domenica 9 novembre 2025

馃帣️ T脥TULO: “¿Error tipogr谩fico o t铆tulo incorrecto? Cuando el permiso de residencia no puede renovarse”


 馃帣️ T脥TULO: “¿Error tipogr谩fico o t铆tulo incorrecto? Cuando el permiso de residencia no puede renovarse”

Soy el abogado Fabio Loscerbo, y este es un nuevo episodio del p贸dcast Derecho de Inmigraci贸n.

Hoy analizamos una decisi贸n importante del Tribunal Administrativo Regional de V茅neto, que ayuda a comprender mejor la normativa sobre los permisos de residencia emitidos por “casos especiales” seg煤n el art铆culo 27 del Texto 脷nico de Inmigraci贸n italiano.

El caso se refer铆a a un ciudadano extranjero que hab铆a entrado legalmente en Italia con una autorizaci贸n de trabajo para desempe帽arse en un circo, una de las categor铆as espec铆ficas previstas en el art铆culo 27, p谩rrafo 1, letra l) del Decreto Legislativo n.潞 286 de 1998. Tras la finalizaci贸n de ese contrato, la persona encontr贸 un nuevo empleo como almacenero y solicit贸 la renovaci贸n de su permiso, que anteriormente se hab铆a expedido con la indicaci贸n “trabajo subordinado”.

La Jefatura de Polic铆a deneg贸 la renovaci贸n, argumentando que el permiso en realidad hab铆a sido otorgado por “casos especiales de trabajo en el espect谩culo”, y que, por tanto, no pod铆a renovarse ni convertirse una vez finalizada la relaci贸n laboral original. El solicitante recurri贸 la decisi贸n ante el TAR, alegando que la Polic铆a hab铆a anulado ilegalmente un t铆tulo v谩lido y que la Administraci贸n deb铆a haber considerado su integraci贸n laboral y familiar en Italia.

El Tribunal, mediante la sentencia n煤mero 1846 de 2025, rechaz贸 el recurso. Aclar贸 que la naturaleza del permiso no depende de la simple frase impresa en el documento, sino del conjunto del procedimiento administrativo: la autorizaci贸n de trabajo, el visado y el marco normativo correspondiente. Aunque el permiso dec铆a “trabajo subordinado”, la entrada hab铆a sido autorizada como trabajo en el espect谩culo, por lo que se aplicaba la normativa especial del art铆culo 40 del Reglamento de aplicaci贸n, el Decreto del Presidente de la Rep煤blica n.潞 394 de 1999.

Seg煤n el Tribunal, el error tipogr谩fico no cambia la sustancia del t铆tulo. En estos casos, el permiso solo puede renovarse mientras subsista la misma relaci贸n laboral y no puede convertirse en otro tipo. Adem谩s, la confianza leg铆tima del extranjero no puede prevalecer cuando contradice una prohibici贸n legal expresa.

Por 煤ltimo, la protecci贸n de la vida privada y familiar —prevista en el art铆culo 8 del Convenio Europeo de Derechos Humanos y en el art铆culo 19 del Texto 脷nico— no puede invocarse en ausencia de una orden de expulsi贸n, ni utilizarse para eludir el sistema legal de cuotas de entrada.

La sentencia tambi茅n reafirma el principio de buena fe rec铆proca entre el ciudadano extranjero y la administraci贸n p煤blica, subrayando que este principio no puede superar los l铆mites establecidos por la normativa sobre inmigraci贸n y flujos laborales.

Soy el abogado Fabio Loscerbo, y este fue un nuevo episodio del p贸dcast Derecho de Inmigraci贸n.
Nos escuchamos pronto con un nuevo an谩lisis sobre una sentencia que incide directamente en la vida de los extranjeros en Italia.

馃帣️ TITLE: “Misprint or Wrong Title? When a Residence Permit Cannot Be Renewed”


 馃帣️ TITLE: “Misprint or Wrong Title? When a Residence Permit Cannot Be Renewed”

I’m Attorney Fabio Loscerbo, and this is a new episode of the Immigration Law Podcast.

Today, we’re analyzing an important decision by the Regional Administrative Court of Veneto, which helps clarify the rules on residence permits issued for “special cases” under Article 27 of the Italian Immigration Act.

The case concerned a foreign citizen who had lawfully entered Italy with a work authorization to perform in a circus — one of the specific categories provided for in Article 27, paragraph 1, letter l) of Legislative Decree no. 286 of 1998. After that contract ended, the individual found a new job as a warehouse worker and applied to renew his permit, which had previously been issued with the label “subordinate work.”

The Police Headquarters denied the renewal, arguing that the permit had actually been issued for “special cases of entertainment work,” and therefore could not be renewed or converted once the original employment ended. The applicant challenged the decision before the TAR, claiming that the Police had unlawfully annulled a valid title and that the administration should have considered his work and family integration in Italy.

The Court, with judgment no. 1846 of 2025, dismissed the appeal. It clarified that the nature of a residence permit does not depend on the wording printed on the card, but on the entire administrative process: the work authorization, the visa, and the relevant legal framework. Even though the permit bore the words “subordinate work,” the entry had been authorized as entertainment work, and thus the special rules set out in Article 40 of the Implementing Regulation (Presidential Decree no. 394 of 1999) applied.

According to the Court, the printing error did not change the substance of the title. In such cases, the permit may only be renewed while the same employment relationship continues and cannot be converted into another type. Furthermore, the applicant’s legitimate expectation cannot prevail when it contradicts an explicit legal prohibition.

Finally, the protection of private and family life — guaranteed by Article 8 of the European Convention on Human Rights and Article 19 of the Immigration Act — cannot be invoked in the absence of an expulsion order, nor can it be used to circumvent the legal framework governing immigration quotas.

The ruling also reiterates the principle of mutual good faith in relations between foreign nationals and public authorities, while stressing that this principle cannot override the statutory limits set by immigration and labor-entry regulations.

I’m Attorney Fabio Loscerbo, and this was a new episode of the Immigration Law Podcast.
See you soon for another episode analyzing a decision that has a real impact on the lives of foreigners in Italy.

馃帣️ TITOLO: “Errore di stampa o titolo errato? Quando il permesso di soggiorno non pu貌 essere rinnovato”

 


馃帣️ TITOLO: “Errore di stampa o titolo errato? Quando il permesso di soggiorno non pu貌 essere rinnovato”

Io sono l’Avv. Fabio Loscerbo, e questo 猫 un nuovo episodio del podcast Diritto dell’Immigrazione.

Oggi analizziamo una decisione importante del Tribunale Amministrativo Regionale per il Veneto, che aiuta a comprendere meglio la disciplina dei permessi di soggiorno rilasciati per “casi particolari” ai sensi dell’articolo 27 del Testo Unico Immigrazione.

Il caso riguardava un cittadino straniero entrato regolarmente in Italia con nulla osta per lavoro presso un circo, cio猫 una delle ipotesi particolari previste dall’articolo 27, comma 1, lettera l) del decreto legislativo 286 del 1998. Dopo la fine di quel contratto, l’interessato aveva trovato un impiego come magazziniere e aveva chiesto il rinnovo del permesso, rilasciato per貌 in precedenza con la dicitura “lavoro subordinato”.

La Questura ha negato il rinnovo, ritenendo che si trattasse in realt脿 di un permesso rilasciato per “casi particolari di lavoro-spettacolo”, quindi non convertibile e non rinnovabile se il rapporto originario era cessato. Il ricorrente ha impugnato il provvedimento davanti al TAR sostenendo che la Questura avesse annullato in autotutela un titolo valido e che l’Amministrazione dovesse comunque considerare la sua integrazione lavorativa e familiare in Italia.

Il Tribunale, con sentenza numero 1846 del 2025, ha respinto il ricorso. Ha chiarito che la natura del titolo non dipende dalla semplice dicitura stampata sul documento, ma dal complessivo iter autorizzatorio: dal nulla osta, dal visto e dalle norme di riferimento. Anche se il permesso riportava “lavoro subordinato”, l’ingresso era avvenuto per lavoro-spettacolo, e dunque si applicava la disciplina speciale prevista dall’articolo 40 del regolamento di attuazione, il D.P.R. 394 del 1999.

Secondo il TAR, l’errore di stampa non muta la sostanza del titolo. In questi casi, il permesso pu貌 essere rinnovato solo in costanza del medesimo rapporto di lavoro e non pu貌 essere convertito in un’altra tipologia. Inoltre, l’affidamento del cittadino straniero non 猫 tutelabile se contrasta con un divieto di legge espresso.

Infine, la tutela della vita familiare e privata – prevista dall’articolo 8 CEDU e dall’articolo 19 del Testo Unico – non pu貌 essere invocata in assenza di un provvedimento espulsivo, n茅 per aggirare il sistema dei flussi d’ingresso.

La sentenza ribadisce anche il principio della buona fede reciproca nei rapporti tra cittadino straniero e pubblica amministrazione, ma precisa che tale principio non pu貌 travolgere i limiti imposti dalla normativa sui flussi e sulle quote d’ingresso.

Io sono l’Avv. Fabio Loscerbo, e questo era un nuovo episodio del podcast Diritto dell’Immigrazione.
Ci risentiamo presto con un nuovo approfondimento su una sentenza che incide concretamente sulla vita degli stranieri in Italia.

mercoled矛 5 novembre 2025

馃帶 Titolo dell’episodio: Quando non basta la promessa di un lavoro: il TAR Lazio chiarisce i limiti del permesso per attesa occupazione

馃帶 Titolo dell’episodio:

Quando non basta la promessa di un lavoro: il TAR Lazio chiarisce i limiti del permesso per attesa occupazione



Io sono l’Avv. Fabio Loscerbo, e questo 猫 un nuovo episodio del podcast “Diritto dell’Immigrazione.

Oggi parliamo di una recente sentenza del TAR Lazio, la numero 19426 del 2025, che affronta un tema molto importante per tanti cittadini stranieri: il permesso di soggiorno per attesa occupazione.

Molte persone, dopo aver perso il lavoro o concluso un contratto, si chiedono se possano rimanere in Italia in attesa di una nuova opportunit脿.
La risposta arriva da questa decisione, che chiarisce un punto fondamentale: il permesso per attesa occupazione pu貌 essere rilasciato solo a chi ha effettivamente lavorato e poi ha perso il posto, non a chi aveva semplicemente una promessa di assunzione.

Il caso nasce da una domanda di regolarizzazione presentata ai sensi dell’articolo 103 del “Decreto Rilancio”, il provvedimento del 2020 che consentiva di far emergere rapporti di lavoro irregolari.
Nel caso specifico, la Prefettura di Roma aveva accertato che il rapporto di lavoro dichiarato non era mai stato realmente avviato, e il TAR ha confermato quella decisione.

Secondo i giudici, non basta aver pagato dei contributi o avere un accordo verbale: servono prove concrete dell’esistenza di un rapporto di lavoro, come la comunicazione al Ministero del Lavoro, la registrazione all’INAIL e la sottoscrizione del contratto di soggiorno.
Solo in presenza di questi elementi, e solo se il rapporto si 猫 effettivamente concluso, il lavoratore pu貌 ottenere il permesso di soggiorno per attesa occupazione.

Il TAR ha richiamato anche due decisioni fondamentali:
la sentenza del Consiglio di Stato numero 6979 del 2021 e quella dello stesso TAR Lazio numero 7458 del 2021, che avevano espresso lo stesso principio.
L’attesa occupazione, quindi, non 猫 una misura per chi cerca lavoro, ma una tutela per chi ha perso un impiego regolare.

Questa pronuncia conferma un orientamento ormai consolidato della giurisprudenza italiana, che punta a evitare abusi nelle procedure di emersione e a garantire il rispetto dei requisiti sostanziali previsti dalla legge.

In conclusione, il messaggio del TAR Lazio 猫 chiaro:
per ottenere il permesso di soggiorno per attesa occupazione non basta una promessa o un impegno — serve un lavoro vero, iniziato e poi cessato.


馃帣️ Io sono l’Avv. Fabio Loscerbo e vi invito a seguire il podcast “Diritto dell’Immigrazione” su Spreaker, Amazon Music e Spotify.
Per ulteriori approfondimenti, potete visitare il sito www.avvocatofabioloscerbo.it.

馃帶 Episode title: When a job promise isn’t enough: the Lazio Administrative Court clarifies the limits of the residence permit for job seeking


馃帶 Episode title:
When a job promise isn’t enough: the Lazio Administrative Court clarifies the limits of the residence permit for job seeking



I’m Attorney Fabio Loscerbo, and this is a new episode of the podcast “Diritto dell’Immigrazione” — Immigration Law.

Today, we’ll discuss a recent ruling by the Regional Administrative Court (TAR) of Lazio, decision number 19426 of 2025, which addresses a crucial issue for many foreign citizens: the residence permit for job seeking.

Many people, after losing their job or finishing a contract, wonder whether they can remain in Italy while waiting for a new employment opportunity.
The answer comes from this decision, which makes one point very clear: the residence permit for job seeking can be granted only to those who have actually worked and then lost their job, not to those who only had a promise of employment.

The case originated from an application for regularization under Article 103 of the “Decreto Rilancio” — the 2020 decree that allowed irregular employment relationships to be legalized.
In this particular case, the Prefecture of Rome found that the declared employment relationship had never actually started, and the Court confirmed that decision.

According to the judges, it is not enough to have paid contributions or to have a verbal agreement. Concrete evidence of employment is required — such as the mandatory communication to the Ministry of Labour, registration with INAIL, and the signing of a residence contract.
Only when these elements exist, and only if the employment relationship has actually ended, can the worker apply for a residence permit for job seeking.

The TAR also referred to two important precedents:
the Council of State decision number 6979 of 2021 and the TAR Lazio decision number 7458 of 2021, both of which affirmed the same principle.
The job-seeking permit, therefore, is not meant for those looking for a job, but rather as a safeguard for those who have lost a regular one.

This ruling reinforces a well-established line of Italian case law that aims to prevent abuses in regularization procedures and ensure compliance with the substantive requirements established by law.

In conclusion, the message from the TAR Lazio is clear:
to obtain a residence permit for job seeking, a promise or a commitment is not enough — there must be a real job, started and then ended.


馃帣️ I’m Attorney Fabio Loscerbo, and I invite you to follow the podcast “Diritto dell’Immigrazione” — Immigration Law — on Spreaker, Amazon Music, and Spotify.
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馃帶 T铆tulo del episodio: Cuando una promesa de trabajo no es suficiente: el Tribunal Administrativo del Lazio aclara los l铆mites del permiso de residencia por b煤squeda de empleo

 馃帶 T铆tulo del episodio:

Cuando una promesa de trabajo no es suficiente: el Tribunal Administrativo del Lazio aclara los l铆mites del permiso de residencia por b煤squeda de empleo



Soy el Abogado Fabio Loscerbo, y este es un nuevo episodio del p贸dcast “Diritto dell’Immigrazione” — Derecho de la Inmigraci贸n.

Hoy hablamos de una reciente sentencia del Tribunal Administrativo Regional (TAR) del Lazio, decisi贸n n煤mero 19426 de 2025, que aborda un tema muy importante para muchos ciudadanos extranjeros: el permiso de residencia por b煤squeda de empleo.

Muchas personas, despu茅s de perder su trabajo o de finalizar un contrato, se preguntan si pueden permanecer en Italia mientras esperan una nueva oportunidad laboral.
La respuesta llega con esta decisi贸n, que aclara un punto fundamental: el permiso de residencia por b煤squeda de empleo solo puede concederse a quienes efectivamente han trabajado y luego han perdido su empleo, no a quienes solo ten铆an una promesa de contrataci贸n.

El caso se origin贸 a partir de una solicitud de regularizaci贸n presentada conforme al art铆culo 103 del “Decreto Rilancio”, la norma de 2020 que permiti贸 la legalizaci贸n de relaciones laborales irregulares.
En este caso concreto, la Prefectura de Roma determin贸 que la relaci贸n laboral declarada nunca hab铆a comenzado realmente, y el Tribunal confirm贸 esa decisi贸n.

Seg煤n los jueces, no basta con haber pagado contribuciones o tener un acuerdo verbal: se requieren pruebas concretas de la existencia de una relaci贸n laboral, como la comunicaci贸n obligatoria al Ministerio de Trabajo, la inscripci贸n en el INAIL y la firma del contrato de residencia.
Solo cuando estos elementos est谩n presentes, y solo si la relaci贸n laboral ha concluido efectivamente, el trabajador puede solicitar el permiso de residencia por b煤squeda de empleo.

El TAR tambi茅n cit贸 dos precedentes importantes:
la sentencia del Consejo de Estado n煤mero 6979 de 2021 y la sentencia del propio TAR Lazio n煤mero 7458 de 2021, que expresaron el mismo principio.
Por lo tanto, el permiso por b煤squeda de empleo no est谩 destinado a quienes buscan trabajo, sino a quienes han perdido un empleo regular.

Esta decisi贸n refuerza una l铆nea jurisprudencial consolidada en Italia, destinada a evitar abusos en los procedimientos de regularizaci贸n y a garantizar el cumplimiento de los requisitos sustantivos previstos por la ley.

En conclusi贸n, el mensaje del TAR Lazio es claro:
para obtener el permiso de residencia por b煤squeda de empleo, no basta una promesa o un compromiso — debe existir un trabajo real, iniciado y luego terminado.


馃帣️ Soy el Abogado Fabio Loscerbo y los invito a seguir el p贸dcast “Diritto dell’Immigrazione” — Derecho de la Inmigraci贸n — en Spreaker, Amazon Music y Spotify.
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marted矛 4 novembre 2025

Quando non basta la promessa di un lavoro: il TAR Lazio chiarisce i limiti del permesso per attesa occupazione

 


Quando non basta la promessa di un lavoro: il TAR Lazio chiarisce i limiti del permesso per attesa occupazione

Pubblicato il 5 novembre 2025

Il Tribunale Amministrativo Regionale per il Lazio, con la sentenza n. 19426/2025 (Sez. I Ter, R.G. 9173/2022), ha ribadito un principio fondamentale in materia di diritto dell’immigrazione: il permesso di soggiorno per attesa occupazione pu貌 essere rilasciato solo in seguito alla cessazione di un rapporto di lavoro effettivamente instaurato, e non sulla base di una semplice promessa di impiego.

La decisione riguarda il ricorso di una cittadina straniera contro il diniego della Prefettura di Roma, che aveva respinto la sua domanda di regolarizzazione presentata ai sensi dell’art. 103 del Decreto Rilancio (D.L. 34/2020). La Prefettura aveva ritenuto inesistente il rapporto di lavoro dichiarato, in quanto mai formalizzato n茅 comunicato agli enti competenti.

La ricorrente sosteneva di aver lavorato come collaboratrice domestica e di aver versato i contributi previdenziali tramite un sindacato di categoria. Tuttavia, il TAR ha sottolineato che il pagamento dei contributi non 猫 sufficiente a provare l’effettiva instaurazione di un rapporto di lavoro, in mancanza di elementi formali come la comunicazione obbligatoria al Ministero del Lavoro o all’INAIL e la sottoscrizione del contratto di soggiorno.

Richiamando precedenti del Consiglio di Stato (sent. n. 6979/2021) e dello stesso TAR Lazio (sent. n. 7458/2021), il Collegio ha chiarito che la “attesa occupazione” 猫 un istituto giuridico che presuppone la perdita di un lavoro realmente esistente, non una mera promessa di assunzione. In altri termini, il permesso di soggiorno per attesa occupazione pu貌 essere rilasciato solo a chi ha perso un lavoro regolare, non a chi non lo ha mai iniziato.

La sentenza conferma un orientamento giurisprudenziale restrittivo verso le sanatorie fondate su rapporti di lavoro irregolari o solo annunciati. La procedura di emersione, precisa il TAR, non pu貌 essere usata per ottenere un titolo di soggiorno in assenza dei requisiti sostanziali previsti dalla legge.

In conclusione, il Tribunale ha respinto il ricorso e condannato la ricorrente al pagamento delle spese processuali.


In sintesi, per accedere al permesso di soggiorno per attesa occupazione occorre dimostrare un rapporto lavorativo effettivamente instaurato e cessato, come previsto dall’art. 22 del Testo Unico sull’Immigrazione (d.lgs. 286/1998). La semplice promessa di un impiego, anche se documentata, non basta a fondare il diritto al soggiorno.


Avv. Fabio Loscerbo

domenica 2 novembre 2025

Come richiedere la cancellazione di una segnalazione nel Sistema Schengen (SIS)

Come richiedere la cancellazione di una segnalazione nel Sistema Schengen (SIS)

di Avv. Fabio Loscerbo

Essere segnalati nel Sistema d’Informazione Schengen (SIS) pu貌 avere conseguenze concrete e spesso pesanti: dal rifiuto di un visto al divieto d’ingresso o di soggiorno in uno Stato dell’area Schengen. Ma pochi sanno che 猫 possibile verificare l’esistenza dei propri dati e chiederne la cancellazione.

Il SIS 猫 una banca dati comune a tutti i Paesi Schengen, gestita dall’Agenzia eu-LISA e utilizzata da autorit脿 di polizia, dogane e frontiere. Le segnalazioni possono riguardare diversi motivi: ingresso irregolare, espulsioni, divieti di ritorno, mandati di arresto europei o persone scomparse.

Come sapere se si 猫 segnalati

Chi teme di essere inserito nel SIS pu貌 esercitare il diritto di accesso ai propri dati.
In Italia, la richiesta va presentata al Ministero dell’Interno – Dipartimento della Pubblica Sicurezza, compilando il modulo disponibile sul sito della Polizia di Stato nella sezione “Come fare per sapere se nella banca dati Schengen esistono dati personali che ci riguardano”.
脠 necessario allegare un documento d’identit脿 e indicare con precisione i propri dati anagrafici.
La risposta, in genere, arriva entro 30 giorni.

La richiesta di cancellazione

Se l’interessato scopre di essere segnalato, pu貌 chiedere la rettifica o la cancellazione dei dati.
La domanda deve essere motivata e presentata allo stesso Ministero dell’Interno, che valuta se la segnalazione sia ancora legittima o debba essere rimossa.
In caso di rigetto, 猫 possibile proporre ricorso al Garante per la protezione dei dati personali oppure al giudice amministrativo (TAR).
Per segnalazioni inserite da altri Stati Schengen, la richiesta va inoltrata direttamente alle autorit脿 competenti di quello Stato, spesso tramite ambasciata o consolato.

Un diritto europeo alla trasparenza

Il diritto di accedere, correggere o cancellare i propri dati nel SIS deriva direttamente dal Regolamento (UE) 2018/1862, che disciplina l’uso del sistema a fini di cooperazione di polizia e giudiziaria.
脠 un diritto fondamentale, collegato alla tutela della privacy e della libert脿 di circolazione.
Molte persone, come raccontato da Melting Pot Europa, riescono a ottenere la cancellazione quando la segnalazione 猫 datata, ingiustificata o conseguente a errori procedurali.

Conclusione

Conoscere e far valere i propri diritti nel contesto del SIS 猫 essenziale.
La segnalazione non 猫 una condanna, ma un’informazione amministrativa che pu貌 e deve essere verificata.
Per questo 猫 importante rivolgersi a un legale esperto in diritto dell’immigrazione e dell’Unione Europea, in grado di valutare ogni caso e agire nelle sedi opportune.

venerd矛 31 ottobre 2025

馃帣️ T铆tulo del episodio: Permiso de residencia especial: el Tribunal de Bolonia reconoce la protecci贸n por arraigo


 馃帣️ T铆tulo del episodio:

Permiso de residencia especial: el Tribunal de Bolonia reconoce la protecci贸n por arraigo

馃帶 Texto del episodio:

Bienvenidos a un nuevo episodio de Diritto dell’Immigrazione, el p贸dcast presentado por el abogado Fabio Loscerbo.
Hoy hablamos de una sentencia muy importante del Tribunal de Bolonia, que vuelve a reconocer la protecci贸n especial como un instrumento de tutela del derecho a la vida privada y familiar, cuando la persona extranjera demuestra un arraigo real en Italia.

El caso se refiere a un ciudadano marroqu铆, asistido por m铆, al que la Jefatura de Polic铆a de M贸dena le hab铆a denegado la solicitud de permiso de residencia por protecci贸n especial.
El hombre vive en Italia desde hace m谩s de tres a帽os, trabaja regularmente como alba帽il, habla italiano y convive con su hermano, quien posee un permiso de residencia por motivos de trabajo.
A pesar de este claro y documentado proceso de integraci贸n, su solicitud hab铆a sido rechazada.

Con sentencia del 24 de octubre de 2025, n煤mero de registro general 9812 del 2024, el Tribunal de Bolonia – Secci贸n especializada en materia de inmigraci贸n y protecci贸n internacional – estim贸 el recurso y declar贸 que:

“El arraigo laboral, social y familiar constituye una forma de vida privada que merece protecci贸n conforme al art铆culo 8 del Convenio Europeo de Derechos Humanos y al art铆culo 19 del Texto 脷nico sobre Inmigraci贸n.”

El Tribunal reafirm贸 que la protecci贸n especial debe concederse cuando la expulsi贸n del extranjero pueda vulnerar su derecho a la vida privada y familiar.
En este caso, el solicitante demostr贸 una integraci贸n real y estable: empleo regular, independencia econ贸mica, v铆nculos familiares y participaci贸n en cursos de formaci贸n y lengua italiana.

La sentencia tambi茅n cita dos importantes precedentes de la Corte de Casaci贸n italiana:
las Secciones Unidas, con la sentencia n煤mero 24413 del 2021, y el auto n煤mero 7861 del 2022, que aclararon que el arraigo en Italia —ya sea familiar, social o laboral— puede ser suficiente para fundamentar el derecho a la protecci贸n especial.

El Tribunal orden贸 a la Jefatura de Polic铆a competente expedir un permiso de residencia por protecci贸n especial con una duraci贸n de dos a帽os, renovable y convertible en permiso por motivos de trabajo.
Se trata de un reconocimiento que confirma que la integraci贸n no es solo un proceso social, sino tambi茅n un valor jur铆dico protegido por el ordenamiento legal.

El mensaje que surge de esta sentencia es claro: quien construye su vida en Italia, trabaja, se forma y se integra, merece ser protegido.
El derecho de inmigraci贸n es hoy, m谩s que nunca, el derecho de la integraci贸n.

Soy el abogado Fabio Loscerbo, y les agradezco por acompa帽arme en este episodio de Diritto dell’Immigrazione.

¡Hasta el pr贸ximo episodio!

馃帣️ Episode Title: Special Residence Permit: The Bologna Court Recognizes Protection Based on Integration


 

馃帣️ Episode Title:
Special Residence Permit: The Bologna Court Recognizes Protection Based on Integration

馃帶 Episode Script:

Welcome to a new episode of Diritto dell’Immigrazione, the podcast presented by lawyer Fabio Loscerbo.
Today, we’ll discuss a significant ruling by the Court of Bologna, which once again confirms special protection as a legal safeguard of the right to private and family life when a foreign national demonstrates genuine integration in Italy.

The case concerns a Moroccan citizen, assisted by myself, who had been denied a residence permit for special protection by the Modena Police Headquarters.
The man has lived in Italy for over three years, works regularly as a construction worker, speaks Italian, and lives with his brother, who holds a residence permit for work reasons.
Despite this clear and well-documented integration process, his application had been rejected.

With a ruling issued on October 24, 2025, under general docket number 9812 of 2024, the Court of Bologna – Specialized Section for Immigration and International Protection – upheld the appeal, stating that:

“Employment, social, and family integration constitute a form of private life deserving protection under Article 8 of the European Convention on Human Rights and Article 19 of the Consolidated Immigration Act.”

The Court reaffirmed that special protection must be granted when the removal of a foreign national would violate their right to private and family life.
In this case, the applicant had shown real and stable integration: regular employment, economic independence, family ties, and participation in language and training courses.

The ruling also referred to two key precedents of the Italian Supreme Court (Corte di Cassazione):
the United Sections’ judgment number 24413 of 2021 and order number 7861 of 2022, which clarified that integration in Italy — even in just one of its forms, whether family, social, or work-related — may constitute grounds for special protection.

The Court therefore ordered the competent Police Headquarters to issue a two-year residence permit for special protection, renewable and convertible into a work permit.
This recognition confirms that integration is not only a social path but a legal value protected by the legal system.

The message emerging from this ruling is clear: those who build their lives in Italy — who work, learn, and integrate — deserve to be protected.
Immigration law today is, more than ever, the law of integration.

I’m lawyer Fabio Loscerbo, and I thank you for joining me in this episode of Diritto dell’Immigrazione.

See you in the next episode!

馃帣️ Titolo dell’episodio: Permesso di soggiorno speciale: il Tribunale di Bologna riconosce la protezione per radicamento


 馃帣️ Titolo dell’episodio:

Permesso di soggiorno speciale: il Tribunale di Bologna riconosce la protezione per radicamento

馃帶 Testo dell’episodio:

Benvenuti a una nuova puntata di Diritto dell’Immigrazione, il podcast a cura dell’avvocato Fabio Loscerbo.
Oggi parliamo di una sentenza molto importante del Tribunale di Bologna, che riconosce ancora una volta la protezione speciale come strumento di tutela del diritto alla vita privata e familiare, quando lo straniero dimostra un effettivo radicamento in Italia.

Il caso riguarda un cittadino del Marocco, assistito dal sottoscritto, il quale si era visto respingere la domanda di permesso di soggiorno per protezione speciale da parte della Questura di Modena.
L’uomo vive in Italia da oltre tre anni, lavora regolarmente come muratore, parla italiano e convive con il fratello, anch’egli titolare di permesso di soggiorno per lavoro.
Nonostante questo percorso di integrazione chiaro e documentato, la sua istanza era stata rigettata.

Con sentenza del 24 ottobre 2025, numero di ruolo generale 9812 del 2024, il Tribunale di Bologna – Sezione specializzata in materia di immigrazione e protezione internazionale – ha accolto il ricorso, affermando che:

“Il radicamento lavorativo, sociale e familiare costituisce una forma di vita privata meritevole di tutela ai sensi dell’articolo 8 della Convenzione europea dei diritti dell’uomo e dell’articolo 19 del Testo Unico sull’Immigrazione.”

Il Tribunale ha ribadito che la protezione speciale va riconosciuta quando l’allontanamento dello straniero comporterebbe una lesione del suo diritto alla vita privata e familiare.
In questo caso, il ricorrente aveva dimostrato un’integrazione reale e stabile: un impiego regolare, autonomia economica, legami familiari e partecipazione a corsi formativi.

La sentenza richiama anche due importanti precedenti della Corte di Cassazione:
le Sezioni Unite, con la sentenza numero 24413 del 2021, e l’ordinanza numero 7861 del 2022, che hanno chiarito come il radicamento in Italia – anche solo in una delle sue forme, familiare, sociale o lavorativa – possa fondare il diritto alla protezione speciale.

Il Tribunale ha quindi ordinato alla Questura competente di rilasciare un permesso di soggiorno per protezione speciale di durata biennale, rinnovabile e convertibile in permesso per motivi di lavoro.
Si tratta di un riconoscimento che conferma come l’integrazione non sia solo un percorso sociale, ma un valore giuridico tutelato dall’ordinamento.

Il messaggio che arriva da questa sentenza 猫 chiaro: chi costruisce in Italia la propria vita, lavora, si forma e si integra, merita di essere tutelato.
Il diritto dell’immigrazione, infatti, 猫 oggi sempre pi霉 il diritto dell’integrazione.

Io sono l’avvocato Fabio Loscerbo, e vi ringrazio per avermi seguito in questa puntata di Diritto dell’Immigrazione.

Alla prossima puntata!

Permesso di soggiorno speciale: il Tribunale di Bologna riconosce il diritto alla protezione per radicamento in Italia

 

Permesso di soggiorno speciale: il Tribunale di Bologna riconosce il diritto alla protezione per radicamento in Italia

Una nuova sentenza riafferma la centralit脿 dell’integrazione come fondamento del diritto alla permanenza sul territorio nazionale.

Il Tribunale di Bologna, Sezione specializzata in materia di immigrazione e protezione internazionale, ha accolto il ricorso proposto da un cittadino marocchino contro il rigetto del permesso di soggiorno per protezione speciale emesso dalla Questura di Modena.
La decisione, adottata in data 24 ottobre 2025 (numero di ruolo generale 9812/2024), rappresenta un ulteriore tassello nella giurisprudenza favorevole al riconoscimento della protezione basata sul radicamento sociale e lavorativo.

Difeso dall’avv. Fabio Loscerbo, il ricorrente aveva dimostrato un percorso di integrazione solido e documentato: un impiego stabile come muratore, un reddito regolare di circa 1.500 euro mensili, la convivenza con un familiare regolarmente soggiornante e la partecipazione a corsi di lingua e formazione professionale.
Il Collegio, presieduto dal dott. Luca Minniti con giudice relatore la dott.ssa Emanuela Romano, ha ritenuto che tali elementi configurassero una piena vita privata e sociale ai sensi dell’articolo 8 della Convenzione europea dei diritti dell’uomo e dell’articolo 19, comma 1.1, del Testo Unico sull’Immigrazione nella versione antecedente al cosiddetto Decreto Cutro.

Richiamando la giurisprudenza della Corte di Cassazione (Sezioni Unite n. 24413/2021 e ordinanza n. 7861/2022), il Tribunale ha ribadito che la tutela della vita privata e familiare costituisce un limite al potere dello Stato di disporre l’allontanamento dello straniero.
Il diritto alla protezione speciale pu貌 derivare anche da un solo elemento di radicamento — familiare, sociale o lavorativo — purch茅 effettivo e dimostrato.

In conclusione, il Tribunale ha disposto il rilascio di un permesso di soggiorno per protezione speciale della durata di due anni, rinnovabile e convertibile in permesso per motivi di lavoro.
Una decisione che valorizza l’integrazione come percorso reale, non formale, e riafferma il principio secondo cui chi contribuisce al tessuto sociale ed economico del Paese ha diritto a veder riconosciuta la propria stabilit脿 giuridica.


✍️ Avv. Fabio Loscerbo
Studio legale in Bologna – Via Ermete Zacconi n. 3/A
www.avvocatofabioloscerbo.it

mercoled矛 29 ottobre 2025

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馃帣️ T铆tulo del episodio: «Permiso de residencia especial: diez a帽os de integraci贸n valen m谩s que un error del pasado»


 馃帣️ T铆tulo del episodio:

«Permiso de residencia especial: diez a帽os de integraci贸n valen m谩s que un error del pasado»

馃帶 Texto del p贸dcast:

Bienvenidos a un nuevo episodio de Derecho de Inmigraci贸n.
Soy el abogado Fabio Loscerbo, y hoy les hablar茅 de una sentencia que trata sobre integraci贸n, dignidad y justicia.

El 17 de octubre de 2025, el Tribunal de Bolonia, Secci贸n Especializada en Materia de Inmigraci贸n, emiti贸 una decisi贸n importante: reconoci贸 el derecho a la protecci贸n especial de un ciudadano marroqu铆 que vive en Italia desde hace m谩s de diez a帽os.

Su historia es la de muchos otros: un trabajador que lleg贸 con pocos recursos y que, con el paso de los a帽os, construy贸 una vida estable. Trabaj贸 como obrero metal煤rgico, asisti贸 a cursos de formaci贸n profesional y, junto con su esposa —titular de un permiso de residencia de larga duraci贸n—, compr贸 una casa a trav茅s de una hipoteca conjunta. Todo ello simboliza su arraigo y su confianza en el futuro.

A pesar de este proceso de integraci贸n, la Comisar铆a de Ferrara hab铆a rechazado su solicitud de renovaci贸n del permiso de residencia por protecci贸n especial, citando un antiguo antecedente penal del a帽o 2019.
Sin embargo, el Tribunal revoc贸 la decisi贸n y estableci贸 un principio claro:
diez a帽os de integraci贸n no pueden ser anulados por un solo error del pasado.

La sentencia, inscrita en el Registro General n煤mero 12832 del a帽o 2024, se basa en el art铆culo 19 del Texto 脷nico sobre Inmigraci贸n y en el art铆culo 8 del Convenio Europeo de Derechos Humanos, recordando que el Estado no puede expulsar ni devolver a una persona si ello implica una violaci贸n de su vida privada y familiar, salvo por razones graves de seguridad nacional o de orden p煤blico.

El Tribunal subray贸 que la “vida privada” protegida por el Convenio no se refiere solo a los lazos familiares, sino tambi茅n al trabajo, las relaciones sociales, el conocimiento del idioma y la vida cotidiana que convierten a una persona en parte activa de la comunidad en la que vive.

La decisi贸n cita adem谩s las sentencias del Tribunal de Casaci贸n italiano n煤mero 24413 de 2021 y n煤mero 7861 de 2022, que reafirman precisamente este principio: la protecci贸n especial abarca todo el entramado de relaciones sociales, afectivas y laborales que conforman la vida de un individuo en Italia.

Otro aspecto importante tiene que ver con el marco jur铆dico aplicable. Dado que la solicitud fue presentada antes de la entrada en vigor del llamado Decreto Cutro, el Tribunal confirm贸 que sigue vigente la normativa anterior, introducida por el Decreto Lamorgese de 2020.
Esto significa que el permiso concedido tiene una duraci贸n de dos a帽os, es renovable y convertible en permiso de trabajo.

Esta sentencia nos recuerda una verdad fundamental:
la integraci贸n no es un concepto abstracto, sino un camino concreto basado en el trabajo, el idioma, el respeto por las normas y las relaciones humanas.
Y este camino merece ser protegido.

En el ordenamiento jur铆dico italiano, la protecci贸n especial constituye hoy una herramienta esencial para equilibrar el inter茅s p煤blico con los derechos fundamentales de la persona.
Demuestra que el derecho puede ser humano, justo y coherente con los valores constitucionales y europeos.

Soy el abogado Fabio Loscerbo, y esto fue Derecho de Inmigraci贸n.

Gracias por escuchar, y hasta el pr贸ximo episodio.

New on TikTok: Residence permit denied by the Police but granted by the Court: a job and real integration are enough for special protection Welcome to a new episode of the podcast Immigration Law. My name is lawyer Fabio Loscerbo, and today we address a very practical issue: what happens when the Police deny a residence permit, but the Court overturns that decision. We are talking about a judgment of the Court of Bologna, case number 591 of 2025, concerning the recognition of special protection . The Police had denied the permit, arguing that the applicant had not demonstrated sufficient integration. This is a very common reasoning in practice: authorities often expect an almost “perfect” level of integration, as if a foreign national had to prove complete and definitive social inclusion. The Court takes a different approach, one that is more consistent with the law and recent case law. It clearly states that full integration is not required. What matters is a serious and concrete path of integration, even if it is still ongoing. In this case, the applicant had a stable job, an income, had attended language courses, and had been living in Italy for several years. All these elements, taken together, show real social integration. At this point, a key legal principle comes into play: the right to private life under Article 8 of the European Convention on Human Rights. This concept does not only concern family ties, but also includes social relationships, work, and the life a person builds over time. The Court states that removing a person in such circumstances would mean uprooting them and seriously affecting their fundamental rights. It also adds an important point: if there are no concerns related to public safety or public order, the State’s interest in expulsion becomes weak. The outcome is clear: the Court recognizes the right to a residence permit for special protection, valid for two years, renewable and convertible into a work permit . The message of this decision is straightforward: if a person works, integrates, and builds a life in Italy, this reality cannot be ignored. And this is exactly where the future of immigration law will increasingly be decided. Thank you for listening, and see you soon for a new episode of Immigration Law.

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