mercoledì 11 febbraio 2026

New on TikTok: 🚨🚨 تنبيه مهم 🚨🚨 اعتبارًا من يونيو 2026 ستدخل قواعد جديدة للاتحاد الأوروبي حيز التنفيذ. إذا كنت ترغب في تقديم طلب حماية للحصول على تصريح إقامة للحماية الخاصة، يجب أن يكون طلبك مُعدًا بشكل دقيق ومدعوم بالوثائق. ⚠️ بدون وثائق واضحة عن السكن ⚠️ بدون إثبات العلاقات الاجتماعية ⚠️ بدون وعد عمل حقيقي وسجل تجاري لصاحب العمل قد يتم رفض الطلب. لا تنتظر اللحظة الأخيرة. ابدأ في التحضير من الآن. 🎙️ حلقة جديدة من بودكاست Diritto dell’Immigrazione مع المحامي Fabio Loscerbo #حماية_خاصة #تصريح_إقامة #قوانين_أوروبا #الهجرة #إيطاليا

https://ift.tt/1CG9ftV

New on TikTok: Permiso de residencia para menores: a los 18 años Bienvenidos a Diritto dell’Immigrazione, soy avvocato Fabio Loscerbo. Cuando un menor cumple dieciocho años, el permiso de residencia por minoría de edad no desaparece. La ley italiana permite su conversión, normalmente en un permiso de trabajo o de búsqueda de empleo. Una reciente decisión del tribunal administrativo regional de Lombardía confirma que no es una concesión discrecional. La administración debe gestionar correctamente el procedimiento. Cumplir 18 años debe significar continuidad, no exclusión.

https://ift.tt/xXl5dye

New on TikTok: مرحبًا بكم في بودكاست قانون الهجرة. أنا المحامي فابيو لوتشيربو. حكم إداري إيطالي حديث أكد مبدأً واضحًا: إلغاء قرار الطرد يؤدي فقط إلى حذف إشارة SIS المرتبطة بذلك القرار تحديدًا. أما الإشارات الأخرى، مثل تلك المبنية على أحكام جنائية، فتبقى سارية ما دام أساسها القانوني قائمًا. تمييز جوهري في التطبيق العملي. تابع هذه الصفحة لمزيد من التحليلات في قانون الهجرة.

https://ift.tt/qGZPV2O

العمل الموسمي وتصريح الإقامة: القضاء الإداري الإيطالي يؤكد حدود “الإقامة بانتظار العمل”

 العمل الموسمي وتصريح الإقامة: القضاء الإداري الإيطالي يؤكد حدود “الإقامة بانتظار العمل”

أصدر المحكمة الإدارية الإقليمية لإميليا‑رومانيا حكماً مهماً يوضح أحد الجوانب الأكثر إشكالية في قانون الهجرة الإيطالي، مؤكداً أن الأجنبي الذي يدخل إيطاليا بتأشيرة عمل موسمي لا يحق له الحصول على تصريح إقامة “بانتظار العمل” في حال عدم استكمال علاقة العمل الموسمي أو انتهائها.

في حكمه الصادر بتاريخ 5 فبراير 2026 (رقم 217)، نظرَت المحكمة في طعنٍ قدّمه عامل من خارج الاتحاد الأوروبي كان قد دخل الأراضي الإيطالية بشكل قانوني استناداً إلى تصريح عمل موسمي. وبعد عدم إتمام عقد العمل وفق الإجراءات المقررة، تقدّم بطلب للحصول على تصريح إقامة يتيح له البقاء في إيطاليا والبحث عن فرصة عمل جديدة. غير أن الإدارة رفضت الطلب، وهو ما أيدته المحكمة الإدارية.

وأوضحت المحكمة أن التشريع الإيطالي يميّز بشكل واضح بين العمل المأجور العادي والعمل الموسمي. ففي الحالة الأولى، قد يترتب على فقدان العمل منح تصريح إقامة مؤقت للبحث عن عمل جديد، بينما يستبعد القانون صراحةً هذا الاحتمال في حالة العمل الموسمي. ويرجع هذا الاستبعاد، بحسب المحكمة، إلى الطبيعة الخاصة للعمل الموسمي، الذي يتميز بكونه مؤقتاً ودورياً ومرتبطاً بقطاعات اقتصادية محددة.

كما شدّد القضاة على أن عدم إتمام عقد العمل الموسمي يؤدي إلى فقدان تأشيرة الدخول وتصريح العمل لفعاليتهما القانونية. وفي مثل هذه الحالة، لا يوجد أي أساس قانوني لتحويل وضع الإقامة الموسمية إلى نوع آخر من تصاريح الإقامة. فتصريح “الإقامة بانتظار العمل” لا يُعد وسيلة لتصحيح إجراءات إدارية لم تكتمل أو لم تنجح، بل هو آلية استثنائية لا تعمل إلا ضمن الحدود التي يحددها القانون صراحةً.

وتناول الحكم أيضاً مسألة الاعتماد على التعاميم والبلاغات الوزارية، حيث أكدت المحكمة أن هذه الأدوات الإدارية لا يمكنها تعديل النصوص القانونية أو توسيع نطاقها عندما يكون القانون واضحاً. وفي مجال الهجرة، الذي يخضع لشروط دقيقة فيما يتعلق بالدخول والإقامة، فإن مبدأ اليقين القانوني واحترام الإجراءات الإدارية يتقدمان على أي تفسير توسعي.

ويأتي هذا الحكم في إطار اتجاه قضائي مستقر يرفض استخدام العمل الموسمي كطريق غير مباشر لتثبيت الإقامة. فأي إمكانية للبقاء في إيطاليا خارج إطار العمل الموسمي يجب أن تستند حصراً إلى نصوص قانونية صريحة، مثل القواعد المنظمة لتحويل تصاريح الإقامة، ولا يمكن أن تقوم على حلول إدارية مرنة.

وبعيداً عن وقائع القضية محل النزاع، يؤكد حكم المحكمة الإدارية الإقليمية لإميليا-رومانيا أهمية الالتزام الصارم بالقواعد الإجرائية في إدارة الهجرة لأسباب تتعلق بالعمل. وفي سياق أوروبي يشهد نقاشاً متزايداً حول الهجرة، يبرز هذا القرار ضرورة الحفاظ على حدود واضحة بين أشكال الهجرة العمالية المختلفة.

النص الكامل للحكم متاح في النشر على منصة Calaméo عبر الرابط التالي:
الرابط القابل للنقر: https://www.calameo.com/books/008079775493de16d3a2d
الرابط النصي: https://www.calameo.com/books/008079775493de16d3a2d

Avv. Fabio Loscerbo

Il lavoro stagionale e il permesso di soggiorno per attesa occupazione: conferme giurisprudenziali e limiti strutturali del sistema

 Il lavoro stagionale e il permesso di soggiorno per attesa occupazione: conferme giurisprudenziali e limiti strutturali del sistema

La sentenza del Tribunale Amministrativo Regionale per l’Emilia-Romagna, Sezione Prima, depositata il 5 febbraio 2026 (n. 217), offre un’ulteriore occasione di riflessione su un tema che continua a presentare rilevanti criticità applicative nel diritto dell’immigrazione: la possibilità, o meglio l’impossibilità, di riconoscere il permesso di soggiorno per attesa occupazione in favore del lavoratore straniero entrato in Italia con visto per lavoro stagionale.

La vicenda esaminata dal giudice amministrativo prende le mosse dal diniego opposto dall’Amministrazione al rilascio di un permesso per attesa occupazione richiesto da uno straniero che, pur avendo fatto ingresso regolare sul territorio nazionale, non aveva potuto consolidare il rapporto di lavoro stagionale per il quale era stato rilasciato il nulla osta. A fronte di tale situazione, il ricorrente aveva invocato l’applicazione dell’art. 22, comma 11, del d.lgs. 286/1998, nonché una lettura sistematica orientata ai principi di buona fede, collaborazione e tutela dell’affidamento, facendo leva anche su alcune circolari ministeriali.

Il TAR Emilia-Romagna respinge il ricorso, muovendo da un dato che la prassi amministrativa e una parte del contenzioso tendono talvolta a sottovalutare: il lavoro stagionale costituisce una fattispecie autonoma, disciplinata da regole speciali e derogatorie rispetto al lavoro subordinato ordinario. L’art. 24 del Testo Unico, nel richiamare l’art. 22, esclude in modo espresso l’applicabilità del comma 11, vale a dire proprio della norma che disciplina il permesso di soggiorno per attesa occupazione. Tale esclusione non è occasionale né meramente formale, ma risponde alla logica strutturale del lavoro stagionale, che è per definizione temporaneo, ciclico e funzionale a specifiche esigenze settoriali.

In questo quadro, il Collegio chiarisce che la mancata instaurazione o il mancato perfezionamento del rapporto di lavoro stagionale determina la perdita di efficacia del nulla osta e del visto di ingresso, con la conseguenza che non vi è spazio per una “trasformazione” del titolo di soggiorno in un permesso per attesa occupazione. Il permesso per attesa occupazione, infatti, non è configurabile come uno strumento di sanatoria o di riequilibrio ex post di una procedura non andata a buon fine, ma opera esclusivamente nei limiti rigorosi fissati dal legislatore.

Particolarmente significativa è la posizione assunta dal TAR in ordine al ruolo delle circolari ministeriali. La sentenza ribadisce un principio di metodo che assume valore sistemico: le circolari non possono ampliare l’ambito applicativo di istituti espressamente delimitati dalla legge, né possono derogare a una previsione primaria chiara ed inequivoca. In altri termini, la funzione interpretativa e organizzativa dell’atto amministrativo interno incontra un limite invalicabile nel dato normativo, soprattutto in un settore – quale quello dell’immigrazione – caratterizzato da una forte tipizzazione delle fattispecie e da un equilibrio delicato tra interessi individuali e interessi pubblici.

La decisione si inserisce così in un orientamento giurisprudenziale ormai consolidato, che tende a escludere soluzioni elastiche in materia di lavoro stagionale e a riaffermare la necessità di un rigoroso rispetto delle procedure di ingresso e soggiorno. In tale prospettiva, il lavoro stagionale non può essere utilizzato come canale indiretto di stabilizzazione del soggiorno, né può essere assimilato, sul piano degli effetti giuridici, al lavoro subordinato ordinario. Gli eventuali percorsi di permanenza devono essere ricercati esclusivamente all’interno delle ipotesi espressamente previste dal legislatore, come la conversione del titolo nei casi e nei limiti consentiti.

La sentenza del TAR Emilia-Romagna del 5 febbraio 2026 assume dunque un rilievo che va oltre il caso concreto. Essa conferma un’impostazione rigorosa, ma coerente con l’assetto normativo vigente, e contribuisce a delimitare con chiarezza l’ambito operativo del permesso di soggiorno per attesa occupazione, evitando letture espansive che rischierebbero di compromettere la tenuta complessiva del sistema dei flussi e delle quote di ingresso.

Il testo integrale della sentenza è consultabile nella pubblicazione disponibile su Calaméo, al seguente link:
https://www.calameo.com/books/008079775493de16d3a2d

Avv. Fabio Loscerbo

New on TikTok: Minor residence permit: what happens when you turn 18 Welcome to a new episode of the podcast Diritto dell’Immigrazione, I am avvocato Fabio Loscerbo. Today we talk about the residence permit for minors and what happens when the minor turns eighteen, in particular the conversion of the permit. This is a crucial moment, often mishandled in administrative practice, despite a clear legal framework. The residence permit issued for minor age is not a weak or temporary title. It is a fully valid permit, granted to protect a person who is legally considered vulnerable. Problems usually arise when the minor becomes an adult and applies for the conversion of the permit, typically into a permit for subordinate employment or for job seeking. On this issue, an important clarification comes from a recent decision of the Regional Administrative Court for Lombardy, Fourth Section, published on 28 January 2026, concerning a case registered under general register number 4060 of 2025. In that case, the police authority rejected the application for conversion, arguing that the opinion of the Directorate General for Immigration and Integration Policies of the Ministry of Labour had not been acquired. The Court reaffirmed a key principle: the duty to obtain that opinion lies with the administration, not with the applicant. Article 32 of the Italian Immigration Consolidated Act regulates the conversion of residence permits for unaccompanied minors and identifies two main situations: minors who have been placed under guardianship or entrusted to social services, and minors who have been included for at least two years in a social and civic integration project. In both cases, the administrative investigation must be carried out ex officio by the public authority. The ministerial opinion is mandatory, but not binding, and its absence cannot justify a refusal of the conversion request. The police authority must complete the procedure properly and then assess the applicant’s situation, including employment conditions. The message is clear: the conversion of a residence permit for minor age is not a discretionary favour, but the natural continuation of a protection and integration pathway. When the administration fails to conduct the required investigation, the refusal is unlawful and can be annulled by a court. This step is decisive, because from that conversion depends the possibility to work legally, to build a life project, and to remain lawfully in Italy. We will come back to this topic, because it goes to the heart of the future of immigration law. See you in the next episode.

https://ift.tt/wE2cxMi

New on TikTok: Permis saisonnier : la procédure compte Le permis de travail saisonnier n’est pas flexible. Si la procédure administrative n’est pas respectée étape par étape, le permis ne sera pas délivré. Une décision récente du Tribunal administratif régional du Latium l’a confirmé clairement : sans la signature du contrat de séjour au guichet unique, l’administration doit rejeter la demande. En matière de permis saisonnier, la procédure n’est pas de la bureaucratie — c’est le droit.

https://ift.tt/C61fgLy

martedì 10 febbraio 2026

New on TikTok: 🚨🚨 Alerte importante 🚨🚨 À partir de juin 2026, de nouvelles règles de l’Union européenne entreront en vigueur. Si vous souhaitez déposer une demande de protection pour obtenir un titre de séjour pour protection spéciale, votre dossier doit être préparé avec soin et accompagné de documents. ⚠️ Pas de preuve de logement ⚠️ Pas de preuves des relations sociales ⚠️ Pas de promesse d’embauche correcte ni d’extrait du registre du commerce La demande peut être refusée. N’attendez pas la dernière minute. Commencez à préparer votre dossier dès maintenant. 🎙️ Nouvel épisode du podcast Diritto dell’Immigrazione avec maître Fabio Loscerbo #ProtectionSpéciale #TitreDeSéjour #DroitDesÉtrangers #Immigration #Italie

https://ift.tt/cDT3MxF

New on TikTok: 🚨🚨 تنبيه مهم 🚨🚨 اعتبارًا من يونيو 2026 ستدخل قواعد جديدة للاتحاد الأوروبي حيز التنفيذ. إذا كنت ترغب في تقديم طلب حماية للحصول على تصريح إقامة للحماية الخاصة، يجب أن يكون طلبك مُعدًا بشكل دقيق ومدعوم بالوثائق. ⚠️ بدون وثائق واضحة عن السكن ⚠️ بدون إثبات العلاقات الاجتماعية ⚠️ بدون وعد عمل حقيقي وسجل تجاري لصاحب العمل قد يتم رفض الطلب. لا تنتظر اللحظة الأخيرة. ابدأ في التحضير من الآن. 🎙️ حلقة جديدة من بودكاست Diritto dell’Immigrazione مع المحامي Fabio Loscerbo #حماية_خاصة #تصريح_إقامة #قوانين_أوروبا #الهجرة #إيطاليا

https://ift.tt/bTXvYNH

New on TikTok: Seasonal Permit: Procedure Matters Seasonal work permits are not flexible. If the administrative procedure is not followed step by step, the permit will not be issued. A recent decision by the Regional Administrative Court of Lazio confirms it clearly: without signing the residence contract at the Immigration Desk, the Police must reject the application. In seasonal permits, procedure is not bureaucracy — it is the law.

https://ift.tt/D21vecZ

Signalement SIS : une clarification essentielle


 

إشارات SIS: توضيح قانوني أساسي


 

New on TikTok: Bienvenidos al podcast Derecho de la Inmigración. Soy el abogado Fabio Loscerbo. Una reciente decisión de la justicia administrativa italiana establece un principio claro: la anulación de una expulsión solo implica la eliminación de la señalización SIS basada en esa medida concreta. Otras señalizaciones, por ejemplo las derivadas de condenas penales, siguen siendo válidas si su base legal permanece. Una distinción fundamental en la práctica. Sigue esta página para más contenidos sobre derecho de la inmigración.

https://ift.tt/5PDLivS

lunedì 9 febbraio 2026

مغادرة إيطاليا ورفض تصريح الإقامة


 

New on TikTok: Signalement SIS : une clarification essentielle Bienvenue sur le podcast Droit de l’Immigration. Je suis l’avocat Fabio Loscerbo. Une récente décision d’une juridiction administrative italienne rappelle un principe clair : l’annulation d’une mesure d’expulsion entraîne uniquement la suppression du signalement SIS fondé sur cette mesure précise. Les autres signalements, notamment ceux liés à des condamnations pénales, restent valables si leur base juridique subsiste. Une distinction essentielle en pratique. Suivez cette page pour d’autres analyses en droit de l’immigration.

https://ift.tt/sKO0tXi

Salir de Italia y denegación del permiso de residencia


 

New on TikTok: Antecedentes penales y denegación del permiso de residencia: la enseñanza del TAR de Bolonia Bienvenidos a un nuevo episodio del podcast Derecho de la Inmigración. Soy el abogado Fabio Loscerbo. Hoy hablamos de una resolución especialmente relevante porque aborda una cuestión muy frecuente en la práctica administrativa: la denegación del permiso de residencia basada en los antecedentes penales de la persona extranjera. La referencia es una sentencia del Tribunal Administrativo Regional de Emilia-Romaña, sede de Bolonia, Sección Primera, Registro General número 3 de 2026, Registro de Decisiones Colegiadas número 144 de 2026, publicada el 29 de enero de 2026 y adoptada en cámara de consejo el 28 de enero de 2026. Mediante esta resolución, el Tribunal anuló una decisión administrativa que había denegado la renovación del permiso de residencia. El mensaje central de la sentencia es muy claro. Los antecedentes penales no pueden utilizarse como un motivo automático de denegación. La administración está obligada a realizar una valoración concreta, individual y actualizada de la peligrosidad social de la persona interesada, teniendo en cuenta toda su situación personal. En el caso examinado, el Tribunal constató una grave insuficiencia de motivación. La decisión impugnada no contenía una verdadera valoración de la vida privada y familiar, del recorrido laboral ni del proceso de reintegración social. En definitiva, no se llevó a cabo ningún equilibrio real entre los elementos desfavorables y los favorables. La sentencia recuerda así la correcta aplicación del artículo 5, apartado 5, del decreto legislativo de 25 de julio de 1998, número 286, que impone a la administración la obligación de valorar globalmente la situación de la persona extranjera y de motivar su decisión de manera seria y no estereotipada. Los antecedentes penales pueden ser relevantes, pero nunca pueden justificar una denegación automática. Esta resolución envía un mensaje claro: en el derecho de la inmigración, la discrecionalidad administrativa solo es legítima si se ejerce de manera concreta, proporcionada y debidamente motivada. Para seguir analizando casos reales y jurisprudencia aplicada, continúa escuchando el podcast Derecho de la Inmigración. Hasta el próximo episodio.

https://ift.tt/0eobVET

Adli sicil tek başına yeterli değil: Bologna İdare Mahkemesi’nden otomatik oturma izni retlerine dur

 Adli sicil tek başına yeterli değil: Bologna İdare Mahkemesi’nden otomatik oturma izni retlerine dur

Emilia-Romagna Bölgesi Bologna merkezli Bölge İdare Mahkemesi’nin yakın tarihli bir kararı, İtalyan göç hukukunda temel bir ilkeyi bir kez daha açık biçimde ortaya koydu: Bir yabancının adli sicil kaydı, tek başına oturma izninin reddi veya yenilenmemesi için yeterli bir gerekçe olamaz.

İncelenen olayda idare, ilgili kişinin geçmişteki ceza mahkûmiyetlerine atıf yaparak olumsuz karar vermiş, ancak bu mahkûmiyetlerin neden bugün hâlâ güncel ve somut bir toplumsal tehlike oluşturduğunu açıklamamıştır. Ayrıca kişinin aile hayatı, çalışma durumu ve topluma yeniden uyum süreci gibi olumlu unsurlar da dikkate alınmamıştır. Mahkeme, bu yaklaşımın hukuka aykırı olduğunu belirterek, otomatik ve şablon kararların göç hukukunda kabul edilemeyeceğini vurgulamıştır.

Mahkemenin değerlendirmesi, 25 Temmuz 1998 tarihli ve 286 sayılı Yasama Kararnamesi’nin 5. maddesinin 5. fıkrasına dayanmaktadır. Bu hüküm, idareye yabancının durumunu bütüncül biçimde değerlendirme yükümlülüğü getirmektedir. Bu kapsamda adli sicil kayıtları, özel ve aile hayatı, istihdam durumu, toplumsal entegrasyon düzeyi ve suçtan sonra geçen süre gibi unsurlarla birlikte tartılmalıdır.

Bologna İdare Mahkemesi, somut olayda ciddi bir gerekçelendirme eksikliği tespit etmiştir. İdari makam, olumsuz ve olumlu unsurlar arasında gerçek bir dengeleme yapmamış; kararını, bireysel durumu yansıtmayan genel ve mekanik bir yaklaşıma dayandırmıştır. Bu nedenle mahkeme, oturma izninin reddine ilişkin işlemi iptal etmiş ve dosyayı hukuka uygun bir yeniden değerlendirme yapılması için idareye geri göndermiştir.

Bu karar, idarenin takdir yetkisinin sınırlarını da netleştirmektedir. Göç hukukunda idari takdir vardır, ancak bu takdir sınırsız değildir. Bir karar, bireyin yaşamını, ailesini ve mesleki geleceğini doğrudan etkiliyorsa, mutlaka güncel, somut ve orantılı bir değerlendirmeye dayanmalıdır.

Uygulamada verilen mesaj açıktır: Adli sicil kayıtları bir değerlendirme unsurudur, nihai sonuç değildir. İdarenin, bu kayıtların neden bugün hâlâ belirleyici olduğunu ve neden oturma hakkının sınırlandırılmasını gerektirdiğini açık ve ikna edici biçimde ortaya koyması gerekir.

Mahkeme kararını ve hukuki değerlendirmeyi içeren yayının tamamı Calaméo platformunda aşağıdaki bağlantıdan erişilebilir:
https://www.calameo.com/books/008079775f4e8338cb9e5
https://www.calameo.com/books/008079775f4e8338cb9e5

Sonuç olarak Bologna İdare Mahkemesi, göç hukukunda temel bir ilkeyi yeniden teyit etmektedir: Otomatik kararlar hukuka uygun değildir. Her dosya, bireysel koşullar dikkate alınarak ve hukukun öngördüğü güvencelere saygı gösterilerek değerlendirilmelidir.

Avv. Fabio Loscerbo

New on TikTok: Leja e qëndrimit për të mitur: çfarë ndodh kur mbush 18 vjeç Mirë se vini në një episod të ri të podcastit Diritto dell’Immigrazione, unë jam avvocato Fabio Loscerbo. Sot flasim për lejen e qëndrimit për të mitur dhe për atë që ndodh kur i mituri mbush tetëmbëdhjetë vjeç, veçanërisht për konvertimin e lejes së qëndrimit. Ky është një moment shumë i rëndësishëm, i cili në praktikën administrative shpesh krijon probleme, edhe pse kuadri ligjor është i qartë. Leja e qëndrimit e lëshuar për shkak të moshës së mitur nuk është një leje e dobët apo e përkohshme. Ajo është një leje plotësisht e vlefshme, e dhënë për të mbrojtur një person që rendi juridik e konsideron në gjendje vulnerabël. Vështirësitë zakonisht lindin kur i mituri bëhet madhor dhe paraqet kërkesë për konvertimin e lejes, zakonisht në leje qëndrimi për punë të varur ose për kërkim pune. Në këtë drejtim, një vendim i rëndësishëm i Tribunale Amministrativo Regionale per la Lombardia, Seksioni i Katërt, i publikuar më 28 janar 2026, ka dhënë sqarime të qarta. Çështja ishte e regjistruar me numrin e regjistrit të përgjithshëm 4060 të vitit 2025. Në atë rast, autoriteti policor kishte refuzuar kërkesën për konvertim me arsyetimin se nuk ishte marrë mendimi i Drejtorisë së Përgjithshme për Imigracionin dhe Politikat e Integrimit të Ministrisë së Punës. Gjykata ka riafirmuar një parim themelor: detyrimi për të marrë këtë mendim i takon administratës, jo aplikuesit. Neni 32 i Tekstit Unik për Imigracionin parashikon dy situata kryesore: të miturit nën kujdestari ose të besuar shërbimeve sociale, dhe të miturit që kanë qenë të përfshirë për të paktën dy vjet në një projekt integrimi social dhe civil. Në të dy rastet, procedura duhet të kryhet kryesisht nga administrata. Mendimi ministror është i detyrueshëm, por nuk është detyrues në përmbajtje, dhe mungesa e tij nuk mund të justifikojë refuzimin e konvertimit. Administrata duhet të plotësojë procedurën në mënyrë korrekte dhe më pas të vlerësojë situatën konkrete të interesuarit, përfshirë edhe pozicionin e tij të punës. Mesazhi është i qartë: konvertimi i lejes së qëndrimit për të mitur nuk është një favor diskrecional, por vazhdimi natyror i një rruge mbrojtjeje dhe integrimi. Kur administrata nuk respekton procedurën, refuzimi është i paligjshëm dhe mund të anulohet nga gjykata. Ky është një hap vendimtar, sepse nga konvertimi varet e drejta për të punuar ligjërisht, për të ndërtuar një projekt jete dhe për të qëndruar rregullisht në Itali. Mirupafshim në episodin e ardhshëm.

https://ift.tt/5WNPZOX

العنوان: التصريح الموسمي: الإجراء هو الأساس


 

New on TikTok: Permiso estacional: el procedimiento importa El permiso de trabajo estacional no es flexible. Si el procedimiento administrativo no se respeta paso a paso, el permiso no será concedido. Una decisión reciente del Tribunal Administrativo Regional del Lacio lo ha confirmado con claridad: sin la firma del contrato de residencia ante el guichet único, la administración debe rechazar la solicitud. En los permisos estacionales, el procedimiento no es burocracia: es derecho.

https://ift.tt/yZ8aguH

domenica 8 febbraio 2026

New on TikTok: العنوان: التصريح الموسمي: الإجراء هو الأساس تصريح العمل الموسمي ليس مرنًا. إذا لم يتم احترام الإجراء الإداري خطوة بخطوة، فلن يصدر التصريح. حكم حديث للمحكمة الإدارية الإقليمية في لاتسيو أكد ذلك بوضوح: من دون توقيع عقد الإقامة لدى المكتب المختص، يجب رفض الطلب. في التصاريح الموسمية، الإجراء ليس بيروقراطية، بل هو القانون.

https://ift.tt/4khzR6E

SIS Alerts: a Key Legal Clarification


 

Señalización SIS: una aclaración clave


 

New on TikTok: السوابق الجنائية ورفض تصريح الإقامة: دلالات حكم محكمة بولونيا الإدارية مرحبًا بكم في حلقة جديدة من بودكاست قانون الهجرة. أنا المحامي فابيو لوسيربو. نتناول اليوم حكمًا قضائيًا بالغ الأهمية لأنه يعالج مسألة تتكرر كثيرًا في الممارسة الإدارية، وهي رفض تصريح الإقامة استنادًا إلى السوابق الجنائية للشخص الأجنبي. المرجع هو حكم صادر عن المحكمة الإدارية الإقليمية لإقليم إميليا-رومانيا، مقر بولونيا، الدائرة الأولى، السجل العام رقم 3 لسنة 2026، سجل القرارات الجماعية رقم 144 لسنة 2026، نُشر بتاريخ 29 يناير 2026، وصدر في جلسة غرفة المشورة بتاريخ 28 يناير 2026. وقد قضت المحكمة في هذا الحكم بإلغاء قرار إداري رفض تجديد تصريح الإقامة. الرسالة الجوهرية للحكم واضحة جدًا. لا يجوز اعتبار السوابق الجنائية سببًا تلقائيًا لرفض تصريح الإقامة. فالإدارة ملزمة بإجراء تقييم فعلي، فردي، ومحدّث لمدى الخطورة الاجتماعية الحالية للشخص المعني، مع الأخذ بعين الاعتبار كامل وضعه الشخصي. في القضية المعروضة، رأت المحكمة وجود قصور جسيم في التعليل، إذ إن القرار المطعون فيه لم يتضمن أي تقييم حقيقي للحياة الخاصة والعائلية، ولا للمسار المهني، ولا لعملية الاندماج الاجتماعي. وبعبارة أخرى، لم يتم أي موازنة فعلية بين العناصر السلبية والعناصر الإيجابية. ويُعيد الحكم التأكيد على التطبيق الصحيح لـ المادة 5، الفقرة 5، من المرسوم التشريعي الصادر في 25 يوليو 1998 رقم 286، التي تُلزم الإدارة بتقييم وضع الأجنبي بشكل شامل وبصياغة تعليل جدي وغير نمطي. قد تكون السوابق الجنائية عنصرًا ذا صلة، لكنها لا يمكن أبدًا أن تبرر الرفض التلقائي. هذا الحكم يوجّه رسالة واضحة: في قانون الهجرة، لا تكون السلطة التقديرية للإدارة مشروعة إلا إذا مورست بطريقة واقعية، متناسبة، ومعلّلة بشكل صحيح. لمتابعة المزيد من القضايا العملية والاجتهادات القضائية في قانون الهجرة، استمروا في متابعة بودكاست قانون الهجرة. إلى اللقاء في الحلقة القادمة.

https://ift.tt/vysiaOw

Dënimet penale nuk mjaftojnë: Gjykata Administrative e Bolonjës kundër refuzimeve automatike të lejes së qëndrimit

 Dënimet penale nuk mjaftojnë: Gjykata Administrative e Bolonjës kundër refuzimeve automatike të lejes së qëndrimit

Një vendim i fundit i Gjykatës Administrative Rajonale për Emilia-Romanja, me seli në Bolonjë, ka riafirmuar një parim themelor të së drejtës italiane të emigracionit: dënimet penale, të marra më vete, nuk mund të justifikojnë refuzimin ose mosrinovimin e lejes së qëndrimit pa një vlerësim real dhe aktual të situatës personale të shtetasit të huaj.

Në çështjen e shqyrtuar, administrata ishte kufizuar në përmendjen e së kaluarës penale për të mbështetur vendimin negativ, pa shpjeguar pse këto dënime përbënin ende një tregues të rrezikshmërisë shoqërore aktuale, apo pse duhej të mbizotëronin mbi elemente të tjera pozitive të jetës së personit. Gjykata e vlerësoi këtë qasje si të paligjshme, pasi bazohej në një mekanizëm automatik, në kundërshtim me kërkesat e ligjit.

Baza juridike e këtij qëndrimi gjendet në nenin 5, paragrafi 5, të dekretit legjislativ të 25 korrikut 1998, numër 286, i cili e detyron administratën të vlerësojë në mënyrë tërësore pozitën e të huajit. Kjo do të thotë se elementet negative, si dënimet penale, duhet të peshohen së bashku me faktorë të tjerë vendimtarë: jeta private dhe familjare, stabiliteti në punë, niveli i integrimit shoqëror dhe koha e kaluar nga veprat penale.

Në vendimin e saj, Gjykata Administrative e Bolonjës konstatoi një mungesë të theksuar motivimi. Autoriteti administrativ nuk kishte kryer asnjë analizë konkrete të rrugëtimit personal, profesional apo familjar të interesuarit, dhe nuk kishte bërë një balancim të vërtetë midis elementeve negative dhe atyre pozitive. Për këtë arsye, gjykata anuloi refuzimin dhe ia ktheu çështjen administratës për një rishqyrtim në përputhje me parimet e proporcionalitetit dhe arsyeshmërisë.

Nga një këndvështrim më i gjerë, ky vendim konfirmon një linjë jurisprudenciale gjithnjë e më të konsoliduar. Diskrecioni administrativ në fushën e emigracionit ekziston, por nuk është i pakufizuar. Kur një vendim ndikon drejtpërdrejt në jetën familjare, profesionale dhe shoqërore të një personi, ai duhet të mbështetet në një vlerësim individual, të arsyetuar dhe të bazuar në situatën aktuale, jo në një lexim mekanik të së kaluarës.

Mesazhi praktik i vendimit është i qartë: dënimet penale janë një element vlerësimi, jo një përfundim i paracaktuar. Administrata duhet të demonstrojë, përmes një motivimi të qartë dhe të detajuar, pse ato dënime vazhdojnë të jenë relevante sot dhe pse justifikojnë kufizimin e së drejtës për qëndrim.

Publikimi i plotë, që përfshin vendimin gjyqësor dhe analizën juridike përkatëse, është i disponueshëm në Calaméo në lidhjen e mëposhtme:
https://www.calameo.com/books/008079775f4e8338cb9e5
https://www.calameo.com/books/008079775f4e8338cb9e5

Në përfundim, Gjykata Administrative e Bolonjës riafirmon një parim thelbësor: në të drejtën e emigracionit nuk ka vend për automatizma. Çdo rast kërkon një shqyrtim individual dhe të kujdesshëm, në respekt të garancive të parashikuara nga rendi juridik.

Avv. Fabio Loscerbo

New on TikTok: Permiso de residencia para menores: qué pasa al cumplir 18 años Bienvenidos a un nuevo episodio del podcast Diritto dell’Immigrazione, soy avvocato Fabio Loscerbo. Hoy hablamos del permiso de residencia por minoría de edad y de lo que sucede cuando el menor cumple dieciocho años, en particular de la conversión del permiso. Se trata de un momento clave que, en la práctica administrativa, sigue generando problemas y rechazos, a pesar de que el marco jurídico es claro. El permiso de residencia concedido por minoría de edad no es un título débil ni provisional. Es un permiso plenamente válido, otorgado para proteger a una persona que el ordenamiento jurídico considera vulnerable. Las dificultades suelen surgir cuando el menor alcanza la mayoría de edad y solicita la conversión del permiso, normalmente en permiso por trabajo por cuenta ajena o por búsqueda de empleo. Sobre este punto se ha pronunciado recientemente el Tribunal Administrativo Regional de Lombardía, Sección Cuarta, en una sentencia publicada el 28 de enero de 2026, relativa a un procedimiento inscrito con el número de registro general 4060 de 2025. En ese caso, la autoridad policial había rechazado la solicitud de conversión alegando que no se había obtenido el dictamen de la Dirección General de Inmigración y Políticas de Integración del Ministerio de Trabajo. El Tribunal reafirmó un principio fundamental: la obligación de recabar dicho dictamen corresponde a la administración, no al solicitante. El artículo 32 del Texto Único de Inmigración regula dos situaciones principales: los menores puestos bajo tutela o confiados a los servicios sociales, y los menores que hayan participado durante al menos dos años en un proyecto de integración social y civil. En ambos supuestos, la instrucción debe realizarse de oficio por la administración. El dictamen ministerial es obligatorio, pero no es vinculante, y su ausencia no puede justificar por sí sola la denegación de la conversión. La administración debe completar correctamente el procedimiento y valorar después la situación concreta del interesado, incluida su situación laboral. El mensaje es claro: la conversión del permiso de residencia por minoría de edad no es una concesión discrecional, sino la continuación natural de un itinerario de protección e integración. Cuando la administración no respeta el procedimiento, el rechazo es ilegal y puede ser anulado por el juez. Este paso es decisivo, porque de la conversión dependen el derecho a trabajar legalmente, construir un proyecto de vida y permanecer regularmente en Italia. Hasta el próximo episodio.

https://ift.tt/xAGzb4a

New on TikTok: العنوان: التصريح الموسمي: الإجراء هو الأساس تصريح العمل الموسمي ليس مرنًا. إذا لم يتم احترام الإجراء الإداري خطوة بخطوة، فلن يصدر التصريح. حكم حديث للمحكمة الإدارية الإقليمية في لاتسيو أكد ذلك بوضوح: من دون توقيع عقد الإقامة لدى المكتب المختص، يجب رفض الطلب. في التصاريح الموسمية، الإجراء ليس بيروقراطية، بل هو القانون.

https://ift.tt/JfXy7IH

sabato 7 febbraio 2026

New on TikTok: Permiso estacional: el procedimiento importa El permiso de trabajo estacional no es flexible. Si el procedimiento administrativo no se respeta paso a paso, el permiso no será concedido. Una decisión reciente del Tribunal Administrativo Regional del Lacio lo ha confirmado con claridad: sin la firma del contrato de residencia ante el guichet único, la administración debe rechazar la solicitud. En los permisos estacionales, el procedimiento no es burocracia: es derecho.

https://ift.tt/HgOY9nl

New on TikTok: Salir de Italia y la denegación del permiso de residencia: cuando la ausencia se vuelve decisiva Bienvenidos a un nuevo episodio del Podcast Diritto dell’Immigrazione. Soy el abogado Fabio Loscerbo. Hoy abordamos una cuestión muy concreta del derecho de extranjería: la salida del territorio italiano mientras un procedimiento administrativo está en curso y el riesgo de que esa ausencia conduzca a la denegación del permiso de residencia. Conviene partir de un principio claro. El permiso de residencia no es un documento meramente formal. Presupone una presencia efectiva, real y continuada en el territorio italiano. Cuando esta continuidad se interrumpe, la Administración suele considerar que desaparece uno de los requisitos jurídicos esenciales para la concesión o renovación del título. Esta interpretación ha sido confirmada de forma expresa por una reciente sentencia del TAR Campania – Sección Sexta, dictada el 25 de noviembre de 2025 y publicada con el número 597 de 2026, en el procedimiento inscrito en el registro general número 5030 de 2022. En ese caso, la Questura rechazó la solicitud de renovación del permiso de residencia porque el ciudadano extranjero se había encontrado fuera de Italia durante el procedimiento y no había regresado al país dentro del período de validez del visado de reingreso. El tribunal administrativo confirmó la legalidad de la decisión. El Tribunal reafirmó un principio fundamental: la expedición y renovación del permiso de residencia están estrechamente vinculadas no solo a la presentación de la solicitud, sino también al mantenimiento de los requisitos legales de entrada y estancia. En ausencia de un reingreso regular en el territorio italiano, dichos requisitos se consideran inexistentes y la denegación se configura como un acto administrativo de carácter reglado, sin margen de discrecionalidad. La sentencia remite expresamente al Texto Único de Inmigración y a su reglamento de desarrollo, subrayando que una ausencia prolongada puede constituir una interrupción de la estancia y impedir la renovación del permiso, incluso cuando la situación anterior era regular. El mensaje práctico es claro. Salir de Italia mientras un procedimiento está pendiente nunca es una decisión neutra. Puede tener consecuencias definitivas sobre el derecho a permanecer en el país. En el derecho de extranjería, el tiempo y la presencia son determinantes. Y, en ocasiones, una sola ausencia puede marcar la diferencia entre la continuidad de la residencia y la pérdida del título. Gracias por escucharnos y hasta el próximo episodio del podcast Diritto dell’Immigrazione.

https://ift.tt/QMoleGE

New on TikTok: SIS Alerts: a Key Legal Clarification Welcome to the Immigration Law podcast. I’m lawyer Fabio Loscerbo. A recent Italian administrative court decision makes one point very clear: when an expulsion order is annulled, only the SIS alert linked to that specific order must be deleted. Other SIS alerts, for example those based on criminal convictions, remain valid if their legal basis still exists. This distinction is crucial in practice. An annulment does not automatically clear your entire SIS position. Follow my page for more updates on immigration law.

https://ift.tt/IPRxA9J

السوابق الجنائية لا تكفي وحدها: محكمة بولونيا الإدارية ترفض القرارات الآلية بشأن تصاريح الإقامة

 السوابق الجنائية لا تكفي وحدها: محكمة بولونيا الإدارية ترفض القرارات الآلية بشأن تصاريح الإقامة

أعاد حكم حديث صادر عن المحكمة الإدارية الإقليمية لإقليم إميليا-رومانيا، مقر بولونيا، التأكيد على مبدأ أساسي في قانون الهجرة الإيطالي: لا يجوز رفض أو عدم تجديد تصريح الإقامة استنادًا إلى السوابق الجنائية وحدها، من دون إجراء تقييم فعلي وشامل للوضع الشخصي الراهن للشخص الأجنبي.

في القضية محل النظر، اكتفت الإدارة بالإشارة إلى السوابق الجنائية لتبرير القرار السلبي، من دون تقديم تعليل يوضح لماذا تُعدّ تلك السوابق مؤشرًا قائمًا وحاليًا على خطورة اجتماعية، أو لماذا ينبغي أن تطغى على عناصر إيجابية أخرى في مسار حياة المعني بالأمر. وقد اعتبرت المحكمة هذا النهج غير مشروع، لأنه يقوم على منطق آلي لا ينسجم مع متطلبات القانون.

ويستند هذا التوجه إلى القاعدة الواردة في المادة 5، الفقرة 5، من المرسوم التشريعي الصادر في 25 يوليو 1998 رقم 286، التي تُلزم الإدارة بتقييم الوضع العام للأجنبي تقييمًا متوازنًا. ويعني ذلك ضرورة الموازنة بين العناصر السلبية، مثل السوابق الجنائية، والعناصر الإيجابية الأخرى، كالحياة الخاصة والأسرية، والاستقرار المهني، ومستوى الاندماج الاجتماعي، والزمن المنقضي منذ ارتكاب الأفعال محل الإدانة.

وقد لاحظت المحكمة في حكمها وجود قصور واضح في التسبيب، إذ لم تُجرِ الإدارة أي فحص حقيقي لمسار الاندماج أو للحياة العائلية والمهنية، ولم تُبيّن أسباب استمرار اعتبار السوابق الجنائية عائقًا حاسمًا في الوقت الراهن. ونتيجة لذلك، قررت المحكمة إلغاء قرار الرفض وإعادة الملف إلى الإدارة لإعادة النظر فيه وفقًا لمعايير التناسب والمعقولية وحسن الإدارة.

وتندرج هذه الأحكام ضمن اتجاه قضائي متزايد يضع حدودًا واضحة للسلطة التقديرية للإدارة في مجال الهجرة. فهذه السلطة، وإن كانت قائمة، لا يمكن أن تتحول إلى قرارات تلقائية تُغفل خصوصية كل حالة على حدة، ولا سيما عندما تمسّ القرارات جوانب جوهرية من حياة الأفراد، مثل حق الإقامة والعمل والحياة الأسرية.

ومن الناحية العملية، يوجّه الحكم رسالة صريحة: السوابق الجنائية عنصر من عناصر التقييم، وليست نتيجة محسومة سلفًا. وعلى الإدارة أن تُثبت، بتعليل واضح ومحدد، لماذا تظل تلك السوابق ذات صلة اليوم، ولماذا تُبرّر المساس بحق الإقامة رغم وجود عناصر إيجابية مقابلة.

النص الكامل للنشر، متضمنًا الحكم والتحليل القانوني، متاح على منصة Calaméo عبر الرابط التالي:
https://www.calameo.com/books/008079775f4e8338cb9e5
https://www.calameo.com/books/008079775f4e8338cb9e5

وفي الختام، يؤكد حكم محكمة بولونيا الإدارية مبدأ لا لبس فيه: في قانون الهجرة، لا مكان للقرارات الآلية. فكل حالة تتطلب فحصًا فرديًا جادًا يحترم الضمانات التي كفلها النظام القانوني.

Avv. Fabio Loscerbo

La presentazione della domanda di protezione internazionale nel nuovo Patto europeo su asilo e migrazione (articolo 9 del regolamento (UE) 2024/1348 e articolo 17 del regolamento (UE) 2024/1351)

 

La presentazione della domanda di protezione internazionale nel nuovo Patto europeo su asilo e migrazione

(articolo 9 del regolamento (UE) 2024/1348 e articolo 17 del regolamento (UE) 2024/1351)



La disciplina della presentazione della domanda di protezione internazionale nell’Unione europea, così come delineata dai regolamenti (UE) 2024/1348 e 2024/1351, segna un deciso superamento dell’impostazione previgente fondata sulla direttiva 2013/32/UE e sul regolamento Dublino III. Con l’adozione di questi regolamenti, il legislatore europeo non si limita a uniformare le procedure di esame delle domande di asilo, ma trasferisce all’interno del nucleo stesso del procedimento una serie di obblighi precisi e vincolanti a carico del richiedente, finalizzati a garantire la correttezza procedurale, la cooperazione con le autorità competenti e il rispetto dei criteri di attribuzione di competenza tra Stati membri.

L’articolo 9 del regolamento (UE) 2024/1348 inserisce nel regime procedurale di protezione internazionale (cioè nella disciplina che regola l’esame di merito e la revoca degli status) una sezione dedicata agli obblighi del richiedente ai fini della presentazione della domanda e dello svolgimento della procedura stessa. Pur non essendo qui riprodotto il testo integrale, il contenuto normativo è esplicitamente pensato per tradurre in obblighi giuridici quello che, in passato, veniva talora percepito come un dovere generico di “cooperazione”. Il regolamento afferma che il richiedente deve presentare la domanda di protezione internazionale nello Stato membro individuato secondo i criteri di competenza (con specifico richiamo all’articolo 17 del regolamento (UE) 2024/1351) e deve cooperare in modo pieno e continuativo con le autorità competenti. La cooperazione qui descritta non è meramente formale: include la produzione tempestiva e completa di dati personali, documenti di identità e ogni elemento utile rilevante ai fini della procedura; l’accettazione di modalità di comunicazione tra autorità e richiedente; l’obbligo di rendersi disponibile per il colloquio personale e per ogni atto procedurale necessario; nonché la permanenza nel territorio dello Stato competente salvo diversa indicazione dell’autorità. Il regolamento, quindi, esplicita la intima connessione tra la presentazione della domanda e l’adesione consapevole del richiedente al sistema procedurale europeo, con l’obiettivo di rendere l’esame uniforme e coerente tra gli Stati membri .

Parallelamente, l’articolo 17 del regolamento (UE) 2024/1351 – Obligations of the applicant and cooperation with the competent authorities – incarna il pilastro normativo che disciplina la presentazione della domanda nel quadro della determinazione dello Stato membro responsabile dell’esame e della cooperazione con le autorità. La norma prevede innanzitutto che la domanda di protezione internazionale debba essere effettivamente fatta e registrata nello Stato membro di primo ingresso (art. 17(1)); tale obbligo è formulato senza possibilità di deroga se non nei casi tassativi previsti al comma 2, che autorizzano la presentazione nello Stato membro che ha rilasciato un documento di soggiorno o un visto valido. Se il documento è scaduto o stato revocato, la domanda deve essere presentata nello Stato membro in cui il richiedente è presente al momento della domanda. Tale formulazione sostanzia un principio di ordine di ingresso che, combinato con i criteri di attribuzione di responsabilità, costituisce il nuovo sistema europeo comune di competenza, volto a limitare i cosiddetti movimenti secondari e a garantire una responsabilità statale chiara e prevedibile .

L’articolo 17 prosegue definendo l’obbligo di cooperare pienamente con le autorità competenti nella raccolta dei dati biometrici in conformità al regolamento 2024/1358 e nella comunicazione di tutti gli elementi e informazioni disponibili utili ai fini della determinazione dello Stato membro responsabile, con particolare riguardo alla produzione tempestiva di documenti di identità e alla partecipazione alle interviste. La cooperazione non riguarda solo la fase di attribuzione di competenza, ma si estende alla obbligatoria presenza nel territorio dello Stato membro competente nel corso della procedura di determinazione e, ove applicabile, nell’implementazione di un trasferimento verso lo Stato responsabile e, successivamente, nello Stato responsabile stesso. Infine, qualora sia notificata una decisione di trasferimento, l’articolo impone al richiedente di cooperare per l’esecuzione della decisione stessa .

La disciplina è quindi funzionale a ottenere una cooperazione procedurale effettiva: non si tratta di enunciare un principio astratto, ma di legare la presentazione della domanda alle concrete fasi del procedimento, dalla registrazione alla determinazione della responsabilità, fino all’effettiva esecuzione delle decisioni di trasferimento. In tal modo, lo Stato membro in cui il richiedente presenta la domanda di protezione non solo apre la procedura di merito (come previsto dal regolamento 2024/1348), ma acquisisce anche il ruolo di primo Stato membro coinvolto nel sistema di responsabilità delineato dal regolamento 2024/1351. Il patto così costituisce un’unica architettura normativa in cui la presentazione della domanda e la cooperazione con le autorità diventano momenti giuridici pregnanti e collegati, prodromici all’esame sostanziale e all’attribuzione di competenza nel sistema europeo comune di asilo .

In ultima analisi, quindi, la novità più significativa dei due articoli risiede nell’aver trasformato l’atto di presentare la domanda di protezione internazionale da un momento amministrativo di mera presa in carico da parte dell’ente statale a un atto procedurale caricato di obblighi giuridici specifici, verificabili e sanzionabili, connessi alla cooperazione, alla corretta attribuzione dello Stato responsabile e al rispetto delle regole del sistema comune europeo. Nell’orizzonte delineato dal legislatore europeo, il diritto di chiedere protezione internazionale non è più svincolato da doveri di corresponsabilità procedurale: esso si esercita entro confini giuridicamente costituenti del sistema di competenza e cooperazione tra gli Stati membri.

 

 

Ascolta "Permis de séjour pour mineur _ que se passe-t-il à 18 ans" su Spreaker.

New on TikTok: Leja e qëndrimit për të mitur_ në moshën 18 vjeç

https://ift.tt/Fx4OvzL

venerdì 6 febbraio 2026

New on TikTok: Leaving Italy and Residence Permit Refusal: When Absence Becomes Decisive Welcome to a new episode of the Podcast Diritto dell’Immigrazione. My name is Attorney Fabio Loscerbo. Today we focus on a very practical issue in immigration law: leaving Italy while an administrative procedure is pending and the risk that this absence may lead to the refusal of a residence permit. Let me be clear from the outset. A residence permit is not a purely formal document. It is based on an effective, real, and continuous presence on Italian territory. When this continuity is interrupted, the Public Administration often considers that one of the essential legal requirements for the permit has ceased to exist. This approach has been clearly confirmed by a recent decision of the TAR Campania – Sixth Section, delivered on 25 November 2025 and published as decision number 597 of 2026, in proceedings registered under general register number 5030 of 2022. In that case, the Police Headquarters rejected an application for the renewal of a residence permit because the foreign national had remained abroad during the procedure and had not returned to Italy within the validity period of the re-entry visa. The Administrative Court upheld the refusal. The Court reaffirmed a key legal principle: the issuance and renewal of a residence permit are strictly linked not only to the filing of an application, but also to the continued existence of the legal requirements for entry and stay. If the foreign national does not lawfully return to Italy, those requirements are considered to be lacking, and the refusal becomes a binding administrative act, not a discretionary choice. The judgment expressly refers to the Consolidated Immigration Act and its implementing regulation, stressing that a prolonged absence — in particular when it exceeds the limits set by law — may constitute an interruption of the stay and prevent the renewal of the permit, even where the individual had previously been lawfully resident. The practical message is straightforward. Leaving Italy while a procedure is pending is never a neutral decision. It can have definitive consequences on the right to remain in the country. In immigration law, timing and presence matter. And sometimes, even a single absence can make the difference between continuity of stay and loss of legal status. Thank you for listening, and see you in the next episode of Diritto dell’Immigrazione.

https://ift.tt/DkL2rZb

New on TikTok: Criminal Records and the Refusal of a Residence Permit: the TAR Bologna Ruling Welcome to a new episode of the podcast Immigration Law. My name is lawyer Fabio Loscerbo. Today we are discussing a very important decision that addresses a recurring issue in administrative practice: the refusal of a residence permit based on a foreign national’s criminal record. The reference is a judgment of the Regional Administrative Court for Emilia-Romagna, Bologna seat, First Section, General Register number 3 of 2026, Collegiate Decisions Register number 144 of 2026, published on 29 January 2026, and decided in chambers on 28 January 2026. With this ruling, the Court annulled a decision of the Immigration Office denying the renewal of a residence permit. The core message of the judgment is clear. Criminal records cannot be treated as an automatic ground for refusing a residence permit. The administration is required to carry out an individual, concrete, and up-to-date assessment of the person’s actual social dangerousness, taking into account the full personal situation of the applicant. In the case examined by the Court, the refusal was found to be unlawfully motivated. The administrative decision failed to carry out a genuine balancing exercise between negative elements and favourable factors, such as private and family life, employment history, and the process of social reintegration. In other words, the assessment was merely formal and not substantive. The Court reaffirmed the correct application of Article 5, paragraph 5, of Legislative Decree number 286 of 25 July 1998, which requires the authorities to evaluate the foreign national’s situation as a whole and to provide a reasoned, non-stereotypical justification. Criminal convictions may be relevant, but they can never justify an automatic refusal. The judgment therefore sends a clear message: in immigration law, administrative discretion is legitimate only if it is exercised in a concrete, proportionate, and properly reasoned manner. If you want to follow more real cases and practical developments in immigration law, keep listening to the podcast Immigration Law. See you in the next episode.

https://ift.tt/xVm8lGU

New on TikTok: رفض تصريح العمل: العامل الأجنبي لا يملك حق الطعن صباح الخير، أنا المحامي فابيو لوتشيربو. هذه حلقة جديدة من بودكاست قانون الهجرة. في هذه الحلقة نتناول مسألة محورية في قانون الهجرة الإيطالي تتعلق بالعمل التابع للأجانب المقيمين خارج إيطاليا، وهي رفض تصريح العمل، وبالأخص مسألة من يملك الصفة القانونية للطعن في هذا النوع من القرارات. المرجع هو الحكم رقم 529 لسنة 2025 الصادر عن TAR Abruzzo – الدائرة الأولى، الصادر بتاريخ 19 نوفمبر 2025 والمنشور في 24 نوفمبر 2025، والذي قضى بعدم قبول الطعن المقدم من عامل أجنبي ضد قرار رفض تصريح العمل الصادر عن مكتب الهجرة الموحد. قامت المحكمة بإعادة بناء دقيقة للإجراءات المنصوص عليها في المادة 22 من القانون الموحد للهجرة، موضحة أن الأمر يتعلق بإجراء مركب يتألف من عدة مراحل متعاقبة. ففي المراحل الأولى، التي تشمل طلب التوظيف وإصدار تصريح العمل، تكون المصلحة القانونية محل الحماية هي مصلحة صاحب العمل، الذي يسعى إلى استقدام عامل من الخارج مع الالتزام بالحصص والشروط التي يحددها القانون. وفي هذا السياق، تأتي التعديلات التي أدخلها المرسوم بقانون رقم 145 لسنة 2024، المحول إلى القانون رقم 187 لسنة 2024، والتي أوجبت على صاحب العمل تأكيد طلب تصريح العمل خلال سبعة أيام من تاريخ الإخطار بانتهاء الفحوصات الإجرائية. وفي حال عدم تقديم هذا التأكيد خلال الأجل المحدد، يُعد الطلب مرفوضًا ويُلغى تصريح العمل إذا كان قد صدر بالفعل. وترى المحكمة أن هذا الالتزام بالتأكيد يخص حصريًا صاحب العمل، ويقع ضمن مرحلة إجرائية تهدف إلى تلبية احتياجاته التنظيمية والإنتاجية. وفي هذه المرحلة، لا يكون العامل الأجنبي قد اكتسب بعد مركزًا قانونيًا محميًا، وإنما يقتصر وضعه على مصلحة واقعية في نجاح الإجراء. ومن هنا تستخلص المحكمة مبدأً واضحًا وحاسمًا: العامل الأجنبي المقيم خارج إيطاليا لا يملك الصفة القانونية للطعن في قرار رفض أو إلغاء تصريح العمل، لأنه لا يتمتع بمركز قانوني محمي في تلك المرحلة من الإجراء. وتعود الصفة في رفع الطعن حصريًا إلى صاحب العمل الذي قدم الطلب الاسمي. كما توضح المحكمة أن المراكز القانونية المرتبطة مباشرة بالعامل الأجنبي لا تنشأ إلا في المراحل اللاحقة، والمتعلقة بإصدار تأشيرة الدخول وتصريح الإقامة. أما قبل ذلك، فإن النظام القانوني يحمي المصلحة العامة في ضبط تدفقات الهجرة، وكذلك المصلحة الخاصة لصاحب العمل، دون أن يمنح العامل حقًا قابلًا للمطالبة القضائية. إنه حكم يستحق القراءة المتأنية، لأنه يصحح ممارسات دفاعية لا تزال شائعة، ويفرض دقة أكبر في تحديد الشخص المخول قانونًا باتخاذ المبادرة القضائية. ففي إجراءات تصريح العمل، يكون الطعن المقدم من العامل وحده معرضًا حتمًا للحكم بعدم القبول، مع ما يترتب على ذلك من آثار واضحة من حيث الوقت والتكاليف وفعالية الحماية القانونية. للمزيد من التحليل حول هذا الموضوع، وحول قضايا أخرى متعلقة بالعمل، وتدفقات الدخول، وتصاريح الإقامة، يمكنك الاطلاع على مقالاتي، والاستماع إلى بودكاست قانون الهجرة، ومتابعة المحتوى المتاح على قناتي على يوتيوب وتيك توك. إلى اللقاء في الحلقة القادمة.

https://ift.tt/fQJDkCX

giovedì 5 febbraio 2026

New on TikTok: مغادرة إيطاليا ورفض تصريح الإقامة: عندما تصبح الغيبة حاسمة مرحبًا بكم في حلقة جديدة من Podcast Diritto dell’Immigrazione. أنا المحامي فابيو لوتشيربو. في هذه الحلقة نتناول مسألة عملية شديدة الأهمية في قانون الهجرة: مغادرة الأراضي الإيطالية أثناء وجود إجراء إداري قيد النظر، وما قد يترتب على ذلك من رفض لتصريح الإقامة. يجب أن ننطلق من مبدأ واضح. تصريح الإقامة ليس مجرد وثيقة شكلية، بل يقوم على وجود فعلي وحقيقي ومستمر على الأراضي الإيطالية. وعندما تنقطع هذه الاستمرارية، تميل الإدارة إلى اعتبار أن أحد الشروط القانونية الأساسية للإقامة قد زال. وقد أكدت هذا التوجهَ القضائيُّ مؤخرًا حكمٌ صادر عن TAR Campania – Sezione Sesta بتاريخ 25 نوفمبر 2025، والمنشور تحت الرقم 597 لسنة 2026، في الدعوى المقيدة برقم الدور العام 5030 لسنة 2022. في تلك القضية، رفضت جهة الشرطة المختصة طلب تجديد تصريح الإقامة لأن المواطن الأجنبي كان خارج إيطاليا أثناء سير الإجراء ولم يعد إلى البلاد خلال مدة صلاحية تأشيرة العودة. وقد أيّدت المحكمة الإدارية هذا الرفض. وأكدت المحكمة مبدأً جوهريًا مفاده أن منح وتجديد تصريح الإقامة مرتبطان ارتباطًا وثيقًا، ليس فقط بتقديم الطلب، بل أيضًا باستمرار توافر شروط الدخول والإقامة القانونية. فإذا لم يتحقق الرجوع النظامي إلى الأراضي الإيطالية، تُعد هذه الشروط غير متوافرة، ويصبح قرار الرفض قرارًا إداريًا ملزمًا، دون أي مجال للتقدير. ويستند الحكم صراحةً إلى النص الموحد للهجرة واللائحة التنفيذية الخاصة به، مبيّنًا أن الغياب المطوّل يمكن أن يُعد انقطاعًا للإقامة ويحول دون تجديد التصريح، حتى لو كانت الوضعية السابقة نظامية. والخلاصة العملية واضحة: مغادرة إيطاليا أثناء وجود إجراء قيد النظر ليست قرارًا محايدًا أبدًا. فقد تكون لها آثار نهائية على الحق في البقاء داخل البلاد. في قانون الهجرة، للوقت وللحضور وزنٌ حاسم. وأحيانًا، قد تكون غيبة واحدة كافية للانتقال من استمرارية الإقامة إلى فقدان الوضع القانوني. شكرًا لحسن الاستماع، وإلى حلقة قادمة من بودكاست Diritto dell’Immigrazione.

https://ift.tt/xbwOPCM

New on TikTok: Quitter l’Italie et refus du titre de séjour Bienvenue dans Diritto dell’Immigrazione. Je suis l’avocat Fabio Loscerbo. Quitter l’Italie pendant une procédure administrative en cours n’est jamais un acte neutre. La jurisprudence italienne confirme qu’une absence prolongée ou un non-retour régulier peut justifier le refus du titre de séjour. En droit des étrangers, la présence est déterminante.

https://ift.tt/UzIK60T

New on TikTok: Criminal Records and Residence Permit Refusals A recent ruling by the Administrative Court of Bologna clarified that criminal records cannot automatically justify the refusal of a residence permit. Public authorities must carry out a concrete and individual assessment, taking into account employment, family life, and the person’s path of integration. In immigration law, automatic decisions are unlawful.

https://ift.tt/YcaKkx4

Los antecedentes penales no bastan: el Tribunal Administrativo de Bolonia contra las denegaciones automáticas del permiso de residencia

 Los antecedentes penales no bastan: el Tribunal Administrativo de Bolonia contra las denegaciones automáticas del permiso de residencia

Una reciente decisión del Tribunal Administrativo Regional de Emilia-Romaña, con sede en Bolonia, vuelve a poner el foco sobre una práctica todavía muy extendida en el ámbito de la inmigración: la denegación o no renovación del permiso de residencia basada exclusivamente en los antecedentes penales de la persona extranjera.

El tribunal ha sido claro. Los antecedentes penales, por sí solos, no pueden justificar una decisión negativa. La administración está obligada a realizar una valoración individual y concreta de cada caso, teniendo en cuenta la situación actual del interesado y no limitándose a una lectura mecánica de su pasado penal.

Este principio encuentra su fundamento en el artículo 5, apartado 5, del decreto legislativo de 25 de julio de 1998, número 286, que impone a la autoridad administrativa la obligación de examinar globalmente la posición de la persona extranjera. Ello implica ponderar los elementos desfavorables, como las condenas penales, junto con otros factores relevantes: la vida privada y familiar, la estabilidad laboral, el grado de integración social y el tiempo transcurrido desde los hechos objeto de condena.

En el caso analizado por el Tribunal Administrativo de Bolonia, la decisión administrativa impugnada fue considerada ilegítima por falta de motivación. La autoridad se había limitado a mencionar los antecedentes penales sin explicar por qué estos seguían siendo indicativos de una peligrosidad social actual, ni por qué debían prevalecer sobre los elementos favorables del recorrido personal y social del interesado. Ante esta carencia, el tribunal anuló la denegación y devolvió el asunto a la administración para que procediera a un nuevo examen conforme a los principios de proporcionalidad y razonabilidad.

Desde una perspectiva más amplia, la sentencia confirma una línea jurisprudencial cada vez más consolidada. La discrecionalidad administrativa en materia de inmigración existe, pero no es ilimitada. Cuando una decisión incide directamente en la vida familiar, laboral y social de una persona, la administración debe ejercer su poder de forma responsable, motivada y basada en una evaluación real y actual.

El mensaje práctico de la decisión es inequívoco: los antecedentes penales son un elemento de valoración, no un resultado automático. La administración debe demostrar, mediante una motivación clara y específica, por qué esos antecedentes siguen siendo relevantes hoy y por qué justifican la denegación del derecho de residencia.

La publicación completa, que incluye la decisión judicial y el análisis jurídico correspondiente, está disponible en Calaméo en el siguiente enlace:
https://www.calameo.com/books/008079775f4e8338cb9e5
https://www.calameo.com/books/008079775f4e8338cb9e5

En definitiva, el Tribunal Administrativo de Bolonia reafirma un principio esencial del derecho de extranjería: no existen atajos ni automatismos legítimos. Cada caso debe ser examinado individualmente, respetando las garantías previstas por el ordenamiento jurídico.

Avv. Fabio Loscerbo

mercoledì 4 febbraio 2026

New on TikTok: Salir de Italia y denegación del permiso de residencia Bienvenidos a Diritto dell’Immigrazione. Soy el abogado Fabio Loscerbo. Salir de Italia mientras un procedimiento administrativo está en curso nunca es una decisión neutral. Los tribunales administrativos confirman que una ausencia prolongada o la falta de reingreso regular puede justificar la denegación del permiso de residencia. En derecho de extranjería, la presencia es clave.

https://ift.tt/UPYba7B

Les antécédents pénaux ne suffisent pas : le tribunal administratif de Bologne contre les refus automatiques de titres de séjour

 Les antécédents pénaux ne suffisent pas : le tribunal administratif de Bologne contre les refus automatiques de titres de séjour

Une décision récente du Tribunal administratif régional d’Émilie-Romagne, siège de Bologne, vient rappeler avec force un principe fondamental du droit de l’immigration italien : les antécédents pénaux d’un ressortissant étranger ne peuvent pas, à eux seuls, justifier le refus ou le non-renouvellement d’un titre de séjour.

Dans l’affaire examinée, l’administration s’était limitée à invoquer les condamnations pénales passées de l’intéressé pour refuser le renouvellement du titre de séjour, sans procéder à une analyse réelle de sa situation actuelle. Le tribunal a jugé cette approche illégitime, soulignant que le droit italien impose une évaluation individualisée et concrète de chaque situation.

Le fondement juridique de cette position se trouve dans l’article 5, paragraphe 5, du décret législatif du 25 juillet 1998, numéro 286, qui oblige l’administration à apprécier globalement la situation de l’étranger. Cela signifie que les éléments négatifs, tels que les antécédents pénaux, doivent être mis en balance avec d’autres facteurs déterminants : la vie privée et familiale, l’insertion professionnelle, le parcours d’intégration sociale et le temps écoulé depuis les faits reprochés.

Dans sa décision, le tribunal administratif de Bologne a constaté une carence manifeste de motivation. L’autorité administrative n’avait pas expliqué en quoi les condamnations passées traduisaient encore une dangerosité sociale actuelle, ni pourquoi elles devaient prévaloir sur les éléments favorables de la situation personnelle du requérant. En l’absence de cette analyse, le refus du titre de séjour a été annulé et le dossier renvoyé à l’administration pour un nouvel examen conforme aux principes de proportionnalité et de raisonnabilité.

Cette décision s’inscrit dans une tendance jurisprudentielle désormais bien établie. Elle rappelle que le pouvoir discrétionnaire de l’administration en matière d’immigration n’est ni absolu ni automatique. Lorsqu’une décision affecte directement la vie familiale, professionnelle et sociale d’une personne, elle doit être soigneusement motivée et fondée sur une appréciation réelle de la situation présente, et non sur une lecture mécanique du passé.

D’un point de vue pratique, le message est clair : les antécédents pénaux constituent un élément d’évaluation, mais jamais une conclusion prédéterminée. Toute décision de refus doit démontrer, de manière argumentée, pourquoi ces antécédents demeurent pertinents aujourd’hui et incompatibles avec le maintien du droit au séjour.

La publication complète, comprenant la décision du tribunal et l’analyse juridique, est disponible sur Calaméo au lien suivant :
https://www.calameo.com/books/008079775f4e8338cb9e5
https://www.calameo.com/books/008079775f4e8338cb9e5

En définitive, le tribunal administratif de Bologne réaffirme un principe essentiel : en droit de l’immigration, il n’existe pas de décisions automatiques légitimes. Chaque situation doit être examinée individuellement, dans le respect des garanties prévues par l’ordre juridique.

Avv. Fabio Loscerbo

martedì 3 febbraio 2026

New on TikTok: Leaving Italy and Residence Permit Refusal Welcome to Diritto dell’Immigrazione. I’m attorney Fabio Loscerbo. Leaving Italy while a residence permit procedure is pending is never a neutral choice. Italian administrative courts confirm that a prolonged absence, or a failure to return regularly, may lawfully lead to the refusal of the permit. In immigration law, presence matters.

https://ift.tt/Ejpx79F

Criminal Records Are Not Enough: Bologna Administrative Court Strikes Down Automatic Residence Permit Refusal

 Criminal Records Are Not Enough: Bologna Administrative Court Strikes Down Automatic Residence Permit Refusal

A recent decision by the Administrative Court of Emilia-Romagna, based in Bologna, has once again drawn a clear line between lawful discretion and unlawful automatism in Italian immigration law. At the center of the ruling is a practice still widely used by immigration authorities: refusing or not renewing a residence permit solely on the basis of a foreign national’s criminal record.

The Court’s message is straightforward. Criminal convictions, taken alone, cannot justify the refusal of a residence permit. Public authorities are required to assess each case individually, taking into account the person’s current situation, rather than relying on past conduct as an automatic barrier.

This principle is rooted in Italian law, specifically Article 5, paragraph 5, of the Consolidated Immigration Act. That provision obliges the administration to carry out a comprehensive evaluation of the foreign national’s circumstances, balancing negative elements—such as criminal convictions—with positive factors including family life, employment history, social integration, and the time elapsed since the offences were committed.

In the case examined by the Bologna Administrative Court, the refusal decision was found to be unlawfully reasoned. The authority had merely listed the applicant’s criminal record, without explaining why those convictions still indicated a present and actual threat to public order. There was no real assessment of the individual’s personal development, reintegration into society, or private and family life. As a result, the Court annulled the refusal and sent the case back to the administration for a new and lawful examination.

From a broader perspective, the ruling confirms a trend that is increasingly evident in administrative case law. Immigration authorities do have discretion, but that discretion is not unlimited. When decisions affect fundamental aspects of a person’s life—such as the right to reside legally, work, and maintain family ties—administrative power must be exercised with care, proportionality, and proper reasoning.

The Bologna decision also carries an important practical message. Criminal records are a factor in the assessment, not the conclusion itself. Authorities must demonstrate, through a reasoned analysis, why those records remain relevant today and why they outweigh all other elements in the individual’s favor. Without such an analysis, the refusal of a residence permit cannot stand.

The full publication, including the court decision and legal analysis, is available on Calaméo at the following link:
https://www.calameo.com/books/008079775f4e8338cb9e5
https://www.calameo.com/books/008079775f4e8338cb9e5

Ultimately, this ruling reinforces a key principle of immigration law: there are no shortcuts. Automatic decisions based on past convictions are incompatible with a legal system that requires individualized assessments and respect for proportionality. For both practitioners and foreign nationals, the message is clear—each case must be judged on its own merits.

Avv. Fabio Loscerbo

lunedì 2 febbraio 2026

السوابق الجنائية ورفض تصريح الإقامة


 

Precedenti penali e diniego del permesso di soggiorno: il divieto di automatismi amministrativi nella recente giurisprudenza del TAR Bologna

 Precedenti penali e diniego del permesso di soggiorno: il divieto di automatismi amministrativi nella recente giurisprudenza del TAR Bologna


La presente riflessione prende le mosse da una recente sentenza del Tribunale Amministrativo Regionale per l’Emilia-Romagna, sede di Bologna, che affronta un tema di costante attualità nel diritto dell’immigrazione: il rapporto tra precedenti penali dello straniero e diniego del permesso di soggiorno. Si tratta di una questione che, nella prassi delle questure, continua a essere trattata con un approccio spesso semplificato e talvolta apertamente distorsivo del quadro normativo vigente.

La decisione del TAR Bologna si colloca nel solco di un orientamento giurisprudenziale ormai consolidato, che esclude in modo netto la possibilità di fondare il diniego del titolo di soggiorno su un automatismo legato all’esistenza di precedenti penali. Il giudice amministrativo ribadisce, con argomentazione lineare e coerente, che la mera indicazione di condanne pregresse non è sufficiente a giustificare un provvedimento negativo, in assenza di una valutazione concreta, individuale e attualizzata della posizione dello straniero.

Il punto di riferimento normativo resta l’articolo 5, comma 5, del decreto legislativo 25 luglio 1998, numero 286, che impone all’amministrazione un obbligo di valutazione complessiva della situazione personale. Tale disposizione, letta alla luce dei principi costituzionali di ragionevolezza, proporzionalità e buon andamento dell’azione amministrativa, esclude ogni forma di automatismo e richiede un effettivo bilanciamento tra gli elementi sfavorevoli, quali i precedenti penali, e quelli favorevoli, come la vita privata e familiare, il percorso lavorativo, il radicamento sociale e il tempo trascorso dai fatti oggetto di condanna.

La sentenza analizzata mette in evidenza come il vizio principale del provvedimento impugnato risieda nella carenza di motivazione. L’amministrazione si era limitata a richiamare i precedenti penali senza dar conto di alcuna valutazione discrezionale reale, né della pericolosità sociale attuale dell’interessato, né dell’evoluzione della sua condizione personale. In questo modo, la discrezionalità amministrativa si è trasformata in una decisione meramente automatica, priva di istruttoria effettiva e, proprio per questo, illegittima.

Dal punto di vista sistematico, la pronuncia del TAR Bologna conferma che il diritto dell’immigrazione non tollera scorciatoie decisionali. Il potere dell’amministrazione di incidere sul diritto al soggiorno, che ha ricadute dirette sulla vita privata, familiare e lavorativa della persona, deve essere esercitato con particolare rigore motivazionale. L’assenza di una valutazione individualizzata non rappresenta un vizio formale secondario, ma incide sulla legittimità stessa del provvedimento.

La decisione assume rilievo anche sotto il profilo pratico, poiché ribadisce un principio che dovrebbe orientare l’azione amministrativa quotidiana: i precedenti penali sono un elemento della valutazione, non il suo esito predeterminato. L’amministrazione è chiamata a dimostrare, attraverso una motivazione puntuale, perché tali precedenti risultino ancora oggi rilevanti e incompatibili con il mantenimento o il rinnovo del titolo di soggiorno, alla luce della situazione attuale dello straniero.

Il testo integrale della pubblicazione, contenente la sentenza e l’analisi giuridica di riferimento, è disponibile su Calaméo al seguente indirizzo:
https://www.calameo.com/books/008079775f4e8338cb9e5
https://www.calameo.com/books/008079775f4e8338cb9e5

In conclusione, la pronuncia del TAR Bologna conferma un principio che dovrebbe essere ormai acquisito: nel diritto dell’immigrazione, la discrezionalità amministrativa non può mai degenerare in automatismo. Ogni decisione sul permesso di soggiorno deve essere il risultato di una valutazione concreta, proporzionata e motivata, capace di restituire centralità alla persona e alla sua storia, nel rispetto delle garanzie previste dall’ordinamento.


Avv. Fabio Loscerbo

sabato 31 gennaio 2026

Çalışma izninin reddi: Yabancı işçi itiraz hakkına sahip değildir İtalyan mahkemesinden, çalışma temelli göç prosedürlerinde kimin dava açabileceğine dair netlik

 

Çalışma izninin reddi: Yabancı işçi itiraz hakkına sahip değildir

İtalyan mahkemesinden, çalışma temelli göç prosedürlerinde kimin dava açabileceğine dair netlik

İtalya’daki idari yargı mercileri tarafından yakın zamanda verilen bir karar, göç hukukunun en tartışmalı alanlarından birine açıklık getirdi: Yurt dışında yaşayan yabancı bir işçi adına talep edilen çalışma izni reddedildiğinde, bu karara karşı kim dava açabilir?

Konu, Avrupa Birliği üyesi olmayan yabancıların ücretli çalışma amacıyla İtalya’ya girişini düzenleyen İtalyan Göç Mevzuatının 22. maddesi çerçevesinde ele alınıyor. Söz konusu prosedür oldukça karmaşık olup, işveren tarafından yapılan başvuruyla başlamakta ve ancak daha sonraki bir aşamada işçiye giriş vizesi ile oturma izni verilmesiyle tamamlanmaktadır.

İdari mahkemeye göre, bu aşamalar arasındaki ayrım belirleyici niteliktedir.

Çalışma izninin talep edilmesi, onaylanması veya reddedilmesine ilişkin ilk aşamalarda hukuken korunmaya değer menfaat yalnızca işverene aittir. Başvuruyu yapan, Göç için Tek Durak Ofisi ile iletişim kuran ve kanuni süreler ile yükümlülükleri üstlenen taraf işverendir.

Bu aşamada yabancı işçi henüz korunmuş bir hukuki statüye sahip değildir. Mahkeme bu noktada açıktır: İşçinin yalnızca prosedürün olumlu sonuçlanmasına yönelik fiili bir menfaati vardır ve bu menfaat yargısal koruma için yeterli değildir. Dolayısıyla, çalışma izninin reddi veya iptali halinde yabancı işçi tek başına dava açma hakkına sahip değildir. Dava açma ehliyeti yalnızca başvuruyu yapan işverene aittir.

Bu yargısal yaklaşım, Calaméo platformunda yayımlanan ve aşağıdaki bağlantıdan erişilebilen bir çalışmada ayrıntılı biçimde ele alınmaktadır:
https://www.calameo.com/books/0080797759dd32066810c
(doğrudan bağlantı: https://www.calameo.com/books/0080797759dd32066810c)

Söz konusu yayın, bu yorumun pratik sonuçlarını özellikle vurgulamaktadır. Uygulamada hâlen sıkça görülen, yalnızca yabancı işçi tarafından açılan davalar, işverenin doğrudan katılımı olmadığında kabul edilemezlik kararıyla sonuçlanmaktadır. Bu durum zaman kaybına, maliyet artışına ve hukuki beklentilerin boşa çıkmasına yol açmaktadır.

Mahkeme ayrıca, yabancı işçinin yargısal olarak korunabilir haklarının ancak daha sonraki aşamalarda, yani giriş vizesi ve oturma izninin verilmesi sürecinde doğduğunu açıkça belirtmektedir. Bu aşamaya kadar İtalyan hukuk sistemi, göç akışlarının kontrolüne ilişkin kamu yararı ile işverenin özel menfaatini öncelemekte, işçiye bağımsız bir dava hakkı tanımamaktadır.

Bu karar, göç hukukuna ilişkin geleneksel ve sistematik bir yaklaşımı yansıtmakta; çalışma temelli göç prosedürlerinde rollerin ve sorumlulukların net biçimde ayrılması gerektiğini bir kez daha ortaya koymaktadır. Aynı zamanda hukukçular ve ilgililer için açık bir mesaj içermektedir: Bu alanda, kimin dava açabileceğini bilmek, hangi idari işlemin dava konusu edilebileceğini bilmek kadar önemlidir.

Calaméo’da yayımlanan çalışma, İtalya’da çalışma temelli göç alanında yargısal korumanın mevcut sınırlarını anlamak isteyenler için önemli bir başvuru kaynağı niteliğindedir.

Avukat Fabio Loscerbo