venerdì 30 gennaio 2026

La justice italienne confirme la possibilité de convertir un titre de séjour pour soins médicaux en titre de travail

 

La justice italienne confirme la possibilité de convertir un titre de séjour pour soins médicaux en titre de travail

Une récente décision du Tribunal administratif régional de Ligurie a apporté une clarification importante en matière de droit de l’immigration en Italie : dans certaines conditions, un titre de séjour délivré pour soins médicaux peut encore être converti en titre de séjour pour travail, malgré les restrictions introduites par la réforme de 2023.

L’affaire concernait un ressortissant étranger ayant présenté une demande de titre de séjour pour soins médicaux avant l’entrée en vigueur du décret dit « Cutro ». Après avoir obtenu un contrat de travail à durée indéterminée, il avait demandé la conversion de son titre en titre de séjour pour travail salarié. La Questure avait rejeté la demande, estimant que la législation actuelle n’autorisait plus ce type de conversion.

Le Tribunal a écarté cette interprétation. Selon les juges, l’élément déterminant n’est pas la date de la demande de conversion, mais celle de la demande initiale de délivrance du titre de séjour pour soins médicaux. Lorsque cette demande initiale est antérieure à la réforme, le régime juridique précédent continue de s’appliquer, y compris la possibilité de conversion à des fins professionnelles.

La décision aborde également un autre argument fréquemment invoqué par l’administration : la prétendue tardiveté des demandes de conversion. Le Tribunal rappelle que le droit italien ne prévoit pas de délai de forclusion strict pour les demandes de renouvellement ou de conversion d’un titre de séjour, en l’absence d’une disposition législative expresse.

Cette décision renforce la sécurité juridique des étrangers concernés et limite les pratiques administratives excessivement restrictives développées après la réforme de 2023. Elle confirme également le rôle essentiel du juge administratif dans l’application cohérente des règles transitoires et dans la protection des principes fondamentaux tels que la sécurité juridique et la confiance légitime.

Le texte intégral de la décision et un commentaire juridique détaillé sont disponibles sur Calaméo au lien suivant :
https://www.calameo.com/books/0080797757bd2f71b7d5a


Avv. Fabio Loscerbo

Italian Court Confirms Right to Convert Medical Residence Permits into Work Permits

 

Italian Court Confirms Right to Convert Medical Residence Permits into Work Permits

A recent ruling by the Regional Administrative Court of Liguria has clarified a key issue in Italian immigration law: under certain conditions, residence permits issued for medical treatment can still be converted into work permits, even after the restrictive reforms introduced in 2023.

The case involved a foreign national who had applied for a medical residence permit before the entry into force of the so-called Cutro Decree. After securing a permanent employment contract, he requested the conversion of his permit into a work-related residence permit. The police authorities rejected the application, claiming that such conversions were no longer allowed under the current legal framework.

The Court rejected this interpretation. According to the judges, the decisive factor is not the date on which the conversion request is submitted, but the date of the original application for the medical residence permit. If that application was filed before the reform came into force, the previous legal regime continues to apply, including the possibility of conversion for employment purposes.

The ruling also addresses a recurring administrative argument: the alleged late filing of conversion requests. The Court reaffirmed that Italian law does not impose a strict forfeiture deadline for applications to renew or convert residence permits, unless such a deadline is explicitly established by statute.

This decision strengthens legal certainty for migrants and curbs restrictive administrative practices that have proliferated since the 2023 reform. It also confirms the corrective role of administrative courts in ensuring that transitional rules are applied consistently and in line with fundamental legal principles.

The full judgment and a detailed legal commentary are available on Calaméo at the following link:
https://www.calameo.com/books/0080797757bd2f71b7d5a


Avv. Fabio Loscerbo

La conversione del permesso di soggiorno per cure mediche dopo il decreto-legge 20 del 2023: disciplina transitoria, affidamento e limiti dell’azione amministrativa

 

La conversione del permesso di soggiorno per cure mediche dopo il decreto-legge 20 del 2023: disciplina transitoria, affidamento e limiti dell’azione amministrativa

Abstract

Il contributo esamina la disciplina della conversione del permesso di soggiorno per cure mediche in permesso di soggiorno per motivi di lavoro alla luce delle modifiche introdotte dal decreto-legge 20 del 2023, convertito dalla legge 50 del 2023. L’analisi si concentra sulla portata della disciplina transitoria e sul ruolo svolto dalla giurisprudenza amministrativa nel ricondurre l’azione delle Questure entro i limiti imposti dai principi di irretroattività, certezza del diritto e tutela dell’affidamento dello straniero. Particolare attenzione è dedicata alla recente sentenza del Tribunale Amministrativo Regionale per la Liguria, che offre un contributo chiarificatore di rilevante impatto sistemico.

1. Il quadro normativo di riferimento

Il decreto-legge 20 del 2023 ha inciso in modo significativo sulla disciplina dei permessi di soggiorno convertibili, modificando l’articolo 6, comma 1-bis, del decreto legislativo 286 del 1998. Tra gli effetti più rilevanti della riforma vi è stata l’eliminazione del permesso di soggiorno per cure mediche dall’elenco dei titoli convertibili in permessi per motivi di lavoro.

Tale intervento normativo ha sollevato fin da subito questioni interpretative di rilievo, soprattutto con riferimento alle situazioni giuridiche già in essere e ai procedimenti amministrativi avviati prima dell’entrata in vigore della riforma. In questo contesto assume un ruolo centrale la disciplina transitoria prevista dall’articolo 7 del decreto-legge 20 del 2023, il cui ambito applicativo è stato oggetto di letture divergenti.

2. La disciplina transitoria e il problema del criterio temporale

Il nodo interpretativo principale riguarda l’individuazione del momento temporalmente rilevante ai fini dell’applicazione del regime previgente: se la data della domanda di conversione oppure la data di presentazione dell’istanza originaria di rilascio del permesso di soggiorno per cure mediche.

Le prassi amministrative hanno frequentemente privilegiato la prima opzione, ritenendo irricevibili le domande di conversione presentate dopo l’entrata in vigore della riforma, anche quando il titolo originario fosse stato richiesto in epoca antecedente. Questa impostazione ha determinato una compressione significativa delle posizioni giuridiche degli interessati, spesso aggravata da ritardi procedimentali non imputabili agli stessi.

3. L’orientamento della giurisprudenza amministrativa

La giurisprudenza amministrativa ha progressivamente ricondotto l’interpretazione della disciplina transitoria entro coordinate più coerenti con i principi generali dell’ordinamento. In particolare, il Tribunale Amministrativo Regionale per la Liguria, con sentenza numero 58 del 20 gennaio 2026, ha affermato che il criterio temporale dirimente è rappresentato dalla data di presentazione dell’istanza originaria di rilascio del permesso di soggiorno per cure mediche.

Secondo il giudice amministrativo, qualora tale istanza sia stata presentata prima dell’entrata in vigore della riforma, continua a trovare applicazione la disciplina previgente, comprensiva della possibilità di conversione del titolo in permesso per motivi di lavoro. Tale lettura valorizza una interpretazione letterale e sistematica dell’articolo 7 del decreto-legge 20 del 2023 e risulta coerente con la funzione di garanzia propria delle norme transitorie.

4. Tutela dell’affidamento e assenza di termini decadenziali

La pronuncia del TAR Liguria si segnala anche per l’attenzione dedicata alla tutela dell’affidamento dello straniero, inteso come legittima aspettativa maturata sulla base della normativa vigente al momento dell’avvio del procedimento amministrativo. In questa prospettiva, la conversione del permesso di soggiorno non può essere preclusa per effetto di sopravvenienze normative quando il procedimento originario sia stato correttamente instaurato sotto il regime previgente.

La sentenza affronta inoltre il tema della presunta tardività delle domande di conversione, ribadendo un principio già consolidato: in assenza di una espressa previsione legislativa, la domanda di rinnovo o di conversione del permesso di soggiorno non è soggetta a termini decadenziali. Ne deriva un ulteriore ridimensionamento delle prassi amministrative fondate su criteri non previsti dalla legge.

5. Considerazioni conclusive

La decisione del Tribunale Amministrativo Regionale per la Liguria si inserisce in un orientamento giurisprudenziale volto a ristabilire un corretto equilibrio tra potere amministrativo e tutela delle situazioni giuridiche soggettive nel diritto dell’immigrazione. In un contesto segnato da riforme frequenti e da una crescente rigidità applicativa, la riaffermazione dei principi di certezza del diritto, irretroattività e affidamento assume un valore sistemico.

La conversione del permesso di soggiorno per cure mediche, nei casi disciplinati dal regime transitorio, emerge così come uno spazio di legalità che non può essere compresso da interpretazioni amministrative restrittive o da circolari interne prive di forza normativa. La giurisprudenza amministrativa conferma, ancora una volta, il proprio ruolo di presidio dei principi fondamentali dell’ordinamento.

Riferimento alla pubblicazione

La sentenza oggetto di analisi è pubblicata integralmente su Calaméo al seguente indirizzo:
https://www.calameo.com/books/0080797757bd2f71b7d5a
(link diretto: https://www.calameo.com/books/0080797757bd2f71b7d5a)


Avv. Fabio Loscerbo

الإقامة الاختيارية: لا يجوز الرفض التلقائي بسبب غياب التأشيرة


 

giovedì 29 gennaio 2026

The EU long-term residence permit is valid across Europe


 

رفض تصريح العمل: العامل الأجنبي لا يملك حق الطعن قرار إيطالي يوضح من يملك الصفة القانونية في إجراءات الهجرة المرتبطة بالعمل

 

رفض تصريح العمل: العامل الأجنبي لا يملك حق الطعن

قرار إيطالي يوضح من يملك الصفة القانونية في إجراءات الهجرة المرتبطة بالعمل

أصدرت العدالة الإدارية الإيطالية مؤخرًا قرارًا مهمًا يضع حدًا لإشكال طالما أثار الجدل في قانون الهجرة، ويتمثل في تحديد من يملك الصفة القانونية للطعن في قرارات رفض تصريح العمل عندما يتعلق الأمر بعامل أجنبي مقيم خارج إيطاليا.

تندرج هذه المسألة ضمن الإطار الذي تنظمه المادة 22 من القانون الإيطالي الموحد للهجرة، والتي تحكم دخول المواطنين من خارج الاتحاد الأوروبي لغرض العمل التابع. ويُعد هذا المسار إجراءً إداريًا معقدًا، يتكون من عدة مراحل متتالية، تبدأ بطلب يقدمه صاحب العمل ولا تنتهي إلا لاحقًا بإصدار تأشيرة الدخول وتصريح الإقامة للعامل.

وترى المحكمة أن هذا التقسيم المرحلي للإجراء هو عنصر حاسم لفهم من يملك الحق في اللجوء إلى القضاء.

ففي المراحل الأولى، أي تلك المتعلقة بطلب تصريح العمل أو تأكيده أو رفضه، تكون المصلحة القانونية المحمية حصرًا لصالح صاحب العمل. فهو من يتقدم بالطلب، ويتعامل مع مكتب الهجرة الموحد، ويتحمل الالتزامات القانونية والمواعيد المحددة بموجب التشريع.

أما العامل الأجنبي، ففي هذه المرحلة، فلا يتمتع بعدُ بمركز قانوني محمي. وتؤكد المحكمة بوضوح أن وضعه لا يتجاوز كونه صاحب مصلحة واقعية في نجاح الإجراء، وهي مصلحة لا ترقى إلى مستوى الحق القابل للطعن القضائي. وبناءً على ذلك، لا يملك العامل الأجنبي حق الطعن في قرار رفض أو إلغاء تصريح العمل، وتبقى الصفة في رفع الدعوى حصرًا بيد صاحب العمل الذي قدم الطلب.

وقد جرى تحليل هذا التوجه القضائي بشكل مفصل في منشور متاح على منصة Calaméo، يمكن الاطلاع عليه عبر الرابط التالي:
https://www.calameo.com/books/0080797759dd32066810c
(الرابط المباشر: https://www.calameo.com/books/0080797759dd32066810c)

ويبرز هذا المنشور الآثار العملية المهمة لهذا التفسير، لا سيما فيما يتعلق بالممارسات القضائية التي لا تزال شائعة، حيث تُرفع دعاوى من قبل العمال الأجانب وحدهم، من دون إشراك أصحاب العمل. مثل هذه الدعاوى تكون مآلها عدم القبول، مع ما يترتب على ذلك من إهدار للوقت، وزيادة في التكاليف، وتضليل للتوقعات القانونية.

وتؤكد المحكمة أن الحقوق القانونية القابلة للحماية القضائية بالنسبة للعامل الأجنبي لا تنشأ إلا في المراحل اللاحقة، المرتبطة بإصدار تأشيرة الدخول ثم تصريح الإقامة. أما قبل ذلك، فإن النظام القانوني الإيطالي يوازن بين المصلحة العامة في ضبط تدفقات الهجرة والمصلحة الخاصة لصاحب العمل، دون الاعتراف للعامل بحق مستقل في التقاضي.

ويأتي هذا القرار في سياق قراءة تقليدية ومنهجية لقانون الهجرة، تشدد على ضرورة الفصل الواضح بين الأدوار والمسؤوليات داخل إجراءات الهجرة المهنية. كما يبعث برسالة واضحة للممارسين القانونيين وللمعنيين بالأمر: في قضايا الهجرة المرتبطة بالعمل، فإن معرفة من يملك حق اللجوء إلى القضاء لا تقل أهمية عن معرفة القرار الذي يمكن الطعن فيه.

ويمثل منشور Calaméo المشار إليه أداة مفيدة لفهم الحدود الحالية للحماية القضائية في مجال الهجرة المهنية في إيطاليا، سواء للمهنيين القانونيين أو للمهتمين بهذا المجال.

المحامي فابيو لوتشيربو

Denegación de la autorización de trabajo: el trabajador extranjero no puede recurrir Una decisión italiana aclara quién tiene legitimación en los procedimientos de inmigración laboral

 

Denegación de la autorización de trabajo: el trabajador extranjero no puede recurrir

Una decisión italiana aclara quién tiene legitimación en los procedimientos de inmigración laboral

Una reciente decisión de la justicia administrativa italiana ha aportado una aclaración importante en uno de los ámbitos más controvertidos del derecho de la inmigración: quién está legitimado para impugnar la denegación de una autorización de trabajo cuando se trata de la entrada de un trabajador extranjero residente en el extranjero.

La cuestión se encuadra en el artículo 22 del Texto Único italiano de Inmigración, que regula la entrada de ciudadanos no comunitarios para trabajo por cuenta ajena. Se trata de un procedimiento complejo, estructurado en varias fases sucesivas, que comienza con la solicitud presentada por el empleador y solo concluye, en una fase posterior, con la expedición del visado de entrada y del permiso de residencia a favor del trabajador.

Según el tribunal administrativo, esta distinción entre las distintas fases del procedimiento resulta decisiva.

En las fases iniciales, relativas a la solicitud, confirmación o denegación de la autorización de trabajo, el interés jurídicamente protegido pertenece exclusivamente al empleador. Es el empleador quien inicia el procedimiento, se relaciona con la Ventanilla Única de Inmigración y asume las obligaciones y plazos previstos por la normativa.

En este momento, el trabajador extranjero no dispone todavía de una posición jurídica protegida. El tribunal es claro al respecto: el trabajador solo tiene un interés de hecho en el resultado favorable del procedimiento, insuficiente para fundamentar una acción judicial. En consecuencia, en caso de denegación o revocación de la autorización de trabajo, el trabajador extranjero no puede interponer recurso. La legitimación para recurrir corresponde únicamente al empleador que presentó la solicitud.

Este enfoque jurisprudencial se analiza de forma detallada en una publicación disponible en Calaméo, accesible en el siguiente enlace:
https://www.calameo.com/books/0080797759dd32066810c
(enlace directo: https://www.calameo.com/books/0080797759dd32066810c)

La publicación pone de relieve las consecuencias prácticas de esta interpretación, especialmente en relación con estrategias contenciosas que aún son frecuentes en la práctica. Los recursos presentados exclusivamente por trabajadores extranjeros, sin la participación directa del empleador, están destinados a ser declarados inadmisibles, con evidentes repercusiones en términos de tiempo, costes y efectividad de la tutela jurídica.

Solo en las fases posteriores del procedimiento, relativas a la expedición del visado de entrada y del permiso de residencia, surgen derechos directamente atribuibles al trabajador y susceptibles de protección judicial autónoma. Antes de ese momento, el ordenamiento jurídico italiano prioriza el interés público en el control de los flujos migratorios y el interés privado del empleador.

Esta decisión se inscribe en una interpretación clásica y estructurada del derecho de la inmigración, que subraya la necesidad de distinguir con claridad los roles y las responsabilidades en los procedimientos de inmigración laboral. Al mismo tiempo, envía un mensaje claro a operadores jurídicos y a los propios interesados: en este ámbito, saber quién puede acudir a los tribunales es tan importante como saber qué acto puede ser impugnado.

La publicación en Calaméo constituye, por tanto, una herramienta útil para comprender los límites actuales de la protección judicial en materia de inmigración laboral en Italia.

Avv. Fabio Loscerbo

When a Work Permit Is Denied, the Foreign Worker Cannot Appeal An Italian court clarifies who has legal standing in employment-based immigration procedures

 

When a Work Permit Is Denied, the Foreign Worker Cannot Appeal

An Italian court clarifies who has legal standing in employment-based immigration procedures

A recent ruling by the Italian administrative courts has drawn a clear line in one of the most controversial areas of immigration law: who is entitled to challenge the denial of a work authorization for a foreign worker residing abroad.

The issue arises within the framework of Article 22 of Italy’s Consolidated Immigration Act, which governs the entry of non-EU nationals for subordinate employment. The procedure is complex and involves several stages, starting with the employer’s request for authorization and ending, only later, with the issuance of a visa and a residence permit to the worker.

According to the court, this distinction between procedural phases is decisive.

In the early stages—those concerning the request for a work authorization and its possible confirmation or revocation—the legally relevant interest belongs exclusively to the employer. It is the employer who applies for the authorization, interacts with the Immigration One-Stop Shop, and bears the responsibility of confirming the request within the statutory deadlines.

The foreign worker, at this point, does not yet hold a legally protected position. The court makes it explicit: the worker has only a factual interest in the success of the procedure, not a subjective right capable of judicial protection. As a result, when a work authorization is denied or revoked at this stage, the foreign worker has no standing to appeal. Any legal challenge must be brought by the employer.

This principle has been examined in detail in a recent publication available on Calaméo:
https://www.calameo.com/books/0080797759dd32066810c
(link: https://www.calameo.com/books/0080797759dd32066810c)

The publication highlights how this interpretation significantly affects litigation strategies that are still widespread in practice. Appeals filed solely by foreign workers—often in the hope of accelerating or salvaging stalled procedures—are destined to be declared inadmissible, leading to wasted time, costs, and false expectations.

Only in later phases of the process, when the procedure moves to the issuance of an entry visa and subsequently a residence permit, does the foreign national acquire a legal position that may be independently protected before the courts. Until then, Italian law prioritizes the public interest in managing migration flows and the private interest of the employer, without extending procedural rights to the worker.

From a broader perspective, this ruling reinforces a traditional and structured approach to immigration law, one that avoids blurring the roles of employers and workers and insists on a strict reading of legal standing. It also sends a clear message to legal practitioners and applicants alike: in employment-based immigration procedures, knowing who can go to court is just as important as knowing what can be challenged.

The Calaméo publication offers a concise and accessible analysis of this development, making it a useful resource for lawyers, employers, and anyone seeking to understand the practical limits of judicial protection in Italian work-related immigration procedures.

Avv. Fabio Loscerbo

Residence Permit Conversion: A Key Court Ruling


 

إيطاليا تعترف بالحماية التكميلية: عندما يصبح الاندماج درعًا قانونيًا

 إيطاليا تعترف بالحماية التكميلية: عندما يصبح الاندماج درعًا قانونيًا

في قرار إداري مهم، أكدت إيطاليا مرة أخرى أن الاندماج الفعلي في المجتمع يمكن أن يلعب دورًا حاسمًا في حماية الأجانب من الإبعاد. ففي 18 ديسمبر 2025، منحت اللجنة الإقليمية للاعتراف بالحماية الدولية في جنوة الحماية التكميلية لأحد المواطنين الأجانب، معتبرة أن إعادته القسرية إلى بلده الأصلي ستؤدي إلى انتهاك غير متناسب لحقوقه الأساسية.

وقد نُشر القرار كاملًا وهو متاح للاطلاع العام على الرابط التالي:
https://www.calameo.com/books/00807977586f4b5d40bb2

الحماية التكميلية هي شكل خاص من أشكال الحماية المنصوص عليها في القانون الإيطالي، وتحديدًا في المادة 19 من قانون الهجرة (المرسوم التشريعي رقم 286 لسنة 1998). وتُمنح في الحالات التي لا تتوافر فيها شروط صفة اللاجئ أو الحماية الفرعية، ولكن يكون فيها الطرد أو الترحيل مخالفًا للالتزامات المتعلقة بحماية الحقوق الأساسية، ولا سيما الحق في الحياة الخاصة والعائلية.

في هذه القضية، رفضت لجنة جنوة منح صفة اللاجئ والحماية الفرعية، لكنها أجرت تقييمًا مستقلًا ومحددًا للوضع الشخصي لصاحب الطلب. وقد تمثّل العنصر الحاسم في درجة الاندماج الحقيقي في المجتمع الإيطالي، وخاصة على الصعيدين الاجتماعي والمهني. واعترفت اللجنة بأن الشخص المعني بنى علاقات مستقرة وعميقة في إيطاليا، وأن إبعاده سيؤدي إلى ضرر جسيم وغير قابل للإصلاح.

وتكمن أهمية هذا القرار في منطقه القانوني؛ إذ لم يُنظر إلى الاندماج باعتباره مكافأة أو عنصرًا شكليًا، بل كجزء جوهري من الحياة الخاصة للشخص، وهي حياة محمية بموجب المعايير الأوروبية لحقوق الإنسان. وخلصت اللجنة إلى أن الترحيل في هذه الحالة سيشكل تدخّلًا غير متناسب في هذه الحقوق.

ويعكس هذا القرار توجهًا متزايدًا في الممارسة الإدارية الإيطالية، حيث تُفهم الحماية التكميلية على أنها ضمانة قانونية جوهرية وليست إجراءً ثانويًا أو استثنائيًا. وهو تأكيد على أن سياسات ضبط الهجرة يجب أن تُوازن دائمًا مع واجب احترام الكرامة الإنسانية والحقوق الأساسية.

بالنسبة للأجانب المقيمين في إيطاليا، يحمل هذا القرار رسالة واضحة: بناء روابط حقيقية وموثقة مع المجتمع الإيطالي يمكن أن تكون له آثار قانونية ملموسة. فالعمل، والعلاقات الاجتماعية، والاستقرار طويل الأمد ليست مجرد وقائع حياتية، بل قد تصبح عناصر حاسمة في منع الإبعاد.

أما بالنسبة للمحامين والمهنيين في هذا المجال، فيُعد قرار جنوة مثالًا عمليًا مهمًا على كيفية تطبيق الحماية التكميلية، ويُظهر أن القانون الإيطالي يوفّر أدوات حماية حتى في الحالات التي يُرفض فيها طلب الحماية الدولية.

وفي ظل استمرار الجدل الأوروبي حول الهجرة، يؤكد هذا القرار مبدأً أساسيًا: الاندماج مهم، ليس فقط من الناحية الاجتماعية، بل من الناحية القانونية أيضًا.

Avv. Fabio Loscerbo

Nouveau épisode multilingue du podcast « Droit de l’Immigration » disponible : conversion du titre de séjour saisonnier et contrôle administratif

 Nouveau épisode multilingue du podcast « Droit de l’Immigration » disponible : conversion du titre de séjour saisonnier et contrôle administratif

Un nouvel épisode du podcast Droit de l’Immigration est désormais en ligne, consacré à une question d’une grande importance juridique et pratique : la conversion du titre de séjour pour travail saisonnier, les limites de la tardiveté et le contrôle juridictionnel de l’action administrative, à la lumière de la récente jurisprudence du Tribunal administratif régional d’Émilie-Romagne.

L’épisode analyse une décision de justice qui apporte des éclaircissements essentiels sur la pratique des guichets uniques de l’immigration, en mettant l’accent sur les garanties procédurales, la vérification du seuil des 39 journées de travail et la notion de « raisonnabilité » dans le dépôt d’une demande de conversion. La décision écarte expressément les refus automatiques et les interprétations purement formalistes de l’administration.

Afin d’assurer une accessibilité et une diffusion maximales, l’épisode a été publié en plusieurs langues, toutes disponibles sur Spreaker via les liens suivants :

Version en arabe
https://www.spreaker.com/episode/thwyl-tsryh-alaqamt-ll-ml-almwsmy-altakhyr-fy-tqdym-altlb-walrqabt-aladaryt-twdyhat-almhkmt-aladaryt-alaqlymyt-laymylya-rwmanya--69217318

Version en français
https://www.spreaker.com/episode/conversion-du-titre-de-sejour-pour-travail-saisonnier-tardivete-et-controle-administratif--69217336

Version en anglais
https://www.spreaker.com/episode/conversion-of-a-seasonal-residence-permit-late-filing-and-administrative-review--69217338

Version en espagnol
https://www.spreaker.com/episode/conversion-del-permiso-de-residencia-por-trabajo-estacional-extemporaneidad-y-control-administrativo--69217335

Version en albanais
https://www.spreaker.com/episode/konvertimi-i-lejes-se-qendrimit-per-pune-sezonale-vonesa-ne-paraqitjen-e-kerkeses-dhe-kontrolli-administrativ--69217337

Cette initiative s’inscrit dans une démarche continue de vulgarisation juridique, visant à rendre le droit de l’immigration accessible à un public large et multilingue, tout en mettant en évidence l’impact concret des pratiques administratives sur les droits des personnes étrangères.

Avv. Fabio Loscerbo

New on TikTok: Residencia electiva: el Tribunal Administrativo de Campania anula una denegación basada únicamente en la “falta de visado” (sentencia n.º 296 de 2026, publicada el 15 de enero de 2026) Buenos días, soy el abogado Fabio Loscerbo. En este nuevo episodio del pódcast Derecho de la Inmigración abordo una cuestión muy concreta que, en la práctica administrativa, sigue dando lugar a denegaciones automáticas: el rechazo de una solicitud de permiso de residencia por residencia electiva únicamente porque la persona no haya entrado en Italia con un visado expedido para esa finalidad específica. La referencia es la sentencia n.º 296 de 2026 del Tribunal Administrativo Regional de Campania, Sección Sexta, publicada el 15 de enero de 2026, dictada en el procedimiento inscrito en el Registro General número 3125 del año 2025. En ese caso, la Jefatura de Policía declaró inadmisible la solicitud de permiso de residencia por residencia electiva, considerando la ausencia del visado de entrada por dicha causa como un obstáculo automático y determinante, llegando incluso a vincular la situación a una orden de expulsión. El Tribunal anuló la decisión y aclaró un punto fundamental: el artículo 11, apartado 1, letra c-quáter, del Decreto del Presidente de la República n.º 394 de 1999 no exige de forma expresa que la entrada en el territorio italiano se haya producido con un visado específicamente expedido para la residencia electiva. Lo verdaderamente relevante son los requisitos sustanciales previstos por la ley: la disponibilidad de recursos económicos adecuados y estables, medios de subsistencia lícitos, la disponibilidad de una vivienda y una situación de autosuficiencia real. Según el juez administrativo, la Administración no puede convertir un elemento meramente formal en un obstáculo absoluto, especialmente cuando no se trata de un acto reglado, sino de una decisión que requiere una valoración discrecional. En estos casos, debe examinarse la situación concreta de la persona, sin recurrir a automatismos. La sentencia es también relevante desde el punto de vista procedimental. Precisamente porque la denegación no era obligatoria, el Tribunal apreció la vulneración de las garantías de participación en el procedimiento administrativo. En la práctica, la declaración de inadmisibilidad no puede utilizarse como un atajo para evitar un examen real del caso. El mensaje es claro: la residencia electiva no puede vaciarse de contenido mediante un formalismo excesivo. Cuando los requisitos sustanciales concurren, la Administración Pública debe valorarlos, motivar su decisión y resolver conforme a la ley. Por hoy es todo. Si deseas profundizar en estos temas, puedes escuchar los demás episodios del pódcast Derecho de la Inmigración, leer los artículos en mis blogs o seguirme en mis canales de YouTube o TikTok.

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Titres de séjour, condamnations pénales et intégration : le travail ne suffit pas TAR des Marches, jugement du 16 décembre 2025, numéro de registre général 684 de 2025

 Titres de séjour, condamnations pénales et intégration : le travail ne suffit pas

TAR des Marches, jugement du 16 décembre 2025, numéro de registre général 684 de 2025

Le jugement du Tribunal administratif régional des Marches (TAR des Marches), deuxième section, rendu le 16 décembre 2025, dans la procédure inscrite sous le numéro de registre général 684 de 2025, a été publié sur Calameo. Cette décision traite d’une question de première importance en droit de l’immigration : le lien entre l’intégration par le travail, les condamnations pénales et le refus d’un titre de séjour pour motifs professionnels.

Le texte intégral du jugement est disponible au lien suivant :
👉 Publication sur Calameo : https://www.calameo.com/books/008079775f468fd0c9ded
Lien direct : https://www.calameo.com/books/008079775f468fd0c9ded

Les faits

Le litige trouve son origine dans le refus opposé par la préfecture de police à la demande de délivrance d’un titre de séjour pour travail présentée par un ressortissant étranger dont le titre de séjour UE pour résident de longue durée avait été préalablement révoqué. Au cours de la procédure administrative est intervenue une condamnation pénale, avec application de la peine sur accord des parties, pour des faits de violences intrafamiliales et de lésions corporelles.

Malgré l’existence d’une relation de travail et l’invocation de liens familiaux en Italie, l’Administration a refusé le titre de séjour au motif que l’intéressé présentait un risque pour la sécurité publique, incompatible avec la délivrance d’un titre de séjour.

Le principe affirmé par le Tribunal

Par son jugement du 16 décembre 2025, le TAR des Marches a rejeté le recours et affirmé avec clarté que l’intégration ne peut être réduite au seul travail. L’activité professionnelle constitue un élément pertinent dans l’appréciation de l’intégration, mais elle ne saurait suffire à neutraliser un constat de dangerosité sociale, en particulier lorsque les comportements pénalement répréhensibles portent atteinte à des intérêts fondamentaux protégés par l’ordre juridique, tels que l’intégrité de la personne et les relations familiales.

Le Tribunal a souligné que l’intégration doit être appréciée de manière substantielle et globale, incluant le respect des valeurs sociales et culturelles du pays d’accueil. Dans cette perspective, le comportement dans la sphère privée et familiale revêt une pleine pertinence juridique, notamment lorsque les faits délictueux se sont produits précisément dans ce cadre.

Interdiction des automatismes et pouvoir discrétionnaire de l’Administration

L’interprétation de l’article 5, paragraphe 5, du texte unique sur l’immigration présente un intérêt particulier. Le Tribunal rappelle que l’interdiction des décisions automatiques ne se traduit pas par un droit subjectif à l’obtention d’un titre de séjour. L’Administration est tenue de procéder à une mise en balance entre l’intérêt de l’étranger à demeurer sur le territoire et l’intérêt de la collectivité à la protection de la sécurité publique ; cette mise en balance peut légitimement conduire à un refus.

L’existence de liens familiaux n’est pas, en soi, déterminante, sauf s’ils relèvent des catégories strictement définies par la loi, et elle ne peut en aucun cas constituer un « bouclier » face à des comportements présentant une gravité particulière.

La nature de l’article 9, paragraphe 9, du texte unique sur l’immigration

Le jugement apporte également une clarification nette concernant l’article 9, paragraphe 9, du décret législatif n° 286 de 1998. La possibilité de délivrer un titre de séjour d’un autre type après la révocation du titre de séjour UE pour résident de longue durée est qualifiée de simple faculté de l’Administration et non d’obligation. L’exercice de cette faculté demeure subordonné à la vérification de l’ensemble des conditions légales, y compris l’absence de dangerosité sociale.

Observations finales

La décision du TAR des Marches, jugement du 16 décembre 2025, numéro de registre général 684 de 2025, s’inscrit dans une ligne jurisprudentielle qui réaffirme sans ambiguïté un principe trop souvent négligé dans le débat public : le travail ne constitue pas un bouclier automatique en droit de l’immigration. L’intégration n’est pas un simple fait économique, mais un processus complexe fondé sur la responsabilité, le respect des règles et l’adhésion aux valeurs fondamentales de l’ordre juridique.

La publication intégrale du jugement sur Calameo permet aux praticiens du droit, aux chercheurs et aux professionnels du secteur de l’immigration d’examiner directement le texte de la décision et d’en saisir pleinement la portée systémique.

Avv. Fabio Loscerbo

mercoledì 28 gennaio 2026

El permiso de residencia UE de larga duración es válido en toda Europa


 

New on TikTok: El permiso de residencia UE de larga duración es válido en toda Europa: la “irreperibilidad” administrativa no basta para revocarlo Buenos días, soy el abogado Fabio Loscerbo. En este nuevo episodio del pódcast Derecho de la inmigración analizo una resolución especialmente relevante, porque aclara un principio que todavía hoy se desconoce con demasiada frecuencia en la práctica administrativa. Me refiero a la sentencia número 43 de 2026, dictada por el Tribunal Administrativo Regional del Piamonte en la vista del 14 de enero de 2026 y publicada el 17 de enero de 2026. El asunto se refiere a la denegación, por parte de la Jefatura de Policía de Turín, de una solicitud de actualización del permiso de residencia UE de larga duración. La denegación se basaba esencialmente en dos elementos: la baja en el padrón municipal por “irreperibilidad” y la supuesta ausencia del interesado del territorio italiano durante un período considerado incompatible con el mantenimiento del permiso. El Tribunal comienza aclarando un punto fundamental: el permiso de residencia UE de larga duración no es un título limitado exclusivamente al territorio italiano. Se trata de un estatuto con una dimensión europea, y por ello la ausencia de un solo Estado miembro, o la falta de inscripción en un municipio italiano, no puede equipararse automáticamente a la salida del territorio de la Unión Europea. La sentencia afirma de manera clara que la baja anagráfica por irreperibilidad no constituye, por sí sola, un motivo legal de revocación del permiso de residencia UE de larga duración. El artículo 9 del texto único de inmigración enumera de forma taxativa los supuestos de revocación, entre los cuales se encuentra la ausencia del territorio del Estado por más de seis años, pero no la simple irreperibilidad administrativa. En el caso examinado, además, la Administración no había aportado ninguna prueba concreta de que el interesado hubiera abandonado efectivamente el territorio de la Unión Europea. Al contrario, de los propios documentos administrativos resultaba su presencia en otro Estado miembro, circunstancia que, según el Tribunal, hacía aún más débil la motivación del acto impugnado. El principio que se desprende de esta resolución es claro y de gran relevancia práctica: ser irreperible en un municipio italiano no significa automáticamente haber salido de la Unión Europea, ni autoriza a la Administración a revocar o denegar la actualización de un permiso UE de larga duración sin una investigación adecuada y sin pruebas documentales sólidas. Esta sentencia constituye un recordatorio importante de los límites del poder administrativo y reafirma que el permiso de residencia UE de larga duración es un instrumento de estabilidad jurídica, pensado para garantizar una situación duradera a los nacionales de terceros países debidamente integrados, y no un título precario revocable sobre la base de presunciones. Por hoy es todo. Puedes profundizar en estos temas leyendo mis artículos en mis blogs, escuchando otros episodios del pódcast Derecho de la inmigración o siguiendo mis contenidos en YouTube y TikTok.

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Refuzimi i autorizimit të punës: punëtori i huaj nuk ka të drejtë ankimi Një vendim italian sqaron kush ka legjitimitet në procedurat e emigracionit për punë

 

Refuzimi i autorizimit të punës: punëtori i huaj nuk ka të drejtë ankimi

Një vendim italian sqaron kush ka legjitimitet në procedurat e emigracionit për punë

Një vendim i fundit i drejtësisë administrative italiane ka sjellë një sqarim të rëndësishëm në një nga fushat më të debatueshme të së drejtës së emigracionit: kush ka të drejtë të kundërshtojë refuzimin e një autorizimi pune kur bëhet fjalë për hyrjen e një punëtori të huaj që banon jashtë Italisë.

Çështja lidhet me nenin 22 të Tekstit të Unifikuar Italian për Emigracionin, i cili rregullon hyrjen e shtetasve jo të Bashkimit Evropian për punë të varur. Procedura është e ndërlikuar dhe e strukturuar në disa faza të njëpasnjëshme, duke filluar nga kërkesa e paraqitur nga punëdhënësi dhe duke përfunduar vetëm më vonë me lëshimin e vizës së hyrjes dhe lejes së qëndrimit për punëtorin.

Sipas gjykatës administrative, ky dallim midis fazave të ndryshme të procedurës është vendimtar.

Në fazat fillestare, që lidhen me kërkesën, konfirmimin ose refuzimin e autorizimit të punës, interesi juridikisht i mbrojtur i përket ekskluzivisht punëdhënësit. Është punëdhënësi ai që nis procedurën, komunikon me Sportelin e Vetëm për Emigracionin dhe mban përgjegjësitë ligjore dhe afatet e parashikuara nga ligji.

Në këtë fazë, punëtori i huaj nuk gëzon ende një pozitë juridike të mbrojtur. Gjykata është e qartë: punëtori ka vetëm një interes faktik për përfundimin pozitiv të procedurës, i cili nuk mjafton për të justifikuar një ankim gjyqësor. Si pasojë, në rast refuzimi ose revokimi të autorizimit të punës, punëtori i huaj nuk ka të drejtë të paraqesë ankim. Legjitimiteti për të vepruar i takon vetëm punëdhënësit që ka paraqitur kërkesën.

Ky orientim gjyqësor analizohet në mënyrë të detajuar në një publikim të disponueshëm në Calaméo, i aksesueshëm në lidhjen e mëposhtme:
https://www.calameo.com/books/0080797759dd32066810c
(lidhje direkte: https://www.calameo.com/books/0080797759dd32066810c)

Publikimi vë në dukje pasojat praktike të këtij interpretimi, veçanërisht në lidhje me strategjitë gjyqësore që ende përdoren gjerësisht në praktikë. Ankime të paraqitura vetëm nga punëtorët e huaj, pa përfshirjen e drejtpërdrejtë të punëdhënësit, janë të destinuara të shpallen të papranueshme, me pasoja të qarta në kohë, kosto dhe efektivitet të mbrojtjes juridike.

Vetëm në fazat e mëvonshme të procedurës, që lidhen me lëshimin e vizës së hyrjes dhe lejes së qëndrimit, lindin të drejta juridike drejtpërdrejt të atribuueshme punëtorit dhe të mbrojtshme në mënyrë autonome para gjykatës. Përpara këtij momenti, rendi juridik italian i jep përparësi interesit publik për kontrollin e flukseve migratore dhe interesit privat të punëdhënësit.

Ky vendim përfaqëson një lexim klasik dhe të strukturuar të së drejtës së emigracionit, duke theksuar nevojën për të ndarë qartë rolet dhe përgjegjësitë në procedurat e emigracionit për punë. Njëkohësisht, ai dërgon një mesazh të qartë për profesionistët e së drejtës dhe për subjektet e interesuara: në këtë fushë, të dish kush ka të drejtë të veprojë në gjykatë është po aq e rëndësishme sa të dish cilin akt mund të kundërshtosh.

Publikimi në Calaméo përbën një mjet të dobishëm për të kuptuar kufijtë aktualë të mbrojtjes gjyqësore në fushën e emigracionit për punë në Itali.

Avokat Fabio Loscerbo

Error de la Administración en el sistema del decreto de flujos: el TAR de Apulia ordena la expedición del permiso de residencia “ahora por entonces”

 Error de la Administración en el sistema del decreto de flujos: el TAR de Apulia ordena la expedición del permiso de residencia “ahora por entonces”

Con una sentencia de especial relevancia sistemática, el Tribunal Administrativo Regional de Apulia – Sección Tercera, publicada el 24 de diciembre de 2025, se ha pronunciado sobre una cuestión que desde hace años genera litigiosidad e incertidumbre aplicativa: la gestión de los cupos de entrada para trabajo estacional y las consecuencias jurídicas de los errores imputables a la Administración Pública.

El caso se refiere a ciudadanos extracomunitarios que ingresaron legalmente en Italia en el marco del sistema del decreto de flujos, tras la expedición de los correspondientes permisos para trabajo estacional. Posteriormente, la Administración revocó dichos actos alegando la existencia de cupos excedidos y atribuyendo el ingreso a un “error informático” o material. De ello se derivó la denegación del permiso de residencia y el inicio del correspondiente procedimiento contencioso.

El Tribunal adopta una posición jurídica clara: la verificación de la disponibilidad de los cupos debe realizarse ex ante, antes de la entrada del trabajador extranjero, y no ex post. Permitir el ingreso y negar posteriormente el permiso de residencia por falta de cupo implica trasladar al extranjero las consecuencias de un mal funcionamiento administrativo que no le es imputable. Una interpretación que, según el Tribunal, carece de lógica jurídica y resulta incompatible con los principios de corrección y buen funcionamiento de la Administración.

La sentencia estima el recurso en los límites de la solicitud de expedición del permiso de residencia estacional con validez “ahora por entonces”, reconociendo el interés residual de los recurrentes en la regularización de su situación jurídica, también de cara a eventuales procedimientos administrativos futuros. Al mismo tiempo, se confirma —en línea con una jurisprudencia ya consolidada— la imposibilidad de conceder un permiso de residencia por búsqueda de empleo en el ámbito del trabajo estacional, al estar expresamente excluido por la normativa vigente.

La resolución trasciende el caso concreto. Por un lado, reafirma la responsabilidad de la Administración en la gestión de los flujos migratorios; por otro, tutela la confianza legítima de quienes ingresaron en Italia basándose en actos administrativos válidos y eficaces. En un contexto en el que el sistema de flujos resulta cada vez más central para el mercado laboral, pero estructuralmente frágil desde el punto de vista organizativo, esta decisión fija un criterio claro.

El texto íntegro de la sentencia está disponible en la publicación consultable en Calameo, accesible a través del siguiente enlace, de especial interés para operadores jurídicos, estudiosos y profesionales del sector:
https://www.calameo.com/books/008079775616a5b14b842

Avv. Fabio Loscerbo

New on TikTok: Conversión del permiso de residencia: una decisión clave del juez administrativo Soy el abogado Fabio Loscerbo. El Tribunal Administrativo Regional de Liguria ha confirmado que un permiso de residencia concedido bajo la normativa anterior todavía puede convertirse en un permiso de trabajo. Lo que importa es la fecha de la solicitud inicial, no la de la solicitud de conversión. Esta decisión protege la seguridad jurídica y limita las prácticas administrativas restrictivas.

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Italy Recognises Complementary Protection: When Integration Becomes a Legal Shield

 Italy Recognises Complementary Protection: When Integration Becomes a Legal Shield

In a significant administrative decision, Italy has once again confirmed that integration into society can play a decisive role in protecting migrants from removal. On 18 December 2025, the Territorial Commission for the Recognition of International Protection of Genoa granted complementary protection to a foreign national, acknowledging that forced return would result in a disproportionate violation of fundamental rights.

The full decision has been published and is publicly available here:
https://www.calameo.com/books/00807977586f4b5d40bb2

Complementary protection is a specific form of legal protection under Italian law, regulated by Article 19 of the Immigration Act (Legislative Decree No. 286/1998). It applies in cases where a person does not qualify as a refugee or for subsidiary protection, but where expulsion or deportation would nonetheless breach core human rights obligations, including the right to private and family life.

In this case, the Genoa Commission rejected refugee status and subsidiary protection, yet carried out a separate and autonomous assessment of the applicant’s personal situation. The decisive factor was the individual’s effective integration in Italy, particularly in social and employment terms. The Commission recognised that the applicant had built stable personal and professional ties and that removal would cause serious and irreversible harm to those relationships.

What makes this decision especially relevant is the legal reasoning behind it. Integration was not treated as a “reward” for good behaviour, but as a legally relevant element of private life, protected under European human rights standards. The Commission concluded that returning the individual to the country of origin would amount to a disproportionate interference with those rights.

This approach reflects a broader trend in Italian administrative practice, where complementary protection is increasingly understood as a substantive safeguard, not a marginal or residual measure. It confirms that immigration control must be balanced against the obligation to protect human dignity and fundamental freedoms.

For migrants living in Italy, the decision sends a clear message: building real and documented ties to the country can have concrete legal consequences. Work, social relationships, and long-term residence are not merely factual circumstances; they may become decisive elements in preventing removal.

For lawyers and practitioners, the Genoa decision offers an important example of how complementary protection operates in practice. It shows that even when international protection is denied, Italian law still provides mechanisms to ensure that no one is returned in violation of fundamental rights.

As debates on migration continue across Europe, this case highlights a key principle: integration matters, not only socially, but also legally.

Avv. Fabio Loscerbo

New on TikTok: Résidence élective : le tribunal administratif de Campanie annule un refus fondé uniquement sur « l’absence de visa » (arrêt n° 296 de 2026, publié le 15 janvier 2026) Bonjour, je suis l’avocat Fabio Loscerbo. Dans ce nouvel épisode du podcast Droit de l’immigration, j’aborde une question très concrète qui, dans la pratique administrative, continue de donner lieu à des refus automatiques : le rejet d’une demande de titre de séjour pour résidence élective au seul motif que l’intéressé n’est pas entré en Italie avec un visa délivré pour cette finalité spécifique. La référence est l’arrêt n° 296 de 2026 du Tribunal administratif régional de Campanie, sixième section, publié le 15 janvier 2026, rendu dans la procédure inscrite au Registre général numéro 3125 de 2025. Dans cette affaire, la Questure avait déclaré la demande de titre de séjour pour résidence élective irrecevable, en considérant l’absence de visa d’entrée pour résidence élective comme un obstacle automatiquement déterminant, allant jusqu’à relier cette situation à une mesure d’éloignement. Le tribunal a annulé la décision et a clarifié un point essentiel : l’article 11, paragraphe 1, lettre c-quater, du décret du Président de la République n° 394 de 1999 n’impose pas expressément que l’entrée sur le territoire italien ait eu lieu avec un visa spécifiquement délivré pour la résidence élective. Ce qui importe réellement, ce sont les conditions substantielles prévues par la loi : la disponibilité de ressources économiques adéquates et stables, des moyens de subsistance licites, la disponibilité d’un logement et une situation d’autosuffisance effective. Selon le juge administratif, l’Administration ne peut pas transformer un élément purement formel en un obstacle absolu, surtout lorsqu’il ne s’agit pas d’un acte lié mais d’une décision nécessitant une appréciation discrétionnaire. Dans ces cas, la situation concrète de la personne doit être examinée, sans recourir à des automatismes. L’arrêt est également important sur le plan procédural. Précisément parce que le refus n’était pas obligatoire, le tribunal a retenu la violation des garanties de participation à la procédure administrative. En pratique, la déclaration d’irrecevabilité ne peut pas être utilisée comme un raccourci pour éviter une véritable instruction du dossier. Le message est clair : la résidence élective ne peut pas être vidée de sa substance par un formalisme excessif. Lorsque les conditions substantielles sont réunies, l’Administration publique doit les évaluer, motiver sa décision et statuer dans le respect de la loi. Pour aujourd’hui, c’est tout. Si vous souhaitez approfondir ces thèmes, vous pouvez écouter les autres épisodes du podcast Droit de l’immigration, lire les articles publiés sur mes blogs ou me suivre sur mes chaînes YouTube ou TikTok.

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martedì 27 gennaio 2026

La justice italienne confirme la possibilité de convertir un titre de séjour pour soins médicaux en titre de travail

 

La justice italienne confirme la possibilité de convertir un titre de séjour pour soins médicaux en titre de travail

Une récente décision du Tribunal administratif régional de Ligurie a apporté une clarification importante en matière de droit de l’immigration en Italie : dans certaines conditions, un titre de séjour délivré pour soins médicaux peut encore être converti en titre de séjour pour travail, malgré les restrictions introduites par la réforme de 2023.

L’affaire concernait un ressortissant étranger ayant présenté une demande de titre de séjour pour soins médicaux avant l’entrée en vigueur du décret dit « Cutro ». Après avoir obtenu un contrat de travail à durée indéterminée, il avait demandé la conversion de son titre en titre de séjour pour travail salarié. La Questure avait rejeté la demande, estimant que la législation actuelle n’autorisait plus ce type de conversion.

Le Tribunal a écarté cette interprétation. Selon les juges, l’élément déterminant n’est pas la date de la demande de conversion, mais celle de la demande initiale de délivrance du titre de séjour pour soins médicaux. Lorsque cette demande initiale est antérieure à la réforme, le régime juridique précédent continue de s’appliquer, y compris la possibilité de conversion à des fins professionnelles.

La décision aborde également un autre argument fréquemment invoqué par l’administration : la prétendue tardiveté des demandes de conversion. Le Tribunal rappelle que le droit italien ne prévoit pas de délai de forclusion strict pour les demandes de renouvellement ou de conversion d’un titre de séjour, en l’absence d’une disposition législative expresse.

Cette décision renforce la sécurité juridique des étrangers concernés et limite les pratiques administratives excessivement restrictives développées après la réforme de 2023. Elle confirme également le rôle essentiel du juge administratif dans l’application cohérente des règles transitoires et dans la protection des principes fondamentaux tels que la sécurité juridique et la confiance légitime.

Le texte intégral de la décision et un commentaire juridique détaillé sont disponibles sur Calaméo au lien suivant :
https://www.calameo.com/books/0080797757bd2f71b7d5a


Avv. Fabio Loscerbo

Italian Court Confirms Right to Convert Medical Residence Permits into Work Permits

 

Italian Court Confirms Right to Convert Medical Residence Permits into Work Permits

A recent ruling by the Regional Administrative Court of Liguria has clarified a key issue in Italian immigration law: under certain conditions, residence permits issued for medical treatment can still be converted into work permits, even after the restrictive reforms introduced in 2023.

The case involved a foreign national who had applied for a medical residence permit before the entry into force of the so-called Cutro Decree. After securing a permanent employment contract, he requested the conversion of his permit into a work-related residence permit. The police authorities rejected the application, claiming that such conversions were no longer allowed under the current legal framework.

The Court rejected this interpretation. According to the judges, the decisive factor is not the date on which the conversion request is submitted, but the date of the original application for the medical residence permit. If that application was filed before the reform came into force, the previous legal regime continues to apply, including the possibility of conversion for employment purposes.

The ruling also addresses a recurring administrative argument: the alleged late filing of conversion requests. The Court reaffirmed that Italian law does not impose a strict forfeiture deadline for applications to renew or convert residence permits, unless such a deadline is explicitly established by statute.

This decision strengthens legal certainty for migrants and curbs restrictive administrative practices that have proliferated since the 2023 reform. It also confirms the corrective role of administrative courts in ensuring that transitional rules are applied consistently and in line with fundamental legal principles.

The full judgment and a detailed legal commentary are available on Calaméo at the following link:
https://www.calameo.com/books/0080797757bd2f71b7d5a


Avv. Fabio Loscerbo

La conversione del permesso di soggiorno per cure mediche dopo il decreto-legge 20 del 2023: disciplina transitoria, affidamento e limiti dell’azione amministrativa

 

La conversione del permesso di soggiorno per cure mediche dopo il decreto-legge 20 del 2023: disciplina transitoria, affidamento e limiti dell’azione amministrativa

Abstract

Il contributo esamina la disciplina della conversione del permesso di soggiorno per cure mediche in permesso di soggiorno per motivi di lavoro alla luce delle modifiche introdotte dal decreto-legge 20 del 2023, convertito dalla legge 50 del 2023. L’analisi si concentra sulla portata della disciplina transitoria e sul ruolo svolto dalla giurisprudenza amministrativa nel ricondurre l’azione delle Questure entro i limiti imposti dai principi di irretroattività, certezza del diritto e tutela dell’affidamento dello straniero. Particolare attenzione è dedicata alla recente sentenza del Tribunale Amministrativo Regionale per la Liguria, che offre un contributo chiarificatore di rilevante impatto sistemico.

1. Il quadro normativo di riferimento

Il decreto-legge 20 del 2023 ha inciso in modo significativo sulla disciplina dei permessi di soggiorno convertibili, modificando l’articolo 6, comma 1-bis, del decreto legislativo 286 del 1998. Tra gli effetti più rilevanti della riforma vi è stata l’eliminazione del permesso di soggiorno per cure mediche dall’elenco dei titoli convertibili in permessi per motivi di lavoro.

Tale intervento normativo ha sollevato fin da subito questioni interpretative di rilievo, soprattutto con riferimento alle situazioni giuridiche già in essere e ai procedimenti amministrativi avviati prima dell’entrata in vigore della riforma. In questo contesto assume un ruolo centrale la disciplina transitoria prevista dall’articolo 7 del decreto-legge 20 del 2023, il cui ambito applicativo è stato oggetto di letture divergenti.

2. La disciplina transitoria e il problema del criterio temporale

Il nodo interpretativo principale riguarda l’individuazione del momento temporalmente rilevante ai fini dell’applicazione del regime previgente: se la data della domanda di conversione oppure la data di presentazione dell’istanza originaria di rilascio del permesso di soggiorno per cure mediche.

Le prassi amministrative hanno frequentemente privilegiato la prima opzione, ritenendo irricevibili le domande di conversione presentate dopo l’entrata in vigore della riforma, anche quando il titolo originario fosse stato richiesto in epoca antecedente. Questa impostazione ha determinato una compressione significativa delle posizioni giuridiche degli interessati, spesso aggravata da ritardi procedimentali non imputabili agli stessi.

3. L’orientamento della giurisprudenza amministrativa

La giurisprudenza amministrativa ha progressivamente ricondotto l’interpretazione della disciplina transitoria entro coordinate più coerenti con i principi generali dell’ordinamento. In particolare, il Tribunale Amministrativo Regionale per la Liguria, con sentenza numero 58 del 20 gennaio 2026, ha affermato che il criterio temporale dirimente è rappresentato dalla data di presentazione dell’istanza originaria di rilascio del permesso di soggiorno per cure mediche.

Secondo il giudice amministrativo, qualora tale istanza sia stata presentata prima dell’entrata in vigore della riforma, continua a trovare applicazione la disciplina previgente, comprensiva della possibilità di conversione del titolo in permesso per motivi di lavoro. Tale lettura valorizza una interpretazione letterale e sistematica dell’articolo 7 del decreto-legge 20 del 2023 e risulta coerente con la funzione di garanzia propria delle norme transitorie.

4. Tutela dell’affidamento e assenza di termini decadenziali

La pronuncia del TAR Liguria si segnala anche per l’attenzione dedicata alla tutela dell’affidamento dello straniero, inteso come legittima aspettativa maturata sulla base della normativa vigente al momento dell’avvio del procedimento amministrativo. In questa prospettiva, la conversione del permesso di soggiorno non può essere preclusa per effetto di sopravvenienze normative quando il procedimento originario sia stato correttamente instaurato sotto il regime previgente.

La sentenza affronta inoltre il tema della presunta tardività delle domande di conversione, ribadendo un principio già consolidato: in assenza di una espressa previsione legislativa, la domanda di rinnovo o di conversione del permesso di soggiorno non è soggetta a termini decadenziali. Ne deriva un ulteriore ridimensionamento delle prassi amministrative fondate su criteri non previsti dalla legge.

5. Considerazioni conclusive

La decisione del Tribunale Amministrativo Regionale per la Liguria si inserisce in un orientamento giurisprudenziale volto a ristabilire un corretto equilibrio tra potere amministrativo e tutela delle situazioni giuridiche soggettive nel diritto dell’immigrazione. In un contesto segnato da riforme frequenti e da una crescente rigidità applicativa, la riaffermazione dei principi di certezza del diritto, irretroattività e affidamento assume un valore sistemico.

La conversione del permesso di soggiorno per cure mediche, nei casi disciplinati dal regime transitorio, emerge così come uno spazio di legalità che non può essere compresso da interpretazioni amministrative restrittive o da circolari interne prive di forza normativa. La giurisprudenza amministrativa conferma, ancora una volta, il proprio ruolo di presidio dei principi fondamentali dell’ordinamento.

Riferimento alla pubblicazione

La sentenza oggetto di analisi è pubblicata integralmente su Calaméo al seguente indirizzo:
https://www.calameo.com/books/0080797757bd2f71b7d5a
(link diretto: https://www.calameo.com/books/0080797757bd2f71b7d5a)


Avv. Fabio Loscerbo

بيان صحفي – نشر حلقات جديدة من بودكاست «قانون الهجرة»

 بيان صحفي – نشر حلقات جديدة من بودكاست «قانون الهجرة»

تم نشر حلقات جديدة من بودكاست «قانون الهجرة»، مخصصة لموضوع ذي أهمية عملية وقانونية بالغة، يتمثل في العلاقة بين السوابق الجنائية وتجديد تصريح الإقامة، وحدود السلطة التقديرية للإدارة العامة.

تنطلق هذه الحلقات من قرار حديث صادر عن القضاء الإداري، وتتناول، بلغة واضحة مع الحفاظ على الدقة القانونية، مسألة محورية في عمل مقرات الشرطة وفي المنازعات المتعلقة بالهجرة، وهي استحالة رفض تصريح الإقامة على أساس آلي أو تلقائي، في غياب تقييم فعلي، وحالي، وفردي لما يُدعى من خطورة اجتماعية تتعلق بالشخص المعني.

وقد نُشر المحتوى بعدة لغات، بهدف الوصول إلى جمهور واسع يشمل المواطنين الأجانب، والمهنيين القانونيين، والباحثين المتخصصين في هذا المجال.

🔗 الاستماع إلى الحلقات:

🇬🇧 اللغة الإنجليزية
Residence Permit and Criminal Records: The Limits of Administrative Discretion
https://www.spreaker.com/episode/residence-permit-and-criminal-records-the-limits-of-administrative-discretion--69219203

🇸🇦 اللغة العربية
تصريح الإقامة والسوابق الجنائية: حدود السلطة التقديرية للإدارة
https://www.spreaker.com/episode/tsryh-alaqamt-walswabq-aljnayyt-hdwd-alsltt-altqdyryt-lladart--69219204

🇪🇸 اللغة الإسبانية
Permiso de residencia y antecedentes penales: los límites de la discrecionalidad administrativa
https://www.spreaker.com/episode/permiso-de-residencia-y-antecedentes-penales-los-limites-de-la-discrecionalidad-administrativa--69219206

🇫🇷 اللغة الفرنسية
Titre de séjour et antécédents pénaux : les limites du pouvoir discrétionnaire de l’administration
https://www.spreaker.com/episode/titre-de-sejour-et-antecedents-penaux-les-limites-du-pouvoir-discretionnaire-de-l-administration--69219205

🇦🇱 اللغة الألبانية
Leja e qëndrimit dhe precedentët penalë: kufijtë e diskrecionalitetit administrativ
https://www.spreaker.com/episode/leja-e-qendrimit-dhe-precedentet-penale-kufijte-e-diskrecionalitetit-administrativ--69219202

ويواصل بودكاست «قانون الهجرة» من خلال هذه الحلقات مسيرته في نشر الثقافة القانونية، بهدف جعل المبادئ الأساسية لقانون الهجرة في متناول الجميع، دون التخلي عن الصرامة التقنية أو عن التحليل النقدي للممارسة الإدارية.

الأستاذ المحامي فابيو لوسيربو
محامٍ مسجل لدى نقابة محامي بولونيا
خبير في قانون الهجرة واللجوء

Conversión del permiso de residencia: una decisión clave del juez administrativo


 

Conversion du titre de séjour : une décision clé du juge administratif


 

تحويل تصريح الإقامة: قرار أساسي من القضاء الإداري


 

New on TikTok: Titre de séjour pour soins médicaux et conversion en titre de travail : le Tribunal administratif régional de Ligurie désavoue les autorités de police (arrêt numéro 58 du 20 janvier 2026) Bonjour, je suis l’avocat Fabio Loscerbo. Ceci est un nouvel épisode du podcast Droit de l’immigration. Aujourd’hui, nous examinons une décision d’une importance pratique majeure pour tous ceux qui s’occupent de titres de séjour et, en particulier, de leur conversion à des fins professionnelles. Il s’agit de l’arrêt numéro 58 de 2026, publié le 20 janvier 2026, par le Tribunal administratif régional de Ligurie, qui a annulé une décision de la Questure de Gênes ayant déclaré irrecevable une demande de conversion d’un titre de séjour pour soins médicaux en titre de séjour pour travail salarié. L’affaire est emblématique. Le ressortissant étranger avait présenté une demande de titre de séjour pour soins médicaux avant l’entrée en vigueur du décret dit « Cutro », avait ensuite obtenu un contrat de travail à durée indéterminée et avait sollicité la conversion de son titre. La Questure avait refusé la conversion en soutenant qu’à la suite de la réforme de 2023, le titre de séjour pour soins médicaux ne faisait plus partie des titres convertibles. Le Tribunal a censuré cette interprétation en rappelant clairement le régime transitoire prévu par l’article 7 du décret-loi numéro 20 de 2023. Selon le Tribunal, l’élément déterminant n’est pas la date de dépôt de la demande de conversion, mais celle de la demande initiale de délivrance du titre de séjour pour soins médicaux. Lorsque cette demande initiale est antérieure à l’entrée en vigueur de la réforme, le régime juridique antérieur continue de s’appliquer, y compris la possibilité de conversion à des fins professionnelles. Cette interprétation est essentielle, car elle protège la confiance légitime de l’étranger et évite que des retards administratifs ou des lectures excessivement restrictives de l’administration ne produisent des effets déraisonnables. L’arrêt apporte également une clarification sur un autre argument fréquemment invoqué par l’administration : la prétendue tardiveté de la demande de conversion. Le Tribunal rappelle que les demandes de renouvellement ou de conversion d’un titre de séjour ne sont pas soumises à un délai de forclusion strict, conformément à une jurisprudence désormais bien établie. Là encore, cette position remet en cause des pratiques administratives qui continuent de générer des refus et des classements illégitimes. Cette décision s’inscrit dans une ligne jurisprudentielle désormais consolidée, qui réaffirme la portée contraignante du régime transitoire et limite la valeur des circulaires internes lorsqu’elles entrent en conflit avec la loi et avec les principes de non-rétroactivité et de sécurité juridique. Il s’agit d’un arrêt offrant des arguments solides pour le contentieux et confirmant le rôle du juge administratif dans le rééquilibrage des interprétations excessivement restrictives de l’administration. Pour approfondir ces questions, vous pouvez consulter mes articles sur mes blogs, écouter les autres épisodes du podcast Droit de l’immigration ou me suivre sur mes chaînes YouTube et TikTok.

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New on TikTok: Résidence élective : pas de refus automatique pour absence de visa Bonjour, je suis l’avocat Fabio Loscerbo. En 2026, le tribunal administratif de Campanie l’a clairement affirmé : un titre de séjour pour résidence élective ne peut pas être refusé uniquement parce qu’un visa spécifique manque. Ce qui compte, ce sont les faits — revenus stables, autonomie financière et logement — et non un formalisme excessif. Pour aller plus loin, suivez le podcast Droit de l’immigration et mes autres contenus.

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New Multilingual Episode of the Podcast “Immigration Law” Now Available: Seasonal Permit Conversion and Administrative Review

 New Multilingual Episode of the Podcast “Immigration Law” Now Available: Seasonal Permit Conversion and Administrative Review

A new episode of the podcast Immigration Law is now online, focusing on a highly relevant legal and practical issue: the conversion of a seasonal residence permit, the limits of late filing, and judicial control over administrative action, in light of recent case law from the Regional Administrative Court of Emilia-Romagna.

The episode examines a court decision that clarifies key aspects of Immigration Office practice, with particular attention to procedural guarantees, the assessment of the 39-day work requirement, and the concept of “reasonableness” in filing a conversion request. The ruling expressly rejects automatic refusals and purely formalistic interpretations by the administration.

To ensure maximum accessibility and outreach, the episode has been published in multiple languages, all available on Spreaker at the following links:

Arabic version
https://www.spreaker.com/episode/thwyl-tsryh-alaqamt-ll-ml-almwsmy-altakhyr-fy-tqdym-altlb-walrqabt-aladaryt-twdyhat-almhkmt-aladaryt-alaqlymyt-laymylya-rwmanya--69217318

French version
https://www.spreaker.com/episode/conversion-du-titre-de-sejour-pour-travail-saisonnier-tardivete-et-controle-administratif--69217336

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https://www.spreaker.com/episode/conversion-of-a-seasonal-residence-permit-late-filing-and-administrative-review--69217338

Spanish version
https://www.spreaker.com/episode/conversion-del-permiso-de-residencia-por-trabajo-estacional-extemporaneidad-y-control-administrativo--69217335

Albanian version
https://www.spreaker.com/episode/konvertimi-i-lejes-se-qendrimit-per-pune-sezonale-vonesa-ne-paraqitjen-e-kerkeses-dhe-kontrolli-administrativ--69217337

This initiative is part of an ongoing legal outreach effort aimed at making immigration law accessible to a broader, multilingual audience, while highlighting the concrete impact of administrative practices on the rights of foreign nationals.

Avv. Fabio Loscerbo

Elective Residence: no automatic refusal for lack of visa


 

New on TikTok: الإقامة الاختيارية: المحكمة الإدارية في إقليم كامبانيا تلغي الرفض القائم فقط على “عدم وجود التأشيرة” (الحكم رقم 296 لسنة 2026، منشور بتاريخ 15 يناير 2026) صباح الخير، أنا المحامي فابيو لوتشيربو. في هذه الحلقة الجديدة من بودكاست قانون الهجرة أتناول مسألة عملية للغاية ما زالت، في الممارسة الإدارية، تؤدي إلى قرارات رفض تلقائية، وهي رفض طلب تصريح الإقامة لأسباب الإقامة الاختيارية لمجرد أن صاحب الطلب لم يدخل إيطاليا بتأشيرة صادرة لهذه الغاية تحديدًا. المرجع هو الحكم رقم 296 لسنة 2026 الصادر عن المحكمة الإدارية الإقليمية في كامبانيا – الدائرة السادسة، المنشور بتاريخ 15 يناير 2026، والصادر في الدعوى المقيدة تحت رقم السجل العام 3125 لسنة 2025. في هذه القضية، أعلنت إدارة الشرطة عدم قبول طلب تصريح الإقامة لأسباب الإقامة الاختيارية، معتبرة أن غياب تأشيرة الدخول الخاصة بهذه الغاية يشكل مانعًا حاسمًا بحد ذاته، بل وربطت ذلك أيضًا بإجراء الإبعاد. قامت المحكمة بإلغاء القرار، ووضّحت مبدأً أساسيًا: إن المادة 11، الفقرة 1، الحرف c-quater،Attach من المرسوم الرئاسي رقم 394 لسنة 1999 لا تشترط صراحةً أن يكون الدخول إلى الأراضي الإيطالية قد تم بتأشيرة صادرة خصيصًا للإقامة الاختيارية. العنصر الحاسم هو توافر الشروط الموضوعية التي يحددها القانون، أي توفر موارد مالية كافية ومستقرة ومشروعة، وتوفر سكن ملائم، وحالة فعلية من الاكتفاء الذاتي. وبحسب القاضي الإداري، لا يجوز للإدارة أن تحوّل عنصرًا شكليًا بحتًا إلى عائق مطلق، خاصة عندما لا يكون القرار ملزمًا بقوة القانون، بل يتطلب ممارسة سلطة تقديرية. في مثل هذه الحالات، يتعين على الإدارة فحص الوضع الشخصي والواقعي لصاحب الطلب، دون اللجوء إلى آليات تلقائية. كما تكتسب هذه الأحكام أهمية خاصة من الناحية الإجرائية. فبما أن الرفض لم يكن إجراءً إلزاميًا، اعتبرت المحكمة أن هناك انتهاكًا لضمانات المشاركة في الإجراءات الإدارية. وبعبارة أخرى، لا يمكن استخدام عدم القبول كوسيلة مختصرة لتجنب إجراء فحص حقيقي وجاد للملف. الرسالة واضحة: لا يجوز إفراغ نظام الإقامة الاختيارية من مضمونه من خلال شكلية مفرطة. فإذا كانت الشروط الموضوعية متوافرة، يتعين على الإدارة العامة تقييمها، وتسبيب قرارها، والفصل في الطلب وفقًا للقانون. هذا كل شيء لليوم. ولمزيد من التعمق، يمكنكم الاستماع إلى الحلقات الأخرى من بودكاست قانون الهجرة، أو قراءة المقالات المنشورة في مدوناتي، أو متابعتي على قنواتي على يوتيوب أو تيك توك.

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Résidence élective : pas de refus automatique pour absence de visa


 

lunedì 26 gennaio 2026

تصريح الإقامة طويل الأمد للاتحاد الأوروبي صالح في جميع أنحاء أوروبا


 

Le titre de séjour UE de longue durée est valable dans toute l’Europe


 

Refus de l’autorisation de travail : le travailleur étranger ne peut pas former de recours Une décision italienne clarifie la question de la qualité pour agir en matière d’immigration professionnelle

 

Refus de l’autorisation de travail : le travailleur étranger ne peut pas former de recours

Une décision italienne clarifie la question de la qualité pour agir en matière d’immigration professionnelle

Une récente décision de la justice administrative italienne a apporté une clarification nette sur un point souvent source de confusion dans le droit de l’immigration : qui peut contester le refus d’une autorisation de travail lorsqu’il s’agit de l’entrée d’un ressortissant étranger résidant à l’étranger.

La question s’inscrit dans le cadre de l’article 22 du Texte unique italien sur l’immigration, qui régit l’entrée des citoyens non européens pour travail salarié. La procédure est structurée en plusieurs phases distinctes, allant de la demande d’autorisation présentée par l’employeur jusqu’à la délivrance, à un stade ultérieur, du visa d’entrée et du titre de séjour au travailleur.

Selon le juge administratif, cette distinction entre les différentes phases de la procédure est déterminante.

Dans les phases initiales, celles relatives à la demande, à la confirmation ou au refus de l’autorisation de travail, l’intérêt juridiquement protégé est exclusivement celui de l’employeur. C’est l’employeur qui initie la procédure, qui dialogue avec le Guichet unique pour l’immigration et qui est tenu de respecter les délais et obligations prévus par la loi.

Le travailleur étranger, à ce stade, ne dispose pas encore d’une position juridique protégée. La juridiction administrative est explicite : il ne bénéficie que d’un intérêt de fait à l’issue favorable de la procédure, insuffisant pour fonder un recours juridictionnel. En conséquence, en cas de refus ou de révocation de l’autorisation de travail, le travailleur étranger ne peut pas saisir le juge. La qualité pour agir appartient uniquement à l’employeur.

Cette orientation jurisprudentielle est analysée en détail dans une publication récemment mise en ligne sur Calaméo, accessible à l’adresse suivante :
https://www.calameo.com/books/0080797759dd32066810c
(lien direct : https://www.calameo.com/books/0080797759dd32066810c)

L’étude met en évidence les effets pratiques de cette interprétation, notamment sur les stratégies contentieuses encore fréquemment utilisées. Les recours introduits uniquement par les travailleurs étrangers, sans l’implication directe de l’employeur, sont voués à l’irrecevabilité, avec des conséquences concrètes en termes de délais, de coûts et de protection juridique effective.

Ce n’est que dans les phases ultérieures, relatives à la délivrance du visa d’entrée et du titre de séjour, que naissent des droits directement rattachables au travailleur et susceptibles d’un contrôle juridictionnel autonome. Avant ce moment, le droit italien privilégie l’intérêt public à la gestion des flux migratoires et l’intérêt privé de l’employeur.

Cette décision s’inscrit dans une lecture classique et structurée du droit de l’immigration, rappelant que, dans les procédures d’entrée pour travail, il est essentiel de distinguer clairement les rôles et les responsabilités. Elle adresse également un message clair aux praticiens et aux intéressés : dans ce domaine, savoir qui peut agir en justice est aussi important que de savoir quel acte peut être contesté.

La publication Calaméo constitue, à cet égard, un outil utile pour comprendre les limites actuelles de la protection juridictionnelle en matière d’immigration professionnelle en Italie.

Avv. Fabio Loscerbo

تجديد تصريح الإقامة للعمل الحر: محكمة ليغوريا الإدارية تؤكد أن شرط الدخل عنصر أساسي لا يمكن الاستغناء عنه

 تجديد تصريح الإقامة للعمل الحر: محكمة ليغوريا الإدارية تؤكد أن شرط الدخل عنصر أساسي لا يمكن الاستغناء عنه

بموجب حكم صدر في يناير/كانون الثاني 2026، أكدت Tribunale Amministrativo Regionale per la Liguria مشروعية قرار رفض تجديد تصريح الإقامة لأسباب تتعلق بالعمل الحر، وذلك لعدم توافر دخل كافٍ ومستمر لدى صاحب الطلب.

يأتي هذا القرار في إطار توجه قضائي مستقر يمنح لشرط الدخل قيمة جوهرية لا شكلية. فالدخل، بحسب المحكمة، لا يُعد عنصراً بيروقراطياً مجرداً، بل يعكس القدرة الفعلية للأجنبي على إعالة نفسه بشكل مستقل، والاندماج الحقيقي في النسيج الاقتصادي والاجتماعي، وعدم تحميل النظام العام أعباء إضافية.

وفي القضية محل النظر، أثبتت الإدارة، من خلال قواعد بيانات المعهد الوطني للضمان الاجتماعي ومصلحة الضرائب، أن الدخول المحققة كانت ضئيلة للغاية ومتقطعة، وأدنى بكثير من الحد الأدنى المنصوص عليه قانوناً للإعفاء من المساهمة في النفقات الصحية. وعلى ضوء هذه المعطيات، رأت المحكمة أن تطبيق المادة 26 من المرسوم التشريعي رقم 286 لسنة 1998 قد تم على نحو سليم، مستبعدةً أي تفسير «مرن» لمعيار الدخل في غياب عناصر موضوعية تثبت وجود اكتفاء اقتصادي حقيقي.

وتكتسب أهمية خاصة الفقرة التي يستند فيها القاضي الإداري إلى أحدث اجتهادات مجلس الدولة، مؤكداً أن عبء إثبات توافر دخل مشروع وكافٍ يقع على عاتق المواطن الأجنبي، وأن هذا الشرط يُعد متطلباً لا يمكن التحايل عليه عند تجديد تصريح الإقامة. ومن هذا المنطلق، لا يكفي وجود نشاط عمل حر من الناحية الشكلية، بل يجب أن يترجم إلى مورد اقتصادي فعلي ومستقر.

وبذلك يقدم الحكم توضيحاً حاسماً لمسألة كثيراً ما تكون محل نزاع قضائي: لا يمكن تجديد تصريح الإقامة دون تقييم صارم للقدرة الاقتصادية، حتى عندما يكون التصريح مبنياً على نشاط مهني مستقل. ويظل المعيار الحاسم هو الاستدامة الاقتصادية الفعلية والمثبتة على مدى الزمن.

النص الكامل للحكم متاح ضمن منشور Calaméo على الرابط التالي:
https://www.calameo.com/books/008079775bc1086ff5b3e

المحامي فابيو لوتشيربو