venerd矛 31 ottobre 2025

馃帣️ T铆tulo del episodio: Permiso de residencia especial: el Tribunal de Bolonia reconoce la protecci贸n por arraigo


 馃帣️ T铆tulo del episodio:

Permiso de residencia especial: el Tribunal de Bolonia reconoce la protecci贸n por arraigo

馃帶 Texto del episodio:

Bienvenidos a un nuevo episodio de Diritto dell’Immigrazione, el p贸dcast presentado por el abogado Fabio Loscerbo.
Hoy hablamos de una sentencia muy importante del Tribunal de Bolonia, que vuelve a reconocer la protecci贸n especial como un instrumento de tutela del derecho a la vida privada y familiar, cuando la persona extranjera demuestra un arraigo real en Italia.

El caso se refiere a un ciudadano marroqu铆, asistido por m铆, al que la Jefatura de Polic铆a de M贸dena le hab铆a denegado la solicitud de permiso de residencia por protecci贸n especial.
El hombre vive en Italia desde hace m谩s de tres a帽os, trabaja regularmente como alba帽il, habla italiano y convive con su hermano, quien posee un permiso de residencia por motivos de trabajo.
A pesar de este claro y documentado proceso de integraci贸n, su solicitud hab铆a sido rechazada.

Con sentencia del 24 de octubre de 2025, n煤mero de registro general 9812 del 2024, el Tribunal de Bolonia – Secci贸n especializada en materia de inmigraci贸n y protecci贸n internacional – estim贸 el recurso y declar贸 que:

“El arraigo laboral, social y familiar constituye una forma de vida privada que merece protecci贸n conforme al art铆culo 8 del Convenio Europeo de Derechos Humanos y al art铆culo 19 del Texto 脷nico sobre Inmigraci贸n.”

El Tribunal reafirm贸 que la protecci贸n especial debe concederse cuando la expulsi贸n del extranjero pueda vulnerar su derecho a la vida privada y familiar.
En este caso, el solicitante demostr贸 una integraci贸n real y estable: empleo regular, independencia econ贸mica, v铆nculos familiares y participaci贸n en cursos de formaci贸n y lengua italiana.

La sentencia tambi茅n cita dos importantes precedentes de la Corte de Casaci贸n italiana:
las Secciones Unidas, con la sentencia n煤mero 24413 del 2021, y el auto n煤mero 7861 del 2022, que aclararon que el arraigo en Italia —ya sea familiar, social o laboral— puede ser suficiente para fundamentar el derecho a la protecci贸n especial.

El Tribunal orden贸 a la Jefatura de Polic铆a competente expedir un permiso de residencia por protecci贸n especial con una duraci贸n de dos a帽os, renovable y convertible en permiso por motivos de trabajo.
Se trata de un reconocimiento que confirma que la integraci贸n no es solo un proceso social, sino tambi茅n un valor jur铆dico protegido por el ordenamiento legal.

El mensaje que surge de esta sentencia es claro: quien construye su vida en Italia, trabaja, se forma y se integra, merece ser protegido.
El derecho de inmigraci贸n es hoy, m谩s que nunca, el derecho de la integraci贸n.

Soy el abogado Fabio Loscerbo, y les agradezco por acompa帽arme en este episodio de Diritto dell’Immigrazione.

¡Hasta el pr贸ximo episodio!

馃帣️ Episode Title: Special Residence Permit: The Bologna Court Recognizes Protection Based on Integration


 

馃帣️ Episode Title:
Special Residence Permit: The Bologna Court Recognizes Protection Based on Integration

馃帶 Episode Script:

Welcome to a new episode of Diritto dell’Immigrazione, the podcast presented by lawyer Fabio Loscerbo.
Today, we’ll discuss a significant ruling by the Court of Bologna, which once again confirms special protection as a legal safeguard of the right to private and family life when a foreign national demonstrates genuine integration in Italy.

The case concerns a Moroccan citizen, assisted by myself, who had been denied a residence permit for special protection by the Modena Police Headquarters.
The man has lived in Italy for over three years, works regularly as a construction worker, speaks Italian, and lives with his brother, who holds a residence permit for work reasons.
Despite this clear and well-documented integration process, his application had been rejected.

With a ruling issued on October 24, 2025, under general docket number 9812 of 2024, the Court of Bologna – Specialized Section for Immigration and International Protection – upheld the appeal, stating that:

“Employment, social, and family integration constitute a form of private life deserving protection under Article 8 of the European Convention on Human Rights and Article 19 of the Consolidated Immigration Act.”

The Court reaffirmed that special protection must be granted when the removal of a foreign national would violate their right to private and family life.
In this case, the applicant had shown real and stable integration: regular employment, economic independence, family ties, and participation in language and training courses.

The ruling also referred to two key precedents of the Italian Supreme Court (Corte di Cassazione):
the United Sections’ judgment number 24413 of 2021 and order number 7861 of 2022, which clarified that integration in Italy — even in just one of its forms, whether family, social, or work-related — may constitute grounds for special protection.

The Court therefore ordered the competent Police Headquarters to issue a two-year residence permit for special protection, renewable and convertible into a work permit.
This recognition confirms that integration is not only a social path but a legal value protected by the legal system.

The message emerging from this ruling is clear: those who build their lives in Italy — who work, learn, and integrate — deserve to be protected.
Immigration law today is, more than ever, the law of integration.

I’m lawyer Fabio Loscerbo, and I thank you for joining me in this episode of Diritto dell’Immigrazione.

See you in the next episode!

馃帣️ Titolo dell’episodio: Permesso di soggiorno speciale: il Tribunale di Bologna riconosce la protezione per radicamento


 馃帣️ Titolo dell’episodio:

Permesso di soggiorno speciale: il Tribunale di Bologna riconosce la protezione per radicamento

馃帶 Testo dell’episodio:

Benvenuti a una nuova puntata di Diritto dell’Immigrazione, il podcast a cura dell’avvocato Fabio Loscerbo.
Oggi parliamo di una sentenza molto importante del Tribunale di Bologna, che riconosce ancora una volta la protezione speciale come strumento di tutela del diritto alla vita privata e familiare, quando lo straniero dimostra un effettivo radicamento in Italia.

Il caso riguarda un cittadino del Marocco, assistito dal sottoscritto, il quale si era visto respingere la domanda di permesso di soggiorno per protezione speciale da parte della Questura di Modena.
L’uomo vive in Italia da oltre tre anni, lavora regolarmente come muratore, parla italiano e convive con il fratello, anch’egli titolare di permesso di soggiorno per lavoro.
Nonostante questo percorso di integrazione chiaro e documentato, la sua istanza era stata rigettata.

Con sentenza del 24 ottobre 2025, numero di ruolo generale 9812 del 2024, il Tribunale di Bologna – Sezione specializzata in materia di immigrazione e protezione internazionale – ha accolto il ricorso, affermando che:

“Il radicamento lavorativo, sociale e familiare costituisce una forma di vita privata meritevole di tutela ai sensi dell’articolo 8 della Convenzione europea dei diritti dell’uomo e dell’articolo 19 del Testo Unico sull’Immigrazione.”

Il Tribunale ha ribadito che la protezione speciale va riconosciuta quando l’allontanamento dello straniero comporterebbe una lesione del suo diritto alla vita privata e familiare.
In questo caso, il ricorrente aveva dimostrato un’integrazione reale e stabile: un impiego regolare, autonomia economica, legami familiari e partecipazione a corsi formativi.

La sentenza richiama anche due importanti precedenti della Corte di Cassazione:
le Sezioni Unite, con la sentenza numero 24413 del 2021, e l’ordinanza numero 7861 del 2022, che hanno chiarito come il radicamento in Italia – anche solo in una delle sue forme, familiare, sociale o lavorativa – possa fondare il diritto alla protezione speciale.

Il Tribunale ha quindi ordinato alla Questura competente di rilasciare un permesso di soggiorno per protezione speciale di durata biennale, rinnovabile e convertibile in permesso per motivi di lavoro.
Si tratta di un riconoscimento che conferma come l’integrazione non sia solo un percorso sociale, ma un valore giuridico tutelato dall’ordinamento.

Il messaggio che arriva da questa sentenza 猫 chiaro: chi costruisce in Italia la propria vita, lavora, si forma e si integra, merita di essere tutelato.
Il diritto dell’immigrazione, infatti, 猫 oggi sempre pi霉 il diritto dell’integrazione.

Io sono l’avvocato Fabio Loscerbo, e vi ringrazio per avermi seguito in questa puntata di Diritto dell’Immigrazione.

Alla prossima puntata!

Permesso di soggiorno speciale: il Tribunale di Bologna riconosce il diritto alla protezione per radicamento in Italia

 

Permesso di soggiorno speciale: il Tribunale di Bologna riconosce il diritto alla protezione per radicamento in Italia

Una nuova sentenza riafferma la centralit脿 dell’integrazione come fondamento del diritto alla permanenza sul territorio nazionale.

Il Tribunale di Bologna, Sezione specializzata in materia di immigrazione e protezione internazionale, ha accolto il ricorso proposto da un cittadino marocchino contro il rigetto del permesso di soggiorno per protezione speciale emesso dalla Questura di Modena.
La decisione, adottata in data 24 ottobre 2025 (numero di ruolo generale 9812/2024), rappresenta un ulteriore tassello nella giurisprudenza favorevole al riconoscimento della protezione basata sul radicamento sociale e lavorativo.

Difeso dall’avv. Fabio Loscerbo, il ricorrente aveva dimostrato un percorso di integrazione solido e documentato: un impiego stabile come muratore, un reddito regolare di circa 1.500 euro mensili, la convivenza con un familiare regolarmente soggiornante e la partecipazione a corsi di lingua e formazione professionale.
Il Collegio, presieduto dal dott. Luca Minniti con giudice relatore la dott.ssa Emanuela Romano, ha ritenuto che tali elementi configurassero una piena vita privata e sociale ai sensi dell’articolo 8 della Convenzione europea dei diritti dell’uomo e dell’articolo 19, comma 1.1, del Testo Unico sull’Immigrazione nella versione antecedente al cosiddetto Decreto Cutro.

Richiamando la giurisprudenza della Corte di Cassazione (Sezioni Unite n. 24413/2021 e ordinanza n. 7861/2022), il Tribunale ha ribadito che la tutela della vita privata e familiare costituisce un limite al potere dello Stato di disporre l’allontanamento dello straniero.
Il diritto alla protezione speciale pu貌 derivare anche da un solo elemento di radicamento — familiare, sociale o lavorativo — purch茅 effettivo e dimostrato.

In conclusione, il Tribunale ha disposto il rilascio di un permesso di soggiorno per protezione speciale della durata di due anni, rinnovabile e convertibile in permesso per motivi di lavoro.
Una decisione che valorizza l’integrazione come percorso reale, non formale, e riafferma il principio secondo cui chi contribuisce al tessuto sociale ed economico del Paese ha diritto a veder riconosciuta la propria stabilit脿 giuridica.


✍️ Avv. Fabio Loscerbo
Studio legale in Bologna – Via Ermete Zacconi n. 3/A
www.avvocatofabioloscerbo.it

New on TikTok: Residence permit denied by the Police but granted by the Court: a job and real integration are enough for special protection Welcome to a new episode of the podcast Immigration Law. My name is lawyer Fabio Loscerbo, and today we address a very practical issue: what happens when the Police deny a residence permit, but the Court overturns that decision. We are talking about a judgment of the Court of Bologna, case number 591 of 2025, concerning the recognition of special protection . The Police had denied the permit, arguing that the applicant had not demonstrated sufficient integration. This is a very common reasoning in practice: authorities often expect an almost “perfect” level of integration, as if a foreign national had to prove complete and definitive social inclusion. The Court takes a different approach, one that is more consistent with the law and recent case law. It clearly states that full integration is not required. What matters is a serious and concrete path of integration, even if it is still ongoing. In this case, the applicant had a stable job, an income, had attended language courses, and had been living in Italy for several years. All these elements, taken together, show real social integration. At this point, a key legal principle comes into play: the right to private life under Article 8 of the European Convention on Human Rights. This concept does not only concern family ties, but also includes social relationships, work, and the life a person builds over time. The Court states that removing a person in such circumstances would mean uprooting them and seriously affecting their fundamental rights. It also adds an important point: if there are no concerns related to public safety or public order, the State’s interest in expulsion becomes weak. The outcome is clear: the Court recognizes the right to a residence permit for special protection, valid for two years, renewable and convertible into a work permit . The message of this decision is straightforward: if a person works, integrates, and builds a life in Italy, this reality cannot be ignored. And this is exactly where the future of immigration law will increasingly be decided. Thank you for listening, and see you soon for a new episode of Immigration Law.

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