lunedì 16 febbraio 2026

New on TikTok: 📢 تحديث قانوني مهم 📢 في يونيو 2026 تدخل قواعد أوروبية جديدة حيز التنفيذ. طلبات الحماية من أجل الحصول على إقامة للحماية الخاصة ستُقيّم بدقة أكبر. يجب تقديم: ✔️ إثبات السكن ✔️ شهادات من أصدقاء أو معارف ✔️ وعد عمل مكتوب بشكل صحيح ✔️ سجل تجاري لصاحب العمل الملف الضعيف قد يُرفض. استعد من الآن. 🎙️ بودكاست Diritto dell’Immigrazione مع المحامي Fabio Loscerbo #قوانين_جديدة #إقامة_إيطاليا #الهجرة_إلى_إيطاليا #حماية #قانون

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Conversion du permis saisonnier en Italie : ce n’est pas automatique

 Conversion du permis saisonnier en Italie : ce n’est pas automatique

Une récente décision du Tribunal administratif régional de Toscane rappelle un principe fondamental : la conversion d’un permis de séjour saisonnier en permis de travail salarié n’est pas automatique.

La loi italienne exige au moins trois mois de travail régulier et une offre d’emploi valable. Dans le secteur agricole, cela correspond à un minimum de 39 journées de travail sur trois mois.

Dans l’affaire jugée (arrêt n° 329/2026), le travailleur n’avait pas atteint ce seuil et invoquait le mauvais temps. La juridiction a rejeté le recours, en soulignant que ces circonstances doivent être prouvées de manière précise et documentée.

Conclusion : activité réelle, preuves concrètes et respect strict des critères administratifs.

Texte intégral disponible ici :
https://www.calameo.com/books/008079775c59a953c4ae6

Avv. Fabio Loscerbo

تبدیل اجازه اقامت فصلی: دادگاه شرط ۳۹ روز کاری را تأیید کرد

 تبدیل اجازه اقامت فصلی: دادگاه شرط ۳۹ روز کاری را تأیید کرد

رأی اخیر دادگاه اداری منطقه‌ای توسکانا توضیحات مهمی درباره شرایط قانونی تبدیل اجازه اقامت فصلی به اجازه اقامت برای کار وابسته در ایتالیا ارائه می‌دهد.

این رأی که توسط شعبه دوم با شماره 329 سال 2026 صادر و در تاریخ 11 فوریه 2026 منتشر شده است، به تفسیر ماده 24 بند 10 از فرمان تقنینی شماره 286 سال 1998 می‌پردازد؛ مقرره‌ای که چارچوب اصلی تبدیل مجوزهای فصلی را تعیین می‌کند.

بر اساس حقوق ایتالیا، کارگر فصلی می‌تواند درخواست تبدیل مجوز را ارائه کند مشروط بر اینکه دو شرط اساسی را احراز نماید: نخست، انجام فعالیت کاری منظم در ایتالیا به مدت حداقل سه ماه؛ دوم، داشتن پیشنهاد شغلی معتبر برای کار وابسته، چه با قرارداد مدت‌دار و چه نامحدود.

موضوع اختلاف در این پرونده، نحوه تفسیر شرط «سه ماه» در بخش کشاورزی بود؛ بخشی که ماهیت آن اغلب ناپیوسته و وابسته به شرایط آب‌وهوایی است. بخشنامه‌های اداری برای روشن شدن این موضوع معیار مشخصی تعیین کرده‌اند: میانگین حداقل سیزده روز کاری در هر ماه، معادل مجموع سی‌ونه روز در یک دوره سه‌ماهه.

در پرونده مورد بررسی، متقاضی به این حد نصاب نرسیده بود و ادعا کرده بود که شرایط نامساعد جوی مانع از تکمیل تعداد روزهای لازم شده است. با این حال، اداره مربوطه درخواست را رد کرد و موضوع به دادگاه اداری ارجاع شد.

دادگاه تصمیم اداره را تأیید کرد. به نظر دادگاه، تبدیل معیار «سه ماه» به تعداد مشخصی از روزهای کاری نه‌تنها با قانون در تعارض نیست، بلکه با هدف آن سازگار است؛ هدفی که تضمین تجربه کاری واقعی و مؤثر پیش از اعطای وضعیت اقامتی پایدارتر است.

رأی همچنین بر اهمیت ارائه ادله تأکید می‌کند. ادعاهای مربوط به شرایط استثنایی، مانند بدی آب‌وهوا، باید با مدارک دقیق و مستند اثبات شوند. اظهارات کلی و فاقد پشتوانه کافی نیست.

متن کامل رأی در کالامئو در دسترس است:
https://www.calameo.com/books/008079775c59a953c4ae6

Avv. Fabio Loscerbo

La conversione del permesso di soggiorno stagionale tra requisito dei tre mesi e criterio delle giornate effettive – Nota a TAR Toscana, Sez. II, sent. n. 329/2026

 La conversione del permesso di soggiorno stagionale tra requisito dei tre mesi e criterio delle giornate effettive – Nota a TAR Toscana, Sez. II, sent. n. 329/2026

Abstract
Il contributo analizza la sentenza del Tribunale Amministrativo Regionale per la Toscana, Sezione Seconda, n. 329 del 2026, pubblicata l’11 febbraio 2026, in materia di conversione del permesso di soggiorno stagionale in permesso per lavoro subordinato. L’attenzione si concentra sulla legittimità del criterio amministrativo che traduce il requisito normativo dei “tre mesi di lavoro” in un parametro di giornate effettive nel settore agricolo, nonché sull’onere probatorio gravante sul richiedente.


La pronuncia in esame – resa nel procedimento iscritto al ruolo generale n. 1670/2025 – offre un’occasione significativa per riflettere sull’interpretazione dell’art. 24, comma 10, del decreto legislativo 286/1998, disposizione che disciplina la possibilità per il lavoratore stagionale di ottenere la conversione del titolo di soggiorno in permesso per lavoro subordinato.

Il testo normativo richiede due presupposti essenziali: da un lato, lo svolgimento di regolare attività lavorativa sul territorio nazionale per almeno tre mesi; dall’altro, l’esistenza di un’offerta di lavoro subordinato, a tempo determinato o indeterminato. La norma, tuttavia, non specifica come debba essere misurato il requisito temporale nel caso di settori caratterizzati da fisiologica discontinuità della prestazione, quale quello agricolo.

È in questo spazio interpretativo che si inserisce la prassi amministrativa, la quale – mediante circolari applicative – ha individuato un criterio di commutazione del parametro “mensile” in giornate effettive di lavoro, fissando la soglia in una media di tredici giornate per ciascun mese, per un totale di trentanove giornate nel trimestre.

Il TAR Toscana ritiene tale criterio conforme alla norma primaria, escludendo qualsiasi contrasto con il dettato legislativo. La conversione del parametro temporale in giornate non viene considerata un aggravamento indebito del requisito, bensì una modalità tecnica di adattamento della disposizione generale alle peculiarità del lavoro agricolo. La decisione valorizza, in tal senso, la ratio dell’istituto: evitare che la conversione divenga uno strumento elusivo, consentendo il passaggio a un titolo più stabile in assenza di un’effettiva esperienza lavorativa.

La sentenza assume rilievo anche sotto il profilo dell’onere della prova. Nel caso di specie, il ricorrente aveva dedotto che il mancato raggiungimento delle trentanove giornate fosse dipeso da condizioni meteorologiche avverse. Il Collegio, tuttavia, ha ritenuto tale allegazione insufficiente in difetto di documentazione specifica e puntuale. Ne emerge un principio di particolare importanza sistematica: nelle procedure di conversione, le circostanze giustificative devono essere dimostrate in modo rigoroso, non potendo il giudice amministrativo fondare la decisione su mere affermazioni generiche.

La pronuncia si colloca dunque in un orientamento che interpreta la stabilizzazione del soggiorno come esito di un percorso lavorativo effettivo e documentato. In questa prospettiva, la conversione non costituisce un automatismo collegato alla mera decorrenza temporale, ma il risultato di un accertamento sostanziale sull’inserimento del lavoratore nel tessuto produttivo.

L’interesse della decisione non è soltanto applicativo, ma sistemico. Essa contribuisce a delineare un equilibrio tra discrezionalità amministrativa e legalità sostanziale, riconoscendo alle circolari una funzione integrativa e non innovativa della disciplina primaria, purché coerenti con la finalità della norma.

La sentenza è pubblicata integralmente su Calaméo al seguente indirizzo:
https://www.calameo.com/books/008079775c59a953c4ae6

URL esteso per copia e incolla:
https://www.calameo.com/books/008079775c59a953c4ae6

La disponibilità del testo integrale consente agli operatori del diritto di valutare in modo diretto l’impianto motivazionale del Collegio e di approfondire un tema che, nella prassi delle Prefetture e degli Sportelli Unici per l’Immigrazione, continua a generare rilevante contenzioso.

Avv. Fabio Loscerbo

New on TikTok: Permiso de residencia para menores: qué pasa al cumplir 18 años Bienvenidos a un nuevo episodio del podcast Diritto dell’Immigrazione, soy avvocato Fabio Loscerbo. Hoy hablamos del permiso de residencia por minoría de edad y de lo que sucede cuando el menor cumple dieciocho años, en particular de la conversión del permiso. Se trata de un momento clave que, en la práctica administrativa, sigue generando problemas y rechazos, a pesar de que el marco jurídico es claro. El permiso de residencia concedido por minoría de edad no es un título débil ni provisional. Es un permiso plenamente válido, otorgado para proteger a una persona que el ordenamiento jurídico considera vulnerable. Las dificultades suelen surgir cuando el menor alcanza la mayoría de edad y solicita la conversión del permiso, normalmente en permiso por trabajo por cuenta ajena o por búsqueda de empleo. Sobre este punto se ha pronunciado recientemente el Tribunal Administrativo Regional de Lombardía, Sección Cuarta, en una sentencia publicada el 28 de enero de 2026, relativa a un procedimiento inscrito con el número de registro general 4060 de 2025. En ese caso, la autoridad policial había rechazado la solicitud de conversión alegando que no se había obtenido el dictamen de la Dirección General de Inmigración y Políticas de Integración del Ministerio de Trabajo. El Tribunal reafirmó un principio fundamental: la obligación de recabar dicho dictamen corresponde a la administración, no al solicitante. El artículo 32 del Texto Único de Inmigración regula dos situaciones principales: los menores puestos bajo tutela o confiados a los servicios sociales, y los menores que hayan participado durante al menos dos años en un proyecto de integración social y civil. En ambos supuestos, la instrucción debe realizarse de oficio por la administración. El dictamen ministerial es obligatorio, pero no es vinculante, y su ausencia no puede justificar por sí sola la denegación de la conversión. La administración debe completar correctamente el procedimiento y valorar después la situación concreta del interesado, incluida su situación laboral. El mensaje es claro: la conversión del permiso de residencia por minoría de edad no es una concesión discrecional, sino la continuación natural de un itinerario de protección e integración. Cuando la administración no respeta el procedimiento, el rechazo es ilegal y puede ser anulado por el juez. Este paso es decisivo, porque de la conversión dependen el derecho a trabajar legalmente, construir un proyecto de vida y permanecer regularmente en Italia. Hasta el próximo episodio.

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New on TikTok: مرحبًا بكم في حلقة جديدة من بودكاست قانون الهجرة. أنا المحامي فابيو لوتشيربو. في حلقة اليوم نتناول موضوع الإشارة في نظام SIS، أي الإدراج في نظام معلومات شنغن، وهو موضوع عملي بالغ الأهمية، لأن آثاره تمس مباشرة حرية التنقل، والحق في العودة إلى إيطاليا، والوضع القانوني للأجنبي بوجه عام. السؤال الجوهري هو: ماذا يحدث لإشارة SIS عندما يُلغى قرار الطرد بقرار قضائي؟ الإجابة ليست دائمًا بديهية، وقد أوضحتها بجلاء محكمة القضاء الإداري في إقليم كامبانيا، الدائرة السابعة، في حكمها الصادر بتاريخ 2 فبراير 2026، رقم 724 لسنة 2026، في الدعوى المقيدة برقم السجل العام 2589 لسنة 2025. في هذه القضية، كان قاضي الصلح قد ألغى قرار طرد إداري صادر عن المحافظة. وبناءً على هذا الإلغاء، قامت الشرطة المختصة بشكل صحيح بحذف إشارة SIS المرتبطة بذلك القرار تحديدًا. لكن في الوقت نفسه، بقيت إشارة أخرى قائمة في قواعد البيانات، لم تكن مبنية على قرار الطرد الإداري الملغى، وإنما على إجراء إبعاد ذي طبيعة جنائية ناتج عن حكم إدانة نهائي صدر في سنوات سابقة. تقدم صاحب الشأن بطلب تنفيذ الحكم، معتبرًا أن إلغاء قرار الطرد يجب أن يؤدي إلى حذف جميع الإشارات السلبية. غير أن المحكمة رفضت هذا الطرح، وقررت مبدأً أساسيًا يجب فهمه بدقة: إلغاء قرار الطرد لا يؤثر إلا على إشارة SIS التي تستند قانونًا إلى ذلك القرار بعينه. ولا يؤدي هذا الإلغاء إلى زوال أو عدم مشروعية إشارات أخرى قائمة على أسس قانونية مختلفة، مثل الإبعاد المرتبط بإدانة جنائية. بعبارة أخرى، نظام معلومات شنغن ليس تسجيلًا واحدًا موحدًا. بل هو نظام قد يضم عدة إشارات، كل واحدة منها مستقلة قانونًا. كل إشارة تستمر أو تزول بحسب الأساس القانوني الذي قامت عليه. فإذا ظل هذا الأساس قائمًا، تبقى الإشارة مشروعة ونافذة. وهذه نقطة محورية في الممارسة العملية. الحصول على حكم بإلغاء قرار طرد لا يعني تلقائيًا أن وضع الشخص في نظام SIS قد تمت تسويته بالكامل. بل يجب دائمًا التحقق من مصدر الإشارة، والتمييز بين التدابير الإدارية والتدابير الجنائية، وفحص ما إذا كانت هناك أسس قانونية لا تزال سارية. هذا الحكم يذكرنا بوضوح بأن قانون الهجرة قائم على تراكمات قانونية دقيقة، وأن الحماية الفعلية للحقوق لا تتحقق بالافتراضات الآلية، بل بالفهم القانوني الدقيق لكل إجراء على حدة. سنعود إلى هذا الموضوع مجددًا، لأن الإشارة في نظام SIS تظل من أكثر المسائل حساسية وأقلها فهمًا في نظام الهجرة بأكمله. شكرًا لحسن الاستماع، وإلى اللقاء في حلقة جديدة من بودكاست قانون الهجرة.

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Lavoro stagionale e permesso di soggiorno: quando l’attesa occupazione non è possibile

 Lavoro stagionale e permesso di soggiorno: quando l’attesa occupazione non è possibile

Con una sentenza depositata il 5 febbraio 2026 (n. 217), il Tribunale Amministrativo Regionale per l’Emilia-Romagna è tornato a chiarire un punto che continua a generare equivoci, aspettative infondate e contenzioso inutile: il lavoratore straniero entrato in Italia con un visto per lavoro stagionale non ha diritto al permesso di soggiorno per attesa occupazione.

Il caso riguarda un cittadino straniero che aveva fatto ingresso regolare in Italia sulla base di un nulla osta per lavoro stagionale. Tuttavia, per una serie di ragioni procedurali, il rapporto di lavoro non si era mai consolidato secondo le modalità previste dalla legge. A quel punto, il lavoratore aveva chiesto di poter rimanere in Italia con un permesso per “attesa occupazione”, cioè il titolo che consente, in alcuni casi, di restare sul territorio nazionale per cercare un nuovo impiego.

La risposta dell’amministrazione è stata negativa, e il TAR ha confermato senza esitazioni la correttezza di quel diniego.

Il punto centrale, ribadito con chiarezza dal giudice amministrativo, è che il lavoro stagionale segue una disciplina propria, diversa e più rigida rispetto al lavoro subordinato ordinario. La normativa sull’immigrazione consente, in linea generale, al lavoratore che perde il posto di lavoro di non perdere automaticamente il diritto al soggiorno. Ma questa regola non vale per il lavoro stagionale, che per espressa scelta del legislatore resta fuori dall’ambito dell’attesa occupazione.

Non si tratta di una svista o di un vuoto normativo. Il lavoro stagionale è, per definizione, temporaneo, legato a cicli produttivi specifici e settoriali. Proprio per questo motivo, la legge esclude che esso possa trasformarsi automaticamente in una permanenza “in attesa” di nuove occasioni lavorative. Se il rapporto non viene avviato correttamente o si interrompe, il visto e il nulla osta perdono efficacia, e con essi viene meno anche il presupposto del soggiorno.

La sentenza è interessante anche per un altro passaggio, tutt’altro che secondario. Il TAR chiarisce che le circolari ministeriali, spesso richiamate per sostenere interpretazioni più elastiche, non possono mai prevalere sulla legge. Quando la norma è chiara, non esiste spazio per letture creative o adattamenti amministrativi. In materia di immigrazione, dove l’ingresso e la permanenza sul territorio incidono su interessi pubblici rilevanti, la certezza del diritto viene prima di ogni tentativo di forzatura interpretativa.

Il messaggio che emerge è netto: il lavoro stagionale non può essere utilizzato come scorciatoia per stabilizzare il soggiorno in Italia. Le eventuali possibilità di permanenza devono essere quelle previste espressamente dall’ordinamento, come la conversione del titolo nei casi consentiti, e non soluzioni “di fatto” costruite a posteriori.

Questa decisione si inserisce in una giurisprudenza ormai consolidata e rappresenta un punto fermo per operatori del diritto, datori di lavoro e lavoratori stranieri. Continuare a confondere il lavoro stagionale con il lavoro ordinario significa alimentare aspettative destinate a essere smentite, con conseguenze spesso gravi sul piano personale e giuridico.

Il testo integrale della sentenza è disponibile nella pubblicazione su Calaméo al seguente link:
https://www.calameo.com/books/008079775493de16d3a2d

Avv. Fabio Loscerbo

Seasonal Work and Residence Permits: Italy’s Administrative Court Confirms the Limits of “Waiting for Employment”

 Seasonal Work and Residence Permits: Italy’s Administrative Court Confirms the Limits of “Waiting for Employment”

A recent ruling by the Regional Administrative Court of Emilia-Romagna has once again clarified a sensitive and often misunderstood aspect of Italian immigration law: foreign nationals who enter Italy with a seasonal work visa cannot obtain a residence permit for “waiting for employment” if the seasonal job does not materialise or comes to an end.

In its judgment of 5 February 2026 (no. 217), the Court examined a case involving a non-EU worker who had lawfully entered Italy on the basis of a seasonal work authorisation. After the employment relationship failed to be properly established, the applicant requested a residence permit allowing him to remain in Italy while seeking new employment. The public administration rejected the request, and the decision was challenged before the administrative court.

The ruling is clear and leaves little room for interpretative ambiguity. Italian law draws a sharp distinction between ordinary subordinate employment and seasonal work. While the legal framework allows foreign workers who lose a regular job to remain in Italy for a certain period in order to look for new employment, this possibility is expressly excluded for seasonal workers. The Court stressed that this exclusion is not accidental, but reflects the very nature of seasonal employment, which is temporary, cyclical and strictly linked to specific economic sectors.

According to the judges, when a seasonal employment relationship is not completed in accordance with the prescribed administrative procedure, the underlying authorisation and entry visa lose their legal effectiveness. In such circumstances, there is no legal basis for converting the seasonal status into a different type of residence permit. The “waiting for employment” permit, the Court explained, is not a corrective tool designed to remedy unsuccessful or incomplete procedures, but an exceptional mechanism operating only within the limits explicitly set by the legislature.

The judgment also addresses a recurring argument in immigration litigation: the reliance on ministerial circulars and administrative guidelines. While applicants often invoke these instruments to support more flexible interpretations, the Court reaffirmed a fundamental principle of administrative law. Circulars cannot override or extend statutory provisions, particularly where the law is clear and unambiguous. In the field of immigration, where access to and permanence on national territory are strictly regulated, interpretative flexibility cannot come at the expense of legal certainty and procedural coherence.

This decision fits squarely within a growing body of case law confirming a restrictive approach to seasonal work permits. Italian courts have consistently held that seasonal migration cannot be used as an indirect pathway to long-term residence or labour market stabilisation. Any possibility of remaining in Italy beyond the seasonal framework must be grounded in explicit legal provisions, such as those governing the conversion of residence permits, and cannot be achieved through administrative reinterpretation.

Beyond the individual case, the ruling has broader implications. It reinforces the idea that immigration systems depend on the strict observance of procedural rules, especially in areas closely connected to migration planning and quota mechanisms. At a time when labour migration remains a politically and socially sensitive issue across Europe, the judgment underscores the importance of maintaining clear legal boundaries between different forms of authorised stay.

The full text of the judgment is available in the Calaméo publication at the following link:
Clickable link: https://www.calameo.com/books/008079775493de16d3a2d
Plain link: https://www.calameo.com/books/008079775493de16d3a2d

Avv. Fabio Loscerbo

L’assenza dal territorio nazionale e il diniego del permesso di soggiorno: continuità del soggiorno e limiti della tutela amministrativa

 L’assenza dal territorio nazionale e il diniego del permesso di soggiorno: continuità del soggiorno e limiti della tutela amministrativa

Abstract
Il contributo analizza il rilievo giuridico dell’assenza dal territorio italiano nel corso di una procedura amministrativa in materia di immigrazione, con particolare riferimento al rinnovo del permesso di soggiorno. Muovendo dall’esame della normativa vigente e della più recente giurisprudenza amministrativa, il lavoro approfondisce il nesso tra continuità del soggiorno, regolarità dell’ingresso e permanenza dei requisiti richiesti per il titolo di soggiorno, evidenziando come l’assenza possa assumere valore dirimente ai fini del diniego.


Nel diritto dell’immigrazione, il tema dell’assenza dal territorio nazionale rappresenta uno snodo centrale, spesso sottovalutato nella prassi ma decisivo sul piano giuridico. La disciplina del permesso di soggiorno, infatti, non si esaurisce nella presentazione formale di un’istanza o nel rispetto dei termini procedimentali, ma presuppone la permanenza effettiva e continuativa dello straniero sul territorio dello Stato.

Il quadro normativo delineato dal Testo Unico sull’Immigrazione e dal relativo regolamento di attuazione costruisce il titolo di soggiorno come espressione di un rapporto giuridico che si fonda sulla presenza. L’ingresso regolare e la continuità del soggiorno non costituiscono meri presupposti iniziali, ma requisiti che devono permanere nel tempo. Ne consegue che l’interruzione del soggiorno, specie se prolungata o non assistita da un valido titolo di reingresso, incide direttamente sulla legittimità del rinnovo.

La giurisprudenza amministrativa ha progressivamente chiarito questo aspetto, affermando che l’assenza dall’Italia durante la pendenza di una procedura non è un fatto neutro. Al contrario, essa può determinare la perdita dei requisiti richiesti per il soggiorno e condurre a un diniego che assume natura sostanzialmente vincolata. In tali ipotesi, l’Amministrazione non è chiamata a una valutazione comparativa o discrezionale, ma prende atto del venir meno di un presupposto normativo essenziale.

Particolarmente significativa è la ricostruzione offerta da una recente pronuncia del giudice amministrativo, che ha ritenuto legittimo il rifiuto del rinnovo del permesso di soggiorno in presenza di un’assenza protratta all’estero e del mancato rientro nel periodo di validità del visto di reingresso. La decisione valorizza il principio secondo cui il titolo di soggiorno non può sopravvivere a una cesura del rapporto territoriale, poiché la continuità della presenza costituisce elemento strutturale della fattispecie.

Sotto il profilo procedimentale, tale impostazione produce conseguenze rilevanti anche in relazione alle garanzie partecipative. Quando il diniego discende automaticamente dal venir meno dei requisiti di ingresso e soggiorno, la giurisprudenza tende a qualificare il provvedimento come vincolato, ridimensionando l’incidenza di eventuali vizi procedimentali. Ciò rafforza ulteriormente il peso attribuito al dato fattuale dell’assenza, che finisce per assorbire ogni ulteriore profilo difensivo.

In termini sistematici, emerge una concezione rigorosa del soggiorno dello straniero, inteso come relazione giuridica dinamica ma ancorata alla presenza fisica sul territorio. L’assenza, soprattutto se non giustificata o non regolarizzata attraverso gli strumenti previsti dall’ordinamento, segna una discontinuità che l’ordinamento non è tenuto a colmare.

Da qui l’importanza, sul piano applicativo, di una valutazione preventiva e consapevole di ogni spostamento fuori dall’Italia durante una procedura amministrativa. Nel diritto dell’immigrazione, il fattore temporale e territoriale assume un valore che travalica la dimensione meramente fattuale, traducendosi in un vero e proprio criterio di legittimità del titolo di soggiorno.

Il presente contributo è pubblicato e consultabile integralmente su Calaméo al seguente link:
https://www.calameo.com/books/0080797759e6d98d60004


Avv. Fabio Loscerbo

Criminal Records and Residence Permit Refusals


 

New on TikTok: Permesso stagionale: se non segui la procedura, il permesso non arriva Benvenuti a un nuovo episodio del podcast Diritto dell’Immigrazione. Io sono l’avvocato Fabio Loscerbo e oggi affrontiamo un tema molto concreto, che riguarda migliaia di persone ogni anno: il permesso di soggiorno per lavoro subordinato stagionale e l’obbligo di rispettare integralmente la procedura amministrativa prevista dalla legge. Il permesso stagionale non è un titolo “flessibile”. È un permesso che nasce e vive dentro una procedura rigidamente scandita, che coinvolge lo Sportello Unico per l’Immigrazione, la Prefettura, il datore di lavoro e solo in una fase successiva la Questura. Saltare uno di questi passaggi significa, nella maggior parte dei casi, compromettere l’intera procedura. .Questo principio è stato ribadito in modo molto chiaro dal Tribunale Amministrativo Regionale per il Lazio, Sezione Prima Ter, con la sentenza pubblicata il 22 gennaio 2026, resa sul ricorso numero di ruolo generale 15944 del 2025tar roma permesso stagionale e … In quel caso, la Questura aveva dichiarato irricevibile una domanda di primo rilascio del permesso di soggiorno per lavoro subordinato stagionale, perché mancava un passaggio fondamentale: la sottoscrizione del contratto di soggiorno presso lo Sportello Unico. La ricorrente aveva tentato di presentare direttamente l’istanza in Questura, sostenendo che il mancato perfezionamento della procedura fosse imputabile al datore di lavoro. Il Tribunale è stato netto: la Questura ha agito correttamente, perché in presenza della mancanza del contratto di soggiorno il provvedimento di irricevibilità è un atto dovuto e vincolato. Non conta l’integrazione sociale, non conta l’esistenza di un nuovo lavoro, non conta nemmeno l’eventuale inerzia di altre amministrazioni. Se la procedura non è completata nel modo previsto dalla legge, il permesso non può essere rilasciato. La sentenza chiarisce anche un altro punto importante: se il problema è un ritardo o un’inerzia della Prefettura, la strada non è aggirare la procedura, ma attivare gli strumenti giuridici corretti, come il ricorso avverso il silenzio dell’amministrazione. Il messaggio è semplice, ma va detto con chiarezza: nel permesso stagionale la forma è sostanza. La procedura amministrativa non è un dettaglio burocratico, ma il presupposto stesso del diritto al soggiorno. Nei prossimi episodi continueremo ad analizzare casi concreti, perché nel diritto dell’immigrazione conoscere le regole, e rispettarle, fa davvero la differenza. A presto, su Diritto dell’Immigrazione.

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Seasonal Permit Conversion in Italy


 

domenica 15 febbraio 2026

New on TikTok: ⚠️ هل أنت مستعد لقواعد يونيو 2026؟ ⚠️ القانون الأوروبي سيتغير. طلب الحماية للحصول على تصريح إقامة للحماية الخاصة يجب أن يكون واضحًا، كاملاً، ومدعومًا بالأدلة. بدون: 🔸 إثبات السكن 🔸 علاقات اجتماعية موثقة 🔸 وعد عمل حقيقي وسجل شركة الخطر هو الرفض. التحضير الجيد هو الفرق بين القبول والرفض. 🎙️ حلقة جديدة الآن Diritto dell’Immigrazione Fabio Loscerbo #تنبيه_قانوني #حماية_خاصة #إقامة_أوروبا #الهجرة #إيطاليا

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New on TikTok: Seasonal Permit Conversion in Italy Converting a seasonal permit in Italy is not automatic. You must prove at least three months of real work and a valid job offer. Courts confirm: documentation and evidence are essential.

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New on TikTok: Welcome to a new episode of the Immigration Law podcast. My name is lawyer Fabio Loscerbo. Today we focus on SIS alerts, meaning alerts entered into the Schengen Information System, a topic that in practice has a decisive impact on freedom of movement, the right to re-enter Italy, and more generally on the legal status of foreign nationals. .The key question is this: what happens to an SIS alert when an expulsion order is annulled by a judge? The answer is not always what one might expect, and it is clearly explained by a recent judgment of the Regional Administrative Court of Campania, Seventh Section, published on 2 February 2026, judgment number 724 of 2026, issued in proceedings registered under general register number 2589 of 2025tar campagnia segnalazione sis In this case, a Justice of the Peace had annulled a prefectural expulsion decree. Following that decision, the Police Headquarters correctly cancelled the SIS alert linked to that specific decree. However, another alert remained in the databases, based not on the annulled prefectural measure, but on a criminal expulsion measure resulting from a final criminal conviction adopted several years earlier. The applicant therefore brought enforcement proceedings, arguing that the annulment of the expulsion should have resulted in the cancellation of all adverse SIS alerts. The Administrative Court rejected that argument and clarified a fundamental principle that must be stated plainly: the annulment of an expulsion order only affects the SIS alert that is legally based on that specific order. It does not invalidate, nor render ineffective, other alerts based on different legal grounds, such as an expulsion measure imposed as a consequence of a criminal conviction. In other words, the Schengen Information System is not a single, uniform entry. It is a system that may contain multiple alerts, each legally autonomous. Each alert stands or falls depending on its own legal basis. If that legal basis remains valid, the alert remains lawful. This point is crucial in legal practice. Obtaining the annulment of an expulsion does not automatically mean that the SIS position is fully cleared. It is always necessary to verify the concrete origin of the alert, to distinguish between administrative and criminal measures, and to assess whether any legal grounds are still in force. The judgment of the Regional Administrative Court of Campania makes it clear, without any ambiguity, that immigration law is built on legal stratification. Effective protection depends on legal precision, not on automatic assumptions. We will return to this topic, because SIS alerts remain one of the most delicate and least understood elements of the entire system. Thank you for listening, and see you in the next episode of the Immigration Law podcast.

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Antécédents pénaux et refus du titre de séjour


 

 

Conversión del permiso estacional en Italia


 

sabato 14 febbraio 2026

New on TikTok: 🚨🚨 تنبيه مهم 🚨🚨 اعتبارًا من يونيو 2026 ستدخل قواعد جديدة للاتحاد الأوروبي حيز التنفيذ. إذا كنت ترغب في تقديم طلب حماية للحصول على تصريح إقامة للحماية الخاصة، يجب أن يكون طلبك مُعدًا بشكل دقيق ومدعوم بالوثائق. ⚠️ بدون وثائق واضحة عن السكن ⚠️ بدون إثبات العلاقات الاجتماعية ⚠️ بدون وعد عمل حقيقي وسجل تجاري لصاحب العمل قد يتم رفض الطلب. لا تنتظر اللحظة الأخيرة. ابدأ في التحضير من الآن. 🎙️ حلقة جديدة من بودكاست Diritto dell’Immigrazione مع المحامي Fabio Loscerbo #حماية_خاصة #تصريح_إقامة #قوانين_أوروبا #الهجرة #إيطاليا

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New on TikTok: Permis saisonnier : sans respecter la procédure, le permis n’arrive pas Bienvenue dans un nouvel épisode du podcast Droit de l’Immigration. Je m’appelle Fabio Loscerbo, je suis avocat italien spécialisé en droit de l’immigration, et aujourd’hui je souhaite aborder une question très concrète et souvent mal comprise : le permis de séjour pour travail saisonnier et l’obligation de respecter strictement la procédure administrative prévue par la loi. Le permis saisonnier n’est pas un titre de séjour souple. C’est un permis qui existe uniquement à l’intérieur d’une procédure administrative rigoureusement encadrée. Cette procédure implique l’employeur, le guichet unique de l’immigration auprès de la Préfecture, et seulement dans un second temps la Questura, c’est-à-dire l’autorité de police compétente. Chaque étape doit être respectée dans l’ordre prévu. En sauter une seule peut suffire à faire échouer toute la demande. Ce principe a été clairement réaffirmé par une décision récente du Tribunal administratif régional du Latium, Première section ter, rendue en janvier 2026, dans une affaire inscrite au numéro de registre général 15944 de 2025. Dans cette affaire, la Questura avait déclaré irrecevable une demande de premier permis de séjour pour travail saisonnier, car une étape essentielle faisait défaut : la signature du contrat de séjour auprès du guichet unique pour l’immigration. La requérante avait tenté de déposer directement sa demande auprès de la Questura, en soutenant que l’inachèvement de la procédure était imputable à l’employeur. Le Tribunal a été très clair. En l’absence du contrat de séjour, la décision d’irrecevabilité constitue un acte administratif obligatoire et lié. L’administration n’a aucun pouvoir d’appréciation. L’intégration sociale, les liens personnels ou même l’existence d’une activité professionnelle ne peuvent pas être pris en compte si la procédure légale n’a pas été correctement suivie. La décision précise également un point fondamental : en cas d’inaction ou de retard de la Préfecture, il n’est pas possible de contourner la procédure. La seule voie correcte consiste à utiliser les instruments juridiques prévus par le droit administratif, notamment les recours contre le silence de l’administration. Le message est simple et mérite d’être répété : dans le cadre du permis saisonnier, la procédure est la substance même du droit. Les règles administratives ne sont pas de simples formalités, elles constituent le fondement juridique du droit au séjour. Nous continuerons à analyser des cas concrets comme celui-ci, car en droit de l’immigration, connaître les règles — et les respecter — fait toute la différence. À très bientôt pour un nouvel épisode du podcast Droit de l’Immigration.

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New on TikTok: Mirë se vini në një episod të ri të podcastit E Drejta e Emigracionit. Unë jam avokati Fabio Loscerbo. Sot flasim për sinjalizimin SIS, pra regjistrimin në Sistemin e Informacionit Shengen, një çështje që në praktikë ka pasoja shumë të rëndësishme mbi lirinë e lëvizjes, të drejtën për t’u rikthyer në Itali dhe, në përgjithësi, mbi statusin juridik të shtetasit të huaj. Pyetja kryesore është kjo: çfarë ndodh me një sinjalizim SIS kur një masë dëbimi anulohet nga një gjykatë? Përgjigjja nuk është gjithmonë e menjëhershme dhe sqarohet qartë nga një vendim i fundit i Gjykatës Administrative Rajonale të Kampanias, Seksioni i Shtatë, i publikuar më 2 shkurt 2026, vendimi numër 724 i vitit 2026, në çështjen e regjistruar me numër të regjistrit të përgjithshëm 2589 të vitit 2025. Në këtë rast, gjyqtari i paqes kishte anuluar një dekret prefektural dëbimi. Pas këtij anulimi, policia veproi në mënyrë korrekte duke fshirë sinjalizimin SIS të lidhur pikërisht me atë dekret. Megjithatë, në sistem mbeti një sinjalizim tjetër, i cili nuk bazohej në masën administrative të dëbimit të anuluar, por në një masë dëbimi me natyrë penale, që buronte nga një dënim penal i formës së prerë, i dhënë vite më parë. Personi i interesuar paraqiti një kërkesë për ekzekutimin e vendimit, duke pretenduar se anulimi i dëbimit duhej të sillte fshirjen e çdo sinjalizimi negativ. Gjykata Administrative Rajonale e hodhi poshtë këtë pretendim dhe sqaroi një parim themelor, që duhet thënë qartë: anulimi i një mase dëbimi prodhon efekte vetëm mbi sinjalizimin SIS që mbështetet juridikisht në atë masë konkrete. Ai nuk e bën të pavlefshëm dhe as të paefektshëm sinjalizime të tjera të bazuara në tituj të ndryshëm juridikë, siç janë masat e dëbimit të lidhura me një dënim penal. Me fjalë të tjera, Sistemi i Informacionit Shengen nuk është një regjistrim i vetëm dhe i përgjithshëm. Ai është një sistem që mund të përmbajë disa sinjalizime, secili prej tyre juridikisht i pavarur. Çdo sinjalizim qëndron ose bie në varësi të bazës së vet ligjore. Për sa kohë kjo bazë mbetet e vlefshme, sinjalizimi mbetet i ligjshëm. Ky është një aspekt thelbësor në praktikën juridike. Anulimi i një dëbimi nuk do të thotë automatikisht se pozicioni SIS i personit është pastruar plotësisht. Është gjithmonë e nevojshme të verifikohet origjina konkrete e sinjalizimit, të bëhet dallimi mes masave administrative dhe atyre penale, dhe të vlerësohet nëse ekzistojnë ende baza juridike në fuqi. Vendimi i Gjykatës Administrative Rajonale të Kampanias e bën të qartë, pa ekuivoke, se e drejta e emigracionit bazohet në shtresëzime juridike dhe se mbrojtja efektive e të drejtave varet nga saktësia ligjore, jo nga automatizmat. Do t’i rikthehemi sërish këtij temi, sepse sinjalizimi SIS mbetet një nga nyjet më delikate dhe më pak të kuptuara të gjithë sistemit. Faleminderit për dëgjimin dhe shihemi në episodin e ardhshëm të podcastit E Drejta e Emigracionit.

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New on TikTok: Seasonal Permit: If You Don’t Follow the Procedure, You Don’t Get the Permit Welcome to a new episode of the Immigration Law Podcast. My name is Fabio Loscerbo, and I am an Italian immigration lawyer. Today I want to talk about a very practical and often misunderstood issue: the seasonal work residence permit and the obligation to strictly comply with the administrative procedure required by law. The seasonal permit is not a flexible residence title. It is a permit that exists only within a clearly defined administrative framework. The procedure involves the employer, the Immigration Desk at the Prefecture, and only at a later stage the Police Headquarters. Each step must be completed in the correct order. Skipping even one of them can invalidate the entire application. This principle was clearly reaffirmed by a recent decision of the Regional Administrative Court of Lazio, First Ter Section, issued in January 2026, in a case registered under general register number 15944 of 2025. In that case, the Police Headquarters declared a first application for a seasonal work residence permit inadmissible because a key procedural step was missing: the signing of the residence contract at the Immigration Desk. The applicant had submitted the request directly to the Police, arguing that the failure to complete the procedure was attributable to the employer. The Court was unequivocal. In the absence of the residence contract, the decision of inadmissibility is a mandatory and bound administrative act. The Police have no discretion. Factors such as social integration, family ties, or even ongoing employment relationships are legally irrelevant if the statutory procedure has not been properly completed. The judgment also clarifies an important additional point. When the issue lies in a delay or inactivity by the Prefecture, the solution is not to bypass the procedure, but to activate the appropriate legal remedies provided by law, such as proceedings against administrative silence. The takeaway is simple and should not be underestimated: with seasonal permits, procedure is substance. Administrative rules are not mere formalities; they are the legal foundation of the right to stay. We will continue to analyse real cases like this, because in immigration law, knowing the rules — and respecting them — truly makes the difference. See you in the next episode of the Immigration Law Podcast.

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venerdì 13 febbraio 2026

New on TikTok: ⚠️ هل أنت مستعد لقواعد يونيو 2026؟ ⚠️ القانون الأوروبي سيتغير. طلب الحماية للحصول على تصريح إقامة للحماية الخاصة يجب أن يكون واضحًا، كاملاً، ومدعومًا بالأدلة. بدون: 🔸 إثبات السكن 🔸 علاقات اجتماعية موثقة 🔸 وعد عمل حقيقي وسجل شركة الخطر هو الرفض. التحضير الجيد هو الفرق بين القبول والرفض. 🎙️ حلقة جديدة الآن Diritto dell’Immigrazione Fabio Loscerbo #تنبيه_قانوني #حماية_خاصة #إقامة_أوروبا #الهجرة #إيطاليا

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New on TikTok: Minor residence permit: turning 18 Welcome to Diritto dell’Immigrazione, I’m avvocato Fabio Loscerbo. When a minor turns eighteen, the residence permit for minor age does not simply expire. Italian law allows its conversion, usually into a work or job-seeking permit. A recent decision of the Regional Administrative Court for Lombardy confirms that this is not a discretionary favour. The administration must complete the procedure correctly and cannot shift its duties onto the applicant. Turning eighteen should mean continuity, not exclusion.

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New on TikTok: Bienvenue dans un nouvel épisode du podcast Droit de l’Immigration. Je suis l’avocat Fabio Loscerbo. Aujourd’hui, nous abordons le thème du signalement SIS, c’est-à-dire l’inscription dans le Système d’Information Schengen, une question qui, dans la pratique, a des conséquences majeures sur la liberté de circulation, sur le droit de revenir en Italie et, plus largement, sur la situation juridique des ressortissants étrangers. La question centrale est la suivante : que devient un signalement SIS lorsqu’une mesure d’expulsion est annulée par un juge ? La réponse n’est pas toujours intuitive, et elle est clairement apportée par une décision récente du Tribunal administratif régional de la Campanie, septième section, publiée le 2 février 2026, décision numéro 724 de 2026, rendue dans une procédure inscrite au numéro de rôle général 2589 de 2025. Dans cette affaire, le juge de paix avait annulé un décret préfectoral d’expulsion. À la suite de cette annulation, la Questure a correctement procédé à la suppression du signalement SIS fondé sur ce décret précis. Toutefois, une autre inscription demeurait dans les bases de données, non pas liée à cette expulsion administrative annulée, mais fondée sur une mesure d’éloignement d’origine pénale, résultant d’une condamnation définitive prononcée plusieurs années auparavant. Le requérant a donc introduit un recours en exécution, soutenant que l’annulation de l’expulsion devait entraîner la suppression de tout signalement défavorable. Le Tribunal administratif régional a rejeté cette thèse et a affirmé un principe fondamental, qu’il faut dire sans détour : l’annulation d’une mesure d’expulsion ne produit d’effets que sur le signalement SIS qui repose juridiquement sur cette mesure précise. Elle n’entraîne pas l’inefficacité d’autres signalements fondés sur des titres différents, notamment sur une mesure d’éloignement prononcée à la suite d’une condamnation pénale. Autrement dit, le Système d’Information Schengen n’est pas une inscription unique et globale. Il s’agit d’un système composé de signalements juridiquement autonomes. Chaque signalement subsiste ou disparaît en fonction de son propre fondement légal. Tant que ce fondement demeure valable, le signalement reste légitime. C’est un point essentiel pour la pratique juridique. L’annulation d’une expulsion ne signifie pas automatiquement que la situation SIS est entièrement régularisée. Il est toujours nécessaire d’identifier l’origine exacte du signalement, de distinguer les mesures administratives des mesures pénales et de vérifier si des titres juridiques sont encore en vigueur. Cette décision du Tribunal administratif régional de la Campanie rappelle, de manière très claire, que le droit de l’immigration repose sur des superpositions normatives et que la protection effective des droits passe par la rigueur juridique, non par des automatismes. Nous reviendrons sur ce sujet, car le signalement SIS demeure l’un des aspects les plus délicats et les moins compris de tout le système. Merci de votre écoute et à très bientôt pour un nouvel épisode du podcast Droit de l’Immigration.

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Mevsimlik çalışma ve oturum izni: “iş bekleme” izninin mümkün olmadığı durumlar

 Mevsimlik çalışma ve oturum izni: “iş bekleme” izninin mümkün olmadığı durumlar


5 Şubat 2026 tarihli ve 217 sayılı kararıyla Emilia-Romagna Bölgesel İdare Mahkemesi, İtalya göç hukukunda sıkça yanlış anlaşılan önemli bir noktayı bir kez daha netleştirdi: mevsimlik çalışma vizesiyle İtalya’ya giren yabancıların “iş bekleme” amaçlı oturum izni alma hakkı bulunmamaktadır.


Dava, mevsimlik çalışma iznine dayanarak İtalya’ya yasal şekilde giriş yapan bir yabancı işçiyi konu alıyordu. Ancak çeşitli usule ilişkin nedenlerle çalışma ilişkisi, mevzuatın öngördüğü şekilde fiilen tamamlanamamıştı. Bunun üzerine ilgili kişi, İtalya’da kalmaya devam edebilmek ve yeni bir iş arayabilmek amacıyla “iş bekleme” oturum izni talebinde bulundu.


İdare bu talebi reddetti ve idare mahkemesi de bu reddi açık ve kesin bir biçimde hukuka uygun buldu.


Kararın temelinde, uygulamada sıklıkla göz ardı edilen önemli bir ayrım yer almaktadır. Mevsimlik çalışma, normal bağımlı çalışmadan farklı, kendine özgü bir hukuki rejime tabidir. İtalyan hukukunda, genel olarak bir işçinin işini kaybetmesi hâlinde belirli koşullar altında ülkede kalarak yeni bir iş aramasına izin verilebilir. Ancak bu kural mevsimlik çalışma için geçerli değildir.


Bu durum tesadüfi değildir. Mevsimlik çalışma, doğası gereği geçici olup belirli üretim dönemlerine ve sınırlı ekonomik sektörlere bağlıdır. Bu nedenle yasa koyucu, mevsimlik çalışanların “iş bekleme” oturum izninden yararlanmasını açıkça dışlamıştır. Mevsimlik iş ilişkisinin kurulmamış olması ya da sona ermesi hâlinde, giriş vizesi ve çalışma izni hukuki geçerliliğini kaybeder; dolayısıyla yasal ikamet için gerekli temel de ortadan kalkar.


Mahkemenin kararında dikkat çeken bir diğer nokta ise bakanlık genelgelerine ilişkin değerlendirmedir. Mahkeme, genelgelerin açık ve net kanun hükümlerini değiştiremeyeceğini veya genişletemeyeceğini bir kez daha vurgulamıştır. Göç hukuku alanında, ülkeye giriş ve ülkede kalma koşulları sıkı biçimde düzenlendiğinden, hukuki belirlilik ve usul kurallarına bağlılık genişletici yorumların önünde gelmektedir.


Bu kararın verdiği mesaj nettir: mevsimlik çalışma, İtalya’da kalıcı ya da daha istikrarlı bir ikamet statüsüne geçiş için dolaylı bir yol olarak kullanılamaz. Ülkede kalmaya ilişkin her türlü imkân, yalnızca kanunda açıkça öngörülen hâllere, örneğin oturum izninin dönüştürülmesine ilişkin hükümlere dayanmalıdır.


Söz konusu karar, artık yerleşik hâle gelmiş bir yargı içtihadının parçasıdır ve avukatlar, işverenler ile yabancı çalışanlar için önemli bir referans noktası oluşturmaktadır. Mevsimlik çalışma ile normal çalışma arasındaki farkın göz ardı edilmesi, hukuk sisteminin karşılayamayacağı beklentilerin doğmasına ve ciddi kişisel ve hukuki sonuçlara yol açmaktadır.


Kararın tam metni Calaméo’da yayımlanan çalışmada yer almaktadır:

https://www.calameo.com/books/008079775493de16d3a2d


Avv. Fabio Loscerbo

New on TikTok: Minor residence permit: what happens when you turn 18 Welcome to a new episode of the podcast Diritto dell’Immigrazione, I am avvocato Fabio Loscerbo. Today we talk about the residence permit for minors and what happens when the minor turns eighteen, in particular the conversion of the permit. This is a crucial moment, often mishandled in administrative practice, despite a clear legal framework. The residence permit issued for minor age is not a weak or temporary title. It is a fully valid permit, granted to protect a person who is legally considered vulnerable. Problems usually arise when the minor becomes an adult and applies for the conversion of the permit, typically into a permit for subordinate employment or for job seeking. On this issue, an important clarification comes from a recent decision of the Regional Administrative Court for Lombardy, Fourth Section, published on 28 January 2026, concerning a case registered under general register number 4060 of 2025. In that case, the police authority rejected the application for conversion, arguing that the opinion of the Directorate General for Immigration and Integration Policies of the Ministry of Labour had not been acquired. The Court reaffirmed a key principle: the duty to obtain that opinion lies with the administration, not with the applicant. Article 32 of the Italian Immigration Consolidated Act regulates the conversion of residence permits for unaccompanied minors and identifies two main situations: minors who have been placed under guardianship or entrusted to social services, and minors who have been included for at least two years in a social and civic integration project. In both cases, the administrative investigation must be carried out ex officio by the public authority. The ministerial opinion is mandatory, but not binding, and its absence cannot justify a refusal of the conversion request. The police authority must complete the procedure properly and then assess the applicant’s situation, including employment conditions. The message is clear: the conversion of a residence permit for minor age is not a discretionary favour, but the natural continuation of a protection and integration pathway. When the administration fails to conduct the required investigation, the refusal is unlawful and can be annulled by a court. This step is decisive, because from that conversion depends the possibility to work legally, to build a life project, and to remain lawfully in Italy. We will come back to this topic, because it goes to the heart of the future of immigration law. See you in the next episode.

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Seasonal Permit: Procedure Matters


 

Permis saisonnier : la procédure compte


 

New on TikTok: العنوان: تصريح الإقامة الموسمي: إذا لم تُحترم الإجراءات، فلن يصدر التصريح مرحبًا بكم في حلقة جديدة من بودكاست قانون الهجرة. اسمي فابيو لوسيربو، وأنا محامٍ إيطالي مختص في قانون الهجرة. في هذه الحلقة سأتناول مسألة عملية جدًا وغالبًا ما يُساء فهمها، وهي تصريح الإقامة للعمل الموسمي وضرورة الالتزام الصارم بالإجراءات الإدارية التي يفرضها القانون. تصريح الإقامة الموسمي ليس تصريحًا مرنًا. إنه تصريح لا يمكن أن يوجد إلا ضمن مسار إداري محدد بدقة وبصرامة. هذا المسار يشمل صاحب العمل، والمكتب الموحد للهجرة التابع للمحافظة، ولاحقًا فقط مقر الشرطة المختص. يجب احترام كل مرحلة بالترتيب الذي حدده القانون، وأي تجاوز أو إغفال لمرحلة واحدة قد يؤدي إلى فشل الطلب بالكامل. وقد أكدت هذا المبدأ بوضوح محكمة القضاء الإداري الإقليمية في لاتسيو، الدائرة الأولى – تير، في حكم صدر في شهر يناير 2026، في دعوى مقيدة تحت رقم القيد العام 15944 لسنة 2025. في تلك القضية، اعتبرت الشرطة أن طلب الحصول على تصريح إقامة أولي للعمل الموسمي غير مقبول، بسبب غياب خطوة أساسية، وهي توقيع عقد الإقامة لدى المكتب الموحد للهجرة. وكانت صاحبة الطلب قد تقدمت مباشرة إلى مقر الشرطة، مدعية أن عدم استكمال الإجراءات يعود إلى صاحب العمل. جاء موقف المحكمة واضحًا وحاسمًا. ففي غياب عقد الإقامة، يكون قرار عدم القبول إجراءً إداريًا إلزاميًا ومقيدًا، ولا تملك الإدارة أي سلطة تقديرية في هذا الشأن. ولا يمكن الأخذ في الاعتبار الاندماج الاجتماعي، أو العلاقات الشخصية، أو حتى وجود عمل فعلي، إذا لم تُستكمل الإجراءات القانونية بالشكل الصحيح. كما أوضح الحكم نقطة جوهرية أخرى: إذا كان الخلل ناتجًا عن تأخير أو تقاعس من جانب المحافظة، فلا يجوز تجاوز الإجراءات، بل يجب اللجوء إلى الوسائل القانونية المقررة، مثل الطعن بسبب سكوت الإدارة. الرسالة هنا بسيطة ويجب قولها بوضوح: في تصاريح الإقامة الموسمية، الإجراء هو جوهر الحق نفسه. فالقواعد الإدارية ليست مجرد شكليات، بل هي الأساس القانوني للحق في الإقامة. سنواصل في الحلقات القادمة تحليل حالات واقعية من هذا النوع، لأن معرفة القواعد — واحترامها — هي ما يصنع الفارق الحقيقي في قانون الهجرة. إلى اللقاء في حلقة جديدة من بودكاست قانون الهجرة.

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giovedì 12 febbraio 2026

New on TikTok: 📢 تحديث قانوني مهم 📢 في يونيو 2026 تدخل قواعد أوروبية جديدة حيز التنفيذ. طلبات الحماية من أجل الحصول على إقامة للحماية الخاصة ستُقيّم بدقة أكبر. يجب تقديم: ✔️ إثبات السكن ✔️ شهادات من أصدقاء أو معارف ✔️ وعد عمل مكتوب بشكل صحيح ✔️ سجل تجاري لصاحب العمل الملف الضعيف قد يُرفض. استعد من الآن. 🎙️ بودكاست Diritto dell’Immigrazione مع المحامي Fabio Loscerbo #قوانين_جديدة #إقامة_إيطاليا #الهجرة_إلى_إيطاليا #حماية #قانون

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New on TikTok: Permis de séjour pour mineur : à 18 ans Bienvenue sur Diritto dell’Immigrazione, je suis avvocato Fabio Loscerbo. Lorsqu’un mineur atteint l’âge de dix-huit ans, le permis de séjour pour mineur ne disparaît pas. La loi italienne prévoit sa conversion, notamment en permis de travail ou de recherche d’emploi. Une décision récente du tribunal administratif régional de Lombardie confirme qu’il ne s’agit pas d’une faveur discrétionnaire. L’administration doit mener la procédure correctement. À dix-huit ans, il doit y avoir continuité, pas exclusion.

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New on TikTok: Bienvenidos a un nuevo episodio del podcast Derecho de la Inmigración. Soy el abogado Fabio Loscerbo. Hoy nos centramos en la señalización SIS, es decir, la inscripción en el Sistema de Información Schengen, una cuestión que en la práctica tiene un impacto decisivo sobre la libertad de circulación, el derecho a regresar a Italia y, en general, sobre la situación jurídica de las personas extranjeras. La pregunta clave es la siguiente: ¿qué ocurre con una señalización SIS cuando una medida de expulsión es anulada por un juez? La respuesta no siempre es la que se espera, y queda claramente explicada en una reciente sentencia del Tribunal Administrativo Regional de Campania, Sección Séptima, publicada el 2 de febrero de 2026, sentencia número 724 de 2026, dictada en el procedimiento inscrito bajo el número de registro general 2589 de 2025. En este caso, el juez de paz había anulado un decreto prefecticio de expulsión. Como consecuencia de esa decisión, la Jefatura de Policía procedió correctamente a cancelar la señalización SIS vinculada a ese decreto concreto. Sin embargo, permanecía otra inscripción en las bases de datos, que no se basaba en la expulsión administrativa anulada, sino en una medida de expulsión de naturaleza penal, derivada de una condena penal firme dictada años antes. El recurrente promovió entonces un procedimiento de ejecución, sosteniendo que la anulación de la expulsión debía comportar la cancelación de cualquier señalización desfavorable. El Tribunal Administrativo Regional rechazó esta tesis y afirmó un principio fundamental que conviene expresar con claridad: la anulación de una medida de expulsión solo produce efectos respecto de la señalización SIS que se fundamenta jurídicamente en esa medida concreta. No invalida ni deja sin efecto otras señalizaciones basadas en títulos distintos, como una medida de expulsión impuesta a raíz de una condena penal. En otras palabras, el Sistema de Información Schengen no es una anotación única y homogénea. Es un sistema que puede contener varias señalizaciones, cada una jurídicamente autónoma. Cada señalización subsiste o desaparece en función de su propio fundamento legal. Mientras ese fundamento siga siendo válido, la señalización continúa siendo legítima. Este punto es esencial en la práctica jurídica. La anulación de una expulsión no implica automáticamente que la situación SIS quede completamente regularizada. Siempre es necesario verificar el origen concreto de la señalización, distinguir entre medidas administrativas y penales, y comprobar si siguen existiendo títulos jurídicos eficaces. La sentencia del Tribunal Administrativo Regional de Campania deja claro, sin rodeos, que el derecho de la inmigración se construye sobre estratificaciones jurídicas y que la tutela efectiva depende de la precisión legal, no de automatismos. Volveremos sobre este tema, porque la señalización SIS sigue siendo uno de los aspectos más delicados y menos comprendidos de todo el sistema. Gracias por escucharnos y hasta el próximo episodio del podcast Derecho de la Inmigración.

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New on TikTok: تصريح الإقامة للقاصرين: ماذا يحدث عند بلوغ 18 عامًا مرحبًا بكم في حلقة جديدة من بودكاست Diritto dell’Immigrazione، أنا avvocato Fabio Loscerbo. اليوم نتحدث عن تصريح الإقامة للقاصرين، وما الذي يحدث عندما يبلغ القاصر سن الثامنة عشرة، وبشكل خاص عن تحويل التصريح. هذه مرحلة حاسمة، وغالبًا ما تُدار بشكل غير صحيح في الممارسة الإدارية، رغم أن الإطار القانوني واضح. تصريح الإقامة الممنوح بسبب صِغَر السن ليس تصريحًا ضعيفًا أو مؤقتًا. إنه تصريح كامل الأثر القانوني، يهدف إلى حماية شخص يعتبره القانون في وضع هش. المشكلة تظهر عادة عند بلوغ القاصر سن الرشد وتقديمه طلب تحويل التصريح، غالبًا إلى تصريح إقامة للعمل أو للبحث عن عمل. في هذا السياق، صدرت مؤخرًا حكم مهم عن Tribunale Amministrativo Regionale per la Lombardia، الدائرة الرابعة، نُشر بتاريخ 28 يناير 2026، ويتعلق بقضية مسجلة تحت رقم القيد العام 4060 لسنة 2025. في هذه القضية، رفضت جهة الشرطة طلب التحويل بحجة عدم الحصول على رأي الإدارة العامة للهجرة وسياسات الاندماج التابعة لوزارة العمل. وقد أكدت المحكمة مبدأً أساسيًا: مسؤولية الحصول على هذا الرأي تقع على عاتق الإدارة، وليس على مقدم الطلب. تنص المادة 32 من قانون الهجرة الإيطالي الموحد على حالتين رئيسيتين: القاصرون الخاضعون للوصاية أو المودَعون لدى الخدمات الاجتماعية، والقاصرون الذين شاركوا لمدة لا تقل عن سنتين في مشروع اندماج اجتماعي ومدني. وفي كلتا الحالتين، يجب على الإدارة إجراء التحقيق الإداري من تلقاء نفسها. الرأي الوزاري إلزامي، لكنه غير مُلزِم، ولا يمكن أن يؤدي غيابه وحده إلى رفض طلب التحويل. يتعين على الإدارة استكمال الإجراءات بشكل صحيح، ثم تقييم الوضع الفعلي لمقدم الطلب، بما في ذلك وضعه المهني. الرسالة واضحة: تحويل تصريح الإقامة للقاصرين ليس منحة تقديرية، بل هو الامتداد الطبيعي لمسار حماية واندماج. وعندما لا تحترم الإدارة الإجراءات القانونية، يكون قرار الرفض غير مشروع ويمكن الطعن فيه أمام القضاء. هذه مرحلة مفصلية، لأن التحويل يترتب عليه الحق في العمل بشكل قانوني، وبناء مشروع حياة، والبقاء في إيطاليا بصورة نظامية. إلى اللقاء في الحلقة القادمة.

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Permiso estacional: el procedimiento importa


 

New on TikTok: Permis saisonnier : sans respecter la procédure, le permis n’arrive pas Bienvenue dans un nouvel épisode du podcast Droit de l’Immigration. Je m’appelle Fabio Loscerbo, je suis avocat italien spécialisé en droit de l’immigration, et aujourd’hui je souhaite aborder une question très concrète et souvent mal comprise : le permis de séjour pour travail saisonnier et l’obligation de respecter strictement la procédure administrative prévue par la loi. Le permis saisonnier n’est pas un titre de séjour souple. C’est un permis qui existe uniquement à l’intérieur d’une procédure administrative rigoureusement encadrée. Cette procédure implique l’employeur, le guichet unique de l’immigration auprès de la Préfecture, et seulement dans un second temps la Questura, c’est-à-dire l’autorité de police compétente. Chaque étape doit être respectée dans l’ordre prévu. En sauter une seule peut suffire à faire échouer toute la demande. Ce principe a été clairement réaffirmé par une décision récente du Tribunal administratif régional du Latium, Première section ter, rendue en janvier 2026, dans une affaire inscrite au numéro de registre général 15944 de 2025. Dans cette affaire, la Questura avait déclaré irrecevable une demande de premier permis de séjour pour travail saisonnier, car une étape essentielle faisait défaut : la signature du contrat de séjour auprès du guichet unique pour l’immigration. La requérante avait tenté de déposer directement sa demande auprès de la Questura, en soutenant que l’inachèvement de la procédure était imputable à l’employeur. Le Tribunal a été très clair. En l’absence du contrat de séjour, la décision d’irrecevabilité constitue un acte administratif obligatoire et lié. L’administration n’a aucun pouvoir d’appréciation. L’intégration sociale, les liens personnels ou même l’existence d’une activité professionnelle ne peuvent pas être pris en compte si la procédure légale n’a pas été correctement suivie. La décision précise également un point fondamental : en cas d’inaction ou de retard de la Préfecture, il n’est pas possible de contourner la procédure. La seule voie correcte consiste à utiliser les instruments juridiques prévus par le droit administratif, notamment les recours contre le silence de l’administration. Le message est simple et mérite d’être répété : dans le cadre du permis saisonnier, la procédure est la substance même du droit. Les règles administratives ne sont pas de simples formalités, elles constituent le fondement juridique du droit au séjour. Nous continuerons à analyser des cas concrets comme celui-ci, car en droit de l’immigration, connaître les règles — et les respecter — fait toute la différence. À très bientôt pour un nouvel épisode du podcast Droit de l’Immigration.

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mercoledì 11 febbraio 2026

New on TikTok: 🚨🚨 تنبيه مهم 🚨🚨 اعتبارًا من يونيو 2026 ستدخل قواعد جديدة للاتحاد الأوروبي حيز التنفيذ. إذا كنت ترغب في تقديم طلب حماية للحصول على تصريح إقامة للحماية الخاصة، يجب أن يكون طلبك مُعدًا بشكل دقيق ومدعوم بالوثائق. ⚠️ بدون وثائق واضحة عن السكن ⚠️ بدون إثبات العلاقات الاجتماعية ⚠️ بدون وعد عمل حقيقي وسجل تجاري لصاحب العمل قد يتم رفض الطلب. لا تنتظر اللحظة الأخيرة. ابدأ في التحضير من الآن. 🎙️ حلقة جديدة من بودكاست Diritto dell’Immigrazione مع المحامي Fabio Loscerbo #حماية_خاصة #تصريح_إقامة #قوانين_أوروبا #الهجرة #إيطاليا

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New on TikTok: Permiso de residencia para menores: a los 18 años Bienvenidos a Diritto dell’Immigrazione, soy avvocato Fabio Loscerbo. Cuando un menor cumple dieciocho años, el permiso de residencia por minoría de edad no desaparece. La ley italiana permite su conversión, normalmente en un permiso de trabajo o de búsqueda de empleo. Una reciente decisión del tribunal administrativo regional de Lombardía confirma que no es una concesión discrecional. La administración debe gestionar correctamente el procedimiento. Cumplir 18 años debe significar continuidad, no exclusión.

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New on TikTok: مرحبًا بكم في بودكاست قانون الهجرة. أنا المحامي فابيو لوتشيربو. حكم إداري إيطالي حديث أكد مبدأً واضحًا: إلغاء قرار الطرد يؤدي فقط إلى حذف إشارة SIS المرتبطة بذلك القرار تحديدًا. أما الإشارات الأخرى، مثل تلك المبنية على أحكام جنائية، فتبقى سارية ما دام أساسها القانوني قائمًا. تمييز جوهري في التطبيق العملي. تابع هذه الصفحة لمزيد من التحليلات في قانون الهجرة.

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العمل الموسمي وتصريح الإقامة: القضاء الإداري الإيطالي يؤكد حدود “الإقامة بانتظار العمل”

 العمل الموسمي وتصريح الإقامة: القضاء الإداري الإيطالي يؤكد حدود “الإقامة بانتظار العمل”

أصدر المحكمة الإدارية الإقليمية لإميليا‑رومانيا حكماً مهماً يوضح أحد الجوانب الأكثر إشكالية في قانون الهجرة الإيطالي، مؤكداً أن الأجنبي الذي يدخل إيطاليا بتأشيرة عمل موسمي لا يحق له الحصول على تصريح إقامة “بانتظار العمل” في حال عدم استكمال علاقة العمل الموسمي أو انتهائها.

في حكمه الصادر بتاريخ 5 فبراير 2026 (رقم 217)، نظرَت المحكمة في طعنٍ قدّمه عامل من خارج الاتحاد الأوروبي كان قد دخل الأراضي الإيطالية بشكل قانوني استناداً إلى تصريح عمل موسمي. وبعد عدم إتمام عقد العمل وفق الإجراءات المقررة، تقدّم بطلب للحصول على تصريح إقامة يتيح له البقاء في إيطاليا والبحث عن فرصة عمل جديدة. غير أن الإدارة رفضت الطلب، وهو ما أيدته المحكمة الإدارية.

وأوضحت المحكمة أن التشريع الإيطالي يميّز بشكل واضح بين العمل المأجور العادي والعمل الموسمي. ففي الحالة الأولى، قد يترتب على فقدان العمل منح تصريح إقامة مؤقت للبحث عن عمل جديد، بينما يستبعد القانون صراحةً هذا الاحتمال في حالة العمل الموسمي. ويرجع هذا الاستبعاد، بحسب المحكمة، إلى الطبيعة الخاصة للعمل الموسمي، الذي يتميز بكونه مؤقتاً ودورياً ومرتبطاً بقطاعات اقتصادية محددة.

كما شدّد القضاة على أن عدم إتمام عقد العمل الموسمي يؤدي إلى فقدان تأشيرة الدخول وتصريح العمل لفعاليتهما القانونية. وفي مثل هذه الحالة، لا يوجد أي أساس قانوني لتحويل وضع الإقامة الموسمية إلى نوع آخر من تصاريح الإقامة. فتصريح “الإقامة بانتظار العمل” لا يُعد وسيلة لتصحيح إجراءات إدارية لم تكتمل أو لم تنجح، بل هو آلية استثنائية لا تعمل إلا ضمن الحدود التي يحددها القانون صراحةً.

وتناول الحكم أيضاً مسألة الاعتماد على التعاميم والبلاغات الوزارية، حيث أكدت المحكمة أن هذه الأدوات الإدارية لا يمكنها تعديل النصوص القانونية أو توسيع نطاقها عندما يكون القانون واضحاً. وفي مجال الهجرة، الذي يخضع لشروط دقيقة فيما يتعلق بالدخول والإقامة، فإن مبدأ اليقين القانوني واحترام الإجراءات الإدارية يتقدمان على أي تفسير توسعي.

ويأتي هذا الحكم في إطار اتجاه قضائي مستقر يرفض استخدام العمل الموسمي كطريق غير مباشر لتثبيت الإقامة. فأي إمكانية للبقاء في إيطاليا خارج إطار العمل الموسمي يجب أن تستند حصراً إلى نصوص قانونية صريحة، مثل القواعد المنظمة لتحويل تصاريح الإقامة، ولا يمكن أن تقوم على حلول إدارية مرنة.

وبعيداً عن وقائع القضية محل النزاع، يؤكد حكم المحكمة الإدارية الإقليمية لإميليا-رومانيا أهمية الالتزام الصارم بالقواعد الإجرائية في إدارة الهجرة لأسباب تتعلق بالعمل. وفي سياق أوروبي يشهد نقاشاً متزايداً حول الهجرة، يبرز هذا القرار ضرورة الحفاظ على حدود واضحة بين أشكال الهجرة العمالية المختلفة.

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Avv. Fabio Loscerbo

Il lavoro stagionale e il permesso di soggiorno per attesa occupazione: conferme giurisprudenziali e limiti strutturali del sistema

 Il lavoro stagionale e il permesso di soggiorno per attesa occupazione: conferme giurisprudenziali e limiti strutturali del sistema

La sentenza del Tribunale Amministrativo Regionale per l’Emilia-Romagna, Sezione Prima, depositata il 5 febbraio 2026 (n. 217), offre un’ulteriore occasione di riflessione su un tema che continua a presentare rilevanti criticità applicative nel diritto dell’immigrazione: la possibilità, o meglio l’impossibilità, di riconoscere il permesso di soggiorno per attesa occupazione in favore del lavoratore straniero entrato in Italia con visto per lavoro stagionale.

La vicenda esaminata dal giudice amministrativo prende le mosse dal diniego opposto dall’Amministrazione al rilascio di un permesso per attesa occupazione richiesto da uno straniero che, pur avendo fatto ingresso regolare sul territorio nazionale, non aveva potuto consolidare il rapporto di lavoro stagionale per il quale era stato rilasciato il nulla osta. A fronte di tale situazione, il ricorrente aveva invocato l’applicazione dell’art. 22, comma 11, del d.lgs. 286/1998, nonché una lettura sistematica orientata ai principi di buona fede, collaborazione e tutela dell’affidamento, facendo leva anche su alcune circolari ministeriali.

Il TAR Emilia-Romagna respinge il ricorso, muovendo da un dato che la prassi amministrativa e una parte del contenzioso tendono talvolta a sottovalutare: il lavoro stagionale costituisce una fattispecie autonoma, disciplinata da regole speciali e derogatorie rispetto al lavoro subordinato ordinario. L’art. 24 del Testo Unico, nel richiamare l’art. 22, esclude in modo espresso l’applicabilità del comma 11, vale a dire proprio della norma che disciplina il permesso di soggiorno per attesa occupazione. Tale esclusione non è occasionale né meramente formale, ma risponde alla logica strutturale del lavoro stagionale, che è per definizione temporaneo, ciclico e funzionale a specifiche esigenze settoriali.

In questo quadro, il Collegio chiarisce che la mancata instaurazione o il mancato perfezionamento del rapporto di lavoro stagionale determina la perdita di efficacia del nulla osta e del visto di ingresso, con la conseguenza che non vi è spazio per una “trasformazione” del titolo di soggiorno in un permesso per attesa occupazione. Il permesso per attesa occupazione, infatti, non è configurabile come uno strumento di sanatoria o di riequilibrio ex post di una procedura non andata a buon fine, ma opera esclusivamente nei limiti rigorosi fissati dal legislatore.

Particolarmente significativa è la posizione assunta dal TAR in ordine al ruolo delle circolari ministeriali. La sentenza ribadisce un principio di metodo che assume valore sistemico: le circolari non possono ampliare l’ambito applicativo di istituti espressamente delimitati dalla legge, né possono derogare a una previsione primaria chiara ed inequivoca. In altri termini, la funzione interpretativa e organizzativa dell’atto amministrativo interno incontra un limite invalicabile nel dato normativo, soprattutto in un settore – quale quello dell’immigrazione – caratterizzato da una forte tipizzazione delle fattispecie e da un equilibrio delicato tra interessi individuali e interessi pubblici.

La decisione si inserisce così in un orientamento giurisprudenziale ormai consolidato, che tende a escludere soluzioni elastiche in materia di lavoro stagionale e a riaffermare la necessità di un rigoroso rispetto delle procedure di ingresso e soggiorno. In tale prospettiva, il lavoro stagionale non può essere utilizzato come canale indiretto di stabilizzazione del soggiorno, né può essere assimilato, sul piano degli effetti giuridici, al lavoro subordinato ordinario. Gli eventuali percorsi di permanenza devono essere ricercati esclusivamente all’interno delle ipotesi espressamente previste dal legislatore, come la conversione del titolo nei casi e nei limiti consentiti.

La sentenza del TAR Emilia-Romagna del 5 febbraio 2026 assume dunque un rilievo che va oltre il caso concreto. Essa conferma un’impostazione rigorosa, ma coerente con l’assetto normativo vigente, e contribuisce a delimitare con chiarezza l’ambito operativo del permesso di soggiorno per attesa occupazione, evitando letture espansive che rischierebbero di compromettere la tenuta complessiva del sistema dei flussi e delle quote di ingresso.

Il testo integrale della sentenza è consultabile nella pubblicazione disponibile su Calaméo, al seguente link:
https://www.calameo.com/books/008079775493de16d3a2d

Avv. Fabio Loscerbo

New on TikTok: Minor residence permit: what happens when you turn 18 Welcome to a new episode of the podcast Diritto dell’Immigrazione, I am avvocato Fabio Loscerbo. Today we talk about the residence permit for minors and what happens when the minor turns eighteen, in particular the conversion of the permit. This is a crucial moment, often mishandled in administrative practice, despite a clear legal framework. The residence permit issued for minor age is not a weak or temporary title. It is a fully valid permit, granted to protect a person who is legally considered vulnerable. Problems usually arise when the minor becomes an adult and applies for the conversion of the permit, typically into a permit for subordinate employment or for job seeking. On this issue, an important clarification comes from a recent decision of the Regional Administrative Court for Lombardy, Fourth Section, published on 28 January 2026, concerning a case registered under general register number 4060 of 2025. In that case, the police authority rejected the application for conversion, arguing that the opinion of the Directorate General for Immigration and Integration Policies of the Ministry of Labour had not been acquired. The Court reaffirmed a key principle: the duty to obtain that opinion lies with the administration, not with the applicant. Article 32 of the Italian Immigration Consolidated Act regulates the conversion of residence permits for unaccompanied minors and identifies two main situations: minors who have been placed under guardianship or entrusted to social services, and minors who have been included for at least two years in a social and civic integration project. In both cases, the administrative investigation must be carried out ex officio by the public authority. The ministerial opinion is mandatory, but not binding, and its absence cannot justify a refusal of the conversion request. The police authority must complete the procedure properly and then assess the applicant’s situation, including employment conditions. The message is clear: the conversion of a residence permit for minor age is not a discretionary favour, but the natural continuation of a protection and integration pathway. When the administration fails to conduct the required investigation, the refusal is unlawful and can be annulled by a court. This step is decisive, because from that conversion depends the possibility to work legally, to build a life project, and to remain lawfully in Italy. We will come back to this topic, because it goes to the heart of the future of immigration law. See you in the next episode.

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New on TikTok: Permis saisonnier : la procédure compte Le permis de travail saisonnier n’est pas flexible. Si la procédure administrative n’est pas respectée étape par étape, le permis ne sera pas délivré. Une décision récente du Tribunal administratif régional du Latium l’a confirmé clairement : sans la signature du contrat de séjour au guichet unique, l’administration doit rejeter la demande. En matière de permis saisonnier, la procédure n’est pas de la bureaucratie — c’est le droit.

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martedì 10 febbraio 2026

New on TikTok: 🚨🚨 Alerte importante 🚨🚨 À partir de juin 2026, de nouvelles règles de l’Union européenne entreront en vigueur. Si vous souhaitez déposer une demande de protection pour obtenir un titre de séjour pour protection spéciale, votre dossier doit être préparé avec soin et accompagné de documents. ⚠️ Pas de preuve de logement ⚠️ Pas de preuves des relations sociales ⚠️ Pas de promesse d’embauche correcte ni d’extrait du registre du commerce La demande peut être refusée. N’attendez pas la dernière minute. Commencez à préparer votre dossier dès maintenant. 🎙️ Nouvel épisode du podcast Diritto dell’Immigrazione avec maître Fabio Loscerbo #ProtectionSpéciale #TitreDeSéjour #DroitDesÉtrangers #Immigration #Italie

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New on TikTok: 🚨🚨 تنبيه مهم 🚨🚨 اعتبارًا من يونيو 2026 ستدخل قواعد جديدة للاتحاد الأوروبي حيز التنفيذ. إذا كنت ترغب في تقديم طلب حماية للحصول على تصريح إقامة للحماية الخاصة، يجب أن يكون طلبك مُعدًا بشكل دقيق ومدعوم بالوثائق. ⚠️ بدون وثائق واضحة عن السكن ⚠️ بدون إثبات العلاقات الاجتماعية ⚠️ بدون وعد عمل حقيقي وسجل تجاري لصاحب العمل قد يتم رفض الطلب. لا تنتظر اللحظة الأخيرة. ابدأ في التحضير من الآن. 🎙️ حلقة جديدة من بودكاست Diritto dell’Immigrazione مع المحامي Fabio Loscerbo #حماية_خاصة #تصريح_إقامة #قوانين_أوروبا #الهجرة #إيطاليا

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New on TikTok: Seasonal Permit: Procedure Matters Seasonal work permits are not flexible. If the administrative procedure is not followed step by step, the permit will not be issued. A recent decision by the Regional Administrative Court of Lazio confirms it clearly: without signing the residence contract at the Immigration Desk, the Police must reject the application. In seasonal permits, procedure is not bureaucracy — it is the law.

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Signalement SIS : une clarification essentielle


 

إشارات SIS: توضيح قانوني أساسي


 

New on TikTok: Bienvenidos al podcast Derecho de la Inmigración. Soy el abogado Fabio Loscerbo. Una reciente decisión de la justicia administrativa italiana establece un principio claro: la anulación de una expulsión solo implica la eliminación de la señalización SIS basada en esa medida concreta. Otras señalizaciones, por ejemplo las derivadas de condenas penales, siguen siendo válidas si su base legal permanece. Una distinción fundamental en la práctica. Sigue esta página para más contenidos sobre derecho de la inmigración.

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