mercoledì 29 ottobre 2025

🎙️ Titolo dell’episodio: “Permesso di soggiorno speciale: dieci anni di integrazione valgono più di un vecchio errore”


 🎙️ Titolo dell’episodio:

“Permesso di soggiorno speciale: dieci anni di integrazione valgono più di un vecchio errore”

🎧 Testo del podcast:

Benvenuti a un nuovo episodio di Diritto dell’Immigrazione.
Io sono l’Avvocato Fabio Loscerbo, e oggi vi racconto una sentenza che parla di integrazione, dignità e giustizia.

Il 17 ottobre 2025, il Tribunale di Bologna, Sezione Specializzata in materia di Immigrazione, ha emesso una decisione significativa: ha riconosciuto la protezione speciale a un cittadino marocchino che vive in Italia da più di dieci anni.

La sua storia è quella di tanti: un lavoratore arrivato con pochi mezzi, che negli anni ha costruito una vita regolare, lavorando come metalmeccanico, frequentando corsi di formazione e condividendo con la moglie – titolare di un permesso di lungo periodo – un’abitazione acquistata insieme, segno concreto di radicamento e di fiducia nel futuro.

Nonostante questo percorso, la Questura di Ferrara aveva rigettato la sua domanda di rinnovo del permesso per protezione speciale, richiamando un vecchio precedente penale risalente al 2019. Ma il Tribunale ha ribaltato la decisione, stabilendo un principio chiaro:
dieci anni di integrazione non possono essere cancellati da un singolo errore del passato.

La sentenza, iscritta al Ruolo Generale numero 12832 dell’anno 2024, richiama l’articolo 19 del Testo Unico sull’Immigrazione e l’articolo 8 della Convenzione Europea dei Diritti dell’Uomo, ricordando che lo Stato non può espellere o respingere una persona quando ciò comporterebbe una violazione della sua vita privata e familiare, salvo per gravi ragioni di sicurezza nazionale o di ordine pubblico.

Il Tribunale ha sottolineato come la “vita privata” tutelata dalla Convenzione non riguardi solo la famiglia, ma anche il lavoro, le relazioni sociali, la lingua appresa, la quotidianità costruita giorno dopo giorno. Tutto ciò che rende una persona parte della comunità in cui vive.

La decisione cita anche le sentenze della Corte di Cassazione numero 24413 del 2021 e numero 7861 del 2022, che ribadiscono proprio questo concetto: la protezione speciale tutela l’intero tessuto di relazioni che un individuo ha costruito in Italia.

Un altro passaggio importante riguarda la disciplina applicabile. Poiché la domanda era stata presentata prima dell’entrata in vigore del cosiddetto Decreto Cutro, il Tribunale ha confermato che si applica la normativa precedente, quella introdotta dal Decreto Lamorgese del 2020.
Significa che il permesso rilasciato avrà durata biennale, sarà rinnovabile e convertibile in permesso di lavoro.

Questa sentenza ci ricorda una verità fondamentale:
l’integrazione non è un concetto astratto, ma un percorso concreto fatto di lavoro, lingua, rispetto delle regole e legami umani.
E questo percorso merita tutela.

Nel nostro ordinamento, la protezione speciale rappresenta oggi uno strumento essenziale per garantire equilibrio tra l’interesse pubblico e i diritti fondamentali della persona.
È la prova che il diritto può essere umano, giusto e coerente con i valori costituzionali ed europei.

Io sono l’Avvocato Fabio Loscerbo e questo era Diritto dell’Immigrazione.

Grazie per l’ascolto, e alla prossima puntata.

Nessun commento:

Posta un commento

New on TikTok: إلغاء تصريح الإقامة طويلة الأمد: المحكمة تؤكد خطورة الشخص لكنها تلزم الإدارة بدراسة منح تصريح آخر مرحباً بكم في حلقة جديدة من بودكاست قانون الهجرة. أنا المحامي فابيو لوتشيربو. نتناول اليوم حكماً مهماً صادراً عن المحكمة الإدارية الإقليمية لإميليا-رومانيا، الدائرة الأولى، بتاريخ 26 فبراير 2026، والمتعلق بقضية مسجلة في السجل العام برقم 58 لسنة 2026. تتعلق القضية بإلغاء تصريح الإقامة الأوروبي للمقيمين لفترة طويلة من قبل شرطة بولونيا، استناداً إلى تقييم يفيد بوجود خطورة اجتماعية بسبب أحكام جنائية نهائية صدرت بحق المعني، تتعلق بوقائع ذات طابع خطير. أكدت المحكمة مبدأً أساسياً: لا يجوز أن يكون إلغاء تصريح الإقامة طويلة الأمد إجراءً تلقائياً. فالمادة 9 من قانون الهجرة الإيطالي تشترط تقييماً فعلياً وحالياً وشخصياً لمدى خطورة الشخص. كما يجب على الإدارة أن تأخذ في الاعتبار مدة الإقامة في إيطاليا ومدى الاندماج الاجتماعي والأسري والمهني. وفي هذه القضية، رأت المحكمة أن الإدارة قامت بتقييم فعلي، ولم تكتفِ بالإشارة إلى الأحكام الجنائية، بل حللت خطورة الأفعال وتأثيرها على الحقوق الأساسية وشخصية المعني بالأمر. ولهذا السبب اعتُبر قرار الإلغاء مشروعاً من حيث تقييم الخطورة. لكن هناك نقطة حاسمة. تنص المادة 9، الفقرة 9، من قانون الهجرة على أنه إذا تم إلغاء تصريح الإقامة طويلة الأمد ولم يُتخذ قرار بالطرد، فيجب منح الشخص تصريح إقامة من نوع آخر وفقاً لأحكام القانون. وفي هذه الحالة، لم تقم الإدارة بأي تقييم بخصوص هذه المسألة. لذلك قبلت المحكمة الطعن جزئياً، وألغت القرار فقط في الجزء المتعلق بعدم دراسة إمكانية منح تصريح إقامة بديل. ويتعين على الإدارة الآن إعادة النظر في الملف وتقييم الوضع الحالي للشخص بشكل شامل. الرسالة واضحة: حماية النظام العام أولوية مشروعة، لكن الإدارة ملزمة بتطبيق القانون بالكامل. إلغاء تصريح الإقامة لا يعني ترك الشخص في فراغ قانوني. فإذا لم يُتخذ قرار بالطرد، يجب إجراء تقييم جديد لنوع الإقامة الممكنة. نلتقي في الحلقة القادمة من بودكاست قانون الهجرة.

https://ift.tt/tP6jXwF