domenica 28 settembre 2025

TAR Lazio: annullato il diniego di visto turistico per difetto di istruttoria


 TAR Lazio: annullato il diniego di visto turistico per difetto di istruttoria

Il Tribunale Amministrativo Regionale per il Lazio, Sezione Quinta Quater, con sentenza n. 16595/2025 (RG 9889/2022), ha annullato il rifiuto di un visto turistico emesso dall’Ambasciata d’Italia a Nairobi. La decisione rappresenta un precedente significativo in materia di visti di breve durata e procedure consolari, con particolare riferimento al diritto di partecipazione al procedimento.

Il caso riguardava una cittadina straniera che aveva presentato domanda di visto turistico, respinta dall’Ambasciata con la motivazione di “ragionevoli dubbi” circa l’intenzione di lasciare il territorio Schengen allo scadere del permesso. La ricorrente aveva impugnato il provvedimento davanti al TAR Lazio, denunciando violazioni del Regolamento CE 810/2009 (Codice Visti), del DPR 394/1999 e dell’art. 10-bis della legge 241/1990.

Il TAR ha accolto il ricorso evidenziando come l’amministrazione non avesse comunicato i motivi ostativi all’accoglimento dell’istanza, impedendo così alla richiedente di fornire chiarimenti. Secondo i giudici, la mancata attivazione del contraddittorio endoprocedimentale ha determinato un difetto di istruttoria e l’illegittimità del diniego.

Interessante anche il passaggio sul regime intertemporale: il collegio ha chiarito che la riforma introdotta dal D.L. 145/2024, che ha escluso l’applicazione dell’art. 10-bis nei procedimenti relativi ai visti di ingresso, non era applicabile ratione temporis al caso in esame, poiché la domanda risaliva al 2022.

Il TAR ha dunque annullato il provvedimento di diniego e la successiva nota dell’Ambasciata, pur respingendo la domanda di risarcimento danni. Infatti, il ricorso era stato presentato oltre il periodo di validità del viaggio, senza richiesta cautelare tempestiva.

La sentenza mette in luce un principio di rilievo: il diritto al contraddittorio rimane centrale nei procedimenti amministrativi che incidono sulle libertà personali e sul diritto di circolazione, almeno fino all’entrata in vigore della nuova disciplina del 2025.

Si tratta di un tema di grande attualità, con ricadute pratiche per cittadini stranieri e operatori del diritto che si occupano di visti turistici, studio e lavoro. La decisione riafferma il ruolo della giustizia amministrativa nel bilanciare esigenze di sicurezza e tutela dei diritti individuali.

Avv. Fabio Loscerbo

New on TikTok: Residence permit denied by the Police but granted by the Court: a job and real integration are enough for special protection Welcome to a new episode of the podcast Immigration Law. My name is lawyer Fabio Loscerbo, and today we address a very practical issue: what happens when the Police deny a residence permit, but the Court overturns that decision. We are talking about a judgment of the Court of Bologna, case number 591 of 2025, concerning the recognition of special protection . The Police had denied the permit, arguing that the applicant had not demonstrated sufficient integration. This is a very common reasoning in practice: authorities often expect an almost “perfect” level of integration, as if a foreign national had to prove complete and definitive social inclusion. The Court takes a different approach, one that is more consistent with the law and recent case law. It clearly states that full integration is not required. What matters is a serious and concrete path of integration, even if it is still ongoing. In this case, the applicant had a stable job, an income, had attended language courses, and had been living in Italy for several years. All these elements, taken together, show real social integration. At this point, a key legal principle comes into play: the right to private life under Article 8 of the European Convention on Human Rights. This concept does not only concern family ties, but also includes social relationships, work, and the life a person builds over time. The Court states that removing a person in such circumstances would mean uprooting them and seriously affecting their fundamental rights. It also adds an important point: if there are no concerns related to public safety or public order, the State’s interest in expulsion becomes weak. The outcome is clear: the Court recognizes the right to a residence permit for special protection, valid for two years, renewable and convertible into a work permit . The message of this decision is straightforward: if a person works, integrates, and builds a life in Italy, this reality cannot be ignored. And this is exactly where the future of immigration law will increasingly be decided. Thank you for listening, and see you soon for a new episode of Immigration Law.

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