lunedì 26 ottobre 2026

Secondo il TAR Milano, le controversie sul ricongiungimento familiare spettano al giudice ordinario

Secondo il TAR Milano, le controversie sul ricongiungimento familiare spettano al giudice ordinario

La corretta individuazione del giudice competente è una delle prime questioni da affrontare quando l'amministrazione nega il nulla osta al ricongiungimento familiare. La sentenza del TAR Lombardia, Milano, sezione I, 16 ottobre 2023, n. 2352, ribadisce che le controversie relative al diritto all'unità familiare rientrano nella giurisdizione ordinaria, anche quando il provvedimento provenga da un'autorità amministrativa.

Il principio affermato

Secondo il TAR Milano, la disposizione dell'articolo 30, comma 6, del decreto legislativo 286/1998 deve essere interpretata in maniera ampia. Non si limita ai soli dinieghi di permesso per motivi familiari, ma comprende le controversie sul rilascio del nulla osta per ricongiungimento e gli altri provvedimenti amministrativi in materia di unità familiare. La sentenza si colloca nella distinzione fra tutela davanti al giudice amministrativo e tutela davanti al giudice ordinario.

Perché la forma amministrativa dell'atto non è decisiva

Il fatto che il provvedimento sia emanato dalla Prefettura o da altro ufficio non basta per attribuire automaticamente la competenza al TAR. Occorre verificare la natura della posizione giuridica tutelata e il sistema speciale di giurisdizione previsto dal legislatore. Nel ricongiungimento, la disciplina attribuisce rilievo determinante al diritto all'unità familiare.

Le conseguenze sul lavoro del difensore

Prima di redigere il ricorso è necessario identificare il provvedimento, la sua base giuridica, il rapporto familiare e le ragioni del diniego. Una contestazione relativa alla sufficienza del reddito, all'idoneità dell'alloggio o alla sussistenza dei presupposti familiari richiede documenti coerenti con le condizioni della fattispecie. La scelta del giudice precede quella della tecnica processuale.

Le differenze fra ricongiungimento e altre procedure migratorie

Il principio non autorizza a sostenere che ogni controversia in materia di immigrazione appartenga al giudice ordinario. Le controversie sui permessi per lavoro o su altri atti amministrativi possono avere regimi differenti. Anche i rapporti con familiari di cittadini italiani o dell'Unione europea richiedono la verifica della disciplina specifica. Generalizzare la regola senza qualificare la domanda comporta un rischio processuale.

Il fascicolo necessario

Per il difensore è opportuno raccogliere la richiesta iniziale, gli atti dello Sportello unico, i certificati che provano il legame familiare, la documentazione relativa al reddito e al domicilio, gli eventuali atti istruttori, il diniego e la prova della sua comunicazione. È inoltre necessario verificare quale tutela urgente possa essere azionata e quali regole processuali si applichino al caso.

Il rilievo della giurisprudenza

Questa decisione mostra che la tutela effettiva non dipende soltanto dalla fondatezza sostanziale della pretesa. Una controversia portata davanti al giudice privo di giurisdizione può produrre ritardi e difficoltà evitabili. Per questo la fase di qualificazione della domanda è parte essenziale dell'attività difensiva.

Sentenza commentata: TAR Lombardia, Milano, sez. I, 16 ottobre 2023, n. 2352, Pres. Vinciguerra, Est. Marongiu; riportata nella relazione ufficiale del TAR Milano per l'anno giudiziario 2024. Articolo 30, comma 6, d.lgs. 286/1998.

Avv. Fabio Loscerbo
Avvocato Cassazionista
Iscritto nel Registro dei rappresentanti di interessi della Camera dei deputati in materia di Immigrazione
Lobbista registrato presso il Registro per la Trasparenza dell’Unione europea n. 280782895721-36 in materia di Migrazione e Asilo
ORCID: 0009-0004-7030-0428
Articolo redatto con l’ausilio di strumenti di AI, sotto la direzione, revisione e responsabilità editoriale dell’autore.

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