domenica 2 novembre 2025

Come richiedere la cancellazione di una segnalazione nel Sistema Schengen (SIS)

Come richiedere la cancellazione di una segnalazione nel Sistema Schengen (SIS)

di Avv. Fabio Loscerbo

Essere segnalati nel Sistema d’Informazione Schengen (SIS) può avere conseguenze concrete e spesso pesanti: dal rifiuto di un visto al divieto d’ingresso o di soggiorno in uno Stato dell’area Schengen. Ma pochi sanno che è possibile verificare l’esistenza dei propri dati e chiederne la cancellazione.

Il SIS è una banca dati comune a tutti i Paesi Schengen, gestita dall’Agenzia eu-LISA e utilizzata da autorità di polizia, dogane e frontiere. Le segnalazioni possono riguardare diversi motivi: ingresso irregolare, espulsioni, divieti di ritorno, mandati di arresto europei o persone scomparse.

Come sapere se si è segnalati

Chi teme di essere inserito nel SIS può esercitare il diritto di accesso ai propri dati.
In Italia, la richiesta va presentata al Ministero dell’Interno – Dipartimento della Pubblica Sicurezza, compilando il modulo disponibile sul sito della Polizia di Stato nella sezione “Come fare per sapere se nella banca dati Schengen esistono dati personali che ci riguardano”.
È necessario allegare un documento d’identità e indicare con precisione i propri dati anagrafici.
La risposta, in genere, arriva entro 30 giorni.

La richiesta di cancellazione

Se l’interessato scopre di essere segnalato, può chiedere la rettifica o la cancellazione dei dati.
La domanda deve essere motivata e presentata allo stesso Ministero dell’Interno, che valuta se la segnalazione sia ancora legittima o debba essere rimossa.
In caso di rigetto, è possibile proporre ricorso al Garante per la protezione dei dati personali oppure al giudice amministrativo (TAR).
Per segnalazioni inserite da altri Stati Schengen, la richiesta va inoltrata direttamente alle autorità competenti di quello Stato, spesso tramite ambasciata o consolato.

Un diritto europeo alla trasparenza

Il diritto di accedere, correggere o cancellare i propri dati nel SIS deriva direttamente dal Regolamento (UE) 2018/1862, che disciplina l’uso del sistema a fini di cooperazione di polizia e giudiziaria.
È un diritto fondamentale, collegato alla tutela della privacy e della libertà di circolazione.
Molte persone, come raccontato da Melting Pot Europa, riescono a ottenere la cancellazione quando la segnalazione è datata, ingiustificata o conseguente a errori procedurali.

Conclusione

Conoscere e far valere i propri diritti nel contesto del SIS è essenziale.
La segnalazione non è una condanna, ma un’informazione amministrativa che può e deve essere verificata.
Per questo è importante rivolgersi a un legale esperto in diritto dell’immigrazione e dell’Unione Europea, in grado di valutare ogni caso e agire nelle sedi opportune.

New on TikTok: Permis de séjour pour travail : une condamnation pénale ne suffit pas pour refuser le renouvellement Bonjour, je suis Maître Fabio Loscerbo et voici un nouvel épisode du podcast Droit de l’Immigration. Aujourd’hui, nous parlons d’une décision importante du Tribunal Administratif Régional d’Émilie-Romagne, publiée le 12 juin 2026. Cette affaire concerne le renouvellement d’un permis de séjour pour travail et le lien entre les condamnations pénales et le droit de séjourner légalement en Italie. L’affaire concerne un citoyen marocain arrivé en Italie en 2013 en tant que mineur non accompagné. Après plusieurs années de séjour régulier et d’activité professionnelle, la Préfecture de police de Modène a refusé de renouveler son permis de séjour pour travail en raison d’une condamnation liée à des infractions en matière de stupéfiants. L’intéressé a contesté cette décision devant le tribunal administratif, en soutenant que l’administration s’était limitée à invoquer la condamnation sans examiner concrètement sa situation personnelle. Le tribunal lui a donné raison. Selon les juges, une condamnation pénale ne peut pas entraîner automatiquement le refus ou le retrait d’un permis de séjour. L’administration doit procéder à une évaluation concrète de la dangerosité sociale de la personne, en tenant compte de son parcours de vie, de son intégration sociale et professionnelle, de la gravité des faits reprochés ainsi que de toutes les circonstances pertinentes de l’affaire. La décision rappelle également les principes affirmés par la Cour constitutionnelle italienne et par la Cour européenne des droits de l’homme, selon lesquels il est nécessaire de trouver un équilibre entre les exigences de sécurité publique et le droit de l’étranger au respect de sa vie privée et familiale. Dans cette affaire, le tribunal a constaté que la décision de refus ne contenait aucune véritable analyse de la dangerosité sociale du demandeur. Pour cette raison, le refus a été annulé et l’administration devra réexaminer le dossier à la lumière des principes énoncés par le tribunal. Cette décision confirme une règle fondamentale du droit de l’immigration : les demandes de permis de séjour ne peuvent pas être tranchées par des automatismes. Chaque situation doit être examinée individuellement, avec attention et objectivité. Merci d’avoir écouté cet épisode du podcast Droit de l’Immigration. Je suis Maître Fabio Loscerbo et je vous donne rendez-vous pour le prochain épisode.

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