti di rinnovo del titolo per lavoro autonomo. Il giudice amministrativo conferma l’impostazione tradizionale: il requisito reddituale deve essere attuale, effettivo e documentalmente comprovato nella fase procedimentale, mentre gli elementi sopravvenuti rilevano solo se già esistenti e conoscibili dall’Amministrazione al momento della decisione.


L’analisi della sentenza pronunciata dal Tribunale Amministrativo Regionale per la Lombardia – sezione staccata di Brescia, depositata il 31 ottobre 2025, impone di cogliere subito il fulcro del ragionamento giuridico: la centralità del requisito dei mezzi di sussistenza nel sistema del soggiorno per lavoro autonomo e la natura rigorosa dell’onere probatorio in capo allo straniero richiedente il rinnovo.

Il quadro normativo presenta una coerenza interna che il giudice valorizza con precisione. L’articolo 4, comma 3, del decreto legislativo 286/1998 subordina l’ingresso dello straniero alla disponibilità di risorse economiche adeguate; l’articolo 5, comma 5, condiziona il rinnovo al permanere dei requisiti previsti per il rilascio; l’articolo 13 del DPR 394/1999 richiede la dimostrazione di un reddito da fonti lecite sufficiente al mantenimento proprio e dei familiari conviventi. L’articolo 26 del TUI, specificamente dedicato al lavoro autonomo, integra questi elementi richiedendo un reddito superiore alla soglia per l’esenzione dalla spesa sanitaria e una sistemazione alloggiativa idonea.

La sentenza approfondisce un nodo applicativo ricorrente: la produzione documentale incompleta o tardiva. Il TAR ribadisce che la legittimità del provvedimento amministrativo va valutata in base agli elementi esistenti e conoscibili al momento dell’adozione dell’atto. Questo principio esclude qualsiasi rimessione in termini attraverso la produzione giudiziale di documenti non presenti nel procedimento, richiamando l’orientamento del Consiglio di Stato secondo cui gli elementi sopravvenuti rilevano soltanto se già esistenti e rappresentati o rappresentabili anteriormente alla decisione.

Il Collegio si sofferma, inoltre, sulla natura del materiale probatorio fornito dai ricorrenti. Le perdite di esercizio della società, l’inattività dell’impresa e l’assenza di flussi reddituali dimostrabili hanno evidenziato una carenza strutturale della capacità economica richiesta. L’acquisto di un immobile – correttamente qualificato come indice patrimoniale privo di rilevanza reddituale – non può supplire all’assenza di entrate lecite e stabili. Ancora più significativa è la questione delle disponibilità bancarie: esse non erano state portate all’attenzione dell’Amministrazione pur essendo già nella disponibilità dei richiedenti, e non potevano quindi essere valorizzate come sopravvenienze utili ai sensi dell’articolo 5, comma 5, TUI.

La pronuncia conferma una linea interpretativa coerente: il permesso di soggiorno per lavoro autonomo presuppone la presenza di un’attività produttiva effettiva, idonea a garantire un radicamento economico reale e non meramente potenziale. Il requisito reddituale costituisce un indice imprescindibile della sostenibilità della permanenza sul territorio nazionale e della capacità del soggetto di contribuire alla vita economica e sociale del Paese senza ricorrere a forme di sostegno improprio.

Significativa è anche la ricostruzione del giudice sul ruolo del preavviso di rigetto: una volta acquisita la documentazione integrativa, l’Amministrazione non è tenuta a reiterare la comunicazione se gli elementi forniti non incidono sull’esito prefigurato. Il procedimento resta, dunque, il luogo centrale e determinante per la completezza dell’istruttoria.

In conclusione, la sentenza del TAR Lombardia riafferma la struttura tradizionale del sistema: il rinnovo del permesso di soggiorno per lavoro autonomo richiede un onere probatorio pieno, attuale e tempestivo, non surrogabile da prospettive future o da documentazione tardiva. L’evoluzione giurisprudenziale conferma la solidità di un modello orientato alla verifica della sostenibilità economica del soggiorno, che si inserisce nel più ampio principio di integrazione responsabile e partecipata.


Avvocato Fabio Loscerbo

سحب رخصة الإقامة الدائمة في الاتحاد الأوروبي: تعليق على حكم المحكمة الإدارية الإقليمية في لومبارديا – الدائرة الرابعة – جلسة 3 أبريل 2025 (النشر في 28 مايو 2025)

 سحب رخصة الإقامة الدائمة في الاتحاد الأوروبي: تعليق على حكم المحكمة الإدارية الإقليمية في لومبارديا – الدائرة الرابعة – جلسة 3 أبريل 2025 (النشر في 28 مايو 2025)

المحامي فابيو لوسيربو


الملخص

يتيح الحكم الصادر عن المحكمة الإدارية الإقليمية في لومبارديا، الدائرة الرابعة، بعد جلسة 3 أبريل 2025 ونشره في 28 مايو 2025، مناسبة لإعادة تناول موضوع محوري في قانون الهجرة: سحب رخصة الإقامة الدائمة في الاتحاد الأوروبي وفقاً للمادة 9 من قانون الهجرة الإيطالي. وفي ظل ازدياد التشدد في السياسات الأمنية، يبحث الحكم التوازن المطلوب بين تقييم الخطورة الاجتماعية للأجنبي، وحماية النظام العام، وضمان الروابط الأسرية ودرجة الاندماج التي تحققت داخل الدولة.


1. الإطار القانوني وأهمية التقييم الفردي

تنظم المادة 9 من المرسوم التشريعي رقم 286 لعام 1998 منح ورفض وسحب رخصة الإقامة الدائمة في الاتحاد الأوروبي. ويُلزم الفقرة الرابعة من المادة الجهات الإدارية بتقييم عناصر متعددة بصورة مشتركة: الأحكام الجزائية، طبيعة السلوك، مدة الإقامة، الروابط الأسرية، ومستوى الاندماج الاجتماعي والمهني.

أما الفقرة السابعة، فتمتد بهذه المعايير إلى إجراءات السحب، وتفرض موازنة دقيقة بين المصالح العامة والخاصة. وقد استبعد القضاء الدستوري والإداري دائماً أي آلية تلقائية، مؤكداً ضرورة وجود تقييم فردي، راهن ومتناسب.

ويكتسب أهمية خاصة ما أكدته المحكمة الدستورية بأن القرار يجب أن يستند إلى:
«حكم حول الخطورة الاجتماعية للأجنبي، مع تعليل مفصّل لا يستند فقط إلى الحكم الجزائي، بل إلى أكثر من عنصر»
(المحكمة الدستورية، أمر بتاريخ 27 مارس 2014، رقم 58).

كما تبرز الإشارة إلى حكم محكمة العدل الأوروبية الصادر في 3 سبتمبر 2020 في القضايا المضمومة C-503/19 و C-592/19، الذي يؤكد أن السجل الجنائي وحده لا يمكن أن يكون سبباً كافياً للرفض أو السحب دون تحليل فردي يشمل طبيعة الجريمة، والخطر الحالي، ومدة الإقامة، وقوة الروابط مع الدولة العضو.


2. وقائع القضية ومنهج المحكمة

في القضية موضوع الحكم، طعن الأجنبي – وهو مقيم منذ سنوات وله روابط أسرية في إيطاليا – في قرار سحب رخصة إقامته الدائمة، مدعياً أن القرار بُني على آلية تلقائية بسبب الحكم الجزائي الصادر بحقه.

المحكمة، بعد الاطلاع على الملف الإداري، رأت أن الإدارة قامت بتحليل شامل: توصيف السلوك الإجرامي، ملاحظة العلاقات والبيئة الاجتماعية بعد انتهاء تنفيذ العقوبة، تقييم مصادر الدخل، والسلوك العام، إلى جانب وجود الروابط الأسرية. وخلصت المحكمة إلى أن الإدارة قد بنت تقييماً منطقياً للخطورة الحالية يجعل المصلحة العامة في حماية النظام العام غالبة في هذه الحالة.

وتشير المحكمة بوضوح إلى أن «الموازنة المقارنة» المطلوبة وفقاً للقانون الأوروبي قد تمت بشكل فعلي وليست شكلية.


3. قراءة تحليلية في ضوء المبادئ التقليدية للقضاء الإداري

ينسجم الحكم مع الاتجاه القضائي الذي يشدد على حماية النظام العام، مع التأكيد المتكرر على منع الآليات التلقائية. فهو يبرز مبدأ التقييم الفردي من جهة، لكنه من جهة أخرى يعطي وزناً كبيراً لتقدير الإدارة في تحديد الخطورة، مؤكداً أن رخصة الإقامة الدائمة ليست حقاً مطلقاً.

أما من الناحية العملية، فإن الحكم يذكّر الدفاع بضرورة تقديم ملف دفاعي كامل: عرض عناصر الاندماج، الاستقرار الاقتصادي، الروابط الأسرية، والسلوك اللاحق للعقوبة. فهذه العناصر، إذا كانت ثابتة وذات دلالة، قد تغيّر بشكل حاسم نتيجة الدعوى.


4. الخلاصة

يؤكد حكم المحكمة الإدارية الإقليمية في لومبارديا الصادر في 3 أبريل 2025 والمنشور في 28 مايو 2025 التوازن الدقيق بين حماية النظام العام وضمانات الأجنبي المقيم منذ فترة طويلة، مع احترام المبادئ الدستورية والتوجيهات الأوروبية.

ويعيد الحكم التأكيد على أن سحب رخصة الإقامة الدائمة يتطلب حكماً مفصلاً ومبنياً على عناصر متعددة، وأن الخطورة الاجتماعية – إن كانت ثابتة وراهناً ذات دلالة – يمكن أن تطغى على المصالح الأسرية واعتبارات الاندماج.


المحامي فابيو لوسيربو

Revokimi i lejes së qëndrimit afatgjatë BE: shënime mbi vendimin e Gjykatës Administrative Rajonale të Lombardisë – Seksioni i Katërt – seanca e datës 3 prill 2025 (publikimi më 28 maj 2025)

 


Revokimi i lejes së qëndrimit afatgjatë BE: shënime mbi vendimin e Gjykatës Administrative Rajonale të Lombardisë – Seksioni i Katërt – seanca e datës 3 prill 2025 (publikimi më 28 maj 2025)

Avokati Fabio Loscerbo


Përmbledhje

Vendimi i Gjykatës Administrative Rajonale të Lombardisë, Seksioni i Katërt, i dhënë pas seancës së 3 prillit 2025 dhe i publikuar më 28 maj 2025, ofron mundësinë për t’u rikthyer te një temë klasike e së drejtës së imigracionit: revokimi i lejes së qëndrimit afatgjatë BE sipas nenit 9 të Kodit të Imigracionit italian. Në një kontekst ku politikat e sigurisë bëhen gjithnjë e më të rrepta, vendimi analizon ekuilibrin e drejtë ndërmjet vlerësimit të rrezikshmërisë shoqërore të të huajit, mbrojtjes së rendit publik dhe mbajtjes së lidhjeve familjare dhe integrimit të arritur në territorin italian.


1. Kuadri normativ dhe rëndësia e vlerësimit individual

Neni 9 i dekretit ligjor nr. 286 të vitit 1998 rregullon lëshimin, refuzimin dhe revokimin e lejes së qëndrimit afatgjatë BE. Paragrafi i katërt detyron administratën të vlerësojë së bashku elemente të ndryshme: dënimet penale, natyrën e sjelljes, kohëzgjatjen e qëndrimit, lidhjet familjare dhe nivelin e integrimit shoqëror dhe profesional.

Paragrafi i shtatë shtrin këto kritere edhe te procedura e revokimit, duke kërkuar një balancim të kujdesshëm ndërmjet interesave publike dhe atyre private. Gjykata Kushtetuese dhe gjyqësori administrativ kanë përjashtuar gjithmonë çdo mekanizëm automatik, duke theksuar nevojën për një vlerësim individual, konkret dhe proporcional.

Me rëndësi të veçantë është konstatimi i Gjykatës Kushtetuese sipas të cilës vendimi duhet të bazohet në:
“një gjykim mbi rrezikshmërinë shoqërore të të huajit, me një arsyetim të detajuar, jo vetëm mbi dënimin penal, por mbi disa elemente”
(Gjykata Kushtetuese, urdhër i 27 marsit 2014, nr. 58).

Po kaq i rëndësishëm është edhe vendimi i Gjykatës së Drejtësisë së Bashkimit Europian i 3 shtatorit 2020 në çështjet e bashkuara C-503/19 dhe C-592/19, i cili përcakton se dënimet penale nuk mjaftojnë, në vetvete, për të refuzuar ose revokuar statusin e qëndruesit afatgjatë pa një analizë individuale që vlerëson natyrën e veprës, rrezikun aktual, kohëzgjatjen e qëndrimit dhe forcën e lidhjeve me shtetin pritës.


2. Rrethanat e çështjes dhe arsyetimi i gjykatës

Në çështjen konkrete, i huaji – me qëndrim të hershëm dhe me lidhje familjare në Itali – kishte kundërshtuar vendimin e revokimit të lejes së tij të qëndrimit afatgjatë, duke pretenduar se administrata kishte vepruar në mënyrë automatike për shkak të dënimit penal.

Gjykata, pasi shqyrtoi aktet, konstatoi se administrata kishte kryer një vlerësim të gjerë: analizë të sjelljes kriminale, vlerësim të kontakteve dhe ambientit social pas përfundimit të dënimit, analizë të të ardhurave, sjelljes së përgjithshme dhe ekzistencës së lidhjeve familjare. Gjykata arriti në përfundimin se rrezikshmëria aktuale ishte vlerësuar në mënyrë logjike dhe se, në këtë rast, interesi publik për mbrojtjen e rendit publik prevalonte.

Gjykata thekson gjithashtu domosdoshmërinë e “balancimit krahasues” të kërkuar nga e drejta e Bashkimit Europian, i cili në këtë rast është kryer në mënyrë reale dhe jo formale.


3. Vështrim kritik në vazhdimësi me parimet tradicionale të jurisprudencës

Vendimi përputhet me linjën gjyqësore që i jep përparësi mbrojtjes së rendit publik, duke riafirmuar njëkohësisht ndalimin e automatizmave. Ai nënvizon parimin e vlerësimit individual, por gjithashtu pranon një hapësirë të gjerë vlerësimi nga ana e administratës për përcaktimin e rrezikshmërisë.

Nga perspektiva praktike, vendimi rikujton rëndësinë për mbrojtjen ligjore që të paraqesë një pasqyrë të plotë të integrimit, stabilitetit ekonomik dhe lidhjeve familjare, duke qenë se këto elemente mund të kenë ndikim të rëndësishëm në rezultatin e procesit.


4. Përfundime

Gjykata Administrative Rajonale e Lombardisë, me vendimin e datës 3 prill 2025 të publikuar më 28 maj 2025, konfirmon ekuilibrin delikat ndërmjet mbrojtjes së rendit publik dhe garancive të të huajve me qëndrim të gjatë, në përputhje me parimet kushtetuese dhe me drejtimin jurisprudencial evropian.

Vendimi riafirmon se revokimi i lejes së qëndrimit afatgjatë BE kërkon një arsyetim të hollësishëm dhe të shumëanshëm, dhe se rrezikshmëria shoqërore – kur është reale dhe e tanishme – mund të prevalojë mbi interesat familjare dhe aspektet e integrimit.


Avokati Fabio Loscerbo

AB uzun süreli ikamet izninin iptali: Lombardiya Bölgesel İdare Mahkemesi Dördüncü Dairesinin 3 Nisan 2025 tarihli (28 Mayıs 2025’te yayımlanan) kararına ilişkin değerlendirme Avukat Fabio Loscerbo

 AB uzun süreli ikamet izninin iptali: Lombardiya Bölgesel İdare Mahkemesi Dördüncü Dairesinin 3 Nisan 2025 tarihli (28 Mayıs 2025’te yayımlanan) kararına ilişkin değerlendirme

Avukat Fabio Loscerbo


Özet

Lombardiya Bölgesel İdare Mahkemesi Dördüncü Dairesinin 3 Nisan 2025 tarihli ve 28 Mayıs 2025 tarihinde yayımlanan kararı, göç hukukunun temel konularından biri olan AB uzun süreli ikamet izninin iptaline ilişkin önemli bir değerlendirme fırsatı sunmaktadır. Güvenlik politikalarının giderek sertleştiği bir dönemde Mahkeme, yabancının sosyal tehlikeliliği, kamu düzeninin korunması ve İtalya’daki aile bağları ile entegrasyon düzeyi arasındaki hassas dengeyi incelemektedir.


1. Hukuki çerçeve ve bireysel değerlendirmenin önemi

1998 tarihli 286 sayılı Kanun Hükmünde Kararnamenin 9. maddesi, AB uzun süreli ikamet izninin verilmesi, reddi ve iptalini düzenlemektedir. Maddenin dördüncü fıkrası, idarenin farklı unsurları birlikte değerlendirmesini zorunlu kılar: adli sicil, davranışın niteliği, ikamet süresi, aile bağları ve sosyal ile mesleki entegrasyon.

Yedinci fıkra ise bu kriterleri iptal sürecine genişleterek kamu yararı ile bireyin çıkarları arasında dikkatli bir denge kurulmasını şart koşar. Anayasa Mahkemesi ve idari yargı, her türlü otomatik işlemi daima reddetmiş ve somut, güncel ve orantılı bir bireysel değerlendirmenin zorunlu olduğunu vurgulamıştır.

Özellikle önem taşıyan, Anayasa Mahkemesinin şu tespiti olmuştur:
“yabancının sosyal tehlikeliliğine ilişkin değerlendirme yalnızca ceza mahkûmiyetine değil, birden fazla unsura dayalı ayrıntılı bir gerekçe içermelidir”
(Anayasa Mahkemesi, 27 Mart 2014 tarihli, 58 sayılı karar).

Aynı şekilde, Avrupa Birliği Adalet Divanının 3 Eylül 2020 tarihli C-503/19 ve C-592/19 sayılı birleştirilmiş davalarına ilişkin kararı, mahkûmiyetin tek başına uzun süreli ikamet statüsünün reddi veya iptali için yeterli olmadığını; suçun niteliği, güncel tehlike, ikamet süresi ve bağların gücü gibi unsurların bireysel olarak incelenmesi gerektiğini açıkça ortaya koymaktadır.


2. Somut olayın gelişimi ve Mahkemenin değerlendirmesi

Somut olayda, uzun yıllardır İtalya’da yaşayan ve aile bağları bulunan yabancı, adli sicil kaydı gerekçe gösterilerek uzun süreli ikamet izninin iptal edilmesine karşı dava açmıştır. Yabancı, idarenin otomatik şekilde hareket ettiğini ileri sürmüştür.

Ancak Mahkeme, idari dosyayı inceledikten sonra idarenin kapsamlı bir değerlendirme yaptığını tespit etmiştir: suç davranışının niteliği, cezanın infazından sonra devam eden ilişkiler, gelir kaynaklarının değerlendirilmesi, genel davranış ve aile bağlarının analizi. Mahkeme, mevcut sosyal tehlikelilik değerlendirmesinin mantıklı olduğunu ve bu olayda kamu düzeninin korunması yönündeki kamusal menfaatin ağır bastığını belirtmiştir.

Mahkeme ayrıca, Avrupa Birliği hukukunun gerektirdiği “karşılaştırmalı değerlendirme” yükümlülüğünün bu olayda şeklen değil, gerçekten yerine getirildiğini açıkça ifade eder.


3. Geleneksel içtihat çizgisiyle uyumlu eleştirel değerlendirme

Karar, kamu düzeninin korunmasına öncelik tanıyan ve otomatik işlemleri reddeden yerleşik içtihat çizgisiyle tamamen uyumludur. Mahkeme bir yandan bireysel değerlendirme ilkesini teyit ederken, diğer yandan idarenin tehlikelilik takdir yetkisini geniş bir çerçevede kabul etmektedir.

Pratik açıdan bu karar, savunmanın entegrasyon düzeyini, ekonomik istikrarı ve aile bağlarını detaylı ve belgelendirilmiş biçimde sunmasının önemini bir kez daha hatırlatmaktadır. Bu unsurlar, uygun biçimde ortaya konulduğunda davanın seyrini önemli ölçüde etkileyebilir.


4. Sonuç

Lombardiya Bölgesel İdare Mahkemesinin 3 Nisan 2025 tarihli ve 28 Mayıs 2025’te yayımlanan kararı, kamu düzeninin korunması ile uzun süreli ikamet hakkına sahip yabancıların güvenceleri arasındaki dengeyi yeniden teyit etmekte; bunu yaparken hem Anayasa ilkelerine hem de Avrupa Birliği Adalet Divanının yönlendirmelerine sadık kalmaktadır.

Karar, AB uzun süreli ikamet izninin iptali için kapsamlı ve çok yönlü bir gerekçelendirme gerektiğini; sosyal tehlikeliliğin somut ve güncel olduğu durumlarda ise aile bağları ile entegrasyonun üstün gelemeyeceğini açık biçimde ortaya koymaktadır.


Avukat Fabio Loscerbo

La justice italienne confirme la possibilité de convertir un titre de séjour pour soins médicaux en titre de travail

  La justice italienne confirme la possibilité de convertir un titre de séjour pour soins médicaux en titre de travail Une récente décision ...