venerdì 30 ottobre 2026

Secondo il TAR Veneto, i ritardi dei kit postali richiedono spiegazioni verificabili

Secondo il TAR Veneto, i ritardi dei kit postali per il permesso di soggiorno richiedono dati e spiegazioni verificabili

Con l'ordinanza istruttoria n. 1487/2026, pubblicata il 3 luglio 2026, il TAR Veneto, Sezione III, ha affrontato il problema dei ritardi sistematici nei procedimenti di rilascio e rinnovo del permesso di soggiorno gestiti mediante kit postale dalla Questura di Vicenza. La controversia riguarda l'efficienza amministrativa, non il riconoscimento automatico del diritto al rilascio del titolo per ogni singolo richiedente.

La vicenda

Undici cittadini stranieri e alcune associazioni hanno promosso una class action pubblica contro il Ministero dell'Interno e la Questura, denunciando un malfunzionamento diffuso delle procedure. Il meccanismo postale consente di inoltrare determinate domande, ma l'invio del kit non coincide con la conclusione del procedimento: seguono convocazioni, verifiche e la decisione dell'amministrazione.

Il contenuto dell'ordinanza

Il TAR ha disposto un approfondimento istruttorio, chiedendo elementi utili alla valutazione della situazione organizzativa. Si tratta di una pronuncia interlocutoria: non va presentata come una sentenza definitiva che abbia già accolto ogni richiesta o accertato automaticamente tutte le violazioni lamentate. Il suo valore consiste nella richiesta di una verifica documentata, capace di distinguere singoli ritardi e inefficienza strutturale.

La funzione della class action pubblica

L'azione collettiva contro l'inefficienza amministrativa, disciplinata dal d.lgs. 198/2009, mira al ripristino del corretto funzionamento di servizi e funzioni pubbliche. Non sostituisce la tutela individuale volta a ottenere un provvedimento in una pratica specifica. Per l'avvocato è quindi essenziale separare il piano sistemico, che richiede prove aggregate, dal piano personale, in cui contano la domanda, gli atti istruttori, i termini e le ragioni dell'eventuale omissione.

Come tutelare una pratica in ritardo

Occorre conservare la ricevuta postale, il codice della pratica, le convocazioni, ogni richiesta di integrazione documentale e le comunicazioni con la Questura. La verifica giuridica deve riguardare il tipo di permesso domandato, il regime dei termini applicabili e gli eventuali rimedi per l'inerzia. La disponibilità di una ricevuta non deve essere confusa con un accoglimento definitivo della domanda, mentre l'eccessiva durata del procedimento non dovrebbe essere considerata normale o irrilevante.

L'importanza della prova organizzativa

Le amministrazioni devono poter rendere conto dei tempi, dell'arretrato e delle misure adottate. L'istruttoria giudiziale può contribuire a mettere in relazione l'esperienza dei singoli con il funzionamento complessivo dell'ufficio. Il giudizio sull'effettiva responsabilità e sugli interventi necessari richiede però l'esame degli elementi acquisiti e della successiva decisione.

Pronuncia e fonte

TAR Veneto, Sezione III, ordinanza n. 1487/2026, pubblicata il 3 luglio 2026, relativa alla Questura di Vicenza. ASGI, giurisprudenza, notizia del 14 agosto 2026 sulla class action per i kit postali.


Avv. Fabio Loscerbo
Avvocato Cassazionista
Iscritto nel Registro dei rappresentanti di interessi della Camera dei deputati in materia di Immigrazione
Lobbista registrato presso il Registro per la Trasparenza dell’Unione europea n. 280782895721-36 in materia di Migrazione e Asilo
ORCID: 0009-0004-7030-0428

Articolo redatto con l’ausilio di strumenti di AI, sotto la direzione, revisione e responsabilità editoriale dell’autore.

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