martedì 27 gennaio 2026

La justice italienne confirme la possibilité de convertir un titre de séjour pour soins médicaux en titre de travail

 

La justice italienne confirme la possibilité de convertir un titre de séjour pour soins médicaux en titre de travail

Une récente décision du Tribunal administratif régional de Ligurie a apporté une clarification importante en matière de droit de l’immigration en Italie : dans certaines conditions, un titre de séjour délivré pour soins médicaux peut encore être converti en titre de séjour pour travail, malgré les restrictions introduites par la réforme de 2023.

L’affaire concernait un ressortissant étranger ayant présenté une demande de titre de séjour pour soins médicaux avant l’entrée en vigueur du décret dit « Cutro ». Après avoir obtenu un contrat de travail à durée indéterminée, il avait demandé la conversion de son titre en titre de séjour pour travail salarié. La Questure avait rejeté la demande, estimant que la législation actuelle n’autorisait plus ce type de conversion.

Le Tribunal a écarté cette interprétation. Selon les juges, l’élément déterminant n’est pas la date de la demande de conversion, mais celle de la demande initiale de délivrance du titre de séjour pour soins médicaux. Lorsque cette demande initiale est antérieure à la réforme, le régime juridique précédent continue de s’appliquer, y compris la possibilité de conversion à des fins professionnelles.

La décision aborde également un autre argument fréquemment invoqué par l’administration : la prétendue tardiveté des demandes de conversion. Le Tribunal rappelle que le droit italien ne prévoit pas de délai de forclusion strict pour les demandes de renouvellement ou de conversion d’un titre de séjour, en l’absence d’une disposition législative expresse.

Cette décision renforce la sécurité juridique des étrangers concernés et limite les pratiques administratives excessivement restrictives développées après la réforme de 2023. Elle confirme également le rôle essentiel du juge administratif dans l’application cohérente des règles transitoires et dans la protection des principes fondamentaux tels que la sécurité juridique et la confiance légitime.

Le texte intégral de la décision et un commentaire juridique détaillé sont disponibles sur Calaméo au lien suivant :
https://www.calameo.com/books/0080797757bd2f71b7d5a


Avv. Fabio Loscerbo

Italian Court Confirms Right to Convert Medical Residence Permits into Work Permits

 

Italian Court Confirms Right to Convert Medical Residence Permits into Work Permits

A recent ruling by the Regional Administrative Court of Liguria has clarified a key issue in Italian immigration law: under certain conditions, residence permits issued for medical treatment can still be converted into work permits, even after the restrictive reforms introduced in 2023.

The case involved a foreign national who had applied for a medical residence permit before the entry into force of the so-called Cutro Decree. After securing a permanent employment contract, he requested the conversion of his permit into a work-related residence permit. The police authorities rejected the application, claiming that such conversions were no longer allowed under the current legal framework.

The Court rejected this interpretation. According to the judges, the decisive factor is not the date on which the conversion request is submitted, but the date of the original application for the medical residence permit. If that application was filed before the reform came into force, the previous legal regime continues to apply, including the possibility of conversion for employment purposes.

The ruling also addresses a recurring administrative argument: the alleged late filing of conversion requests. The Court reaffirmed that Italian law does not impose a strict forfeiture deadline for applications to renew or convert residence permits, unless such a deadline is explicitly established by statute.

This decision strengthens legal certainty for migrants and curbs restrictive administrative practices that have proliferated since the 2023 reform. It also confirms the corrective role of administrative courts in ensuring that transitional rules are applied consistently and in line with fundamental legal principles.

The full judgment and a detailed legal commentary are available on Calaméo at the following link:
https://www.calameo.com/books/0080797757bd2f71b7d5a


Avv. Fabio Loscerbo

La conversione del permesso di soggiorno per cure mediche dopo il decreto-legge 20 del 2023: disciplina transitoria, affidamento e limiti dell’azione amministrativa

 

La conversione del permesso di soggiorno per cure mediche dopo il decreto-legge 20 del 2023: disciplina transitoria, affidamento e limiti dell’azione amministrativa

Abstract

Il contributo esamina la disciplina della conversione del permesso di soggiorno per cure mediche in permesso di soggiorno per motivi di lavoro alla luce delle modifiche introdotte dal decreto-legge 20 del 2023, convertito dalla legge 50 del 2023. L’analisi si concentra sulla portata della disciplina transitoria e sul ruolo svolto dalla giurisprudenza amministrativa nel ricondurre l’azione delle Questure entro i limiti imposti dai principi di irretroattività, certezza del diritto e tutela dell’affidamento dello straniero. Particolare attenzione è dedicata alla recente sentenza del Tribunale Amministrativo Regionale per la Liguria, che offre un contributo chiarificatore di rilevante impatto sistemico.

1. Il quadro normativo di riferimento

Il decreto-legge 20 del 2023 ha inciso in modo significativo sulla disciplina dei permessi di soggiorno convertibili, modificando l’articolo 6, comma 1-bis, del decreto legislativo 286 del 1998. Tra gli effetti più rilevanti della riforma vi è stata l’eliminazione del permesso di soggiorno per cure mediche dall’elenco dei titoli convertibili in permessi per motivi di lavoro.

Tale intervento normativo ha sollevato fin da subito questioni interpretative di rilievo, soprattutto con riferimento alle situazioni giuridiche già in essere e ai procedimenti amministrativi avviati prima dell’entrata in vigore della riforma. In questo contesto assume un ruolo centrale la disciplina transitoria prevista dall’articolo 7 del decreto-legge 20 del 2023, il cui ambito applicativo è stato oggetto di letture divergenti.

2. La disciplina transitoria e il problema del criterio temporale

Il nodo interpretativo principale riguarda l’individuazione del momento temporalmente rilevante ai fini dell’applicazione del regime previgente: se la data della domanda di conversione oppure la data di presentazione dell’istanza originaria di rilascio del permesso di soggiorno per cure mediche.

Le prassi amministrative hanno frequentemente privilegiato la prima opzione, ritenendo irricevibili le domande di conversione presentate dopo l’entrata in vigore della riforma, anche quando il titolo originario fosse stato richiesto in epoca antecedente. Questa impostazione ha determinato una compressione significativa delle posizioni giuridiche degli interessati, spesso aggravata da ritardi procedimentali non imputabili agli stessi.

3. L’orientamento della giurisprudenza amministrativa

La giurisprudenza amministrativa ha progressivamente ricondotto l’interpretazione della disciplina transitoria entro coordinate più coerenti con i principi generali dell’ordinamento. In particolare, il Tribunale Amministrativo Regionale per la Liguria, con sentenza numero 58 del 20 gennaio 2026, ha affermato che il criterio temporale dirimente è rappresentato dalla data di presentazione dell’istanza originaria di rilascio del permesso di soggiorno per cure mediche.

Secondo il giudice amministrativo, qualora tale istanza sia stata presentata prima dell’entrata in vigore della riforma, continua a trovare applicazione la disciplina previgente, comprensiva della possibilità di conversione del titolo in permesso per motivi di lavoro. Tale lettura valorizza una interpretazione letterale e sistematica dell’articolo 7 del decreto-legge 20 del 2023 e risulta coerente con la funzione di garanzia propria delle norme transitorie.

4. Tutela dell’affidamento e assenza di termini decadenziali

La pronuncia del TAR Liguria si segnala anche per l’attenzione dedicata alla tutela dell’affidamento dello straniero, inteso come legittima aspettativa maturata sulla base della normativa vigente al momento dell’avvio del procedimento amministrativo. In questa prospettiva, la conversione del permesso di soggiorno non può essere preclusa per effetto di sopravvenienze normative quando il procedimento originario sia stato correttamente instaurato sotto il regime previgente.

La sentenza affronta inoltre il tema della presunta tardività delle domande di conversione, ribadendo un principio già consolidato: in assenza di una espressa previsione legislativa, la domanda di rinnovo o di conversione del permesso di soggiorno non è soggetta a termini decadenziali. Ne deriva un ulteriore ridimensionamento delle prassi amministrative fondate su criteri non previsti dalla legge.

5. Considerazioni conclusive

La decisione del Tribunale Amministrativo Regionale per la Liguria si inserisce in un orientamento giurisprudenziale volto a ristabilire un corretto equilibrio tra potere amministrativo e tutela delle situazioni giuridiche soggettive nel diritto dell’immigrazione. In un contesto segnato da riforme frequenti e da una crescente rigidità applicativa, la riaffermazione dei principi di certezza del diritto, irretroattività e affidamento assume un valore sistemico.

La conversione del permesso di soggiorno per cure mediche, nei casi disciplinati dal regime transitorio, emerge così come uno spazio di legalità che non può essere compresso da interpretazioni amministrative restrittive o da circolari interne prive di forza normativa. La giurisprudenza amministrativa conferma, ancora una volta, il proprio ruolo di presidio dei principi fondamentali dell’ordinamento.

Riferimento alla pubblicazione

La sentenza oggetto di analisi è pubblicata integralmente su Calaméo al seguente indirizzo:
https://www.calameo.com/books/0080797757bd2f71b7d5a
(link diretto: https://www.calameo.com/books/0080797757bd2f71b7d5a)


Avv. Fabio Loscerbo

بيان صحفي – نشر حلقات جديدة من بودكاست «قانون الهجرة»

 بيان صحفي – نشر حلقات جديدة من بودكاست «قانون الهجرة»

تم نشر حلقات جديدة من بودكاست «قانون الهجرة»، مخصصة لموضوع ذي أهمية عملية وقانونية بالغة، يتمثل في العلاقة بين السوابق الجنائية وتجديد تصريح الإقامة، وحدود السلطة التقديرية للإدارة العامة.

تنطلق هذه الحلقات من قرار حديث صادر عن القضاء الإداري، وتتناول، بلغة واضحة مع الحفاظ على الدقة القانونية، مسألة محورية في عمل مقرات الشرطة وفي المنازعات المتعلقة بالهجرة، وهي استحالة رفض تصريح الإقامة على أساس آلي أو تلقائي، في غياب تقييم فعلي، وحالي، وفردي لما يُدعى من خطورة اجتماعية تتعلق بالشخص المعني.

وقد نُشر المحتوى بعدة لغات، بهدف الوصول إلى جمهور واسع يشمل المواطنين الأجانب، والمهنيين القانونيين، والباحثين المتخصصين في هذا المجال.

🔗 الاستماع إلى الحلقات:

🇬🇧 اللغة الإنجليزية
Residence Permit and Criminal Records: The Limits of Administrative Discretion
https://www.spreaker.com/episode/residence-permit-and-criminal-records-the-limits-of-administrative-discretion--69219203

🇸🇦 اللغة العربية
تصريح الإقامة والسوابق الجنائية: حدود السلطة التقديرية للإدارة
https://www.spreaker.com/episode/tsryh-alaqamt-walswabq-aljnayyt-hdwd-alsltt-altqdyryt-lladart--69219204

🇪🇸 اللغة الإسبانية
Permiso de residencia y antecedentes penales: los límites de la discrecionalidad administrativa
https://www.spreaker.com/episode/permiso-de-residencia-y-antecedentes-penales-los-limites-de-la-discrecionalidad-administrativa--69219206

🇫🇷 اللغة الفرنسية
Titre de séjour et antécédents pénaux : les limites du pouvoir discrétionnaire de l’administration
https://www.spreaker.com/episode/titre-de-sejour-et-antecedents-penaux-les-limites-du-pouvoir-discretionnaire-de-l-administration--69219205

🇦🇱 اللغة الألبانية
Leja e qëndrimit dhe precedentët penalë: kufijtë e diskrecionalitetit administrativ
https://www.spreaker.com/episode/leja-e-qendrimit-dhe-precedentet-penale-kufijte-e-diskrecionalitetit-administrativ--69219202

ويواصل بودكاست «قانون الهجرة» من خلال هذه الحلقات مسيرته في نشر الثقافة القانونية، بهدف جعل المبادئ الأساسية لقانون الهجرة في متناول الجميع، دون التخلي عن الصرامة التقنية أو عن التحليل النقدي للممارسة الإدارية.

الأستاذ المحامي فابيو لوسيربو
محامٍ مسجل لدى نقابة محامي بولونيا
خبير في قانون الهجرة واللجوء

Conversión del permiso de residencia: una decisión clave del juez administrativo


 

Conversion du titre de séjour : une décision clé du juge administratif


 

تحويل تصريح الإقامة: قرار أساسي من القضاء الإداري


 

New on TikTok: Titre de séjour pour soins médicaux et conversion en titre de travail : le Tribunal administratif régional de Ligurie désavoue les autorités de police (arrêt numéro 58 du 20 janvier 2026) Bonjour, je suis l’avocat Fabio Loscerbo. Ceci est un nouvel épisode du podcast Droit de l’immigration. Aujourd’hui, nous examinons une décision d’une importance pratique majeure pour tous ceux qui s’occupent de titres de séjour et, en particulier, de leur conversion à des fins professionnelles. Il s’agit de l’arrêt numéro 58 de 2026, publié le 20 janvier 2026, par le Tribunal administratif régional de Ligurie, qui a annulé une décision de la Questure de Gênes ayant déclaré irrecevable une demande de conversion d’un titre de séjour pour soins médicaux en titre de séjour pour travail salarié. L’affaire est emblématique. Le ressortissant étranger avait présenté une demande de titre de séjour pour soins médicaux avant l’entrée en vigueur du décret dit « Cutro », avait ensuite obtenu un contrat de travail à durée indéterminée et avait sollicité la conversion de son titre. La Questure avait refusé la conversion en soutenant qu’à la suite de la réforme de 2023, le titre de séjour pour soins médicaux ne faisait plus partie des titres convertibles. Le Tribunal a censuré cette interprétation en rappelant clairement le régime transitoire prévu par l’article 7 du décret-loi numéro 20 de 2023. Selon le Tribunal, l’élément déterminant n’est pas la date de dépôt de la demande de conversion, mais celle de la demande initiale de délivrance du titre de séjour pour soins médicaux. Lorsque cette demande initiale est antérieure à l’entrée en vigueur de la réforme, le régime juridique antérieur continue de s’appliquer, y compris la possibilité de conversion à des fins professionnelles. Cette interprétation est essentielle, car elle protège la confiance légitime de l’étranger et évite que des retards administratifs ou des lectures excessivement restrictives de l’administration ne produisent des effets déraisonnables. L’arrêt apporte également une clarification sur un autre argument fréquemment invoqué par l’administration : la prétendue tardiveté de la demande de conversion. Le Tribunal rappelle que les demandes de renouvellement ou de conversion d’un titre de séjour ne sont pas soumises à un délai de forclusion strict, conformément à une jurisprudence désormais bien établie. Là encore, cette position remet en cause des pratiques administratives qui continuent de générer des refus et des classements illégitimes. Cette décision s’inscrit dans une ligne jurisprudentielle désormais consolidée, qui réaffirme la portée contraignante du régime transitoire et limite la valeur des circulaires internes lorsqu’elles entrent en conflit avec la loi et avec les principes de non-rétroactivité et de sécurité juridique. Il s’agit d’un arrêt offrant des arguments solides pour le contentieux et confirmant le rôle du juge administratif dans le rééquilibrage des interprétations excessivement restrictives de l’administration. Pour approfondir ces questions, vous pouvez consulter mes articles sur mes blogs, écouter les autres épisodes du podcast Droit de l’immigration ou me suivre sur mes chaînes YouTube et TikTok.

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New on TikTok: Résidence élective : pas de refus automatique pour absence de visa Bonjour, je suis l’avocat Fabio Loscerbo. En 2026, le tribunal administratif de Campanie l’a clairement affirmé : un titre de séjour pour résidence élective ne peut pas être refusé uniquement parce qu’un visa spécifique manque. Ce qui compte, ce sont les faits — revenus stables, autonomie financière et logement — et non un formalisme excessif. Pour aller plus loin, suivez le podcast Droit de l’immigration et mes autres contenus.

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New Multilingual Episode of the Podcast “Immigration Law” Now Available: Seasonal Permit Conversion and Administrative Review

 New Multilingual Episode of the Podcast “Immigration Law” Now Available: Seasonal Permit Conversion and Administrative Review

A new episode of the podcast Immigration Law is now online, focusing on a highly relevant legal and practical issue: the conversion of a seasonal residence permit, the limits of late filing, and judicial control over administrative action, in light of recent case law from the Regional Administrative Court of Emilia-Romagna.

The episode examines a court decision that clarifies key aspects of Immigration Office practice, with particular attention to procedural guarantees, the assessment of the 39-day work requirement, and the concept of “reasonableness” in filing a conversion request. The ruling expressly rejects automatic refusals and purely formalistic interpretations by the administration.

To ensure maximum accessibility and outreach, the episode has been published in multiple languages, all available on Spreaker at the following links:

Arabic version
https://www.spreaker.com/episode/thwyl-tsryh-alaqamt-ll-ml-almwsmy-altakhyr-fy-tqdym-altlb-walrqabt-aladaryt-twdyhat-almhkmt-aladaryt-alaqlymyt-laymylya-rwmanya--69217318

French version
https://www.spreaker.com/episode/conversion-du-titre-de-sejour-pour-travail-saisonnier-tardivete-et-controle-administratif--69217336

English version
https://www.spreaker.com/episode/conversion-of-a-seasonal-residence-permit-late-filing-and-administrative-review--69217338

Spanish version
https://www.spreaker.com/episode/conversion-del-permiso-de-residencia-por-trabajo-estacional-extemporaneidad-y-control-administrativo--69217335

Albanian version
https://www.spreaker.com/episode/konvertimi-i-lejes-se-qendrimit-per-pune-sezonale-vonesa-ne-paraqitjen-e-kerkeses-dhe-kontrolli-administrativ--69217337

This initiative is part of an ongoing legal outreach effort aimed at making immigration law accessible to a broader, multilingual audience, while highlighting the concrete impact of administrative practices on the rights of foreign nationals.

Avv. Fabio Loscerbo

Elective Residence: no automatic refusal for lack of visa


 

New on TikTok: الإقامة الاختيارية: المحكمة الإدارية في إقليم كامبانيا تلغي الرفض القائم فقط على “عدم وجود التأشيرة” (الحكم رقم 296 لسنة 2026، منشور بتاريخ 15 يناير 2026) صباح الخير، أنا المحامي فابيو لوتشيربو. في هذه الحلقة الجديدة من بودكاست قانون الهجرة أتناول مسألة عملية للغاية ما زالت، في الممارسة الإدارية، تؤدي إلى قرارات رفض تلقائية، وهي رفض طلب تصريح الإقامة لأسباب الإقامة الاختيارية لمجرد أن صاحب الطلب لم يدخل إيطاليا بتأشيرة صادرة لهذه الغاية تحديدًا. المرجع هو الحكم رقم 296 لسنة 2026 الصادر عن المحكمة الإدارية الإقليمية في كامبانيا – الدائرة السادسة، المنشور بتاريخ 15 يناير 2026، والصادر في الدعوى المقيدة تحت رقم السجل العام 3125 لسنة 2025. في هذه القضية، أعلنت إدارة الشرطة عدم قبول طلب تصريح الإقامة لأسباب الإقامة الاختيارية، معتبرة أن غياب تأشيرة الدخول الخاصة بهذه الغاية يشكل مانعًا حاسمًا بحد ذاته، بل وربطت ذلك أيضًا بإجراء الإبعاد. قامت المحكمة بإلغاء القرار، ووضّحت مبدأً أساسيًا: إن المادة 11، الفقرة 1، الحرف c-quater،Attach من المرسوم الرئاسي رقم 394 لسنة 1999 لا تشترط صراحةً أن يكون الدخول إلى الأراضي الإيطالية قد تم بتأشيرة صادرة خصيصًا للإقامة الاختيارية. العنصر الحاسم هو توافر الشروط الموضوعية التي يحددها القانون، أي توفر موارد مالية كافية ومستقرة ومشروعة، وتوفر سكن ملائم، وحالة فعلية من الاكتفاء الذاتي. وبحسب القاضي الإداري، لا يجوز للإدارة أن تحوّل عنصرًا شكليًا بحتًا إلى عائق مطلق، خاصة عندما لا يكون القرار ملزمًا بقوة القانون، بل يتطلب ممارسة سلطة تقديرية. في مثل هذه الحالات، يتعين على الإدارة فحص الوضع الشخصي والواقعي لصاحب الطلب، دون اللجوء إلى آليات تلقائية. كما تكتسب هذه الأحكام أهمية خاصة من الناحية الإجرائية. فبما أن الرفض لم يكن إجراءً إلزاميًا، اعتبرت المحكمة أن هناك انتهاكًا لضمانات المشاركة في الإجراءات الإدارية. وبعبارة أخرى، لا يمكن استخدام عدم القبول كوسيلة مختصرة لتجنب إجراء فحص حقيقي وجاد للملف. الرسالة واضحة: لا يجوز إفراغ نظام الإقامة الاختيارية من مضمونه من خلال شكلية مفرطة. فإذا كانت الشروط الموضوعية متوافرة، يتعين على الإدارة العامة تقييمها، وتسبيب قرارها، والفصل في الطلب وفقًا للقانون. هذا كل شيء لليوم. ولمزيد من التعمق، يمكنكم الاستماع إلى الحلقات الأخرى من بودكاست قانون الهجرة، أو قراءة المقالات المنشورة في مدوناتي، أو متابعتي على قنواتي على يوتيوب أو تيك توك.

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Résidence élective : pas de refus automatique pour absence de visa


 

lunedì 26 gennaio 2026

تصريح الإقامة طويل الأمد للاتحاد الأوروبي صالح في جميع أنحاء أوروبا


 

Le titre de séjour UE de longue durée est valable dans toute l’Europe


 

Refus de l’autorisation de travail : le travailleur étranger ne peut pas former de recours Une décision italienne clarifie la question de la qualité pour agir en matière d’immigration professionnelle

 

Refus de l’autorisation de travail : le travailleur étranger ne peut pas former de recours

Une décision italienne clarifie la question de la qualité pour agir en matière d’immigration professionnelle

Une récente décision de la justice administrative italienne a apporté une clarification nette sur un point souvent source de confusion dans le droit de l’immigration : qui peut contester le refus d’une autorisation de travail lorsqu’il s’agit de l’entrée d’un ressortissant étranger résidant à l’étranger.

La question s’inscrit dans le cadre de l’article 22 du Texte unique italien sur l’immigration, qui régit l’entrée des citoyens non européens pour travail salarié. La procédure est structurée en plusieurs phases distinctes, allant de la demande d’autorisation présentée par l’employeur jusqu’à la délivrance, à un stade ultérieur, du visa d’entrée et du titre de séjour au travailleur.

Selon le juge administratif, cette distinction entre les différentes phases de la procédure est déterminante.

Dans les phases initiales, celles relatives à la demande, à la confirmation ou au refus de l’autorisation de travail, l’intérêt juridiquement protégé est exclusivement celui de l’employeur. C’est l’employeur qui initie la procédure, qui dialogue avec le Guichet unique pour l’immigration et qui est tenu de respecter les délais et obligations prévus par la loi.

Le travailleur étranger, à ce stade, ne dispose pas encore d’une position juridique protégée. La juridiction administrative est explicite : il ne bénéficie que d’un intérêt de fait à l’issue favorable de la procédure, insuffisant pour fonder un recours juridictionnel. En conséquence, en cas de refus ou de révocation de l’autorisation de travail, le travailleur étranger ne peut pas saisir le juge. La qualité pour agir appartient uniquement à l’employeur.

Cette orientation jurisprudentielle est analysée en détail dans une publication récemment mise en ligne sur Calaméo, accessible à l’adresse suivante :
https://www.calameo.com/books/0080797759dd32066810c
(lien direct : https://www.calameo.com/books/0080797759dd32066810c)

L’étude met en évidence les effets pratiques de cette interprétation, notamment sur les stratégies contentieuses encore fréquemment utilisées. Les recours introduits uniquement par les travailleurs étrangers, sans l’implication directe de l’employeur, sont voués à l’irrecevabilité, avec des conséquences concrètes en termes de délais, de coûts et de protection juridique effective.

Ce n’est que dans les phases ultérieures, relatives à la délivrance du visa d’entrée et du titre de séjour, que naissent des droits directement rattachables au travailleur et susceptibles d’un contrôle juridictionnel autonome. Avant ce moment, le droit italien privilégie l’intérêt public à la gestion des flux migratoires et l’intérêt privé de l’employeur.

Cette décision s’inscrit dans une lecture classique et structurée du droit de l’immigration, rappelant que, dans les procédures d’entrée pour travail, il est essentiel de distinguer clairement les rôles et les responsabilités. Elle adresse également un message clair aux praticiens et aux intéressés : dans ce domaine, savoir qui peut agir en justice est aussi important que de savoir quel acte peut être contesté.

La publication Calaméo constitue, à cet égard, un outil utile pour comprendre les limites actuelles de la protection juridictionnelle en matière d’immigration professionnelle en Italie.

Avv. Fabio Loscerbo

تجديد تصريح الإقامة للعمل الحر: محكمة ليغوريا الإدارية تؤكد أن شرط الدخل عنصر أساسي لا يمكن الاستغناء عنه

 تجديد تصريح الإقامة للعمل الحر: محكمة ليغوريا الإدارية تؤكد أن شرط الدخل عنصر أساسي لا يمكن الاستغناء عنه

بموجب حكم صدر في يناير/كانون الثاني 2026، أكدت Tribunale Amministrativo Regionale per la Liguria مشروعية قرار رفض تجديد تصريح الإقامة لأسباب تتعلق بالعمل الحر، وذلك لعدم توافر دخل كافٍ ومستمر لدى صاحب الطلب.

يأتي هذا القرار في إطار توجه قضائي مستقر يمنح لشرط الدخل قيمة جوهرية لا شكلية. فالدخل، بحسب المحكمة، لا يُعد عنصراً بيروقراطياً مجرداً، بل يعكس القدرة الفعلية للأجنبي على إعالة نفسه بشكل مستقل، والاندماج الحقيقي في النسيج الاقتصادي والاجتماعي، وعدم تحميل النظام العام أعباء إضافية.

وفي القضية محل النظر، أثبتت الإدارة، من خلال قواعد بيانات المعهد الوطني للضمان الاجتماعي ومصلحة الضرائب، أن الدخول المحققة كانت ضئيلة للغاية ومتقطعة، وأدنى بكثير من الحد الأدنى المنصوص عليه قانوناً للإعفاء من المساهمة في النفقات الصحية. وعلى ضوء هذه المعطيات، رأت المحكمة أن تطبيق المادة 26 من المرسوم التشريعي رقم 286 لسنة 1998 قد تم على نحو سليم، مستبعدةً أي تفسير «مرن» لمعيار الدخل في غياب عناصر موضوعية تثبت وجود اكتفاء اقتصادي حقيقي.

وتكتسب أهمية خاصة الفقرة التي يستند فيها القاضي الإداري إلى أحدث اجتهادات مجلس الدولة، مؤكداً أن عبء إثبات توافر دخل مشروع وكافٍ يقع على عاتق المواطن الأجنبي، وأن هذا الشرط يُعد متطلباً لا يمكن التحايل عليه عند تجديد تصريح الإقامة. ومن هذا المنطلق، لا يكفي وجود نشاط عمل حر من الناحية الشكلية، بل يجب أن يترجم إلى مورد اقتصادي فعلي ومستقر.

وبذلك يقدم الحكم توضيحاً حاسماً لمسألة كثيراً ما تكون محل نزاع قضائي: لا يمكن تجديد تصريح الإقامة دون تقييم صارم للقدرة الاقتصادية، حتى عندما يكون التصريح مبنياً على نشاط مهني مستقل. ويظل المعيار الحاسم هو الاستدامة الاقتصادية الفعلية والمثبتة على مدى الزمن.

النص الكامل للحكم متاح ضمن منشور Calaméo على الرابط التالي:
https://www.calameo.com/books/008079775bc1086ff5b3e

المحامي فابيو لوتشيربو

Residence Permit and Criminal Records: The Limits of Administrative Discretion

https://ift.tt/OkfrH2u https://www.youtube.com/watch?v=PGUEigaQhb4

Comunicato – Pubblicazione nuovi episodi del podcast “Diritto dell’Immigrazione”

 Comunicato – Pubblicazione nuovi episodi del podcast “Diritto dell’Immigrazione”

Sono stati pubblicati nuovi episodi del podcast “Diritto dell’Immigrazione”, dedicati a un tema di particolare rilevanza pratica e giuridica: il rapporto tra precedenti penali e rinnovo del permesso di soggiorno, nonché i limiti della discrezionalità amministrativa.

Gli episodi prendono spunto da una recente decisione della giurisprudenza amministrativa e affrontano, con linguaggio chiaro ma rigoroso, una questione centrale nella prassi delle Questure e nel contenzioso in materia di immigrazione: l’impossibilità di fondare il diniego del titolo di soggiorno su automatismi, in assenza di una valutazione concreta, attuale e individualizzata della presunta pericolosità sociale.

Il contenuto è stato pubblicato in più lingue, con l’obiettivo di raggiungere un pubblico ampio, inclusi cittadini stranieri, operatori del diritto e studiosi della materia.

🔗 Ascolta gli episodi:

🇬🇧 English
Residence Permit and Criminal Records: The Limits of Administrative Discretion
https://www.spreaker.com/episode/residence-permit-and-criminal-records-the-limits-of-administrative-discretion--69219203

🇸🇦 Arabo
تصريح الإقامة والسوابق الجنائية: حدود السلطة التقديرية للإدارة
https://www.spreaker.com/episode/tsryh-alaqamt-walswabq-aljnayyt-hdwd-alsltt-altqdyryt-lladart--69219204

🇪🇸 Spagnolo
Permiso de residencia y antecedentes penales: los límites de la discrecionalidad administrativa
https://www.spreaker.com/episode/permiso-de-residencia-y-antecedentes-penales-los-limites-de-la-discrecionalidad-administrativa--69219206

🇫🇷 Francese
Titre de séjour et antécédents pénaux : les limites du pouvoir discrétionnaire de l’administration
https://www.spreaker.com/episode/titre-de-sejour-et-antecedents-penaux-les-limites-du-pouvoir-discretionnaire-de-l-administration--69219205

🇦🇱 Albanese
Leja e qëndrimit dhe precedentët penalë: kufijtë e diskrecionalitetit administrativ
https://www.spreaker.com/episode/leja-e-qendrimit-dhe-precedentet-penale-kufijte-e-diskrecionalitetit-administrativ--69219202

Il podcast “Diritto dell’Immigrazione” prosegue così nel suo percorso di divulgazione giuridica, con l’obiettivo di rendere accessibili i principi fondamentali della materia, senza rinunciare al rigore tecnico e al confronto critico con la prassi amministrativa.

Avv. Fabio Loscerbo

New on TikTok: Conversion du titre de séjour : une décision clé du juge administratif Je suis l’avocat Fabio Loscerbo. Le Tribunal administratif régional de Ligurie a confirmé qu’un titre de séjour délivré sous l’ancienne législation peut encore être converti en titre de séjour pour travail. Ce qui compte, c’est la date de la demande initiale, et non celle de la demande de conversion. Cette décision protège la sécurité juridique et limite les pratiques administratives restrictives.

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New on TikTok: Permiso de residencia por motivos de salud y conversión a trabajo: el Tribunal Administrativo Regional de Liguria desautoriza a las autoridades policiales (sentencia número 58 de 20 de enero de 2026) Buenos días, soy el abogado Fabio Loscerbo. Este es un nuevo episodio del podcast Derecho de la Inmigración. Hoy analizamos una resolución de gran relevancia práctica para quienes se ocupan de permisos de residencia y, en particular, de su conversión por motivos laborales. Se trata de la sentencia número 58 de 2026, publicada el 20 de enero de 2026, dictada por el Tribunal Administrativo Regional de Liguria, que anuló una decisión de la Jefatura de Policía de Génova mediante la cual se había declarado inadmisible una solicitud de conversión de un permiso de residencia por motivos de salud en un permiso de residencia por trabajo por cuenta ajena. El caso es paradigmático. El ciudadano extranjero había presentado la solicitud de permiso de residencia por motivos de salud antes de la entrada en vigor del denominado Decreto Cutro, posteriormente había obtenido un contrato de trabajo de duración indefinida y había solicitado la conversión del título. La Jefatura de Policía denegó la conversión alegando que, tras la reforma de 2023, el permiso de residencia por motivos de salud ya no figuraba entre los títulos convertibles. El Tribunal rechazó esta interpretación y recordó de forma clara el régimen transitorio previsto en el artículo 7 del decreto-ley número 20 de 2023. Según el Tribunal, lo determinante no es la fecha de presentación de la solicitud de conversión, sino la fecha de la solicitud inicial de expedición del permiso de residencia por motivos de salud. Cuando dicha solicitud inicial es anterior a la entrada en vigor de la reforma, sigue siendo aplicable la normativa anterior, incluida la posibilidad de conversión por motivos laborales. Se trata de un aspecto fundamental, ya que protege la confianza legítima del extranjero y evita que retrasos administrativos o interpretaciones excesivamente restrictivas de la Administración produzcan consecuencias irrazonables. La sentencia aclara asimismo otro argumento utilizado con frecuencia por la Administración para rechazar las solicitudes: la supuesta presentación extemporánea de la solicitud de conversión. El Tribunal recuerda que las solicitudes de renovación o de conversión del permiso de residencia no están sujetas a un plazo de caducidad estricto, de conformidad con una jurisprudencia ya consolidada. También en este punto se desmienten prácticas administrativas que continúan generando rechazos y archivos ilegítimos. Esta resolución se inserta en una línea jurisprudencial ya asentada, que reafirma el valor vinculante del régimen transitorio y limita el alcance de las circulares internas cuando entran en conflicto con la ley y con los principios de irretroactividad y seguridad jurídica. Es una sentencia que ofrece argumentos sólidos para la litigación y confirma el papel del juez administrativo en el reequilibrio de interpretaciones excesivamente restrictivas de la Administración. Para profundizar en estos temas, puedes leer mis artículos en mis blogs, escuchar otros episodios del podcast Derecho de la Inmigración o seguirme en mis canales de YouTube y TikTok.

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New on TikTok: الإقامة الاختيارية: لا يجوز الرفض التلقائي بسبب غياب التأشيرة مرحبًا، أنا المحامي فابيو لوتشيربو. في عام 2026، أكدت المحكمة الإدارية في كامبانيا مبدأً واضحًا: لا يمكن رفض تصريح الإقامة لأسباب الإقامة الاختيارية لمجرد غياب تأشيرة محددة. العبرة بالواقع: دخل ثابت، اكتفاء ذاتي، وسكن مناسب، وليس الشكلية المفرطة. لمزيد من المعلومات، تابعوا بودكاست قانون الهجرة وباقي قنواتي.

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New on TikTok: Résidence élective : le tribunal administratif de Campanie annule un refus fondé uniquement sur « l’absence de visa » (arrêt n° 296 de 2026, publié le 15 janvier 2026) Bonjour, je suis l’avocat Fabio Loscerbo. Dans ce nouvel épisode du podcast Droit de l’immigration, j’aborde une question très concrète qui, dans la pratique administrative, continue de donner lieu à des refus automatiques : le rejet d’une demande de titre de séjour pour résidence élective au seul motif que l’intéressé n’est pas entré en Italie avec un visa délivré pour cette finalité spécifique. La référence est l’arrêt n° 296 de 2026 du Tribunal administratif régional de Campanie, sixième section, publié le 15 janvier 2026, rendu dans la procédure inscrite au Registre général numéro 3125 de 2025. Dans cette affaire, la Questure avait déclaré la demande de titre de séjour pour résidence élective irrecevable, en considérant l’absence de visa d’entrée pour résidence élective comme un obstacle automatiquement déterminant, allant jusqu’à relier cette situation à une mesure d’éloignement. Le tribunal a annulé la décision et a clarifié un point essentiel : l’article 11, paragraphe 1, lettre c-quater, du décret du Président de la République n° 394 de 1999 n’impose pas expressément que l’entrée sur le territoire italien ait eu lieu avec un visa spécifiquement délivré pour la résidence élective. Ce qui importe réellement, ce sont les conditions substantielles prévues par la loi : la disponibilité de ressources économiques adéquates et stables, des moyens de subsistance licites, la disponibilité d’un logement et une situation d’autosuffisance effective. Selon le juge administratif, l’Administration ne peut pas transformer un élément purement formel en un obstacle absolu, surtout lorsqu’il ne s’agit pas d’un acte lié mais d’une décision nécessitant une appréciation discrétionnaire. Dans ces cas, la situation concrète de la personne doit être examinée, sans recourir à des automatismes. L’arrêt est également important sur le plan procédural. Précisément parce que le refus n’était pas obligatoire, le tribunal a retenu la violation des garanties de participation à la procédure administrative. En pratique, la déclaration d’irrecevabilité ne peut pas être utilisée comme un raccourci pour éviter une véritable instruction du dossier. Le message est clair : la résidence élective ne peut pas être vidée de sa substance par un formalisme excessif. Lorsque les conditions substantielles sont réunies, l’Administration publique doit les évaluer, motiver sa décision et statuer dans le respect de la loi. Pour aujourd’hui, c’est tout. Si vous souhaitez approfondir ces thèmes, vous pouvez écouter les autres épisodes du podcast Droit de l’immigration, lire les articles publiés sur mes blogs ou me suivre sur mes chaînes YouTube ou TikTok.

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domenica 25 gennaio 2026

New on TikTok: تصريح الإقامة لأسباب صحية والتحويل إلى العمل: المحكمة الإدارية الإقليمية في ليغوريا تُبطِل قرارات الشرطة (الحكم رقم 58 بتاريخ 20 يناير 2026) صباح الخير، أنا المحامي فابيو لوتشيربو. هذه حلقة جديدة من بودكاست قانون الهجرة. اليوم نتناول قرارًا ذا أهمية عملية كبيرة لكل من يتعامل مع تصاريح الإقامة، ولا سيما مسألة تحويلها لأسباب العمل. نتحدث عن الحكم رقم 58 لسنة 2026، الصادر في 20 يناير 2026، عن المحكمة الإدارية الإقليمية في ليغوريا، والذي ألغى قرارًا صادرًا عن شرطة جنوة كان قد اعتبر طلب تحويل تصريح الإقامة لأسباب صحية إلى تصريح إقامة للعمل غير مقبول شكلاً. القضية نموذجية. فقد تقدّم الأجنبي بطلب تصريح إقامة لأسباب صحية قبل دخول ما يُعرف بمرسوم «كوترو» حيّز النفاذ، ثم حصل لاحقًا على عقد عمل غير محدد المدة، وتقدّم بطلب تحويل التصريح. غير أن الشرطة رفضت التحويل بحجة أن إصلاح سنة 2023 أخرج تصاريح الإقامة لأسباب صحية من فئة التصاريح القابلة للتحويل. المحكمة رفضت هذا التفسير، وأكدت بوضوح تطبيق النظام الانتقالي المنصوص عليه في المادة 7 من المرسوم بقانون رقم 20 لسنة 2023. وبحسب المحكمة، فإن العنصر الحاسم ليس تاريخ تقديم طلب التحويل، بل تاريخ تقديم الطلب الأصلي للحصول على تصريح الإقامة لأسباب صحية. فإذا كان هذا الطلب الأصلي سابقًا على دخول الإصلاح حيّز النفاذ، فإن النظام القانوني السابق يظل واجب التطبيق، بما في ذلك إمكانية التحويل لأسباب العمل. ويُعد هذا المبدأ أساسيًا لأنه يحمي الثقة المشروعة للأجنبي ويحول دون أن تؤدي التأخيرات الإدارية أو التفسيرات المتشددة للسلطات إلى نتائج غير معقولة. كما يوضح الحكم نقطة أخرى كثيرًا ما تعتمد عليها الإدارة لرفض الطلبات، وهي الادعاء بتقديم طلب التحويل خارج المهل. إذ تؤكد المحكمة أن طلبات تجديد أو تحويل تصاريح الإقامة لا تخضع لمهلة سقوط صارمة، وذلك انسجامًا مع اتجاه قضائي مستقر. وبهذا تُدحض مرة أخرى ممارسات إدارية لا تزال تؤدي إلى قرارات رفض أو حفظ غير مشروعة. يندرج هذا القرار ضمن مسار قضائي بات واضحًا ومستقرًا، يعيد التأكيد على القيمة الملزمة للنظام الانتقالي، ويحدّ من دور التعاميم الداخلية عندما تتعارض مع القانون ومع مبادئ عدم رجعية القوانين والأمن القانوني. وهو حكم يقدّم أسسًا قوية للطعن القضائي، ويؤكد الدور التوازني الذي يضطلع به القضاء الإداري في مواجهة التفسيرات المفرطة في التضييق من جانب الإدارة. للمزيد من التعمق في هذه المواضيع، يمكنك الاطلاع على مقالاتي في مدوناتي، أو الاستماع إلى حلقات أخرى من بودكاست قانون الهجرة، أو متابعتي على قنواتي في يوتيوب وتيك توك.

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New on TikTok: Elective Residence: no automatic refusal for lack of visa Hello, I’m attorney Fabio Loscerbo. A 2026 ruling of the Campania Administrative Court says this clearly: an elective residence permit cannot be refused just because a specific visa is missing. What matters are the facts — stable income, financial independence, and housing — not rigid formalism. That’s all for today. For more, follow my Immigration Law podcast or my online channels.

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Permisos de residencia, condenas penales e integración: el trabajo no basta TAR Marche, sentencia de 16 de diciembre de 2025, número de registro general 684 de 2025

 Permisos de residencia, condenas penales e integración: el trabajo no basta

TAR Marche, sentencia de 16 de diciembre de 2025, número de registro general 684 de 2025


La sentencia del Tribunal Administrativo Regional de las Marcas (TAR Marche), Sección Segunda, dictada el 16 de diciembre de 2025, en el procedimiento inscrito con el número de registro general 684 de 2025, ha sido publicada en Calameo. La decisión aborda una cuestión de especial relevancia en el derecho de la inmigración: la relación entre la integración laboral, las condenas penales y la denegación del permiso de residencia por motivos de trabajo.


El texto íntegro de la sentencia está disponible en el siguiente enlace:

👉 Publicación en Calameo: https://www.calameo.com/books/008079775f468fd0c9ded


Enlace directo: https://www.calameo.com/books/008079775f468fd0c9ded


El caso


El litigio tiene su origen en la denegación, por parte de la Jefatura de Policía, de un permiso de residencia por motivos laborales a un ciudadano extranjero al que previamente se le había revocado el permiso de residencia UE para residentes de larga duración. Durante el procedimiento administrativo, intervino una condena penal, con aplicación de la pena tras acuerdo entre las partes, por delitos de malos tratos en el ámbito familiar y lesiones personales.


Pese a la existencia de una relación laboral y a la alegada presencia de vínculos familiares en Italia, la Administración denegó el permiso de residencia al considerar que el solicitante presentaba un riesgo para la seguridad pública, incompatible con la expedición del título de residencia.


El principio afirmado por el Tribunal


En su sentencia de 16 de diciembre de 2025, el TAR Marche desestimó el recurso y afirmó con claridad que la integración no puede reducirse únicamente al trabajo. El empleo es un elemento relevante en la evaluación de la integración, pero no resulta suficiente por sí solo para neutralizar una apreciación de peligrosidad social, especialmente cuando las conductas penalmente relevantes afectan a bienes fundamentales protegidos por el ordenamiento jurídico, como la integridad personal y las relaciones familiares.


El Tribunal subrayó que la integración debe valorarse de manera sustancial y global, incluyendo el respeto a los valores sociales y culturales del país de acogida. En este contexto, el comportamiento en la esfera privada y familiar adquiere plena relevancia jurídica, en particular cuando los hechos delictivos se produjeron precisamente en dicho ámbito.


Prohibición de automatismos y discrecionalidad administrativa


De especial interés resulta la interpretación del artículo 5, apartado 5, del Texto Único de Inmigración. El Tribunal reiteró que la prohibición de decisiones automáticas no se traduce en un derecho subjetivo a la obtención del permiso de residencia. La Administración está obligada a realizar una ponderación entre el interés del extranjero en permanecer en el territorio y el interés de la colectividad en la seguridad pública, ponderación que puede legítimamente concluir con la denegación del permiso.


La existencia de vínculos familiares no es, por sí sola, determinante, salvo que dichos vínculos se encuadren en las categorías estrictamente tipificadas por la ley, ni puede operar como un “escudo” frente a conductas consideradas de especial alarma social.


La naturaleza del artículo 9, apartado 9, del Texto Único de Inmigración


La sentencia ofrece asimismo una aclaración precisa respecto del artículo 9, apartado 9, del Decreto Legislativo n.º 286 de 1998. La posibilidad de conceder un permiso de residencia de otro tipo tras la revocación del permiso UE para residentes de larga duración se califica como una facultad de la Administración y no como una obligación. El ejercicio de dicha facultad permanece condicionado a la verificación de todos los requisitos legales, incluida la ausencia de peligrosidad social.


Consideraciones finales


La decisión del TAR Marche, sentencia de 16 de diciembre de 2025, número de registro general 684 de 2025, se inscribe en una línea jurisprudencial que reafirma de forma inequívoca un principio a menudo pasado por alto en el debate público: el trabajo no constituye un escudo automático en el derecho de la inmigración. La integración no es un hecho meramente económico, sino un proceso complejo que implica responsabilidad, respeto de las normas y adhesión a los valores fundamentales del ordenamiento jurídico.


La publicación íntegra de la sentencia en Calameo permite a operadores jurídicos, estudiosos y profesionales del ámbito de la inmigración examinar directamente el texto del fallo y apreciar plenamente su alcance sistemático.


Avv. Fabio Loscerbo

Öğrenci oturma izninin dönüşümü: Bolonya İdare Mahkemesi 2026/14 kararı


 

sabato 24 gennaio 2026

New on TikTok: Titulli i episodit Decreto Flussi dhe puna sezonale: kur gabimet e Administratës nuk mund t’i ngarkohen të huajit Mirëmëngjes, unë jam avokati Fabio Loscerbo dhe ky është një episod i ri i podcast-it E Drejta e Emigracionit. Në këtë episod trajtojmë një vendim që meriton vëmendje të veçantë, sepse përcakton qartë kufijtë e thjeshtësimeve administrative në fushën e decreto flussi dhe të punës sezonale, dhe mbi të gjitha sepse identifikon saktësisht se kush duhet të mbajë pasojat e gabimeve të kryera nga Administrata Publike. Bëhet fjalë për një vendim të Gjykatës Administrative Rajonale të Pulias, Seksioni i Tretë, i publikuar më 24 dhjetor 2025, që lidhet me çështjen e regjistruar me numër regjistri të përgjithshëm 1336 të vitit 2023, e shqyrtuar në seancën e 26 nëntorit 2025. Rasti ka të bëjë me shtetas jashtë Bashkimit Evropian që kanë hyrë ligjërisht në Itali me vizë për punë të varur sezonale, në kuadër të decreto flussi 2021. Hyrja është realizuar sipas procedurave të thjeshtuara të parashikuara nga neni 42 i dekret-ligjit nr. 73, datë 21 qershor 2022, një normë e menduar për të përshpejtuar procedurat duke lejuar lëshimin e autorizimit për punë edhe përpara verifikimit të plotë të të gjitha elementeve penguese, me mundësinë e revokimit të mëvonshëm në rast rezultati negativ. Pikërisht këtu lind kontestimi. Pas një periudhe kohe, Prefektura ka revokuar autorizimet për punë dhe, si pasojë, ka refuzuar lejet e qëndrimit, duke pretenduar se hyrja kishte ndodhur për shkak të një gabimi informatik dhe në tejkalim të kuotave të përcaktuara nga decreto flussi. Me fjalë të tjera, Administrata ka pranuar se punëtorët kishin hyrë ligjërisht në Itali, por më pas ka tentuar të korrigjojë një gabim të vetin duke ia transferuar pasojat shtetasve të huaj. Gjykata e ka refuzuar në mënyrë të vendosur këtë qasje. Ajo ka pohuar një parim themelor: verifikimi i disponueshmërisë së kuotave duhet të bëhet ex ante dhe jo ex post. Nuk është as logjikisht dhe as juridikisht e qëndrueshme të lejohet hyrja e punëtorëve të huaj dhe më pas t’u mohohet leja e qëndrimit për shkak të një gabimi që i atribuohet ekskluzivisht Administratës. Vendimi sqaron gjithashtu një tjetër aspekt që shpesh keqkuptohet në praktikën administrative. Në punën sezonale nuk parashikohet e ashtuquajtura leje qëndrimi “në pritje të punësimit”. Ligji e përjashton shprehimisht këtë mundësi dhe jurisprudenca administrative është e qëndrueshme prej vitesh në këtë drejtim. Për këtë arsye, nuk ka asnjë hapësirë për interpretime të zgjeruara apo krijuese. Megjithatë, pikërisht për faktin se hyrja ka ndodhur në mënyrë të ligjshme dhe me iniciativën e Administratës, Gjykata vlerëson se gabimi nuk mund të përkthehet në një mungesë totale të mbrojtjes. Për këtë arsye, ajo ka pranuar ankimin në kufijtë e lëshimit të një leje qëndrimi sezonale të vlefshme “tani për atëherë”, edhe pse afati maksimal prej nëntë muajsh i parashikuar nga ligji ka kaluar tashmë. Ky është një hap me rëndësi të veçantë juridike. Leja “tani për atëherë” nuk synon të stabilizojë qëndrimin e të huajit dhe as të shndërrojë punën sezonale në një status tjetër. Qëllimi i saj është të rindërtojë saktë pozicionin juridik, të korrigjojë formalisht një situatë të cenuar nga veprimi administrativ dhe të ruajë një interes juridik të mbetur që mund të ketë rëndësi në procedura administrative të ardhshme. Mesazhi që del nga ky vendim është i qartë dhe, në shumë aspekte, i lidhur me një qasje tradicionale juridike: thjeshtësimet administrative nuk pezullojnë rregullat. Kur shteti vendos të përshpejtojë hyrjen e punëtorëve të huaj për arsye ekonomike dhe prodhuese, ai duhet të marrë përsipër plotësisht përgjegjësinë për gabimet e veta. Nuk mund të jetë i huaji ai që paguan çmimin e një organizimi të dobët apo të një hetimi administrativ të pamjaftueshëm. E drejta e emigracionit, edhe në aspektet e saj më teknike si puna sezonale, mbetet një e drejtë administrative serioze, e bazuar në ligjshmëri, koherencë dhe përgj

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Administrative Error in the Decree Flows System: TAR Puglia Orders the Issuance of the Residence Permit “Now for Then”

 Administrative Error in the Decree Flows System: TAR Puglia Orders the Issuance of the Residence Permit “Now for Then”

With a decision of significant systemic relevance, the Regional Administrative Court of Puglia – Third Section, published on 24 December 2025, addressed an issue that for years has generated litigation and uncertainty in practice: the management of entry quotas for seasonal work and the legal consequences of errors attributable to the Public Administration.

The case concerns non-EU nationals who lawfully entered Italy under the decree flows system, following the issuance of seasonal work authorisations. At a later stage, the Administration revoked those measures, alleging that the quotas had been exceeded and attributing the entry to an “IT error” or a material mistake. This led to the refusal of the residence permit and to the initiation of judicial proceedings.

The Court adopted a clear legal position: the verification of quota availability must be carried out ex ante, before the foreign worker’s entry, not ex post. Allowing entry and subsequently denying the residence permit on the ground of insufficient quotas effectively shifts onto the foreign national the consequences of an administrative malfunction for which they bear no responsibility. According to the Court, such an approach lacks legal rationality and is incompatible with the principles of fairness and proper administration.

The judgment upholds the appeal within the limits of the request for the issuance of a seasonal residence permit with “now for then” validity, recognising the applicants’ residual interest in regularising their legal status, also with a view to possible future administrative procedures. At the same time, the Court confirms—consistently with established case law—that a residence permit for job-seeking purposes cannot be granted in the context of seasonal work, as this is expressly excluded by the applicable legislation.

The ruling goes beyond the individual case. On the one hand, it reaffirms the Administration’s responsibility in managing migration flows; on the other, it safeguards the legitimate expectations of those who entered Italy on the basis of valid and effective administrative acts. In a context where the decree flows system is increasingly central to the labour market, yet structurally fragile from an organisational standpoint, this decision sets an important benchmark.

The full text of the judgment is available in the Calameo publication, which can be consulted at the following link and is intended for legal practitioners, scholars and professionals in the field:
https://www.calameo.com/books/008079775616a5b14b842

Avv. Fabio Loscerbo

Errore dell’Amministrazione nel decreto flussi: il TAR Puglia impone il rilascio del permesso “ora per allora”

 Errore dell’Amministrazione nel decreto flussi: il TAR Puglia impone il rilascio del permesso “ora per allora”

Con una sentenza di particolare rilievo sistematico, il Tribunale Amministrativo Regionale per la Puglia – Sezione Terza, pubblicata il 24 dicembre 2025, è intervenuto su una questione che da anni genera contenzioso e incertezza applicativa: la gestione delle quote di ingresso per lavoro stagionale e le conseguenze degli errori imputabili alla Pubblica Amministrazione.

Il caso riguarda cittadini extra-UE entrati regolarmente in Italia nell’ambito del decreto flussi, a seguito del rilascio dei nulla osta al lavoro stagionale. Successivamente, l’Amministrazione ha revocato tali provvedimenti, sostenendo l’esistenza di quote in esubero e riconducendo l’ingresso a un “errore informatico” o materiale. Da qui il diniego del permesso di soggiorno e l’avvio del contenzioso.

Il TAR Puglia compie un passaggio giuridico netto: la verifica della capienza delle quote deve avvenire prima dell’ingresso del lavoratore straniero, non dopo. Consentire l’ingresso e, solo successivamente, negare il permesso per una carenza di quote significa trasferire sullo straniero le conseguenze di un malfunzionamento amministrativo che non gli è imputabile. Un’impostazione che il Collegio ritiene priva di razionalità giuridica e incompatibile con i principi di correttezza e buon andamento dell’azione amministrativa.

La sentenza accoglie il ricorso nei limiti della domanda di rilascio del permesso di soggiorno stagionale con validità “ora per allora”, riconoscendo l’interesse residuo dei ricorrenti alla regolarizzazione della propria posizione, anche in vista di eventuali future procedure amministrative. Viene invece confermata, in linea con un orientamento giurisprudenziale ormai consolidato, l’impossibilità di rilasciare un permesso per attesa occupazione nel lavoro stagionale, espressamente escluso dalla normativa vigente.

Il provvedimento assume un valore che va oltre il singolo caso. Da un lato riafferma un principio di responsabilità dell’Amministrazione nella gestione dei flussi migratori; dall’altro tutela l’affidamento legittimo di chi ha fatto ingresso in Italia sulla base di atti amministrativi validi ed efficaci. In un contesto in cui il sistema dei flussi è sempre più centrale per il mercato del lavoro, ma al tempo stesso fragile sotto il profilo organizzativo, questa decisione segna un punto fermo.

Il testo integrale della sentenza è disponibile nella pubblicazione consultabile su Calameo al seguente link, utile per operatori del diritto, studiosi e addetti ai lavori:
https://www.calameo.com/books/008079775616a5b14b842

Avv. Fabio Loscerbo

بيان إعلامي – حلقات جديدة من بودكاست “Diritto dell’Immigrazione”

 بيان إعلامي – حلقات جديدة من بودكاست “Diritto dell’Immigrazione”

تم نشر حلقات جديدة من بودكاست “Diritto dell’Immigrazione” مخصصة لقضايا راهنة وأساسية في قانون الهجرة، مع معالجة دقيقة للجوانب القانونية الموضوعية والإجرائية ذات الصلة.


1) رفض تصريح العمل وحق الطعن

تتناول سلسلة من الحلقات باللغات المختلفة المبدأ القانوني القائل بأن العامل الأجنبي، في حالة رفض تصريح العمل، لا يملك صفة مستقلة للطعن في القرار أمام القضاء.


2) تصريح الإقامة لأسباب صحية وتحويله إلى تصريح للعمل

تتناول هذه الحلقات شروط منح تصريح الإقامة لأسباب صحية وإمكانية تحويله إلى تصريح إقامة للعمل، مع تحليل حدود السلطة التقديرية للإدارة والضمانات المرتبطة بحماية الحقوق الأساسية.


3) الإقامة الاختيارية وإلغاء الرفض القائم فقط على غياب التأشيرة

تحلل هذه السلسلة قراراً حديثاً صادراً عن المحكمة الإدارية في إقليم كامبانيا قضى بإلغاء قرار الرفض الذي استند حصراً إلى عدم وجود تأشيرة دخول، مع توضيح الحدود الصحيحة لتطبيق القانون الإداري في هذا المجال.


دعوة للاستماع والمشاركة

ندعو المهنيين في المجال القانوني والباحثين وجميع المهتمين بقانون الهجرة إلى الاستماع إلى هذه الحلقات الجديدة ومشاركتها، لما تتضمنه من تحليل قانوني محدث ومفيد للممارسة العملية.

Comunicato – Nuovi episodi del podcast “Diritto dell’Immigrazione”

 Comunicato – Nuovi episodi del podcast “Diritto dell’Immigrazione”

Sono disponibili nuovi episodi del podcast “Diritto dell’Immigrazione”, con contributi dedicati a profili critici e attuali del diritto dell’immigrazione, con linguaggio chiaro ma rigoroso nei riferimenti di diritto sostanziale e processuale.


1. Diniego del nulla osta al lavoro e legittimazione al ricorso

Una serie di puntate in lingua italiana e in versioni multilingue affronta il principio giuridico secondo cui il lavoratore straniero non è titolare di un autonomo diritto di impugnare il diniego del nulla osta ai fini dell’ingresso e soggiorno per motivi di lavoro.


2. Permesso di soggiorno per cure mediche e conversione in titolo di lavoro

Approfondimenti sulle condizioni per il rilascio del permesso di soggiorno per cure mediche e per la sua conversione in titolo di soggiorno per motivi di lavoro:


3. Residenza elettiva e annullamento del diniego basato sulla mancanza di visto

Analisi di una pronuncia del Tribunale amministrativo della Campania che ha annullato un provvedimento di diniego della residenza elettiva fondato unicamente sull’assenza del visto di ingresso:


Invito all’ascolto
Ti invitiamo ad ascoltare e condividere questi contributi, utili per giuristi, operatori degli Sportelli Unici per l’Immigrazione e cittadini interessati ai profili più recenti del diritto dell’immigrazione.

L’Italie reconnaît la protection complémentaire : lorsque l’intégration devient un bouclier juridique

 L’Italie reconnaît la protection complémentaire : lorsque l’intégration devient un bouclier juridique

Dans une décision administrative significative, l’Italie a une nouvelle fois confirmé que l’intégration effective dans la société peut jouer un rôle déterminant dans la protection des ressortissants étrangers contre l’éloignement. Le 18 décembre 2025, la Commission territoriale pour la reconnaissance de la protection internationale de Gênes a accordé la protection complémentaire à un ressortissant étranger, estimant qu’un retour forcé dans le pays d’origine entraînerait une violation disproportionnée des droits fondamentaux.

La décision intégrale a été publiée et est accessible au public au lien suivant :
https://www.calameo.com/books/00807977586f4b5d40bb2

La protection complémentaire est une forme spécifique de protection prévue par le droit italien, régie par l’article 19 du décret législatif n° 286/1998 (loi sur l’immigration). Elle s’applique lorsque les conditions du statut de réfugié ou de la protection subsidiaire ne sont pas réunies, mais que l’expulsion ou l’éloignement serait contraire aux obligations de protection des droits fondamentaux, notamment au droit au respect de la vie privée et familiale.

Dans cette affaire, la Commission de Gênes a rejeté la reconnaissance du statut de réfugié et de la protection subsidiaire, tout en procédant à une évaluation autonome et individualisée de la situation personnelle du demandeur. L’élément décisif a été le niveau d’intégration réelle en Italie, en particulier sur les plans social et professionnel. La Commission a reconnu que l’intéressé avait construit des liens personnels et professionnels stables et que son éloignement entraînerait un préjudice grave et irréversible.

L’intérêt majeur de cette décision réside dans son raisonnement juridique. L’intégration n’a pas été considérée comme une récompense ou un facteur accessoire, mais comme un élément juridiquement pertinent de la vie privée, protégée par les normes européennes en matière de droits de l’homme. La Commission a conclu qu’un retour forcé constituerait une ingérence disproportionnée dans ces droits.

Cette approche s’inscrit dans une tendance plus large de la pratique administrative italienne, qui considère de plus en plus la protection complémentaire comme une garantie substantielle, et non comme une mesure résiduelle. Elle confirme que la politique de contrôle de l’immigration doit être constamment mise en balance avec l’obligation de respecter la dignité humaine et les droits fondamentaux.

Pour les étrangers résidant en Italie, cette décision délivre un message clair : la construction de liens réels et documentés avec le territoire peut produire des effets juridiques concrets. Le travail, les relations sociales et la stabilité à long terme ne sont pas de simples éléments factuels, mais peuvent devenir déterminants pour empêcher une mesure d’éloignement.

Pour les avocats et les praticiens, la décision de Gênes constitue un exemple important du fonctionnement concret de la protection complémentaire. Elle démontre que, même en cas de refus de la protection internationale, le droit italien prévoit des mécanismes visant à éviter tout éloignement en violation des droits fondamentaux.

Alors que les débats sur la migration se poursuivent en Europe, cette affaire rappelle un principe essentiel : l’intégration compte, non seulement sur le plan social, mais aussi sur le plan juridique.

Avv. Fabio Loscerbo

Episod i ri shumëgjuhësh i podkastit “E Drejta e Emigracionit” tani i disponueshëm: konvertimi i lejes sezonale dhe kontrolli administrativ

 Episod i ri shumëgjuhësh i podkastit “E Drejta e Emigracionit” tani i disponueshëm: konvertimi i lejes sezonale dhe kontrolli administrativ

Një episod i ri i podkastit E Drejta e Emigracionit është tashmë online, i kushtuar një teme me rëndësi të lartë juridike dhe praktike: konvertimi i lejes së qëndrimit për punë sezonale, kufijtë e vonesës në paraqitjen e kërkesës dhe kontrolli gjyqësor mbi veprimtarinë administrative, në dritën e jurisprudencës më të fundit të Gjykatës Administrative Rajonale të Emilia-Romanjës.

Episodi analizon një vendim gjyqësor që sjell sqarime thelbësore mbi praktikën e Sporteleve Unike të Emigracionit, me fokus të veçantë te garancitë procedurale, verifikimi i kriterit të 39 ditëve pune dhe koncepti i “arsyeshmërisë” në paraqitjen e kërkesës për konvertim. Vendimi përjashton shprehimisht refuzimet automatike dhe interpretimet thjesht formaliste nga ana e administratës.

Për të garantuar akses maksimal dhe shpërndarje sa më të gjerë, episodi është publikuar në disa gjuhë, të gjitha të disponueshme në Spreaker përmes lidhjeve të mëposhtme:

Versioni në gjuhën arabe
https://www.spreaker.com/episode/thwyl-tsryh-alaqamt-ll-ml-almwsmy-altakhyr-fy-tqdym-altlb-walrqabt-aladaryt-twdyhat-almhkmt-aladaryt-alaqlymyt-laymylya-rwmanya--69217318

Versioni në gjuhën frënge
https://www.spreaker.com/episode/conversion-du-titre-de-sejour-pour-travail-saisonnier-tardivete-et-controle-administratif--69217336

Versioni në gjuhën angleze
https://www.spreaker.com/episode/conversion-of-a-seasonal-residence-permit-late-filing-and-administrative-review--69217338

Versioni në gjuhën spanjolle
https://www.spreaker.com/episode/conversion-del-permiso-de-residencia-por-trabajo-estacional-extemporaneidad-y-control-administrativo--69217335

Versioni në gjuhën shqipe
https://www.spreaker.com/episode/konvertimi-i-lejes-se-qendrimit-per-pune-sezonale-vonesa-ne-paraqitjen-e-kerkeses-dhe-kontrolli-administrativ--69217337

Kjo nismë bën pjesë në një aktivitet të vazhdueshëm të divulgimit juridik, me qëllim që e drejta e emigracionit të bëhet e kuptueshme për një publik të gjerë dhe shumëgjuhësh, duke vënë në pah ndikimin konkret të praktikave administrative mbi të drejtat e personave të huaj.

Avv. Fabio Loscerbo

Residence Permits, Criminal Convictions, and Integration: Work Is Not Enough TAR Marche, judgment of December 16, 2025, general register number 684 of 2025

 Residence Permits, Criminal Convictions, and Integration: Work Is Not Enough

TAR Marche, judgment of December 16, 2025, general register number 684 of 2025

The judgment of the Regional Administrative Court for the Marche Region (TAR Marche), Second Section, issued on December 16, 2025, in the proceedings entered under general register number 684 of 2025, has been published on Calameo. The decision addresses a matter of particular relevance in immigration law: the relationship between work-based integration, criminal convictions, and the refusal of a residence permit for employment purposes.

The full text of the judgment is available at the following link:
👉 Calameo publication: https://www.calameo.com/books/008079775f468fd0c9ded
Direct link: https://www.calameo.com/books/008079775f468fd0c9ded

The case

The dispute arose from the refusal by the Police Headquarters to issue a residence permit for work to a foreign national whose EU long-term residence permit had previously been revoked. During the administrative proceedings, a criminal conviction intervened, following a plea agreement, for offenses involving domestic abuse and personal injury.

Despite the existence of an employment relationship and the alleged presence of family ties in Italy, the Administration denied the residence permit on the grounds that the applicant posed a risk to public safety, deemed incompatible with the issuance of a residence title.

The principle affirmed by the Court

In its judgment of December 16, 2025, the TAR Marche dismissed the appeal and clearly affirmed that integration cannot be reduced to employment alone. While work is a relevant factor in assessing integration, it is not sufficient in itself to override a finding of social dangerousness, particularly where the criminal conduct affects fundamental interests protected by the legal order, such as personal integrity and family relations.

The Court emphasized that integration must be assessed in a substantive and comprehensive manner, including respect for the social and cultural values of the host country. In this context, conduct within the private and family sphere assumes full legal relevance, especially when the criminal acts occurred precisely within that sphere.

Prohibition of automatism and administrative discretion

Of particular importance is the Court’s interpretation of Article 5, paragraph 5, of the Italian Immigration Consolidated Act. The TAR reiterated that the prohibition of automatic decisions does not translate into a subjective right to obtain a residence permit. The Administration is required to conduct a balancing assessment between the foreign national’s interest in remaining in the country and the community’s interest in public safety. Such an assessment may legitimately result in a refusal.

The presence of family ties is not, in itself, decisive unless those ties fall within the strictly defined categories established by law, nor can they operate as a “shield” against conduct considered to be of serious social concern.

The nature of Article 9, paragraph 9, of the Immigration Consolidated Act

The judgment also provides a clear clarification regarding Article 9, paragraph 9, of Legislative Decree no. 286 of 1998. The possibility of issuing a different type of residence permit after the revocation of an EU long-term residence permit is characterized as a discretionary power of the Administration, not an obligation. The exercise of that power remains subject to verification of all statutory requirements, including the absence of any risk to public safety.

Concluding remarks

The decision of the TAR Marche, judgment of December 16, 2025, general register number 684 of 2025, fits within a line of case law that unequivocally reaffirms a principle often overlooked in public debate: work is not an automatic shield in immigration law. Integration is not merely an economic fact, but a complex process that entails responsibility, compliance with the rules, and adherence to the fundamental values of the legal system.

The full publication of the judgment on Calameo allows legal practitioners, scholars, and professionals in the field of immigration law to examine the decision directly and to fully appreciate its systemic implications.

Avv. Fabio Loscerbo

La justice italienne confirme la possibilité de convertir un titre de séjour pour soins médicaux en titre de travail

  La justice italienne confirme la possibilité de convertir un titre de séjour pour soins médicaux en titre de travail Une récente décision ...